Evolvendo: bisogna avviare una nuova fase per arrivare alla fine naturale della legislatura
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
La conferenza stampa di Evolvendo del 17 novembre 2022, con Bruno Milanesio, Leonardo La Torre e Claudio Restano
Giovedì 17 novembre 2022, Evolvendo ha annunciato la propria posizione rispetto alla situazione della maggioranza della quale fa parte con il consigliere regionale Claudio Restano.
Hanno presentato un documento dal titolo Avviare una nuova fase, ch chiede risposte straordinarie e coraggiose alla politiva e a tutti quei valdostani «che credono ancora nella capacità salvifica dell’Autonomia e intendono contrastarne il declino in atto».
«Come non convenire – è stato detto – che tale surplace non sia, di per se stessa, la prova del nove della inadeguatezza, ormai accertata e conclamata, di un sistema politico regionale ingessato che, con lo sguardo rivolto al passato, si rifiuta di sperimentare nuove soluzioni atte a fronteggiare la complessità dell’attuale momento storico?»
Bruno Milanesio ha definito Erik Lavvaz un Quinto Fabio Massimo, per il suo temporeggiare:«Sul tappeto verde della politica regionale abbiamo assistito a partite solo annunciate o simulate di quel tormentone che va sotto l’etichetta piuttosto impegnativa di Réunion e che avrebbe dovuto finalmente consentire la soluzione dello stallo in cui versa il Governo regionale da circa 18 mesi. Tuttavia sembrerebbe che nessuno dei giovatori abbia le carte per aggiudicarsi la patita e quello della réunion potrebbe rielarsi un gioco perverso a somma negativa.
La verità è che l’affermarsi della vulgata neoqualunquista dell’uno vale uno accompagnata dal prevalere di una concezione sempre più amministrativista, provinciale e pantofolaia dell’Autonomia, non hanno favorito l’emergere di nuove leadership politiche tali da offrire visioni e progetti culturali innovatori e unificanti, capaci di interpretare il desiderio di cambiamento che alberga in molto valdostani».
Quindi, di fronte al rischio di «impantanarsi in una somma di piccoli tribalismi a km zero» e a un «club dei 35 caratterizzato da una spiccata autoreferenzialità, destinata a incentivare la pratica delle contrapposizioni personali» l’unica strada percorribile «appare quella di un compromesso politico alto e nobile».
Ciò significare puntare a una «decantazione, in cui le più significative componenti consiliari, all’insegna della responsabilità e della concretezza” conducano la Valle d’Aosta al termine naturale della legislatura. Gli obiettivi sarebbero la riforma istituzionale, il contrasto al caro bollette, la sanità pubblica». Ed Evolvendo si rende disponibile «ad avviare una nuova fase di consultazioni per addivenire a una soluzione duratura, efficiente ed efficace, senza per contro rivendicare nulla per le nostro persone».
Leonardo La Torre ha aggiunto: «Bisogna tornare a rispettare le regole della politica. A noi va bene far parte di un governo, andare all’opposizione o andare a votare. Ma ci vuole un progetto». Aperto anche al Centrodestra unito.
In pratica, Claudio Restano non parteciperà a un eventuale Lavevaz bis con una maggioranza a 18 e senza un progetto. Nonostante il fatto che, in queste due giornate di Consiglio, Restano abbia votato «lealmente».
Questo è stato definito un «avviso ai naviganti» e se questa nuova fase non si aprirà, «resteranno in 17, pur non essendo noi degli sfasciacarrozze».
Una posizione che si è evoluta rispetto a quella delle consultazioni condotte sono al mese di ottobre 2022. «E la conseguenza è stata che il congresso dell’Union valdôtaine è stato annullato».
E, nella pratica, si inizia dal confronto previsto per venerdì 18 novembre, «in occasione del quale diremo esattamente queste cose». E Milanesio ha concluso: «La Giunta dei 18 non c’è più perché sono venute a mancare le condizioni politiche e anche quelle interpersonale. Andare avanti così sarebbe un’eutanasia».
Evolvendo ha precisato che non è un partito politico, non lo vuole diventare ma vuole avere un «ruolo interventista e di stimolatore, essendo un’ara civica di pensiero simile a quella che il Partito Radicale era stato a suo tempo». «Quello che ci contraddistingue è la coerenza e la chiarezza dei nostri comportamenti. Chi insinua che siamo rappresentanti di lobby dovrebbe essere più chiaro, soprattutto se non è presente in Consiglio», ha detto Claudio Restano facendo riferimento alle accuse mossegli da Valle d’Aosta aperta.
Pubblicato / aggiornato
il 17/11/2022 alle 17:26
Categoria:
Politica e Amministrazione