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Minelli e Guichardaz contro l’idrogeno della maggioranza

Minelli e Guichardaz contro l’idrogeno della maggioranza (©Gianfranco Zanata per bobine.tv) - Chiara Minelli ed Erika Guichardaz

Nel corso della seduta del Consiglio Valle del 6 ottobre, si potrebbe tornare a parlare della legge contenente le disposizioni per l’utilizzo della trazione a idrogeno per una ferrovia moderna e un efficiente sistema di trasporto ecosostenibile.

Le consigliere Chiara Minelli ed Erika Guichardaz hanno infatti chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno di un’interrogazione indirizzata alla Giunta.

Minelli e Claudio Restano (il firmatario della norma) avevano già avuto modo di confrontarsi in Consiglio sulla questione, quando lei era ancora assessore all’Ambiente e la legge era ancora una proposta.

La questione, prima con l’interrogazione, è stata affrontata sulla pagina Facebook del Progetto civico progressista dove, giovedì 23 settembre 2021, si leggeva: «La Legge Restano-Grosjacques è ferma. All’inizio di luglio era andata in scena in Consiglio Regionale la sacra rappresentazione della Proposta di legge Restano sull’utilizzo dell’idrogeno nella ferrovia valdostana. Proposta sponsorizzata da Grosjacques, Presidente della IV Commissione, e che quindi, a tempi record, aveva potuto avere il via libera della Commissione e poi del Consiglio. C’era fretta di approvare comunque il pastrocchio proposto da Restano, anche accettando modifiche del contenuto che rendevano la proposta di legge ancor più ridicola, pur di far intendere che l’alternativa dell’idrogeno alla elettrificazione della ferrovia era comunque ancora sul tappeto.Gli autonomisti, ed in particolare il loro grande esperto dei trasporti Marguerettaz, hanno vissuto come una sanguinosa disfatta il fatto che l’azione congiunta di Minelli e Tripodi abbia consentito ad aprile l’inserimento della elettrificazione della Ivrea-Aosta nel Pnrr. Da qui il sostegno al capolavoro Restano, come a dire “non è ancora finita, non ci rassegniamo ad avere una vera ferrovia, con treni elettrici in Valle d’Aosta”.
Tutto di corsa, tutto di fretta, tanto da ignorare persino il fatto che la Pdl era priva di copertura finanziaria. La legge prevedeva infatti di affidare uno studio per l’uso dell’idrogeno in ferrovia senza indicare quanto sarebbe costato e dove si sarebbero presi i soldi.
In sede di controllo sulla legittimità del provvedimento è evidentemente stato rilevato dallo Stato che la legge regionale non era a posto e che avrebbe dovuto impugnarla davanti alla Corte costituzionale per dichiararne la nullità. Da qui l’affannosa corsa della Giunta ad approvare un nuovo Disegno di legge per evitare l’impugnazione e mettere un taccone al buco prevedendo 22.000 euro per lo studio. Disegno di legge che inizia ora l’iter, che ovviamente si farà in modo rapidissimo, ma intanto tutto è fermo e il taccone non cancella la figuraccia senza pari del proponente la Pdl, del Presidente della IV Commissione, del relatore di minoranza Perron e di tutti coloro che hanno approvato una legge senza copertura finanziaria e nonostante la consigliera Minelli lo avesse esplicitamente segnalato nel suo intervento in aul
a».

L’interrogazione è l’evoluzione di questa ricostruzione dei fatti e intende chiedere:

  1. se prima di schierarsi a sostegno della Proposta di legge in questione [la Giunta] ha condotto una istruttoria sulla legittimità della stessa e a quali uffici tale istruttoria è stata affidata;
  2. i motivi per cui non sono state tenute in considerazione le osservazioni dei consiglieri che avevano evidenziato la mancanza di copertura finanziaria della Proposta di legge Restano;
  3. se sia stato stabilito in modo preciso se lo studio, che dovrebbe scaturire dalla legge approvata e da quella in itinere, si occuperà anche della tratta Ivrea-Aosta o soltanto della tratta Aosta-Pré-St-Didier;
  4. se il bando già emanato e la proceduta già avviata per l’individuazione dell’affidatario dello studio, pur essendo avvenuti sulla base di una legge imperfetta priva di indicazione di copertura finanziaria, rimangono validi o se la procedura dovrà essere riavviata. 

Un ulteriore spacco nella frattura aperta fra Minelli-Guichardaz e la maggioranza della quale nominalmente ancora fanno parte. In attesa che una fra le parti in causa (le consigliere, il gruppo consiliare del quale fanno parte o i gruppi autonomisti) sancisca la rottura.

Pubblicato / aggiornato il 24/09/2021 alle 14:29
Categoria: Politica e Amministrazione