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Radicali italiani e Federalisti-progressisti alla Casa circondariale di Brissogne

Sabato 16 agosto 2025, in occasione della mobilitazione straordinaria promossa da Radicali Italiani, una delegazione guidata dal segretario nazionale Filippo Blengino, insieme ad alcuni esponenti della Federazione Progressisti Valle d’Aosta, ha visitato la casa circondariale di Brissogne.

All’uscita, Blengino ha descritto le condizioni dell’istituto, che i Radicali monitorano da tre anni consecutivi: «Non lo facciamo perché mancano pochi mesi alle elezioni ma perché vogliamo continuare a osservare da vicino la situazione delle carceri italiane».

Il segretario ha sottolineato che la struttura valdostana, pur non essendo sovraffollata come altre realtà italiane, presenta gravi criticità. «Il primo problema che riscontriamo è l’emergenza psichiatrica – ha dichiarato – la vediamo nei forti segni di autolesionismo e nell’abuso di psicofarmaci, che qui è cinque volte superiore rispetto all’esterno».

Blengino ha inoltre evidenziato la scarsità di iniziative di reinserimento sociale e la mancanza di personale adeguato: «Non è carente solo il corpo di polizia penitenziaria, ma anche gli educatori, i funzionari giuridico-pedagogici che dovrebbero accompagnare i detenuti verso il reinserimento».

La delegazione ha ribadito la denuncia già presentata dal movimento nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio: «Siamo arrivati al 54º suicidio in carcere dall’inizio dell’anno. Riteniamo che la mancata adozione di provvedimenti concreti configuri una grave omissione».

Per i Radicali, le soluzioni devono essere immediate: «Il sovraffollamento non è umano né legale, serve subito un piano di amnistia o indulto. Nel lungo periodo occorrono invece interventi infrastrutturali e un vero rilancio delle misure alternative».

Blengino ha anche criticato la linea del governo: «L’azione dell’esecutivo Meloni è tutta incentrata sul ‘più carcere’, un approccio punitivo che porta nella direzione opposta allo stato di diritto».

Infine, il segretario ha richiamato l’attenzione sull’efficacia rieducativa della pena: «Oggi il 60% di chi esce dal carcere vi rientra dopo poco tempo. In Italia non esiste la pena di morte, ma esiste la morte per pena. Le carceri stanno diventando lager legalizzati, dove manca la missione fondamentale: preparare al reinserimento nella società».

Pubblicato / aggiornato il 16/08/2025 alle 20:32
Categoria: Politica e Amministrazione / Video