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L’economia valdostana nei dati 2025

Mercoledì 28 maggio 2026, si è svolto l’incontro pubblico organizzato dalla Chambre valdôtaine. L’appuntamento era dedicato alla presentazione dei risultati dell’indagine annuale sul sistema imprenditoriale della Valle d’Aosta, un’analisi realizzata in stretta collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e con il supporto delle associazioni di categoria locali.

L’iniziativa è nata con l’intento di restituire alle istituzioni, alle imprese e alla cittadinanza una fotografia aggiornata e dettagliata delle dinamiche economiche che caratterizzano il territorio. Attraverso l’esposizione dei dati raccolti, l’incontro offrirà spunti di riflessione sulle attuali prospettive di sviluppo e sulle sfide che il tessuto produttivo regionale è chiamato ad affrontare.

Ha introdotto ilavori il presidente della Chambre Roberto Sapia. Nel suo intervento,ha evidenziato come i dati economici mostrino una Valle d’Aosta solida sul piano macroeconomico, con crescita del valore aggiunto, basso tasso di disoccupazione e reddito pro capite tra i più alti d’Italia. Accanto a questi elementi positivi, ha però richiamato l’attenzione su fragilità strutturali che interessano il tessuto produttivo regionale: produttività ancora inferiore ai livelli pre-crisi del 2007, calo della popolazione in età lavorativa, invecchiamento demografico e difficoltà delle micro-imprese nel pianificare il futuro. Il presidente ha sottolineato come l’elevato numero di risposte “non so” emerse dall’indagine non rappresenti un limite degli imprenditori, ma il segnale di un sistema composto prevalentemente da micro-aziende che necessitano di maggior supporto strategico. Tra le criticità indicate anche la bassa capacità innovativa, il ridotto numero di startup e la contrazione del credito destinato alle imprese più piccole. Particolare attenzione è stata dedicata alla transizione digitale: solo una parte limitata delle aziende valdostane utilizza strumenti di automazione e intelligenza artificiale, con il rischio di perdere competitività nel medio periodo. In conclusione ha lanciato un appello per rafforzare la collaborazione tra Chambre, Regione e Finaosta, aggiornare la legge istitutiva dell’ente camerale e costruire una strategia condivisa per sostenibilità, innovazione, attrattività e competitività del territorio.

L’assessore allo Sviluppo economico delela Regione autonoma Valle d’Aosta Luigi Bertschy ha detto: «Bisogna essere capaci di evolvere insieme in un mondo cambia, guardando al futuro. non soffermandosi al solo contesto del presente. Gli strumenti di programmazione sono tanti, per esempio di Piano industriale. Lavoriamo per migliorare e rendere attuale ciò che abbiamo e per far crescere la competitività delle noster imprese, aiutandole a produrre valore».

Il presidente della Regione Renzo Testolin ha detto: «La sinergia fra scelte politiche e scelte di politica economica è importante affinché siano volano di crescita per l’intero territorio. Bisogna capire dai dati cosa migliorare e per tornare a essere attrattivi».

