Il Consiglio generale della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, riunitosi mercoledì 17 giugno 2026, ha nominato Roberto Grasso nuovo presidente, raccogliendo la proposta formulata dal presidente uscente Pietro Passerin d’Entrèves.
La nomina, approvata all’unanimità dei presenti con l’astensione dell’interessato, conclude il mandato di Passerin d’Entrèves, che aveva espressamente auspicato e promosso il ricambio alla guida della Fondazione. Il presidente uscente continuerà a far parte del Consiglio generale.
Colonnello in quiescenza del Corpo sanitario dell’Esercito Italiano, Roberto Grasso è laureato in medicina veterinaria ed è socio fondatore e presidente della cooperativa sociale Forrestgump VdA 2.0, impegnata nell’agricoltura sociale e nell’inserimento lavorativo. Dal 2017 presiede inoltre il CoDiVdA, il Coordinamento delle organizzazioni di volontariato che si occupano di disabilità in Valle d’Aosta.
Il nuovo Consiglio generale è composto da René Benzo, Elena Cattelino, Anna Maria Cerise, Edda Crosa, Alessandra Dalmasso, Giovanni Favre, Roberto Grasso, Pietro Passerin d’Entrèves, Nadia Picot, Wally Orsi, Nicola Rosset, Patrizia Scaglia e Maria Grazia Vacchina, a cui si aggiungono sette nuovi membri: Nicole Bianquin, Nicole Dujany, Cristina “Chicco” Margaroli, Cristiano Pivato, Francesca Repetto, Laura Roullet e Marco Sarboraria.
Il Consiglio generale ha confermato Alessandra Dalmasso nel ruolo di vicepresidente. Il nuovo Comitato direttivo, composto oltre che dal presidente e dalla vicepresidente e da Patrizia Scaglia, vede l’ingresso anche di René Benzo, Nicole Bianquin, Edda Crosa e Nicole Dujany.
È stato inoltre nominato il Collegio dei revisori, composto da Federico Raimo, presidente, e dai componenti Veronica Celesia e Matteo Frassille. Confermato nel ruolo di segretario generale Patrik Vesan e Luigino Vallet come presidente onorario, quale riconoscimento per il contributo offerto alla nascita e allo sviluppo della Fondazione.
Il nuovo corso proseguirà lungo una strategia fondata su tre obiettivi: presidiare i bisogni sociali prioritari, generare nuove risorse e fiducia e migliorare la capacità organizzativa della Fondazione. Tra gli ambiti individuati figurano la continuità educativa e il protagonismo giovanile, l’accesso alle cure, il welfare socio-relazionale, l’abitare e l’agricoltura sociale, il contrasto alle povertà economica e alimentare e il sostegno alle famiglie con persone con disabilità. A questi si affiancheranno il rafforzamento della raccolta fondi e dei lasciti testamentari, nuove alleanze con imprese e soggetti economici e una maggiore strutturazione della governance interna.
«Non vogliamo limitarci a sommare singoli progetti, ma costruire un insieme coerente di interventi, capace di unire risorse pubbliche e private, competenze del Terzo settore e partecipazione della comunità – sottolinea il segretario generale Patrik Vesan – la Fondazione dovrà essere sempre più una piattaforma civica e filantropica al servizio della Valle d’Aosta, vicina ai bisogni e capace di generare risposte, relazioni e fiducia».

