Cervino Speed Opening: stop nel 2024
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Gli assessori Bertschy e Grosjacques con il presidente Testolin
La Fis ha comunicato ufficialmente che l’edizione 2024 della Cervino Speed Opening non si svolgerà.
La comunicazione ufficiale
il comunicato FIS del 25 marzo 2024 dice: “Dopo un’accurata consultazione con gli atleti, le loro squadre e le altre parti interessate coinvolte nell’evento, è stato concordato da FIS, Swiss-Ski e dalla Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) di non includere Zermatt/Cervinia nel calendario alpino 2024/25.
Le prime gare transfrontaliere della Coppa del Mondo hanno fatto parte del calendario maschile e femminile nelle stagioni 2022/23 e 2023/24, ma non hanno potuto essere disputate a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli in entrambi gli anni.
FIS vuole ringraziare tutti gli atleti per il loro prezioso feedback e tutte le parti interessate per il confronto costruttivo.
Le tre federazioni utilizzeranno i prossimi mesi per trovare possibili modi e soluzioni per le future gare di Coppa del Mondo a Zermatt e Cervinia. Il Comitato Organizzatore Locale, Zermatt e Cervinia analizzeranno queste proposte in modo costruttivo”.
La Giunta regionale
Nel corso della conferenza stampa di Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta di lunedì 25 marzo 2024, quando ancora non vi era stato l’annuncio ufficiale, l’assessore Luigi Bertschy ha detto: «Si tratta di un momento difficile per la riorganizzazione dei calendari internazionali, sono saltate 21 gare l’anno scorso. In questa dinamica rientrano delle valutazioni che la Fis e le Federazioni stanno facendo. Noi abbiamo detto più volte, che noi siamo pronti a sostenere il nostro impegno e credo che le società, l’ambiente sportivo, tutto il mondo del volontariato, poi il Comune di Valtournenche, hanno ampiamente dimostrato di essere in grado di offrire una grande qualità organizzativa e una località di avanguardia per svolgere questi importanti impegni. La natura ha portato in questo primo periodo, non solo da noi, ma su tutto il calendario, numerosi problemi. Per ora ci riserviamo di fare degli approfondimenti quando ci saranno dati tutti gli elementi per fare delle valutazioni».
L’assessore Giulio Grosjacques ha aggiunto: «Ovviamente lavoreremo, non appena avremo la comunicazione ufficiale, avendo un contratto con il Comitato organizzatore di cinque anni e un impegno anche dell’Amministrazione in termini di allocazione di risorse, per avere sicuramente un risarcimento sportivo, anche se il termine non è corretto, ma comunque valutare insieme alla Fis e alla Federazione italiana che ci ha supportato in questa attività. Che cosa potremmo organizzare in Valle d’Aosta se questa gara sarà definitivamente cancellata? Oppure se si tratterà solo di una sospensione ai fini di una valutazione successiva, che dovrà ovviamente ricomprendere tutto l’arco della stagione? Domani ci sarà una riunione del Comitato organizzatore dove ovviamente verranno prese le decisioni».
La Thuile non è considerata una contropartita.
Il presidente Renzo Testolin ha specificato: «L’obiettivo di questo evento era di lanciare una stagione invernale alle porte e quindi con un ritorno anche da un punto di vista pubblicitario e di valorizzazione del comprensorio a novembre. Se non dovesse essere così ci saranno altri tipi di ricadute, altri tipi di valutazioni. Quello che è sicuramente importante per noi e poter ospitare degli eventi di questa portata e su questo ci attiveremo in maniera consona e coerente con quelle che sono le possibilità di intervenire».
L’assessore Bertschy ha ancora aggiunto: «Noi abbiamo risposto a un’esigenza della Fis, che era quella di un lancio della stagione invernale in Europa. Noi abbiamo tutto il tempo di riaprire un confronto per capire in quale maniera essere presenti, visto che comunque la località è stata apprezzata ed è apprezzata durante tutta la stagione da tutti quegli atleti che vengono qua poi ad allenarsi con le loro Federazioni».
I commenti della politica
Alberto Zucchi, coordinatore di Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, scrive: «Apprendiamo che esisterebbe un contratto “su base triennale ammontante ad un impegno di spesa pari a 650 mila euro annuì” tra la Vda e il Comitato organizzatore della gara di Coppa del Mondo di sci alpino Zermatt-Cervinia che per le stagioni 2022 e 2023 non si è realizzata per ragioni legate alle condizioni meteo.
Apprendiamo altresì che la FIS di concerto con la FISI avrebbe deciso di annullare anche la terza edizione prevista nel 2024 determinando con largo anticipo, senza neanche più attendere il rischiatutto meteorologico del prossimo ottobre, il record mondiale assoluto di denaro pubblico speso rispetto al filotto consecutivo di gare non svolte.
A ciò si aggiungano gli eventuali importi ordinari e straordinari che altri enti pubblici oltre la regione, come il Comune di Valtournenche e della Società Cervino, a vario titolo hanno speso partecipando all’iniziativa.
Ritenendo che le risorse pubbliche provenienti dalle tasse pagate dai contribuenti non possano essere impiegate in iniziative dal simile esito, Fdi VdA chiede che venga fatta piena luce sui contenuti del contratto esistente tra la regione e il comitato organizzatore della NON gara e di conoscere, nel dettaglio, tutte le altre voci di spesa attribuibili a questa iniziativa, certamente bella sulla carta, ma che presentava come dimostrato dai fatti innegabili rischi per la sua realizzazione.
Un tanto per capire, prima di parlare di un risarcimento sportivo alternativo invocato dalla Giunta come corrispettivo compensativo, di quanto denaro speso si tratta e di chi sono, eventualmente, le responsabilità».
Valle d’Aosta Aperta ricorda di aver «da subito criticato la follia della Coppa del Mondo Zermatt-Cervinia: per le risorse pubbliche sprecate, per le contraddizioni con la crisi climatica, le criticità oggettive rispetto al calendario FIS e la compatibilità tra il luogo scelto e il tipo di gara proposto.
Siamo stati al fianco della società civile.
Grazie all’arroganza del governo regionale, ora ci ritroviamo con centinaia di migliaia di euro gettati dalla finestra e un ghiacciaio sfregiato. Stiamo a vedere cosa dirà la Procura e la Corte dei conti, ma chi risarcirà i valdostani dei danni ambientali ed economici subiti?
Su questa questione non abbasseremo la guardia: al di là della gara, quest’anno monitoreremo che i lavori per la battitura delle piste non si trasformino di nuovo in un far west senza regole, con ruspe sul ghiacciaio. Naturalmente, il nostro auspicio è che non si tratti di una semplice sospensione, ma dell’abbandono definitivo di questa competizione sul ghiacciaio.
La resilienza climatica non deve essere solo uno slogan».
Pubblicato / aggiornato
il 25/03/2024 alle 20:14
Categoria:
Politica e Amministrazione