Assemblea generale 2024 di Confindustria Valle d’Aosta
Martedì 15 ottobre 2024, a Saint-Vincent, si è riunita l’Assemblea generale di Confindustria Valle d’Aosta dal titolo Abilitare il futuro. Un patto per il presente.
A condurre e moderare l’incontro è stato Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24 – Il Sole 24 Ore (che abbiamo intervistato).
Il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha aperto i lavori affermando: «Noi dobbiamo cercare di dare risposte perché tutto il Nord Italia attende soluzioni infrastrutturali adeguate. Qui s’incrociano direttrici fondamentali e dobbiamo cogliere l’opportunità per potenziare il sistema logistico. Il presidente Orsini riassume in tre direttrici l’essenza della quinta rivoluzione industriale, che interessano anche la Pubblica Amministrazione: competitività, produttività e comunità. Sono impressionato dalla velocità di questa rivoluzione. Noi dobbiamo agire con altrettanta velocità e con qualità : dobbiamo fare le cose giuste nel tempo giusto. Per fare questo servono nuove capacità e competenze, onde fronteggiare scenari mutevoli, imprevedibili ed estremamente incerti. Per essere all’altezza delle sfide, dobbiamo combattere la narrazione che presenta la Pubblica Amministrazione italiana come ridondante: da noi i pubblici impiegati sono il 13% del totale; nel Nord Europa sono il 30%. Nei prossimi sei anni, un milione di persone andranno in quiescenza e bisogna gestire il turn over non offrendo un posto fisso bensì l’entrata in una struttura che li valorizzerà e li premierà per ciò che esprimeranno, consentendo loro di bilanciare la vita professionale e quella personale. Tra gennaio e agosto 2024 sono stati banditi 13mila concorsi che hanno attivato 2,1 milioni di persone. E, dopo l’assunzione, bisogna che i dipendenti pubblici siamo formati in maniera permanente. Introdurremo meccanismi finalizzati a premiare realmente il merito: non tutti possono essere eccellenti.. Parallelamente ci dobbiamo impegnare a riscrivere le procedure amministrative. Una Pubblica Amministrazione efficiente fa risparmiare il Paese. 600 procedure amministrative possono essere semplificate entro giungo 2026. 200 sono già state portate in Consiglio dei ministri. Lo facciamo con un approccio inclusivo e non autoreferenziale. Una semplificazione condivisa con le imprese e le Amministrazioni territoriali. I controlli non saranno più ispirati alla logica sanzionatoria ma a quella della collaborazione affinché possa essere percepito come un’opportunità per correggere gli errori. Abbiamo anche introdotto il principio dell’errore scusabile e sanabile. In relazione all’innovazione tecnologica, ha ribadito il proprio impegno per far conoscere l’intelligenza artificiale ai dipendenti pubblici: per convincere le nostre persone che cambiare è un’opportunità e non una minaccia».
Il sindaco di Saint-Vincent Francesco Favre ha riepilogato la storia del turismo a Saint-Vincent per esplicitare la collaborazione fra pubblico e privato nello sviluppo territoriale: «l’equilibro fra queste due componenti è indispensabile per favorire una buona crescita».
Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin ha affermato: «Stiamo cercando un percorso condiviso con le nostre aziende per accogliere nuovi residenti. Ma dobbiamo anche essere attrattivi per nuove realtà industriali. Dobbiamo essere accessibili e percorribili, trovando i necessari accordi con i territori circostanti».
Francesco Turcato, presidente di Confindustria, si è così rivolto all’Assemblea: «Nel 2025 festeggeremo i nostri 80 anni. Ma questa Assemblea è dedicata a tutto coloro che, nel 2045, festeggeranno il centenario. È pensando a loro che oggi ci impegniamo. O si cresce o si decresce, perché fermi non si può stare. Lavoriamo per sviluppare ciò che abbiamo al meglio. In questi due anni di mia presidenza, abbiamo colto un quadro dominato dalla complessità e bisogna individuare le soluzioni ai piccoli e grandi problemi. In particolare, mi chiedo fino a quando i giovani avranno voglia di tornare in Valle d’Aosta. Dobbiamo avere progettazioni pronte per cogliere le opportunità che si presenteranno. Ci stiamo avvicinando al traguardo che ci siamo prefissi di costruire una seconda canna del traforo del Monte Bianco. La nostra voce conta. Possiamo offrire qualità della vita attorno al lavoro. Dobbiamo contrastare il calo demografico».
