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Vigili del Fuoco: subito il rientro nel Corpo nazionale

Mercoledì 6 agosto 2025, il Conapo (sindacato dei Vigili del fuoco), ha diffuso una nota di denuncia: «Un quarto di secolo. Tanto è passato dalla regionalizzazione dei servizi antincendi in Valle d’Aosta. Un’operazione condotta con fretta, superficialità politica, nella totale ignoranza del ruolo e delle competenze richieste per garantire il soccorso tecnico urgente. La politica, a fine anni ’90 (lì sì che votò la legge all’ultimo Consiglio) nel sottoscrivere l’accordo con lo Stato per ottenere i nove decimi, pensava di essersi appropriata di un manipolo di operai polifunzionali, senza minimamente comprendere la portata e la responsabilità dei compiti affidati».

Secondo Conapo, in questi venticinque anni «non si è costruito nulla di duraturo, serio e rispettoso nei confronti dei Vigili del Fuoco. Si è passati da demolizioni scriteriate della Caserma centrale, a progetti faraonici falliti, fino ad arrivare a un prefabbricato indecente. Una struttura che fa acqua da tutte le parti, letteralmente.
Il distaccamento in alta Valle? Una sede “di lavoro” che definire tale è un complimento. 
Quello in bassa valle? Dopo 25 anni siamo ancora alle chiacchiere, mai nulla di serio, di concreto solo demagogia e illusioni. È ora di finirla con la narrazione ipocrita: il soccorso tecnico urgente richiede prontezza, specializzazione e autorità, non improvvisazione.
Il distaccamento aeroportuale? Scavalcate le OOSS, servizio esternalizzato ma non funzionante e vigili del fuoco rimasti, zero trasparenza. L’ennesima farsa.
L’organico? Congelato da decenni, ridotto ai minimi termini. Le funzioni aumentano, le competenze crescono, ma l’amministrazione continua a ignorare i fabbisogni a tutela dei lavoratori e del servizio erogato
».

L’accusa è chiaramente rivolta alla politica: «Abbiamo perso diritti, tutele, dignità. L’equiparazione promessa post referendum del 2019 (97% dei lavoratori favorevoli al rientro nel Corpo Nazionale) è stata tradita su tutta la linea: previdenziale, ordinamentale, economica.
Previdenzialmente, il silenzio è assordante. Nessuna comunicazione, nessuna chiarezza. Il sospetto è che il problema sia irrisolvibile e nessuno abbia il coraggio di dirlo. Si continua ad avere il paradosso che colleghi con la stessa divisa e stessa amministrazione di appartenenza abbiano casse previdenziali differenti. Una vergogna istituzionale.
Ordinamentalmente, non si vogliono creare i presupposti normativi per poter svolgere i compiti istituzionali creando confusione e frizioni continue con altri enti; per una legge istituiti due gruppi di lavoro, studi legali pagati, anni di incontri, una bozza di legge condivisa anche con il Presidente della Regione, nonostante le scelte politiche unilaterali di modifica, mai portata in consiglio. L’ennesimo affronto, l’ennesima presa in giro. 
Economicamente, si vivacchia con toppe e indennità temporanee, senza una struttura contrattuale degna
».

Una situazione che i Vigili del fuoco non intendono sopportare oltre: «Il cronoprogramma voluto dal Presidente stesso è stato disatteso da lui per primo. Avete ingannato tutti, di nuovo, sempre e solo parole vuote.
Ad oggi, non c’è alcuna equiparazione. Non c’è un ordinamento aggiornato, nessun contratto, nessuna riforma. E sulla pensione, ancora il nulla.
La verità è una sola: la Regione ha fallito. Ha dimostrato di essere incapace, irresponsabile e disinteressata alla gestione del Corpo dei Vigili del Fuoco. Ha tentato di legiferare dove non ha competenza, ha sprecato soldi pubblici in consulenze e progetti inutili. Ha calpestato la professionalità e la dignità dei lavoratori.
Dopo 25 anni, siamo stanchi di bugie, promesse, tavoli tecnici che non portano a nulla. Basta scuse, la misura è colma.
Vogliamo il rientro nel Corpo Nazionale. Subito.
E vogliamo dirlo con chiarezza: proviamo disgusto per come siamo stati trattati. Disgusto per l’incompetenza, l’indifferenza e la mancanza totale di rispetto nei confronti delle persone che ogni giorno mettono a rischio la loro vita per garantire il soccorso.
Soccorso che la Regione si è fatta carico di rendere nei confronti della popolazione valdostana e di chi frequenta la nostra terra, ma appare fin troppo evidente che con queste premesse è sempre più difficoltoso garantire un servizio all’altezza di quanto dovuto ai contribuenti.
La politica regionale ha esaurito ogni credibilità. È il momento di voltare pagina. È finito il tempo dell’attesa. Ora vogliamo risposte. Ora pretendiamo azioni a sostegno dei lavoratori che operano per la tutela dell’incolumità dei valdostani
».

Pubblicato / aggiornato il 07/08/2025 alle 14:48
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video