Venerdì 16 gennaio 2026 inizia la seconda edizione della rassegna Noir&Dintorni, un ciclo di sei appuntamenti dedicati alla narrativa di genere che si svolgerà al Grand Hôtel Billia di Saint-Vincent, in collaborazione con la libreria A La Page di Aosta.
Tutti gli incontri inizieranno alle ore 18 e proporranno un percorso immersivo nella mente di sette tra gli scrittori di genere più venduti in libreria, accompagnando il pubblico in un viaggio capace di tenere con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
A guidare questo percorso è Gian Andrea Cerone, che condurrà gli incontri come un’indagine sulla scena del crimine letterario, esplorando i processi creativi, le ossessioni narrative e le fonti di ispirazione degli autori coinvolti. Il dialogo con gli scrittori permetterà di scoprire da dove nascono le storie, come vengono costruite e in che modo riescono a catturare e trattenere l’attenzione dei lettori.
Gian Andrea Cerone vanta una lunga esperienza nel campo della comunicazione e dell’editoria tradizionale, televisiva e digitale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi istituzionali, tra cui quelli al ministero dello Sviluppo Economico e a Expo 2015. Nel 2018 ha fondato la piattaforma editoriale di podcast storielibere.fm. Nel 2022 ha pubblicato con Guanda Le notti senza sonno, romanzo d’esordio e primo titolo della serie dedicata alla squadra investigativa dell’Unità di Analisi del Crimine Violento di Milano, finalista al Premio Scerbanenco e vincitore del Premio Franco Fedeli. Alla prima pubblicazione sono seguiti Il trattamento del silenzio nel 2023, Le conseguenze del male nel 2024 e La curva dell’oblio nel 2025. Il tempo incerto del ritorno è il suo ultimo romanzo.
L’ingresso agli incontri è gratuito con prenotazione online. Nel corso di ogni serata il Casino de la Vallée mette a disposizione in forma gratuita 50 copie del libro di ciascun autore coinvolto.
Venerdì 16 gennaio
Il calendario della rassegna si apre venerdì con Luca Crovi e l’incontro dedicato ad Andrea Camilleri, una storia.
Andrea Camilleri è stato molte cose insieme, così tante da faticare a stare dentro una sola persona. La sua storia è anche quella di un destino arrivato tardi, come lui stesso lo definiva, con il successo letterario esploso a quasi settant’anni grazie al commissario Montalbano e a una popolarità senza precedenti. Ma Camilleri è stato molto di più: è stato un bambino siciliano che, curiosando nella soffitta dei genitori, scopre i romanzi gialli di Georges Simenon custoditi in un sacco di juta, ed è stato un artista poliedrico che, spesso lontano dai riflettori, ha contribuito in modo decisivo alla crescita della cultura popolare italiana. È stato anche un uomo capace, per testardaggine e per un pizzico di fortuna, di incrociare nel proprio cammino figure leggendarie come Luigi Pirandello, il generale George Patton, Robert Capa, la banda del bandito Giuliano, Papa Giovanni XXIII, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia ed Elvira Sellerio.
Con il suo libro dedicato al grande scrittore siciliano, Luca Crovi accompagna il pubblico in un viaggio completo nel mondo di Andrea Camilleri, nella sua Sicilia e nelle molteplici esperienze che, nel tempo, sono confluite nella figura che i lettori italiani hanno profondamente amato. Il racconto restituisce un ritratto sfaccettato, capace di andare oltre l’immagine più nota dello scrittore, mettendo in luce le radici, le passioni e il lungo percorso umano e professionale che hanno preceduto il successo.
Luca Crovi, laureato in Filosofia con specializzazione in Storia Antica all’Università Cattolica di Milano, ha costruito negli anni un percorso professionale segnato dalla curiosità e dalla contaminazione dei linguaggi. Critico musicale per testate come Italia Oggi, Il Giornale e Max e conduttore radiofonico, ha affiancato alla passione per il rock un interesse sempre più profondo per il noir e per la narrativa poliziesca italiana. Dallo studio storico sul giallo con Delitti di carta nostra all’antologia L’assassino è il chitarrista, fino alla monografia Tutti i colori del giallo, divenuta una trasmissione radiofonica di Radiodue e premiata nel 2005 con il Premio Flaiano, il suo lavoro ha esplorato con continuità i confini tra musica, letteratura e racconto del mistero. Negli anni successivi, opere come Noir: istruzioni per l’uso e L’ombra del campione hanno confermato una ricerca costante e una scrittura capace di unire analisi, narrazione e passione civile.

