Elettrificazione della ferrovia a metà strada
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
I lavori in corso alla stazione ferroviaria di Aosta
«Oggi siamo più o meno a metà del lavoro da fare, lo testimoniano le tre sottostazioni che, pian piano, stanno emergendo; i tanti lavori che stiamo facendo nelle gallerie e i tanti blocchi di fondazioni realizzati». È quanto ha dichiarato Gaetano Pitischi, dirigente di Rfi, Rete ferroviaria italiana, in merito all’avanzamento dei lavori di elettrificazione della linea ferroviaria Aosta-Ivrea e di ammordernamento delle relative stazioni, la cui circolazione è stata chiusa il 3 gennaio 2024 e che dovrebbe riaprire nel dicembre 2026.
Nella giornata di mercoledì 2 luglio 2025, si è infatti svolto un secondo sopralluogo, dopo quello dello scorso marzo, sulla tratta ferroviaria, partendo dalla stazione di Ivrea, dove è in corso il rifacimento di un tratto di circa 50 metri della galleria, lunga 110 metri, che verrà demolito e poi ricostruito e dove verrà installata un’innovativa catenaria rigida, così da risparmiare spazio per alimentare i treni.
Le prime opere in fase di costruzione sono state le sottostazioni elettriche delle ferrovie che smistano, trasformano e convertono l’energia per l’alimentazione dei convogli, che sono in fase di realizzazione a Donnas, Châtillon e Aosta: «abbiamo visto anche gli interventi nelle stazioni di Nus ed Hône – ha continuato Gaetano Pitischi – per l’adeguamento alle specifiche di interoperabilità per la mobilità ridotta, quindi marciapiedi, pensiline, sottopassi, passerelle pedonali, ascensori e quant’altro. I lavori proseguono secondo le le previsioni del cronoprogramma, noi li chiuderemo nel mese di giugno 2026 per essere in tempo per riattivare la linea ferroviaria a dicembre 2026, secondo le previsioni concordate con la regione Valle d’Aosta. L’intervento è completamente finanziato, le ditte sono qualificate e ci sono tutte le condizioni per poter concludere il lavoro nel miglior modo possibile, assolutamente nei tempi previsti. È ovvio che in questo momento magari non si vedono ancora tanti pali della linea di contatto, ma perché a monte c’è tutto un lavoro preparatorio che è necessario fare prima. Siamo a buon punto nel raggiungere il traguardo prefissato».

«Ci siamo dati un metodo di lavoro per un’opera così importante che prevede un governo dell’investimento con tanti attori – ha aggiunto Luigi Bertschy, assessore regionale ai trasporti – e poter fare una buona comunicazione è il primo obiettivo da raggiungere, dato che questo è un cantiere molto diverso rispetto ad un’opera stradale o nella costruzione di un edificio. Qui il lavoro per una buona parte è quasi rimasto nascosto, come quello nelle gallerie o nella distribuzione dei plinti per la messa in opera dei pali. Adesso le opere si stanno cominciando a rilevare in maniera importante e tutta la fase precedente che ha portato alla cantierizzazione sta dando una risposta in termini di efficacia delle operazioni. Nel corso del mese di luglio inizierà l’installazione dei primi pali da Ivrea verso Montalto e durante l’estate verrà avviato un altro cantiere di preparazione dei plinti, dopo che ne sono stati costruiti circa 500. Quello che vediamo ci rassicura, visto che sono operazioni di grande portata come ad esempio lo scavo per il sottopasso, profondo oltre quattro metri, che è stato eseguito a Nus. I cantieri avanzano in maniera differenziata, la sottostazione di Donnas è quasi terminata, quella di Aosta è iniziata adesso, proprio perché i lavori sono stati distribuiti in maniera da poterli portare avanti nella maniera migliore possibile. La risposta di Rfi, Italfer e delle imprese è soddisfacente alle tante sollecitazioni ed alle richieste che pervengono dagli Enti locali».
Il costo complessivo dei lavori sui 66 chilometri della linea ferroviaria è di 140 milioni di euro, finanziati con risorse Pnrr e, con i miglioramenti previsti in tutte le stazioni, comprese quelle piemontesi di Strambino e Montanaro, dove le banchine saranno innalzate a 55 centimetri, è prevista anche l’installazione fino ad Aosta del Sistema di controllo della marcia del treno (Scmt), che incrementa gli standard di sicurezza dell’esercizio della linea, in sostituzione dell’ormai obsoleto Sistema di supporto alla condotta (Ssc).
A differenza del sistema precedente che trasmetteva le informazioni con un trasponder solo in alcuni punti, come fa il Telepass, il Scmt manterrà invece sotto costante vigilanza elettronica il comportamento del personale di macchina dei treni in base all’aspetto dei segnali, alla velocità massima consentita sul tratto di linea e quelle ammessa per il treno e ad altri parametri. Nel momento in cui l’agente di condotta porti il treno in una condizione di marcia non sicura, il sistema proteggerà la marcia segnalando al personale di macchina la condizione di pericolo e, se non ci sono interventi degli agenti di condotta che eliminino le incongruenze, azionerà automaticamente la frenatura di emergenza fino ad arrivare all’arresto del convoglio.

Inoltre, non è escluso che la linea ferroviaria, che resterà ancora a binario unico, con tutte le limitazioni del caso, soprattutto nei tempi di percorrenza che non avranno miglioramenti percettibili, possa essere aggiornata prevedendo il raddoppio: «lo scorso ottobre è stato sottoscritto un protocollo tra Rfi e le Regioni Valle d’Aosta e Piemonte per uno studio approfondito per un eventuale raddoppio selettivo – ha precisato Gaetano Pitischi – si sta quindi ragionando anche su un potenziamento della linea in questi termini ed entro i primi di agosto ci sarà una comunicazione sull’avanzamento dei lavori di quel protocollo».
Gli elettrotreni bimodali valdostani rossi, gli Stadler Flirt BTR 813, vengono comunque ancora utilizzati, alimentati solo elettricamente, sulla linea ferroviaria Ivrea-Chivasso. Accantonato l’acquisto degli Hitachi HTR 412 Blues, con la fine dei lavori di elettrificazione arriveranno sulla ferrovia valdostana gli Stadler Flirt ETR 814, la versione solo elettrica degli attuali bimodali: «dopotutto i valdostani non viaggiano solo sul territorio regionale» ha concluso Luigi Bertschy.

Pubblicato / aggiornato
il 03/07/2025 alle 13:32
Categoria:
Economia e Lavoro