È poi intervenuto Paolo Cortese dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne, con dati di variazione fra il 2029 e il 2023: «La crescita del valore aggiunto settoriale della Valle d’Aosta è frutto del comparto agricolo e del terziario. Sono invece in difficoltà l’industria e le costruzioni. Però gli aumenti sono superiori e i decrementi inferiori rispetto al dato nazionale. Sotto il profilo demografico, la Valle d’Aosta ha 20 punti in più della media nazionale e la dinamica demografica interna è piuttosto negativa. Nel 2025, il saldo è stato comunque positivo per 22 individui (cosideranto anche i flussi migratori). L’occupazione mostra dati positivi soprattutto sull’industria (+8,2%). Le previsioni di asusnzione mostrano 21mila ingressi previsti, il 55% di difficile reperimento (ciò che rischia di ingessare l’attività delle imprese). Le esportazioni si riducono nel settore del metallo mentre tutti gli altri (industria alimentare in primis) mostrano dati positivi. Crescono i prestiri alle imprese (+3.6%) e alle famiglie (+1,6%). Il mercato immobiliare cresce del 6,9% ma a due velocità: si riduce la compravendita degli immobili reidenziale ad Aosta mentre cresce negli altri Comuni. Le imprese attive scendono del 2,3% ela contrazione attraversa quasi tutti i settori. Il 22,5% degli imprenditori ha più di 60 anni. Il volume di affari mostra una crescita del fatturato del 10,9%».
È poi passato ai dati dell’indagine 2025: «Hanno partecipato quai 1.300 imprese, pari al 12% delle imprese valdostane. Quasi un’impresa su due cita un vole d’affari inviariato. Agricoltura stazionaria, turismo e industria in crescita, contrazione per l’edilizia. Le imprese di piccole dimensioni sono quelle che sofrono maggiormente. Le previsioni mostrano un quadro sostanzialmente analogo. Le previsioni di andamento del fattura, dell’occupazione e della produzione cresce di 10 punti percentuali ma con situazioni favorevoli per turismo, ristorazioe e agricoltura e negatività per le costruzioni. Solo una classe di imprese ha una visione realmente positiva: quella che ha fre 1 e 9 addetti. L’indice di capacità generazionale la valutazione media è di 5,2 su 10: non vi sono particolari criticità ma neppure eccellenze. Il passaggio gnerazionale non è previsto o non è un problema, il 27% non utlizza tecnologie digitali, il 21% offre gli stessi prodotti da oltre 10 anni. L’indice di resilenza infrastrutturale si colloca al 5,6. Il 43% non ha adottato nessuna strategia per gesire i ritardi logistici e la metà delle imprese non fa ricorso a soluzoni digitali per gestire questo tipo di problematiche. L’indice di shock infrastrutturale è del 3,9% (un valore abbastanza positivo). Una situazione che rischia di ipoverire l’impresa rispetto a possibili competitor di altre regioni. Il local multiplier indix si pone al 5,7. Il 19% delle imprese utilizza più del 50% di prodotti derivanti dal territorio ma e 31% di prodotti legati alle identità valdostane. Il 3,4% ci dice che il brand Valle d’Aosta sta perdendo forza comunicativa. L’indice sulla cpacità di trattenere i talenti si pone al 5,7. C’è difficoltà a trattenere le figurr di qualità e lo dice il 17% delle imprese e il 20% propome elementi di welfare e agevolazioni che possono funzionare da elemento attrattivo. L’indice di pressione dei costi è attestato a 4. Il lavoro costa molto alle imprese come anche le materie prime. Poche imprese (3.6%) dice di essere in perdita operativa a fronte dell’incremento dei costi e il 4% dee ridurre il personale per rientrare nei margini. È stto chiesto alle imprese quale orientamento avessero: un terzo vuole cresceere, il 43% vuole resistere, il 6,4% vuole chiudere. I principali vincoli sono burocrazie, infradtrutture di trasporto, costi e carenze del personale.Occorre puntare sul turismo ma anche su agevolazioni e inventivi».

Ha concluso l’incontro Pepe Moder, imprenditore, giornalista di Radio 24 e Il Sole 24 Ore e docente 24 Ore Business School, con un contributo dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo delle imprese e della comunicazione. Ha detto: «Il 15,7% delle piccole imprese italiane utilizza l’intelligenza artificiale a fronte del 53,1% delle grandi imprese. Il 13% delle imprese lavora con AI rispetto al 47% delle tedesche. L’AI è il nuovo fattore di emancipazione: uno strumento estremamente utile perché ci fa risparmiare molto tempo ma al quale non attribuire fiducia. È necessario imparare a padroneggiarla. L’AI aiuta le imprese a ripensare l’organizzazione. Quattro equivoci sono da smontare: l’AI costa poco e non è solo per le grandi aziende; non serve un informatico ma saper leggere i dati, valutare gli output e collegare gli strumenti; non serve nel mio settore, bisogna acquistare computer nuovi per poterla usare. Grazie all’AI si può scrivere meglio, gestire il cliente con presales e postsales di primo livello, analizzare i numeri, tradurre, automatizzare l’amministrazione. Sono falsi problemi che le persone in azienda non hanno le competene per utilizzare l’AI ed è sbagliato penare che si sia seempre fatto così. La Valle d’Aosta sostiene le pmi in questo percorso (contributi per la digitalizzazione, voucher formatici, supporto con soluzioni business innovative. I 2/3 delle aziende prevodono l’adozione dell’AI nei prossimi due anni. Bisogna non essere gli ultimi a salire su un treno sul quale tutti gli altri sono già saliti».

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