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TORX 2024 – D’Haene e Hartmuth vincono il Tor des Géants 2024

TORX 2024 –  D’Haene e Hartmuth vincono il Tor des Géants 2024 (©Roberto Roux) - Torx 2024

Il TORX è tornato ad animare la Valle d’Aosta con la sua sfida epica e mozzafiato, una corsa a fil di cielo che si snoda lungo le alte vie 1 e 2, dominata dalle maestose vette del Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa e Cervino. Con i suoi 330 chilometri e 24 mila metri di dislivello positivo, il TORX è universalmente riconosciuto come la gara di endurance trail più impegnativa al mondo, richiamando ogni anno oltre 2mila corridori da tutto il pianeta.

Le premiazioni si sono svolte domenica 15 settembre 2024 alle 11.00 al Parco Bollino.

Il TORX non è solo una competizione, ma un evento che coinvolge atleti, volontari e spettatori. La manifestazione si articola in cinque competizioni distinte:

TOR450 Tor des Glaciers

Con i suoi 450 chilometri e 32 mila metri di dislivello positivo, è una prova di resistenza riservata a 200 corridori che si è svolta da venerdì 6 settembre a sabato 14 settembre 2024. Il percorso, che si sviluppava lungo le Alte Vie 3 e 4, conduceva gli atleti attraverso creste sconosciute e ghiacciai antichi, lontano dalle rotte abituali degli escursionisti, in un’avventura esclusiva e imperdibile. La gara è iniziata alle 20.00 da Courmayeur e doveva essere conclusa entro 190 ore.

Dopo due secondi posti consecutivi, finalmente per Tiaan Erwee è giunto il momento di salire sul gradino più alto del podio del TOR450 – Tor des Glaciers. Un lunghissimo giro in solitaria, cominciato da Courmayeur alle 20 di venerdì 6 settembre, per farvi ritorno alle 22.09 di mercoledì dopo 122h09’41”

L’atleta del Bailato di Guernsey, originario del Sudafrica, ha compiuto un viaggio solo con se stesso forte dell’esperienza accumulata negli anni, distanziando gli altri fin da subito, ma dovendo fare i conti anche con un’infezione ai polmoni: “Da Cogne in poi, quando ha piovuto tutta la notte, ho avuto dei problemi e ho dovuto gestirli”, spiega Erwee. “È stata l’edizione più difficile delle tre a cui ho preso parte, le condizioni meteorologiche hanno messo tutti a dura prova: sole, gelo, pioggia, neve. Abbiamo trovato letteralmente tutte le quattro stagioni”. Non c’è stato il confronto con Sébastien Raichon, detentore del record: “Mi sarebbe piaciuto vedere Sébastien sulla linea di partenza. Si è congratulato con me, ma spero di poter confrontarmi ancora con lui, magari vedere i suoi talloni per un po’”, conclude scherzando Erwee.
Dietro, lontanissimi, ci sono Volker Fohrmeister, secondo in 138h32’15”,e Alessandro Roncato, terzo in 143h03’01”.

Le prime – irriducibili – donne del TOR450 – Tor des Glaciers sono tornate sotto l’arco del Jardin de l’Ange esattamente sette giorni dopo. C’è chi lo ha fatto con uno sprint, nonostante i 450 chilometri e 32.000 metri di dislivello nelle gambe: è Sarah Hansel, che a sorpresa ha vinto la gara in 157h32’18”, facendo registrare il secondo tempo femminile di sempre.

Pur nella “lentezza” che caratterizza la gara, in questi sette giorni la classifica femminile ha subito un’infinità di cambiamenti. La statunitense non è sembrata mai in lotta per il primo posto, occupato prima da Katja Fink e poi da Marina Plavan che, dopo tre secondi posti, era finalmente vicina a coronare il suo sogno. All’Hotel Italia al Colle del Gran San Bernardo, però, Hansel ha recuperato e superato una stanca Plavan, fermatasi a riposare. “Mi sono sentita in colpa ad aver superato Marina”, ammette con umiltà Sarah Hansel. “A differenza degli altri Tor des Glaciers che ho fatto, quest’anno non ho avuto infortuni, ma il meteo ha reso tutto molto difficile, soprattutto l’ultimo giorno al Mont Gelé e al Malatrà”.