Venerdì 13 febbraio
Mirko Zilahy è protagonista del secondo appuntamento dedicato al thriller La stanza delle ombre, romanzo che intreccia arte, delitto e mistero. La vicenda prende avvio dal ritrovamento del cadavere di una donna nelle acque del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo, disposto come se fosse il risultato di un rituale che richiama un’opera d’arte. Il commissario Zuliani coinvolge Nemo Sperati, giovane docente all’Accademia delle Belle Arti, capace di leggere le scene del crimine attraverso una particolare dimensione mentale, la Stanza delle Ombre, nella quale riesce a vedere l’invisibile e a riconoscere la firma dell’autore. Nel corpo della cosiddetta Dama delle acque, Nemo individua subito il rimando alla celebre Ophelia di John Everett Millais, così come aveva fatto due settimane prima con un altro delitto ispirato a Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi.
L’indagine si complica quando il quadro collegato all’omicidio riemerge e risulta essere un falso, attribuito a Rufo Speranza, il più grande falsario del Novecento, morto suicida molti anni prima e padre dello stesso Nemo. Con questo romanzo Mirko Zilahy torna a esplorare il rapporto tra arte e crimine, dopo averlo già affrontato in La forma del buio, proponendo un thriller in cui il protagonista non appartiene alle forze dell’ordine ma utilizza un dono visionario per interpretare il mistero, ponendo al centro non l’enigma ma la dimensione più profonda e simbolica dell’indagine.
Nel corso della serata, il pubblico è accompagnato nell’analisi della scena del crimine dallo scrittore Gian Andrea Cerone, che guida l’incontro tra racconti, suggestioni letterarie e atmosfere narrative.

Venerdì 6 marzo
Venerdì è in programma la presentazione del nuovo romanzo di Marco Buticchi, La più bella del mondo, pubblicato da Longanesi. Un’opera che intreccia epoche lontane e scenari internazionali, confermando l’autore come uno dei protagonisti italiani del romanzo d’avventura storico.
La narrazione prende avvio nella Gallia del I secolo a.C., dove un villaggio è distrutto nel tentativo di catturare la druida Artio. La donna riesce a fuggire insieme al giovane apprendista Lugh, che, dopo l’invasione di Giulio Cesare, è catturato e condotto fino in Egitto, alla corte di Cleopatra. In quella terra antica e misteriosa, tra suggestioni e saperi arcani, Lugh perfeziona le arti magiche apprese dalla sua maestra.
Il racconto si sposta poi nell’Europa degli anni Venti del Novecento, seguendo la parabola di Hedwig Kiesler, giovane attrice di talento che sposa l’industriale Fritz Mandl e si trova a frequentare ambienti politici e militari in un continente attraversato da tensioni crescenti. Trasferitasi a Hollywood, cambia identità e diventa Hedy Lamarr, attrice considerata la più bella del mondo. Le sue conoscenze e le informazioni apprese negli anni la rendono figura di interesse per i servizi segreti statunitensi nel contrasto alla minaccia nazista.
Il terzo piano temporale conduce a Hollywood nel 2026, durante la notte degli Oscar. Oswald Breil e Sara Terracini assistono al conferimento di un premio a Daniel Berg, anziano produttore di origini ebraiche. L’uomo è ucciso mentre sta per ricevere la statuetta. Breil, che ha notato un dettaglio decisivo, collabora con gli inquirenti, esponendosi a gravi rischi personali.
Con questo romanzo Marco Buticchi esplora ancora una volta i grandi snodi della storia, riportando alla luce segreti legati alla figura di Hedy Lamarr e intrecciandoli con misteri che affondano le radici nell’epoca di Cesare e Cleopatra, costruendo una trama carica di tensione e fascino.
Marco Buticchi, nato alla Spezia, è considerato il maestro italiano dell’avventura. È stato il primo autore italiano pubblicato da Longanesi nella collana dedicata ai maestri dell’avventura, accanto a Wilbur Smith e Clive Cussler. Tra le sue opere figurano Le Pietre della Luna, Menorah, Profezia, La nave d’oro, L’anello dei re, Il vento dei demoni, Il respiro del deserto, La voce del destino, La stella di pietra e Il segno dell’aquila.
A dialogare con l’autore e ad accompagnare il pubblico nell’analisi della scena del crimine e dei retroscena del romanzo è lo scrittore Gian Andrea Cerone, che guida la serata tra aneddoti, atmosfere e suggestioni letterarie.

