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Consiglio Valle del 17 aprile 2020

Consiglio Valle del 17 aprile 2020 (©Consiglio Valle) - La riunione telematica del Consiglio Valle, venerdì 17 aprile 2020

Il Consiglio Valle si è riunito, venerdì 17 aprile 2020, per la trattazione della proposta di legge regionale, contenente ulteriori misure regionali urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

La riunione si è svolta in modalità telematica.

La relazione

Il relatore Pierluigi Marquis (Stella alpina) è intervenuto illustrando la proposta di legge.

«L’emergenza sanitaria, così carica di dolore e impegno, ha da subito evidenziato un’emergenza collegata e parallela, quella economica.

L’arresto delle attività, il confinamento delle persone e delle famiglie nelle loro abitazioni, la limitazione della mobilità hanno inciso gravemente sulla situazione finanziaria dei valdostani. È subito apparso chiaro che occorreva sostenere la continuità delle relazioni economiche, sia tra le imprese sia tra le persone, affinché fossero rispettati contratti, stipendi, e un mimino di entrate per le famiglie, cercando di sostenere le fasce più deboli.

Una prima immediata misura è stata attivata il 25 marzo 2020, con la sospensione per un anno delle rate dei mutui agevolati regionali e con l’istituzione di un fondo di garanzia presso le Confidi, con una partecipazione regionale di 3,7 milioni di euro. Era necessario però sviluppare rapidamente una seconda azione, che sostenesse il sistema economico valdostano in un contesto di emergenza.

Alla II Commissione è stato affidato il mandato di preparare questa proposta di legge, cioè l’insieme delle misure urgenti a favore di imprese e famiglie, con una dotazione di 25 milioni di euro. Si è subito inteso che tale perimetro finanziario era insufficiente. Si poneva la necessità di pensare da subito a una successiva ulteriore serie di misure.

Il presidente della Regione aveva inizialmente formulato due ipotesi: di preparare queste misure legislative per il mese di maggio, oppure di accorparle all’assestamento di bilancio del mese di giugno. La II Commissione e i Consiglieri hanno valutato di procedere con la massima urgenza, e quindi ad aprile, anche per affiancare e integrare le misure statali anch’esse in evoluzione.

Per questo, si è tracciato un programma di lavoro dettagliato, con le singole tappe da raggiungere e un cronoprogramma da rispettare. L’abbiamo adottato all’unanimità nella seduta del 27 marzo della II Commissione.

Vi era poi una questione di metodo: era necessario rendere concreta la partecipazione di tutti, raccogliere ogni contributo, estendendo il lavoro di Commissione a tutti i Consiglieri e all’apporto dei gruppi, con approccio collaborativo, di coinvolgimento. È un metodo che la Valle d’Aosta conosce bene, ma che doveva funzionare anche in queste condizioni di distanziamento sociale, di strumenti telematici e di “prorogatio” delle istituzioni. Ci voleva la flessibilità, adattamento, disponibilità di ognuno: i frutti sono arrivati e non è stato facile. Ringrazio i Consiglieri a nome mio e dei colleghi Commissari per la pazienza dimostrata in qualche passaggio che è stato fatto correndo e chiedendo uno sforzo aggiuntivo per tenere il passo.

In questo modo sono stati raccolti anche gli apporti delle categorie e dei soggetti economico-sociali, guardando già alle successive misure, sia per iscritto, sia nelle consultazioni in riunione.

Si è trattato di un approccio concreto e pragmatico, orientato all’interesse dei valdostani e del sistema economico regionale. Non a caso, proprio pensando ai tempi ordinari dell’amministrazione, che dovevano essere contratti notevolmente, la II Commissione si è preoccupata anche dell’attuazione delle misure, disegnando un procedimento interamente digitale delle domande, e prevedendo aiuti privi di istruttorie. I tempi dell’amministrazione ordinaria non sono compatibili con la situazione di emergenza. A questo riguardo per raggiungere gli obiettivi prefissi sin dai primi di aprile abbiamo suggerito al Governo, parallelamente all’elaborazione del progetto di legge, di attivare la piattaforma digitale per rendere immediatamente esecutiva la legge dopo la sua approvazione. Si auspica, che si possa procedere all’erogazione delle misure nei termini previsti dalla commissione.