Per Marina Plavan è arrivato l’ennesimo secondo posto, ma neanche lei ha mollato e, anzi, ha voluto accelerare per arrivare prima delle 160 ore: il suo tempo finale è infatti stato di 159h58’59”. Sul terzo gradino del podio sale Katja Fink, al traguardo dopo 164h28’00, mentre è ancora sul percorso Erika Flavelle, ultima donna ancora in gara.

TOR330 Tor des Géants

È la competizione che ha dato vita all’intero evento. Con 330 chilometri e 24 mila metri di dislivello, si è svolta da domenica 8 settembre a sabato 14 settembre 2024. La gara, partita alle 10.00 e alle 12.00 da Courmayeur, attraversava i sentieri della Valle d’Aosta ai piedi dei più imponenti 4mila delle Alpi, inclusi il Parco Nazionale del Gran Paradiso e il Parco Regionale del Mont Avic. Il tempo massimo per completare il percorso era di 150 ore.

François D’Haene ha vinto il TOR330 – Tor des Géants alla sua prima partecipazione, a 9 anni dalla vittoria di Patrick Bohard, unico francese in 15 anni a conquistare questa gara fino ad oggi.

D’Haene ha tagliato il traguardo di Courmayeur alle 7.08, con il tempo finale di 69h08’32”. Una vittoria da vero campione, arrivata dopo aver comandato la prima parte della corsa, per poi andare in difficoltà e retrocedere fino al terzo posto in quella centrale, e poi risalire fino a prendersi la testa della classifica a Ollomont. 

L’idea del francese di confrontarsi con una gara di questo livello era nata già diversi anni fa, ma è diventato via via più concreto l’anno scorso, proprio durante il TOR330 vinto con il record da Franco Collé. Quest’anno il quattro volte vincitore ha dovuto dare forfait a causa di un infortunio al ginocchio, privando gli appassionati di un duello che avrebbe potuto essere ancora più mozzafiato. Le emozioni non sono comunque mancate, in particolare nella sfida tutta francese con Louis Calais e Beñat Marmissolle, anche loro al debutto al TOR330, e Martin Perrier. Calais ha guidato le danze fino a Ollomont, dove si è fermato a riposare, per poi entrare in una crisi profonda che gli ha fatto perdere diverse posizioni. Tra lunedì e martedì Marmissolle e Perrier sembravano essere completamente fuori dai giochi e sull’orlo del ritiro, prima di essere gli autori di due clamorosi recuperi che li stanno portando sul podio, con Marmissolle a precedere Perrier.

François D’Haene, 38 anni, quattro volte vincitore dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc (nel 2012, 2014, 2017 e 2021), due volte vincitore del Madeira Island Ultra-Trail (2017 e 2019), cinque volte tra Grand Raid de la Réunion e Diagonale des Fous, secondo all’Hardrock 100 (2022) e Western States (2018), quest’anno aveva ottenuto un quinto posto all’Andorra 100, dopo che nel 2022 aveva dovuto fare i conti con una frattura al malleolo che lo aveva messo fuori gioco per molto tempo.

Sono davvero felicissimo di essere arrivato fino in fondo ed aver portato a termine questa gara, non avrei mai pensato di farlo con una vittoria e metterci 69 ore, è stata la ciliegina sulla torta – dice François D’HaeneSono stato contento di averlo vissuto con la mia famiglia e i miei amici a farmi assistenza. Portare a termine il Tor des Géants non ti fa sentire il dolore, anche se devo ancora smaltire questo prima di pensare se tornare. Ho dormito in tutto un’ora, il momento più duro è stato domenica notte con la neve al Col Loson, il più bello la mattina di ieri con il Cervino sullo sfondo”.

