Pastoralp Life: un progetto sull’adattamento dei pascoli alpini ai cambiamenti climatici
(©Arpa Valle d'Aosta) -
Bovine al pascolo
Il progetto Pastoralp Life, finanziato dall’Unione Europea e avviato nel 2017, ha lo scopo di studiare gli impatti e definire le strategie di adattamento dei pascoli alpini ai cambiamenti climatici.
I pascoli alpini sono tra gli ecosistemi più sensibili ai cambiamenti climatici e a disturbi antropici e rappresentano un importante elemento per l’economia e la società delle comunità di montagna.
Per mettere a punto strumenti volti a ridurre la vulnerabilità di queste aree e promuovere strategie di adattamento, i partner hanno avviato, fin dalle fasi iniziali, un ampio dialogo con tutti i portatori di interesse.
Il progetto è coordinato dall’Università degli Studi di Firenze e coinvolge partner italiani (Parco nazionale del Gran Paradiso, Arpa Valle d’Aosta, Institut agricole régional) e francesi (Parc national des Ecrins, Institut national de recherche pour l’agriculture l’alimentation et l’environment, Centre national de la recherche scientifique).
La conferenza finale
Mercoledì 15 marzo 2023 al Forte di Bard, si è svolta la conferenza finale del progetto che riunisce per tre giorni scienziati, responsabili politici, tecnici e parti interessate per presentare e discutere le principali questioni legate al clima che interessano i sistemi agropastorali di montagna.
L’assessore regionale all’Agricoltura e Risorse naturali, Marco Carrel, è intervenuto all’evento commentando: «per determinare l’ammissibilità a premio delle superfici dei nostri pascoli, finora è stato l’Organismo pagatore Agea ad imporci la sua lettura del territorio. Una lettura che, tra l’altro, veniva rivista ogni 3 anni, apportando spesso sostanziali modifiche ai dati che erano stati comunicati. Ora invece, grazie a questo importante lavoro, potremo tornare a definire le nostre specificità regionali e i nostri modelli gestionali».
Trasferendo a scala regionale i risultati del progetto Pastoralp e rendendoli funzionali ai nuovi strumenti di programmazione della politica agricola, l’obiettivo sarà non solo quello di riuscire a migliorare la gestione dei prati-pascoli, ma anche di rendere queste informazioni di più facile utilizzo da parte degli agricoltori. Il sistema sarà un valido supporto per conoscere nel dettaglio le caratteristiche dei pascoli, che rappresentano il 97% della superficie agricola regionale, per realizzarne un quadro accurato, per poterlo monitorare e, quando necessario, poterlo aggiornare in autonomia.
Un incontro sugli impatti dei cambiamenti climatici sui pascoli alpini
Dal 6 al 9 settembre 2022 ricercatori, agricoltori, tecnici e funzionari delle pubbliche amministrazioni si sono incontrati per discutere degli impatti dei cambiamenti climatici sui pascoli alpini e dei possibili adattamenti.
Le prime giornate sono state incentrate sulla discussione dei risultati delle azioni di monitoraggio e delle sperimentazioni portate avanti nei territori del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
I ricercatori del Parco hanno illustrato i risultati dell’introduzione di un pascolamento, effettuato con gli asini, mirato al mantenimento di aree aperte nel sito di Noaschetta, nel comune di Noasca in Valle Orco, in un contesto di generale abbandono delle pratiche agricole e progressivo rimboschimento.
L’ultima giornata si è svolta in Valle d’Aosta, nel Parco Naturale del Mont Avic, dove gli allevatori francesi del Parc National des Ecrins hanno avuto la possibilità di conoscere la realtà dell’allevamento valdostano visitando due aziende agricole, una di fondovalle e una di alpeggio, a Champdepraz.
Fra gli argomenti trattati figurano il rapporto tra pratiche di allevamento e biodiversità, la gestione dell’acqua, le tecniche di trasformazione dei prodotti e la sostenibilità economica delle aziende.
Un laboratorio
Giovedì 14 aprile 2022, a Ivrea, si è svolto il workshop di validazione.
Oltre ai partner di progetto, si sono riuniti intorno al tavolo l’Università di Torino, gli agricoltori valdostani e piemontesi conduttori d’alpeggio, le loro rappresentanze (Arev), sindaci, funzionari e dirigenti regionali del settore agricoltura e gestione delle acque.
Si è trattato di un lavoro che si è focalizzato sull’esame e la validazione delle misure tecniche per fronteggiare, nel breve, medio e lungo termine, gli eventi meteorologici e i cambiamenti di fondo del clima, per poi passare alle strategie politiche con la formulazione di possibili raccomandazioni da inserire nelle strategie di settore, affinché queste possano tenere nella giusta considerazione i fabbisogni emersi per una migliore gestione degli alpeggi.
Il lavoro ha toccato numerosi argomenti: dall’introduzione di piani di pascolamento agli investimenti sulle strutture d’alpeggio, dalla gestione delle acque alla multifunzionalità delle aziende agricole, dalle speculazioni sugli aiuti legati alle superfici d’alpeggio alla protezione della biodiversità.


Pubblicato / aggiornato
il 15/03/2023 alle 16:11
Categoria:
Politica e Amministrazione