La Commissione allargata ai consiglieri regionali ha svolto un lavoro importante, rapido ed efficace. I Consiglieri si sono rimboccati le maniche, in un contesto in cui la giunta – priva di tre componenti è concentrata in particolare sulla crisi sanitaria. È un ruolo che il nostro Consiglio Valle ha mostrato di saper gestire e rendere concreto in poco tempo.

Il cronoprogramma è stato infatti rispettato appieno, percorrendo tutte le tappe previste. La Commissione è stata capace collettivamente di passare dalla raccolta di tutte le proposte a una traccia condivisa, per poi scendere nei dettagli, dal “macro” al “micro”. Gli uffici del Consiglio regionale e della Giunta hanno sostenuto questo percorso, affrontando i problemi posti dalla politica e dalla drammatica urgenza che stiamo vivendo.

Le categorie economiche e sociali, le organizzazioni e associazioni hanno mostrato di apprezzare il lavoro svolto, hanno dato apporto molto utile, di grande e decisivo aiuto anche per le prossime misure, quelle che aiuteranno la ripartenza dell’economia valdostana.

È stato lavoro di giorni intensi e lunghi, che si sono prolungati nelle festività pasquali, coscienti del sentimento di attesa dei valdostani. C’è stata capacità di sintesi e collaborazione aperta, con tutti i passaggi validati lungo il percorso. Steccati e divisioni sono stati superati, si sono trovate unità e solidarietà nel gestire la fase di emergenza. È stato condiviso dunque l’obiettivo politico, e la responsabilità del progetto di legge di cui questo Consiglio si è fatto carico, e che la II Commissione ha adottato all’unanimità.

Vorrei mettere in evidenza questo aspetto, perché dimostra che la politica – la nostra politica valdostana – in questa fase è stata capace di rispondere ai bisogni della nostra Valle, con serietà, con scelte discusse e condivise. Una politica dotata di spirito comune, per la nostra Valle d’Aosta e per i valdostani, recuperando e riaffermando il ruolo dell’istituzione, che vedo chiaramente e di cui vorrei ringraziare tutti.

La proposta di legge si compone di 22 articoli.

L’articolo 1 evidenzia l’oggetto e le finalità della legge in esame, volta a introdurre ulteriori disposizioni indifferibili e urgenti per fronteggiare e contenere, attraverso misure straordinarie di sostegno alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese, gli effetti negativi sul tessuto socio-economico regionale derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L’articolo 2 dispone il differimento dei termini del versamento di tributi regionali e locali, quali le tasse automobilistiche (termine differito al 31 luglio 2020) e l’IMU (termine differito al 16 dicembre 2020).

L’articolo 3, al fine di sostenere e promuovere il rilancio delle piccole e medie realtà economiche regionali che, a causa dell’emergenza epidemiologica in atto, versano in condizioni di carenza di liquidità, dispone la costituzione di un Fondo di rotazione regionale presso FINAOSTA S.p.A. per l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato a favore di aziende e professionisti. Beneficiari dei finanziamenti sono i liberi professionisti, i lavoratori autonomi e le micro, piccole e medie imprese (con organizzazione operativa e prevalente attività nel territorio regionale) che hanno dichiarato nel 2019 un volume d’affari non superiore a 500.000 euro. La costituzione e la gestione del fondo di rotazione sono disciplinate da apposita convenzione stipulata con Finaosta S.p.A.. Il fondo è alimentato da appositi stanziamenti del bilancio regionale, dal rimborso delle rate e dagli interessi maturati sulle giacenze dello stesso.

L’articolo 4 introduce contributi per l’abbattimento degli interessi su finanziamenti di liquidità a favore di imprese e di liberi professionisti (con sede o unità locali ubicate nel territorio regionale) che accedono, nel corso dell’anno 2020, alle prime misure regionali urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID, disciplinate dalla legge regionale 25 marzo 2020, n. 4. Tali contributi sono diretti all’abbattimento degli interessi, sostenuti dai beneficiari nell’anno 2020, conseguenti alla sottoscrizione dei finanziamenti di cui all’articolo 3 della l.r. 4/2020. L’entità del contributo è determinata dai singoli Confidi nella misura massima del 100 per cento della quota di interessi sostenuta dal soggetto beneficiario ed è comprensiva delle connesse spese di istruttoria.