Mai una donna era riuscita a concludere i 330 chilometri del TOR330 – Tor des Géants in meno di 80 ore. Ci era andata molto vicina Sabrina Verjee nel 2022, quando fermò il cronometro dopo 80h19’38”, con una prestazione che aveva sorpreso tutti. Se già allora quel tempo sembrava impossibile (il record precedente era di 5 ore superiore), a sfondare la barriera ci ha pensato Katharina Hartmuth, che è arrivata a Courmayeur dopo 79h10’40”, al settimo posto assoluto.

La 29enne tedesca ha dominato la gara in lungo e in largo, prendendo la testa della corsa fin dall’inizio e non l’ha mai mollata, senza che nessuna delle inseguitrici fosse mai riuscita seriamente a impensierirla. Hartmuth ha fatto il vuoto dietro di sé, lasciando per strada man mano Lisa Borzani, che ha avuto qualche momento di difficoltà ed è scesa al quarto posto, Sabrina Verjee, che aveva dato vita ad un bel testa a testa proprio con Borzani fino al Rifugio della Barma, trovandosi ora seconda a più di 3 ore di distacco dalla prima, e Claire Bannwarth, che è stata brava a rimontare fino alla provvisoria terza posizione. La vincitrice per più di metà gara viaggiava su tempi di quattro ore inferiori a quelli del record di Verjee, ma ha poi rallentato per poter gestire al meglio gli ultimi chilometri.

Hartmuth, nel 2023 seconda all’UTMB e medaglia d’argento ai Mondiali di Innsbruck, quest’anno prima all’Andorra 100 e terza all’Hardrock 100, aveva già tentato l’esperienza del TOR330 l’anno scorso, ritirandosi a Donnas:

L’anno scorso sapevo che sarebbe stato quasi impossibile finire la gara, quest’anno l’obiettivo era di finire e non mi aspettavo sicuramente questo risultato – ha raccontato Katharina Hartmuth. Sapevo che il Tor des Géants fosse difficile, ma è anche bellissimo. Era una gara che avevo nella mia lista, un sogno, e spesso mi ripetevo ‘Stai vivendo un sogno’. È stata la prima gara da più di una notte, sono riuscita a dormire solo 45 minuti stanotte ma ho imparato a gestire i tanti momenti difficili”.

Intanto, attorno all’ora di pranzo si è completato il podio maschile, tutto francese: alle spalle di François D’Haene, primo in 68h08’32”, sono arrivati Beñat Marmissolle in 73h10’18” e Martin Perrier in 75h35’59”.

TOR130 Tot Dret

È una gara di trail-running XL che copre 130 chilometri con un dislivello di 12 mila metri, offrendo un assaggio dell’ambiente magico del TOR330. Con partenza da Gressoney-Saint-Jean alle 21.00 di martedì 10 settembre 2024, la competizione si è conclusa entro le 17.00 di giovedì 12 settembre 2024.

Mercoledì 11 settembre 2024 il TOR130 – Tot Dret ha vissuto una giornata unica grazie alle imprese di Gionata Cogliati e Fabiola Conti ma anche di Zairan Li, primo cinese a salire sul podio di una gara del TORX with Kailas (l’unico altro asiatico era stato Masahiro Ono, terzo al TOR450 – Tor des Glaciers nel 2019).

Cogliati e Giulio Ornati hanno dato vita ad una splendida battaglia fin dall’inizio, alternandosi in testa alla classifica fino a quando Cogliati, vincitore dell’UTLAC 60 e del Dolomiti Extreme Trail 72k, non ha deciso di cambiare marcia e lasciare Ornati dietro di sé: “L’anno scorso al Tot Dret avevo avuto problemi di stomaco, quest’anno ha girato tutto per il verso giusto – ha detto. Ho gestito fino al Frassati, poi quando ho visto che ero in forma ho dato tutto, sia nella salita fino al Malatrà che in discesa”. Cogliati ha tagliato il traguardo in 21h10’09”, abbassando di 55” il record dell’anno scorso di Daniel Jung. Ornati è arrivato 35 minuti dopo di lui in 21h45’56”, precedendo una delle rivelazioni di questa giornata, il cinese Zairan Li, già 7° alla TDS qualche giorno fa, che ha chiuso in 22h08’49”.

