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Per una Valle d’Aosta sempre più europea

Le prospettive e opportunità dei Fondi europei 2021/27 e del Pnrr sono state illustrate, venerdì 24 novembre 2023, nel corso di un incontro organizzato dal Dipartimento Affari europei della Regione autonoma Valle d’Aosta. 

Luciano Caveri, assessore agli Affari europei, ha introdotto l’incontro affermando: «vi è un tentativo di accentramento dei Fondi da parte dello Stato al quale le Regioni italiane guardano con preoccupazione. Sarebbe una violazione ai trattati europei che hanno nelle Regioni un proprio caposaldo.  Dobbiamo impegnarci nello spendere i soldi che vengono dall’Union europea. Molto spesso, sia nel rapporto con le Strutture regionali sia con gli Enti locali, troviamo qualcuno che si arrende per carenza di personale e di competenze. Facciamo uno sforzo congiunto analogo a quello fatto per il Pnrr, cerchiamo di lavorare assieme perché in questo periodo di programmazione la dotazione finanziaria è cospicua».

Marco Carrel, assessore all’Agricoltura, ha aggiunto: «92 milioni di euro sono la cifra da spendere in agricoltura. Ma significa parlare di paesaggio, di mantenimento delle comunità su tutto l territorio, permettere ai giovani di insediarsi in territori difficili, mantenere ciò che abbiamo in Valle d’Aosta e valorizzarlo al meglio. Oggi, in Europa, si sta già guardando alla prossima programmazione. Come Valle d’Aosta possiamo coordinarci al meglio con le altre Regioni dell’arco alpino per far comprendere sempre meglio le nostre difficoltà. Siamo passati da un Psr a un Csr, quindi da un contatto diretto con Bruxelles a un passaggio attraverso Roma. Abbiamo dovuto adattare un Piano nazionale alle nostre esigenze. Abbiamo predisposto una proposta di modifica che vorrebbe tradurre gli spunti che abbiamo ricevuto dal territorio. Crediamo che l’apporto degli Enti locali sia fondamentale. Siamo piccoli e possiamo far valere le nostre peculiarità solo lavorando assieme agli altri, a tutti i livelli».

Nadia Petterle, coordinatore del Dipartimento Affari europei, ha spiegato: «Utilizzeremo fondi Fesr, FSE+, dei Programmi di cooperazione territoriale, del Csr, del Pnrr e Pnc. Parleremo anche di Piano unitario di valutazione. La dotazione era di 421 milioni di euro nel precedente ciclo e, in questo, sarà quasi raddoppiata. Abbiamo una grande opportunità che ci pone di fronte a una grossa responsabilità. Bisogna gestire avendo una prospettiva di medio termine. Bisogna concentrare risorse e sforzi su determinati obiettivi. Bisogna privilegiare investimenti complementari. Nel 2021, siamo partiti con l’elaborazione del Quadro strategico regionale, integrato dalla Strategia di sviluppo sostenibile. Si è creato un laboratorio fra Regione e Unité, mappando gli interventi realizzati al fine di poterli implementare e valorizzare. Per spendere bene è necessaria la collaborazione di tutti ed essere accompagnati da una visione strutturata della Regione. Bisogna avere progettualità di qualità che ci permetta di non perdere risorse».

Alessandro Rota, direttore della Struttura politiche regionali di sviluppo rurale e autorità di gestione del Complemento di sviluppo rurale, ha detto: «il nostro allevamento è estensivo per natura, anche se gli aiuti sono più all’animale che alla superficie. Stimo puntando su certificazioni, agroambiente e biologico. Per confermare il rispetto delle regole e promuovere con un marchio ciò  che noi facciamo da sempre. Dobbiamo affrontare anche il tema della disaffezione ai Fondi europei, per la loro complessità e burocraticità. Abbiamo una qualità fortemente connotata sui prodotti tipici tradizionali ma bisogna parlare di qualità di processo e di progetto. Si deve puntare anche qui a una certificazione. Il 70% degli aiuti sono rivolti a compensare il reddito ma questa funzione dovrebbe essere coperta da altri Fondi, utilizzando il Fears per gli investimenti, l’assistenza e la consulenza»

Barbara Fontana, direttore della Struttura programmi per lo sviluppo regionale  e autorità di gestione del Fesr, è intervenuta in questi termini: «Il comparto industriale valdostano è costituito da piccole/medie imprese e la volontà è di sostenerle in salti di qualità connaturati in investimenti ma anche per favorire il passaggio dal livello locale/nazionale verso l’internazionalizzazione. Si finanzierà la legge 6 ma ci saranno anche voucher erogati dalla Chambre valdôtaine, anche per l’introduzione di sicurezza informatica e per l’avvicinamento ai big data. Un focus particolare sarà dedicato a ricerca, sviluppo e innovazione, finanziando la legge 94 ma anche la legge 14. L’energia è un altro aspetto fondamentale: le risorse idroelettriche sono cospicue e il Fesr dedicherà una parte dei propri investimenti in questo ambito. Ci si spenderà anche in contesti nuovi dell’idrogeno e delle comunità energetiche. Infine ci dedicheremo al rischio idrogeologico, finanziando la riqualificazione di aree degradate e monitorando gli aspetti di rischio. Si finanzieranno anche attività di messa in sicurezza di ciò che può essere a rischio».