L’articolo 5 introduce un indennizzo per la sospensione dell’attività disposta dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020: la Regione provvede all’integrazione delle disposizioni contenute nel decreto-legge 18/2020 disponendo l’erogazione di 400 euro al mese, per i mesi di marzo e aprile 2020, a favore dei lavoratori autonomi e dei liberi professionisti iscritti alle professioni ordinistiche, residenti in Valle d’Aosta, tenuti alla sospensione dell’attività non essendo compresi nell’allegato 1 e nell’allegato 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020.

L’articolo 6 prevede un indennizzo ai titolari di contratti di locazione ad uso non abitativo, disponendo che, per l’anno 2020, la Regione provveda a corrispondere, ai soggetti esercenti attività d’impresa o attività professionale, un indennizzo a fondo perduto pari al 40 per cento del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, fino ad un importo massimo di 500 euro. La disposizione riguarda tutti i contratti insistenti su locazioni di immobili di categoria A2, A3, A7, A10, B, C, D, tra i quali sono compresi quelli ad uso agricolo ancorché nel contratto insista anche la locazione di terreni, con l’esclusione delle attività economiche ad autorizzazione commerciale con superfici di vendita superiori a 250 metri quadrati. Sono, inoltre, esclusi i contratti stipulati con parenti fino al secondo grado, con il coniuge non legalmente separato, con affini e con società controllate dagli stessi soggetti.

L’articolo 7 disciplina l’indennizzo alle categorie prive di altre modalità di sostegno al reddito, disponendo che la Regione provveda all’integrazione delle misure previste agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 96 del decreto-legge 18/2020. Sono destinatari di un indennizzo di 400 euro al mese per i mesi di marzo e aprile 2020 (qualora il loro reddito lordo complessivo non sia superiore a 50.000 euro nell’anno di imposta 2018) i lavoratori autonomi, anche esercitanti attività stagionale, non tenuti alla sospensione dell’attività disposta dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020; i lavoratori dipendenti, compresi atipici e lavoro domestico, che non beneficiano di ammortizzatori sociali; i collaboratori coordinati continuativi; i tirocinanti il cui tirocinio extracurriculare sia stato interrotto; i liberi professionisti iscritti alle professioni ordinistiche non tenuti alla sospensione dell’attività disposta dal citato d.p.c.m.. Sono, inoltre, destinatari di un indennizzo di 200 euro al mese, per i mesi di marzo e aprile 2020, gli studenti universitari residenti in Valle d’Aosta e frequentanti atenei valdostani o situati al di fuori della Regione, titolari di regolare contratto di locazione o domiciliati presso strutture collettive pubbliche o private.

L’articolo 8 prevede un indennizzo ai lavoratori dipendenti che beneficiano di ammortizzatori sociali. La Regione eroga, una tantum, un indennizzo di 200 euro ai lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a tempo parziale, che hanno beneficiato nel mese di marzo 2020 degli ammortizzatori sociali previsti nel decreto-legge 18/2020, ivi compreso l’FSBA, per almeno sei giornate.

L’articolo 9 introduce l’esenzione dall’addizionale regionale all’IRPEF per l’anno 2020, disponendo che, per il periodo di imposta 2020, i soggetti con reddito complessivo, determinato ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, fino a 15.000 euro, siano esentati dal pagamento dell’addizionale regionale all’IRPEF.

L’articolo 10 introduce un bonus, a favore dei soggetti con figli a carico, consistente nell’erogazione, per i mesi di marzo e aprile 2020, di 100 euro per ogni figlio minorenne (se disabile senza limite di età) per le famiglie anagrafiche con reddito lordo complessivo fino a 30.000 euro nell’anno di imposta 2018.