Ancora più sorprendente è stata la prova di Fabiola Conti, arrivata ad un passo dal podio assoluto con un quarto posto in 22h53’24” che le vale anche il nuovo della corsa, migliorato di quasi tre ore rispetto al 25h45’25” di Alessandra Boifava nel 2022. “Sono davvero soddisfatta, il risultato è ottimo e il tempo è in linea con quello che mi ero prefissata”, ha spiegato Fabiola Conti al traguardo. “Sono contenta di aver provato per la prima volta una distanza così lunga, 130 km, pur senza averla gestita, né per quanto riguarda il cibo, né dal punto di vista della conseguente distribuzione delle energie: per fortuna avevo degli assistenti fantastici che mi hanno molto aiutato nei ristori. Il Tor des Géants per il momento resta un sogno, magari andrò prima a provarlo con mio marito e poi vedremo”.

TOR100 Cervino Monte Bianco

Alla sua prima edizione, ha offerto un percorso di 100 chilometri con 8 mila metri di dislivello. La gara, che è partita da Breuil-Cervinia alle 21.00 di mercoledì 11 settembre 2024, si è conclusa a Courmayeur entro le 40 ore successive.

Dai piedi del Cervino a quelli del Monte Bianco. Due montagne uniche e conosciute in tutto il mondo collegate da 100 chilometri di sentieri percorribili a piedi, che per la prima volta sono diventati il terreno di una gara tanto affascinante quanto impegnativa, il TOR100 – Cervino-Monte Bianco. La nuova prova del TORX with Kailas ha debuttato quest’anno richiamando tanti atleti, soprattutto di alto livello, alcuni dei quali hanno anche dovuto abbandonare prima del traguardo. È il caso di Henri Grosjacques, grande favorito della vigilia dopo aver vinto per due volte il TOR130 – Tot Dret, che si è ritirato a Ollomont dopo aver dato vita ad un bel duello con Virgile Vandewalle.
Il belga, decimo nella 90 km della Marathon du Mont-Blanc dello scorso anno, è il primo in assoluto a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del TOR100 (nonché primo belga a vincere una gara del TORX), insieme a Enrica Dematteis, che dopo il TOR130 dello scorso anno aggiunge nella sua personale bacheca del TORX un nuovo trofeo.

Vandewalle ha preso la testa della classifica dal Rifugio Magià in compagnia di Grosjacques, per poi allungare e dominare, fino ad arrivare al traguardo di Courmayeur alle 12.49 dopo 15h49’11” di gara. Ritiratosi il valdostano, alle spalle del belga è stato Donatello Rota ad arrivare secondo in 17h17’36”, resistendo agli assalti di Mattia Reggidori, terzo in 18h13’12”. “Per me 100 chilometri è una distanza perfetta, è la gara più lunga e con più dislivello che abbia mai fatto. Ho trovato il percorso molto bello e impegnativo“, ha detto Virgile Vandewalle. “Avevo calcolato di metterci 50 minuti in più, quindi sono contento della mia prestazione. Il Tor des Géants? È ancora troppo presto per pensarci“.

Senza storia la gara femminile, con Enrica Dematteis che rispetta ampiamente i pronostici e sfodera una prova magistrale che la piazza all’ottavo posto della classifica assoluta. Non nuova ad entrare nelle top ten generali, Dematteis ha impiegato 20h22’05” per completare la sua corsa, rifilando un distacco di quasi due ore sulle inseguitrici.
Seconda è Chiara Innocenti in 22h08’24”, mentre è lotta a quattro tra Caterina CortiAlessandra Joly, Raffaella Canino e Magda Moroni per il terzo posto. “La partenza da Breuil-Cervinia mi è piaciuta molto”, ha detto Enrica Dematteis, “il percorso rispetto al Tot Dret cambia di circa 15 chilometri, oltre alla salita dopo il Barmasse, che è bella tosta. Peccato per il meteo, ma fa parte del gioco, la montagna è anche questo”.