Venerdì 17 aprile
Alle ore 18.00 Daniele Soffiati presenterà il suo romanzo Il giudice dei dannati, Edizione Mondadori.
Trenton, in New Jersey, è il tipico angolo di provincia tranquillo circondato dai boschi, dove l’hobby preferito è annoiarsi col sorriso. È dunque uno shock per tutti quando Scott Hicks viene rinvenuto ormai cadavere in casa, il volto tumefatto, devastato da centinaia di punture di vespe. Pochi sapevano che lo psichiatra fosse allergico, ma sicuramente ne era a conoscenza il suo assassino. Perché di omicidio si tratta, non ci sono dubbi: Hicks aveva il viso cosparso di aceto e zucchero, una mistura perfetta per attirare le vespe e procurargli così un letale shock anafilattico. Sean Brennan chiede aiuto a due ex colleghi dell’FBI, la criminologa italiana Francesca Martini e l’agente speciale Nicolas Frost. Francesca ha una speciale abilità: sa creare immagini mentali con un vivo carattere di realtà. Unito allo studio di psicologia della memoria, questo talento le permette di “vedere i delitti con gli occhi dell’assassino”, come dicono le malelingue. Grazie all’aiuto di Jonathan Corso, professore di letteratura italiana a Princeton, Francesca e Nicolas ritrovano in casa di Hicks uno strano messaggio, pieno di riferimenti all’Inferno di Dante Alighieri, alla legge del contrappasso e alle punizioni dei dannati. Una cosa è immediatamente certa: “Minosse”, come viene soprannominato il killer, è solo all’inizio della sua striscia di sangue.
Con il giudice dei dannati Soffiati porta oltre l’indagine, in una realtà dove i fatti sono un privilegio di chi, come Francesca Martini, possiede l’abilità dell’eidetismo e sa creare immagini mentali con un vivo carattere di realtà.
Daniele Soffiati è nato a Mantova nel 1974. Ha curato per Mondadori libri dedicati al cinema e alla tv. Assieme ad Alberto Grandi è autore del podcast Doi– Denominazione di Origine Inventata e del saggio La cucina italiana non esiste. Il giudice dei dannati è il suo primo thriller, già opzionato per il cinema.
Ad indagare sulla scena del “crimine” insieme al pubblico sarà lo scrittore Gian Andrea Cerone, che guiderà la serata tra aneddoti, atmosfere e suggestioni letterarie.

Venerdì 8 maggio
Alle ore 18, Giulio Leoni presenterà il suo romanzo L’anatomista delle ombre, Nord Editrice.
Roma, 1822. Marzio è un uomo tormentato dai rimorsi e dai rimpianti. Dopo gli orrori della campagna di Russia, vissuti da giovane chirurgo al seguito dell’armata napoleonica, deve ora nascondere i suoi trascorsi e le sue simpatie politiche in una città oscurantista in cui brulicano le spie pontificie. Membro della confraternita dei Sacconi Rossi, che si fa carico di raccogliere e seppellire sull’isola Tiberina le vittime del Tevere, vi assolve con discrezione il compito di anatomista, stendendo anonime relazioni sulla causa delle morti. Oltre a dargli da vivere, quel lavoro gli permette di portare avanti in segreto gli studi sull’elettricità animale. Nel periodo al seguito di Napoleone, infatti, Marzio è stato introdotto alle controverse teorie di Galvani e Aldini, e ha intravisto un enigmatico papiro egizio che sembrava anticipare di millenni le scoperte scientifiche più recenti. Da allora, la speranza di poter davvero riportare le anime dall’aldilà non ha mai lasciato i suoi pensieri. Perciò il suo sconcerto è massimo quando, tra i corpi rigurgitati dal fiume in piena per le incessanti piogge autunnali, trova quello di una donna che, invece dei segni di annegamento, reca chiare tracce di folgorazione, proprio mentre in città circolano voci su un carro dei morti che si aggira di notte in prossimità dei cimiteri e lungo le sponde del Tevere. Qualcuno sta forse sfidando la morte eseguendo esperimenti non sui cadaveri, bensì sui vivi?
Con L’anatomista delle ombre, Giulio Leoni si avventura in una ricerca frenetica nel mondo sommerso di Roma, dove tra palazzi signorili e vicoli invasi dal fango, resti di templi e bordelli, convegni di carbonari e retate degli agenti del papa, qualcosa di oscuro e pericoloso, che viene da un passato lontano, sta per compiersi.