L’articolo 11 prevede che la gestione delle richieste dei finanziamenti di cui alla presente proposta di legge, nonché della relativa erogazione, avvenga per modalità telematica tramite una piattaforma unica dedicata, accessibile dal sito istituzionale della Regione e disponibile sia alle imprese che ai singoli. Al fine di accelerare e uniformare i tempi e le procedure per la liquidazione dei benefici, si dispone che alla concessione e all’erogazione degli stessi provveda, sulla base delle domande presentate attraverso la piattaforma unica dedicata, una struttura regionale temporanea di secondo livello, istituita con deliberazione della Giunta regionale.

L’articolo 12 prevede che la Regione disponga, a favore dei Comuni, un trasferimento straordinario destinato alla solidarietà per l’acquisto di prodotti alimentari, di prima necessità e per l’accesso alla rete Internet a favore di soggetti che si trovano in situazione di grave disagio economico e sociale determinato dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19.

L’articolo 13 introduce misure straordinarie di solidarietà, prevedendo che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, le economie a valere sul bilancio del Consiglio regionale conseguenti alla rinuncia, o alla riduzione, da parte dei consiglieri regionali della loro indennità di carica e di funzione, siano destinate al finanziamento di iniziative di solidarietà, anche a fronte di situazioni di emergenza sanitaria e sociale, individuate dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, d’intesa con la Conferenza dei Capigruppo. Allo stesso scopo, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge e sino al 31 dicembre 2020, i contributi finanziari per il funzionamento dei Gruppi consiliari sono ridotti del 50 per cento.

L’articolo 14 introduce misure urgenti per lo svolgimento delle consultazioni per il rinnovo del Consiglio regionale nell’anno 2020, prevedendo che il termine entro il quale sono convocati i comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale, sciolto con decreto del Presidente della Regione n. 54 del 18 febbraio 2020, sia di novanta giorni dalla cessazione dello stato di emergenza sanitaria.

L’articolo 15 prevede che le disposizioni di cui all’articolo 20, comma 5bis, della legge regionale 3 agosto 2016, n. 17 (Nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale), si applichino a decorrere dal 1° gennaio 2021.

L’articolo 16 modifica il comma 4 dell’articolo 8 della legge regionale 11 febbraio 2020, n. 1, che disciplina il concorso interno per il reclutamento nell’anno 2020 di capi squadra del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, sopprimendo l’inciso che limita la competenza della Commissione tecnica (nominata per la formazione della graduatoria per l’ammissione al corso di formazione professionale) alla sola valutazione dei titoli di studio. La modifica si rende necessaria per investire la Commissione tecnica della competenza alla valutazione di tutti i titoli ammessi a valutazione, in analogia a quanto previsto per il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

L’articolo 17 introduce misure urgenti per l’esame di Stato negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado della Regione. Tale disposizione prevede, in via straordinaria e limitatamente all’anno scolastico 2019/2020, che, allo scopo di disciplinare lo svolgimento della prova regionale di lingua francese e delle prove, scritta e orale, di lingua francese da sostenere in aggiunta alle prove dell’esame di Stato ai sensi della legge regionale 17 dicembre 2018, n. 11, siano adottate con decreto dell’Assessore all’istruzione, università, ricerca e politiche giovanili le necessarie misure di adeguamento al decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22 (Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato), e alle successive disposizioni attuative, anche in deroga alla l.r. 11/2018 stessa.

L’articolo 18 prevede che le disposizioni di cui all’articolo 4 e all’articolo 14 della legge regionale 3 gennaio 2006, n. 1 (Disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Abrogazione della legge regionale 10 luglio 1996, n. 13), non si applichino alle attività di somministrazione di alimenti e bevande la cui chiusura è stata imposta dalle disposizioni normative di contrasto all’emergenza COVID-19 per gli adempimenti riferiti al periodo compreso tra il 12 marzo 2020 e la data di cessazione delle misure sospensive imposte dalle medesime disposizioni normative.