Fulvio Centoz, direttore della Struttura Programmazione e autorità di gestione del FSE+, ha precisato: «Vogliamo mettere al centro delle scelte le persone, i diritti sociale e le loro opportunità di crescita e di formazione. Bisogna investire nella formazione e nella creazione di competenze, aiutando gli individui a superare la transizione in corso nel mercato del lavoro. Si vuole anche migliorare la capacità di apprendimento degli studenti. Investimenti sulle persone più svantaggiate».

Antonello Pistritto, in sostituzione di Davide Genna, ha parlato di Cooperazione territoriale: «Lavoriamo con i programmi Alcotra Italia-Francia, Italia-Svizzera, Euromed, Europa centrale e Spazio alpini e Interreg Europe. Due novità: l’interesse alla promozione e allo sviluppo locale in maniera partecipativa; il finanziamento dei microprogetti per soggetti con capacità amministrativa ridotta come i piccoli Comuni o le pmi. La strategia green deal è trasversale e si dedica ala lotta al cambiamento climatico. Il progetto Alcotra PrevRisk mira a fornire risposte operative per la gestione dei rischi naturali in montagna, studiando i fenomeni e capendo come sensibilizzare gli utilizzatori ad affrontare i rischi. Becca mira a garantire una corretta progettazione, gestire messa in sicurezza degli invasi per la produzione di neve artificiale ma anche per gli usi agricoli e serbatoi in caso di incendi boschivi. L’innovazione è da intendersi non solo come digitalizzazione ma anche come sviluppo tecnologico. Il progetto Smart community ricapitalizza i risultati del precedente progetto Smart villages. Queste comunità faranno parte della comunità Smart Alps. Il progetto Dam mira a rendere accessibile più di 100 siti mussali digitalizzando il loro catalogo e creando visite immersivi in 3D. Nell’ambito del turismo sostenibile, si finanziano progetti di turismo culturale o lungo tutto l’arco dell’anno. Il Progetto Transit vuole contribuire alla transizione di piccole destinazioni turistiche da modelli tradizionali al turismo culturale sostenibile. Il Progetto Dahu vuole raccogliere documenti storico-artistici che testimonino la capacità di adattamento delle comunità montane a fronte dei cambiamenti climatici. I risultati saranno una mostra itinerante e la ristrutturazione di alcuni siti museali». 

Giampaolo Lalicata, responsabile della gestione dei fondi Pnrr, ha fatto il punto sulla situazione a tre anni dalla conclusione: «Bisogna innovare lo story tellin del Pnrr integrando il rapporto con grafici e rappresentazioni, perché le persone ancora non sanno cos’è. Il 60% dei progetti riguarda la digitalizzazione (393 progetti, otto dei quali di competenza regionale). Principalmente trasferimento al cloud, correlazione delle banche dati con un’unica piatta formanazionale, Pago PA, App IO, valorizzazione dell’identità digitale e piattaforma unica per la notifica degli atti amministrativi. I 13 milioni di euro degli interventi regionali sono su cybersecurity, semplificazione e digitalizzazione dell’Amministrazione regionale. Sono stati concordati 527 obiettivi quali-quantitativi, in funzione dei quali l’Unione europea distribuirà gli aiuti. L’Italia ne ha conseguito il 30%, a oggi. Il Pnrr rappresenta un’occasione per cambiare e, per la Regione, significa rafforzare le capacità amministrative. È stata fornita assistenza tecnica a tutti gli attuatori a valere sul Pnrr o sul Pnc. Due percorso formativi sono stati attivati sul project management (obiettivo di medio-lungo periodo per preparare i Rup del futuro). Sono stati attivati moduli tematici sugli adempimenti topici del Pnrr (verifica del doppio finanziamento, titolare effettivo, conflitto d’interesse, obblighi in materia di comunicazione). Sono sinora stati erogati 15 moduli sui 20 previsti nel complesso». 

Angela Rosa Rollando, componente del Nuval, ha parlato di controlli: «Il Piano unitario delle valutazioni ha come obiettivo il miglioramento della produzione di conoscenze rispetto alla politica di regionale di sviluppo organizzando unitariamente le valutazioni di tutti i programmi. I fruitori delle conoscenze sono le Strutture regionali ma anche gli amministratori degli Enti locali, il partenariato e i cittadini. Si tratta di un documento in progress perché ci sono dinamiche in fase di rimodulazioni e emergeranno nuove esigenze valutative attualmente non prevedibili. Sono state effettuate interviste dirette con le autorità di gestione e le Strutture regionali e sono state raccolte informazioni anche con la somministrazione di un questionario al partenariato e partecipando a focus group della rete nazionale. Sono state assemblate e sintetizzate in un documento approvato dalla Giunta strutturato in tre parti: presentazione del contesto strategico di riferimento, presentazione di scelte metodologiche e criteri di valutazione, presentazione della pianificazione delle valutazioni». 

La chiusura dell’incontro è stata fatta dall’assessore Caveri: «I fondi comunitari ci danno un metodo: siamo talmente controllati che bisogna passare dalle parole ai fatti. I progetti devono arrivare a conclusione salvo la dismissione delle risorse. Quindi servono dinamismo, adattamento e recupero di cervelli».

Nadia Petterle ha voluto aggiungere la necessità di flessibilità.

Pubblicato / aggiornato il 24/11/2023 alle 14:53
Categoria: Politica e Amministrazione / Video