Giulio Leoni è nato a Roma nel 1951. È uno scrittore italiano, noto anche con lo pseudonimo di J.P. Rylan, narratore e autore di testi poetici e critici, oltre a collaborare con saggi e testi creativi alle maggiori pubblicazioni specializzate, negli anni ‘80 fonda e dirige la rivista Symbola, dedicata all’analisi della poesia e della letteratura sperimentali. Si dedica inoltre a una serie di romanzi e racconti del mistero per lo più ambientati in epoche passate e basati su suggestivi enigmi storici, come nel ciclo dedicato alle avventure investigative di Dante Alighieri: nel 2000 vince il Premio Tedeschi con il romanzo Dante Alighieri e i delitti della Medusa, seguiranno La sindone del diavolo (Nord, 2014), L’occhio di dio (Nord, 2015), La crociata delle tenebre (Tea, 2017), I delitti dei nove cieli (Nord, 2019).

Venerdì 19 giugno
Alle ore 18, Gabriella Genisi presenterà il suo libro Una questione di soldi e Gian Andrea Cerone il suo nuovo romanzo Il tempo incerto del ritorno.
Gabriella Genisi riporta il pubblico nel mondo di Lolita Lobosco, quello di una commissaria di polizia a Bari, una donna forte e affascinante che dirige una squadra prevalentemente maschile, affrontando casi di malavita pugliese ma anche le complessità della sua vita privata, tra amori e famiglia (la madre Nunzia e la sorella Carmela). E del suo essere donna in un ambiente ostinatamente maschile, usando la sua bellezza e intelligenza emotiva per farsi rispettare, il tutto sullo sfondo di una Bari solare e pittoresca.
6 marzo, Bari. In una delle strade del quartiere murattiano viene rinvenuto il cadavere di una donna, che pare essersi gettata dal balcone del suo appartamento. Quando Lolita Lobosco arriva sul posto, però, capisce subito che non si tratta di un gesto avventato, bensì di un omicidio. La vittima è Margherita Colonna, direttrice della filiale di un istituto di credito, recentemente separata e in una nuova relazione, eppure priva di grandi affetti. Ma c’è dell’altro: la donna è spaventosamente simile a Lolita. La commissaria Lobosco – ancora intenta, dopo un fugace Capodanno a Torino, a superare la rottura con Caruso – si ritrova così a dover fare luce sulla vita di una donna sola, giudicata da colleghi e parenti come avida e priva di empatia, ossessionata dai soldi e dall’ostentazione del lusso. Con la tenacia che la contraddistingue, Lolita inizia a seguire molteplici piste, sulla scia di un passato oscuro e burrascoso che smuoverà insospettabili fili nascosti.
Gabriella Genisi è una prolifica scrittrice pugliese, particolarmente nota al grande pubblico per aver creato il personaggio di Lolita Lobosco, la poliziotta più sexy del Mediterraneo, protagonista della fortunata serie tv “Le indagini di Lolita Lobosco”, con Luisa Ranieri.
Il tempo incerto del ritorno. Ed Guanda
Il Commissario Mandelli e tutta la sua squadra sono di nuovo al lavoro a Milano, a caccia di un killer che colpisce personalità del mondo dei social e di internet. Il misterioso assassino, che la stampa ha ribattezzato con il nome “il Regista”, questa volta ha colpito a morte Daniela Dessì e Nicole Tacciaroli, notissime podcaster femministe che si occupano di diritti delle donne e delle politiche a difesa del genere. Le due abitano insieme al ventiseiesimo piano della torre De Castillia, uno dei due grattacieli del Bosco Verticale che farà da sfondo a tutto il romanzo. Il caso esplode, le ultime vittime sono troppo esposte politicamente e la pressione sulla squadra aumenta esponenzialmente. Ma proprio mentre le indagini stanno prendendo una precisa direzione, Mandelli viene colpito da due spari in sequenza. Lotta per giorni tra la vita e la morte e le domande intorno al caso e alla sfera privata del commissario si fanno sempre più urgenti. Le due indagini proseguono in parallelo verso una soluzione, prendendo talvolta una piega inattesa e fino ad arrivare all’amara consapevolezza che spesso il nemico è più vicino di quanto si pensi.
Il bosco verticale, le podcaster, le lotte per i diritti… la nuova Milano da bere, che esce dalla penna di Andrea Cerone, è sempre più amara e misteriosa.