Infine, l’articolo 19 reca le disposizioni finanziarie, l’articolo 20 dispone l’approvazione degli allegati recanti prospetti di variazione, l’articolo 21 introduce le disposizioni finali (in base alle quali le domande di cui alla presente legge possono essere presentate anche avvalendosi del supporto di Patronati e di Centri di assistenza fiscale), l’articolo 22 introduce la dichiarazione d’urgenza

Si tratta di misure trasversali, che agiscono in un’ampia platea di beneficiari, che sono in grado, proprio per come sono disegnate, di essere attuate in tempi ragionevolmente brevi. Non ci sono istruttorie valutative, l’impatto previsto – malgrado i limiti della dotazione – sarà significativo, per gli aiuti diretti a fondo perduto e per la capacità di mobilitare risorse con le garanzie ai prestiti. Sono aiuti per le imprese, ma anche per le famiglie, in questo drammatico contesto che ha cambiato le vite di tutti, in attesa della ripartenza.

Un capitolo e un’azione speciale dovranno essere consacrati anche all’emergenza in corso e all’azione di sanità pubblica dei prossimi mesi. Sarà necessario predisporre un apposito provvedimento legislativo, da elaborare congiuntamente con la V Commissione consiliare, per affrontare con carattere organico almeno tre aspetti prioritari.

In primo luogo andrà considerata l’acquisizione di materiali sanitari, tra cui quelli di protezione (DPI) di tutto il personale e per le attività di servizio che lo accompagnano.

In secondo luogo andrà riconosciuto e valorizzato economicamente lo straordinario lavoro degli operatori impegnati in questa drammatica situazione, e dall’altro adeguato l’organico ai bisogni attuali e prossimi.

In terzo luogo si dovranno prevedere le necessità strumentali, organizzative e di prevenzione per affrontare sul medio periodo l’evolvere della crisi sanitaria che oggi riveste carattere di emergenza, e quindi tracciare un nuovo percorso della sanità pubblica.

Dobbiamo guardare in avanti anche per le nuove misure da preparare, per la ripartenza, sin dalla prossima settimana. La consistenza finanziaria dovrà andare oltre ai 123 milioni di euro previsti dall’assestamento di bilancio. E’ ragionevole ipotizzare che con la revisione di bilancio – da attività interrotte dalla crisi o non prioritarie – e l’apporto delle partecipate si possa arrivare a circa 200 milioni di euro. Solamente con una robusta dotazione si potranno sostenere le famiglie e una platea di 12.000 soggetti economici valdostani, anche sul piano fiscale, sulle tasse e tributi, come IMU, IRAP.

L’impatto delle attuali misure ci permetterà di migliorare il prossimo intervento. Sarà necessario un impegno forte perché dobbiamo salvaguardare il lavoro, assicurare la continuità della base produttiva che genera le risorse per la nostra stessa sanità.

Lo spirito costruttivo e collaborativo ci ha aiutato a raccogliere le proposte e a produrre i risultati, senza disperderci in iniziative individuali alla semplice ricerca del consenso.

Responsabilità significa anche essere chiari con i valdostani, spiegare con trasparenza e sincerità ciò che si può fare, e poi farlo veramente. Ci vogliono responsabilità, unità e tempestività soprattutto in questa fase di emergenza.

Il dibattito

Stefano Aggravi ha sostenuto che si è lavorato molto, per questa legge, ma si sarebbe potuto fare di più. Le attività non messe in atto, potranno essere affrontate con il provvedimento successivo, che utilizzerà le risorse dell’avanzo di amministrazione. n tale sede si potrà anche prevedere contributi a fondo perduto e indennizzi, ancorché collegati ai costi effettivamente sostenuti.
«Defiscalizzare e sburocratizzare dovranno essere i verbi che guideranno la nostra azione», ha concluso.

Roberto Cognetta (VdALibra) si è detto soddisfatto del lavoro in Commissione e del risultato ottenuto. «C’è uno scollamento enorme fra ciò che sono le emergenze e i tempi della burocrazia. Nella nostra Regione, che dovrebbe avere servizi adeguati a ciò che siamo, non può e non deve più accadere. Bisogna approfittare della situazione per sbloccare situazioni che non possono più essere mantenuti, salvo affondare tutti». Bisogna lavorare dunque sul dopo-crisi, perché «il peggio non è ancora arrivato».

