Vai al contenuto

Le previsioni di Confindustria VdA per il primo trimestre 2026

Le previsioni di Confindustria VdA per il primo trimestre 2026 (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Margherita Henry, Marco Gheller, Edy Incoletti e Jan Pellissier

Il 2026 si apre con un segnale incoraggiante per le imprese valdostane: l’indagine previsionale di Confindustria Valle d’Aosta sul primo trimestre conferma il clima positivo già visto a fine 2025, con manifattura in testa e un export che torna in territorio “buono” dopo mesi complicati.

Nel dettaglio, le previsioni sulla produzione segnano un +15,91% (saldo ottimisti-pessimisti), in netto aumento rispetto al trimestre precedente; nella manifattura il salto è ancora più marcato (+23,53%). Bene anche i nuovi ordinativi, che crescono a +23,26% (dal +9,76% del trimestre precedente). Il dato che pesa di più, però, è quello dell’export: il saldo torna positivo a +16,13%, un livello che, viene sottolineato, non si registrava dal 2024.
Sul fronte occupazione, l’indagine segnala un saldo +20% (in linea con l’ultimo trimestre 2025) e, soprattutto, un ulteriore ridimensionamento del ricorso alla cassa integrazione: nel campione, il 100% delle aziende risponde che non prevede di utilizzarla (contro il 97,2% del trimestre precedente).
Un indicatore va invece letto con prudenza: il tasso di utilizzo degli impianti scende leggermente, al 71,52% (dal 74,26%) così come i tempi di pagamento medi salgono a 53 giorni complessivi e 51 giorni per la Pubblica amministrazione; migliora invece ancora il ritardo negli incassi, che si riduce al 24,44%.

Per le aziende edili associate, gli indicatori restano complessivamente stabili: produzione giudicata costante dal 60% del campione e nuove commesse in miglioramento (il 30% segnala un incremento). L’occupazione torna positiva a +10%; la CIG è prevista solo dal 22,22% delle aziende. Qui, al contrario della manifattura, l’utilizzo impianti cresce (fino a 78,75%) e i tempi di pagamento migliorano ( 52 giorni complessivi e 35 per la PA).

Il presidente Francesco Turcato lega il dato congiunturale a una lettura più ampia: chiusura del Pnrr, tensioni geopolitiche, ma anche la necessità, per la Valle d’Aosta, di «fare chiarezza» sui sistemi infrastrutturali internazionali e di contrastare un calo demografico che incide direttamente sulla tenuta economica del territorio.

Jan Pellissier, addetto stampa di Confindustria VdA, che ha presentato i dati, ha richiamato un aspetto spesso sottovalutato: in queste indagini rispondono soprattutto le realtà più strutturate, con ordini e programmazione più misurabili, e, di conseguenza, il peso dei grandi gruppi incide eccome. Da qui anche un esempio concreto: eventuali scelte della Cogne Acciai Speciali, come periodi di riduzione di attività o ricorso ad ammortizzatori, possono muovere gli indici più di quanto faccia, numericamente, una singola piccola impresa.
È anche una chiave di lettura possibile di quel “passo diverso” tra indicatori in crescita (ordini, export, lavoro) e utilizzo impianti in lieve calo dato che non sempre i due grafici vanno a braccetto.

Il tema della “chiarezza sui sistemi infrastrutturali internazionali” è stato precisato dal vice presidente Edy Incoletti, che ha ribadito la linea di Confindustria VdA: l’ipotesi migliore resta il raddoppio del tunnel del Monte Bianco, mentre qualunque forma di blocco prolungato lascia strascichi economici nel tempo, non solo durante i giorni di chiusura. Per il 2026, il gestore del traforo ha pubblicato una programmazione che prevede interruzioni notturne infrasettimanali e fasi di senso unico alternato ma non una chiusura prolungata tipo autunno 2025.

Edy Incoletti e Jan Pellissier alla presentazione dell'indagine previsionale di Confindustria VdA del primo trimestre 2026
Edy Incoletti e Jan Pellissier alla presentazione dell’indagine previsionale di Confindustria VdA del primo trimestre 2026

Pubblicato / aggiornato il 07/01/2026 alle 16:04
Visualizzato volte
Categoria: Economia e Lavoro