Chalamy: La Valle non è una discarica critica il Comune di Issogne
(©Google Maps) -
L'area della discarica Chalamy, a Issogne
Il Comitato La Valle non è una discarica all’attacco del Comune di Issogne, accusato di non essere abbastanza agguerrito nel difendere il territorio contro la discarica di Chalamy.
In una nota, il comitato scrive: «L’Amministrazione comunale di Issogne ha due grandi preoccupazioni:non essere lasciata sola nel sostenere i costi di manutenzione delle strade comunali, attraversate dagli autotreni diretti alla discarica di Chalamy; mascherare la discarica in modo che non turbi le future generazioni. È quanto emerge leggendo il provvedimento di VAS».
In questo documento sono contenute le 58 osservazioni al Progetto di Aggiornamento Piano regionale dei rifiuti della Valle d’Aosta.
La Valle non è una discarica torna a ciò che c’era scritto nel programma elettorale della Lista civica Pour Issogne: “Fin da ora ci schieriamo apertamente contro questo scempio che rischia, purtroppo, di diventare il più importante biglietto da visita del nostro paese” e poi commenta: «Ora che amministrano sono divenuti più pragmatici: accettiamo la discarica a condizione che non tocchi le nostre tasche e soprattutto che non si veda. Considerato che la stragrande maggioranza degli abitanti di Issogne ha sottoscritto la petizione, lanciata dal nostro Comitato, contraria all’apertura della discarica e che gli attuali amministratori sono stati eletti, anche se per il rotto della cuffia, proprio in virtù del fatto di averne condiviso l’obiettivo, ci pare evidente che debbano spiegare alla popolazione perché hanno disatteso la promessa fatta in campagna elettorale.
Le azioni intraprese dalla maggioranza in merito all’oggetto, in poco più di un anno dall’elezione del 2020, sono state evanescenti e talvolta discutibili. Una per tutte è l’aver lasciato solo il comune di Champdepraz nel finanziare lo studio finalizzato all’accertamento del rischio di colate detritiche che potrebbero interessare le aree nel tratto terminale del torrente Chalamy».
Il Comitato La Valle non è una discarica cerca di impedire che nel sito in questione siano depositati rifiuti speciali non pericolosi che proverrebbero, per la quasi totalità, da fuori regione, chiedendo all’ex presidente della Giunta regionale Augusto Rollandin e ai suoi assessori di spiegare quali siano state le ragioni che li hanno spinti a deliberare la DGR 1381 del 2014. «A tal proposito è sufficiente leggere i dati dell’aggiornamento al piano dei rifiuti per rendersi conto che questa regione non ha alcuna necessità di dotarsi di un impianto delle dimensioni di Chalamy».
La risposta del Comune di Issogne
Abbiamo chiesto a Patrick Thuégaz, sindaco del Comune di Issogne, di esporre le proprie ragioni.
«Martedì 25 gennaio sono stato audito dalla III Commissione del Consiglio Valle. Ho sostenuto con i commissari che, a nostro parere, la questione della discarica viaggia su tre binari paralleli: quello del Piano di gestione dei rifiuti, quello della legge Minelli-Guichardaz e quello di una soluzione politica alla problematica», ci ha detto e poi ha argomentato: «Nel Piano di gestione dei rifiuti dove non si fa riferimento alla discarica di Chalamy perché il sito è bloccato dal febbraio 2020, a seguito dell’approvazione della legge 3, poi impugnata di fronte alla Corte costituzionale. A commento di quanto previsto dal Piano, la nostra Commissione consiliare Ambiente ha inviato una lettera alla Struttura regionale Valutazioni, autorizzazioni ambientali e qualità dell’aria. Queste osservazioni (che rientrano fra le 58 presentate) suggeriscono un mascheramento visivo della discarica come anche di gestire il traffico di accesso che passerà da Champdepraz, ma soprattutto che la struttura sia destinataria solo di rifiuti inerti. Giova ricordare che, in Valle dAosta, 35 discariche per inerti stanno arrivando alla fine della loro vita utile. Conseguentemente, la nostra richiesta è che sia privilegiato il conferimento di prossimità».
Rispetto alla proposta di legge Minelli-Guichardaz, Thuégaz (come ha già fatto in occasione dell’espressione di parere in sede di Assemblea del Consiglio permanente degli enti locali) esprime sostegno: «Invierò una memoria alla III Commissione del Consiglio Valle per chiedere che una parte di questa legge sia inserita nel disegno di legge di approvazione del Piano. Mi riferisco alla parte che chiede di far predisporre una relazione di adeguamento e conformità rispetto alle due discariche di Chalamy e Pompiod, per verificare che quanto autorizzato all’epoca sia ancora valido alla luce delle normative attuali».
Thuégaz è un sostenitore della soluzione politica alla problematica, grazie a una proficua interazione fra Comuni, la Regione e società Cape srl (la titolare della discarica di Chalamy). Thuégaz ricorda che la discarica è stata autorizzata nel 1994, che non è ancora in esercizio e che, nel 2024, ci sarà la scadenza con un’eventuale opzione di rinnovo. Ricorda anche che, rispetto ai 2 milioni di metri cudi di rifiuti del quale parla il comitato, è stato realmente autorizzato solamente il primo lotto, per 270mila metri cubi. E ricorda infine che lo sfruttamento della cava è concluso da pochi mesi e ora deve iniziare il recupero ambientale. «Quindi sono convinto che tutte le parti in causa siano interessate a trovare una mediazione fra le varie esigenze».
«Queste cose le ho tutte dette al Comitato a metà dicembre 2021 e ho chiesto loro di pazientare – ha concluso Thuégaz –. Comunque non me la prendo per quello che hanno scritto: rientra nel gioco delle parti».
Pubblicato / aggiornato
il 26/01/2022 alle 15:25
Categoria:
Politica e Amministrazione