«Siamo stati capaci di spogliarci delle nostre maglie di partito per collaborare egregiamente. Pensate se avessimo lavorato allo stesso modo nei 19 mesi della legislatura!», ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Luciano Mossa.

Chiara Minelli (Rete civica) ha detto: «Si tratta, per famiglie e imprese, di misure di mera sopravvivenza, palesemente inadeguate per far fronte allo stato di grave sofferenza, soprattutto delle piccole e micro imprese». Ha sostenuto che bisogna, subito, dire con chiarezza alle imprese, che si potranno erogare contributi a fondo perso e ha annunciato la presentazione di ordini del giorno in tal senso, ispirati alle iniziative del Canton Vallese e della Provincia autonoma di Bolzano. Per reperire le risorse necessarie, ha suggerito l’emissione di bond e di intervenire sui costi della politica consiliare.

Roberto Luboz (Lega Vallée d’Aoste) ha deprecato alcune strumentalizzazioni politiche della crisi e ha auspicato che nuove e maggiori risorse possano essere reperite per la legge coronavirus-3.

Maria Luisa Russo (M5S) si è soffermata su due scelte politiche: quella di supportare economicamente le singole tipologie di lavoratori e le loro famiglie (integrando le misure nazionali) e quella di pensare alla ripartenza del sistema economico, «ma solo sulla base di solide indicazioni epidemiologiche».

Patrizia Morelli (capogruppo di Alliance valdôtaine) ha apprezzato che si sia messo da parte lo spirito di fazione e ha auspicato, per il prossimo provvedimento legislativo, una ancor maggiore collaborazione fra Consiglio e Giunta, trovando le modalità corrette. Ha definito la cifra messa a disposizione «una coperta corta» e ha auspicato che i tempi di elaborazione della successiva proposta di legge siano contenuti, «combattendo l’iper regolamentazione che caratterizza la nostra amministrazione pubblica e sfruttando il progresso tecnologico che l’emergenza ha obbligato a utilizzare». Ora bisogna però iniziare a lavorare per la ripartenza, ha concluso, «ragionando sulle riaperture responsabilmente possibili».

Jean-Claude Daudry (Union valdôtaine progressiste) ha messo in evidenza il lavoro condotto anche dalla Giunta per la predisposizione del testo di legge.

Daria Pulz (AduVdA) ha auspicato che questa situazione non porti all’erogazione di contributi a pioggia, perché «non si capisce come mai un solo mese di inattività abbia messo in crisi quella che era la regione più ricca d’Italia. La sensazione è che si vogliano arginare i disastri con la stessa politica economica di prima, sempre ammesso che ce ne fosse una. Il cambiamento deve invece essere governato da nuove strategie, con soluzioni rapide e immediate». Misure che richiedono risorse, da ottenersi cn la redistribuzione del carico fiscale: «chi ha tanto paghi tanto, chi ha poco paghi poco e chi non ha nulla paghi nulla».

Flavio Peinetti (Union valdôtaine) ha posto l’accento sulla necessità di far collaborare la sanità valdostana con quella del Piemonte e della Lombardia. E ha sostenuto che, conseguentemente, il sistema sanitario dovrà essere complessivamente riorganizzato.

Luigi Vesan (M5S) ha criticato il fatto che ora non si sia in grado di dare le risposte necessarie a riportare i turisti in Valle d’Aosta perché la sanità ha dimostrato di essere attrezzata non per la popolazione equivalente ma per la sola popolazione residente. Dunque «Le future azioni dovranno prendere in considerazione in prima battuta gli interventi sul settore sanitario». Il rilancio dell’economia deve essere affrontato dopo la soluzione al problema sanitario, pena l’erosione delle risorse regionali, ha concluso.

Jean Barocco (indipendente) ha detto che «le associazioni hanno chiesto di fare in fretta, con misure agili e strutturali che consentano la ripartenza. Noi tutti dobbiamo essere un po’ umili e aprirci all’esterno, anche con un tavolo di lavoro con esperti di chiara fama, che ci aiuti a individuare le strategie per il futuro». Ha anche chiesto di fare in fretta con l’assestamento di Bilancio.
Ha espresso dubbi sulla formulazione dell’articolo 14 perché può avere ricadute sull’ordinamento statutario regionale.