TOR30 Passage au Malatrà

È una gara di 30 chilometri e 2 mila metri di dislivello che attraversava paesaggi unici, con partenza da Saint-Rhémy-En-Bosses sabato 14 settembre 2024 alle 10.00. Il passaggio attraverso il Col de Malatrà, a 2925 metri, rappresentava il momento clou della gara, che si è conclusa a Courmayeur entro 8 ore.

Il sabato 14 settembre 2024 ha regalato grandi emozioni e due nuovi record della corsa: a mettere la propria firma sull’ultima gara del TORX with Kailas 2024 sono stati Nadir Maguet tra gli uomini e Sunmaya Budha tra le donne.  

Dopo la vittoria con record al Gran Trail Courmayeur, lo scorso luglio, il “Mago” concede il bis anche sulla distanza “corta” del TOR30, abbassando il precedente primato, fatto registrare nel 2021 da Sebastien Poesy (2h46’32), di quasi un minuto.
Le condizioni proibitive, con freddo, ghiaccio e neve sul percorso, non hanno fermato il valdostano che ha condotto la gara sempre in testa, prendendo subito un vantaggio di quasi dieci minuti su Jacopo Gregori, al rilevamento cronometrico del rifugio Frassati, fermando poi il cronometro al traguardo sul tempo di 2h45’38”. Dietro di lui, staccati di oltre 20 minuti, sono arrivati in volata Jacopo Gregori (3h06’05”) e Alessandro Zani (3h06’06”).

Ho patito un po’ il vento contrario che soffiava davvero forte, soprattutto salendo verso il Frassati – ha spiegato Maguet – mentre la neve non mi ha dato particolarmente fastidio: è normale, siamo in montagna e per una 30km sono condizioni accettabili. Il mio pensiero va a chi lo sta affrontando dopo oltre 300km di gara, loro dei veri eroi. Sono molto soddisfatto della mia gara, soprattutto dopo l’infortunio alla caviglia che mi ha tenuto fermo un po’. Ora penso a chiudere bene la stagione, ho ancora un paio di gare prima di pensare alla nuova stagione di scialpinismo”.

Anche al femminile non c’è stata gara fin dall’inizio. Sunmaya Budha ha imposto dalla partenza un ritmo insostenibile per le avversarie, allungando subito sulla svizzera Federica Meier che al Frassati accusava già un distacco di 4 minuti.
L’atleta nepalese, quest’anno già 13esima alla Marathon du Mont-Blanc, è alla prima vittoria in una gara europea ed è la prima atleta asiatica a trionfare in una gara del TORX with Kailas: per lei arriva anche la soddisfazione di chiudere al 5° posto della classifica generale, oltre al record della corsa al femminile (3h24’56”), limando di soli 40 secondi il precedente primato fatto segnare da Giuditta Turini (3h25’36”). Dietro di lei, sul podio, sono salite Federica Meier (3h40’16”)e Chiara Zenato (3h49’21”).

Sono davvero contenta, durante la gara c’era un vento fortissimo, ho avuto davvero freddo in cima al Malatrà, però i paesaggi sono davvero magnifici, credo che tornerò anche il prossimo anno”, ha dichiarato l’atleta del Team Kailas Fuga.

Con gli ultimi arrivi del TOR330 – Tor des Géants si è completato anche il Ranking TORX eXperience, la classifica per chi ha corso una delle gare della TORX eXperience iscrivendosi poi al TOR330 attraverso i PAX.
A vincere, tra gli uomini, con uno score di 2006, è stato Dario Bagnod, davanti a Gerard Thuegaz (1915) e Pierre Breuer (1687). Tra le donne, invece, la classifica è stata vinta da Christine Tousch (1412), davanti a Francesca Ferraro (1366) e Lisa Rising (1298).

Tor des Géants: i vincitori dell’edizione 2024

Nella categoria TOR30 Women, il primo posto è stato conquistato da Budha Sunmaya, seguita da Meier Federica e Zenato Chiara. Al quarto e quinto posto si sono classificate Lagomarsino Sara e Canale Stefania. Nella stessa categoria, tra gli uomini, il gradino più alto del podio è stato riservato a Maguet Nadir, con Gregori Jacopo al secondo posto e Zani Alessandro al terzo. Quarto classificato è stato Barailler André, seguito da Bressan Alberto al quinto posto.