È seguita una tavola rotonda alla quale il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha partecipato con un contributo videoregistrato: «321 azienda associate generano oltre il 60% del valore aggiunto regionale. Comprendete turismo, industria, agricoltura e manifattura specializzata. Sono convinto che il rafforzamento del dialogo fra pubblico e privato, con politiche mirate all’innovazione green e digitale delle imprese è un percorso essenziale per abilitare la crescita del tessuto produttivo e offrire nuove opportunità imprenditoriali. I due anni abbiamo, insieme, creato quasi un milione di posti di lavoro. Ciò rende il nostro Paese più solido anche sul piano sociale».
Marco Gay, presidente dell’Union industriali Torino, ha affermato: «Il tema infrastrutturale riguarda non solo i territori ma il Paese.Ma c’è anche il tema della libera circolazione delle persone, oltre che delle merci. L’Europa non sta svolgendo dunque il proprio ruolo perché manca la volontà politica. I soldi per realizzare l’opera sono stati accantonati negli ultimi vent’anni».
Luigi Bertschy, assessore allo Sviluppo economico della Regione autonoma Valle d’Aosta ha detto: «Nel Piano regionale del Trasporti abbiamo preso una posizione chiara sulla costruzione della seconda canna per dividere i flussi, per realizzare corsi di emergenza e garantire che il traffico non aumenterebbe. Spendere denaro n sole manutenzioni per i prossimi 18 anni sarebbe un errore. Ora i Governi dovranno esprimere la loro posizione in merito. I Francesi devono essere messi di fronte alle loro responsabilità».
Lara Ponti, vicepresidente per la transizione digitale e gli obiettivi Esg di Confindustria, sul tema della sostenibilità ha detto: «c’è un’evidente emergenza sul cambiamento dei modelli produttivi ma ogni scelta comporta fatiche e cambiamenti radicali.Non è solo un problema di impatto negativo dell’uomo sull’ambiente ma anche di come conciliarlo con l’utilizzo dell’intelligenza artificiali. Su molto settori siamo molto avanti ma ci manca una visine di lungo periodo con piani industriali che costruiscano le condizioni della transizione.
Giuseppe Argirò, amministratore delegato di Cva SpA, ha detto: «Il cambiamento climatico è un problema gigantesco. La decarbonizzazione dell’industria deve essere resa realizzabile. Esiste un problema di execution: si è creata una contrapposizione al green deal e, in essa, rientrano anche le rinnovabili. Possiamo essere detentori di materia prima energetica ed è una straordinaria opportunità. La rete italiana dovrà essere regolata in relazione all’intermittenza e ci deve essere la complementarietà. Bisogna rasserenare l’approccio ideologico e raccogliere la sfida mancata con lo shock energetico del 2022. Il nucleare ee le rinnovabili devono andare insieme».
A conclusione dell’Assemblea, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha specificato che 11 miliardi di danni sarebbero generati da quattro mesi annuali di chiusura per 18 anni mentre il raddoppio del traforo del Monte Bianco costerebbe 1,2 miliardi di euro. Ha poi aggiunto: «In alcuni settori abbiamo le migliori tecnologie al mondo, rispettose dell’ambiente. Ma serve una rivolta delle masse per spingere il progresso. Quindi serve anche una discesa in campo di sindacati, sul tema dell’automotive, della ceramica, degli incidenti sul lavoro, del problema salariale».
Pubblicato / aggiornato
il 15/10/2024 alle 14:37
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video