Per quanto riguarda le categorie femminili del TOR30, Silvia Paris ha dominato la categoria Junior, Giulia Sereno quella Senior, mentre Chiara Cerlini ha primeggiato nella V1. Ombretta Riboldi, Christine Buckledee ed Emilia Morlacchi si sono distinte nelle categorie V2, V3 e V4. Nella controparte maschile, Andrea Notaris ha trionfato nella categoria Senior, con Christian Joux, Robin Houghton, Pasquale Mazza e Fausto Luciano Moia che si sono imposti rispettivamente nelle V1, V2, V3 e V4.

Nella competizione dei 100 chilometri, Enrica Dematteis ha vinto tra le donne, seguita da Innocenti Chiara e Corti Caterina. Il quarto posto è andato a Joly Alessandra, mentre Magda Moroni ha completato la classifica femminile al quinto posto. In campo maschile, Vandewalle Virgile ha conquistato il primo posto, con Rota Donatello e Reggidori Mattia a completare il podio. Gianluca Caimi ha concluso al quarto posto, mentre Gabioud Jules Henry ha chiuso al quinto.

Anche per il TOR100 ci sono stati riconoscimenti di categoria. Tra le donne, Erica Raggio ha trionfato tra le Senior, mentre Silvye Grange ha dominato la V1 e Annalisa Macari la V2. Corsico Piccolino Annamaria si è affermata nella V3. Per gli uomini, Michele Deandreis ha vinto nella categoria Senior, seguito da Roberto Camperi nella V1 e Fabrizio Chaberge nella V2. Vittorio Broggi e Andreino Boggeri hanno dominato rispettivamente nelle V3 e V4.

Federica Menti ha vinto la categoria Senior nella gara dei 130 chilometri femminili, mentre Mariela Vigliocco e Francesca Capelloni hanno primeggiato nelle categorie V1 e V2. Nella stessa distanza tra gli uomini, Scott Jack ha trionfato, seguito da Farrell Lonan, Yannick Rigaud, Giuseppe Giovinazzo e Claude Sévin nelle diverse fasce di età.

Per quanto riguarda i 450 chilometri, Sarah Hansel ha dominato tra le donne, seguita da Marina Plavan e Katja Fink. Il quarto posto è stato conquistato da Erika Flavelle. Tra gli uomini, Tiaan Erwee ha ottenuto la vittoria, con Volker Fohrmeister e Alessandro Roncato che si sono piazzati rispettivamente al secondo e terzo posto. Stephan Bero ha chiuso quarto, mentre Javier Galve si è classificato quinto.

Nella sfida dei 330 chilometri, Katharina Hartmuth si è imposta tra le donne, seguita da Sabrina Verjee e Claire Bannwarth. Il quarto posto è stato conquistato da Borzani Lisa e il quinto da Taylor Natalie. Tra gli uomini, François D’Haene ha conquistato il gradino più alto del podio, con Beñat Marmissolle e Martin Perrier rispettivamente al secondo e terzo posto. Andrea Macchi si è classificato quarto, seguito da Damian Hall in quinta posizione. Chiara Tallia ha primeggiato nella categoria V1 femminile, mentre Junko Kazukawa ha vinto la V3. Tra gli uomini, Louis Calais ha trionfato nella categoria Senior, con Lawrence Eccles, Jean Claude Letellier, John Tidd e Takumi Ueno vincitori nelle rispettive fasce di età.

Nella classifica TorX Experience riservata alle donne, Lisa Rising ha trionfato, seguita da Francesca Ferraro e Christine Tousch. Tra gli uomini, il primo posto è stato ottenuto da Dario Bagnod, seguito da Gerard Thuegaz e Pierre Breuer.

Infine, tra i premi speciali, Franco Collé ha ricevuto un riconoscimento dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, mentre Beñat Marmissolle e Francesca Billi sono stati premiati per il fair play con un riconoscimento da parte di Garmin.

Pubblicato / aggiornato il 16/09/2024 alle 10:21
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Categoria: Sport