Manuela Nasso (M5S) ha effettuato alcune valutazioni in relazione alle modalità di rinuncia dei consiglieri a parte dei loro emolumenti e al significato di questi gesti.

Luisa Trione (Stella alpina) ha ragionato in termini di comunità e del significato che questa prova emergenziale dovrà lasciare alla collettività.

Mauro Baccega, assessore alla Sanità, ha condiviso sulla necessità di ripensare il modello sanitario, ricordando però che il Bilancio 2020/22 indicava già cambi di rotta abbastanza significativi. Ha precisato che le risposte agli abitanti equivalenti ci sono sempre stati ma l’emergenza ha avuto dimensioni inattese e inattendibili.

Erik Lavevaz (capogruppo Union valdôtaine) ha concordato sulla necessità di iniziare subito il lavoro sulle misure successive, ha definito questo un «provvedimento di emergenza e di prima liquidità». Le priorità dettate dal Bilancio approvato nel gennaio 2020 devono essere completamente riviste «anche alla luce del fatto che si governerà in regime di ordinaria amministrazione sino a ottobre». Occorrerà operare con velocità ed efficacia, «mettendo in atto misure che permettano una prima fase di ripresa e creino lavoro». Ha chiesto la costituzione di una cabina di regia, che Union valdôtaine ha chiamato Patto per la ripresa. «Non un gruppo di lavoro per perdere tempo ma per accelerare i tempi essendo elemento propositivo e propulsivo dei prossimi provvedimenti normativi. Un gruppo tecnico non sostitutivo della politica e della dirigenza ma a loro supporto».

Diego Lucianaz (LegaVdA) ha posto l’accento sullo stop alla maggior parte delle attività lavorative e si è detto shockato dai contenuti sconvolgenti dei Dpcm, lesivi dei più elementari diritti dei cittadini repubblicani. «Cosa stanno votando i parlamentari valdostani, a Roma, e quando si degneranno di rendere conto del loro operato in Consiglio?», ha chiesto. E si è anche chiesto anche «che senso abbia il regime di autonomia «se ci limitiamo a scimmiottare gli Italiani e le loro decisioni?». Ha concluso che questo è il momento di cambiare e questo compito spetterà agli eletti del prossimo Consiglio regionale.

Claudio Restano (indipendente) ha ricordato «quanto ancora rimane da fare nel comparto sanitario. Ci sono interventi che hanno un costo, ma altri possono essere attuati senza grandi spese e si potevano fare prima, come la redazione del nuovo piano socio sanitario, la riforma della legge regionale n. 5/2000 istitutiva del servizio sanitario regionale, la riapertura dell’Osservatorio epidemiologico. Quest’emergenza ci ha fatto fare un passo avanti sulle comunicazioni: abbiamo bisogno però di ulteriori interventi, interloquendo a livello nazionale per fare sì che si vada verso una diffusione della banda ultra-larga partecipando ai tavoli di lavoro con il Governo nazionale».

Carlo Marzi (SA) ha evidenziato: «Nelle ultime settimane siamo tornati a fare, come richiesto dalla Valle d’Aosta, il nostro mestiere di scrivere leggi permettendo al Consiglio regionale di ritrovare la propria centralità per il tramite della seconda Commissione consiliare. Questo è un inizio, è il miglior risultato politico possibile al momento, raggiunto in maniera trasversale e unanime. Il nostro mestiere di politici mira proprio a trovare accordi e questo modello di collaborazione e di confronto proficuo tra tutte le parti deve non solo proseguire, ma anche estendersi al territorio, ad esempio togliendo ai Comuni valdostani l’onere di pagare allo Stato la “gabella” da quasi 33 milioni di euro dell’Extragettito Imu».

Alberto Bertin (capogruppo di Rete Civica), ha detto:  «La ripresa dell’attività economica deve essere attuata il più rapidamente possibile, ma la gestione sanitaria dell’epidemia ne è il presupposto. La convivenza con il virus non sarà semplice: serve una strategia complessiva adattata alla realtà valdostana, con uno screening generalizzato e un approccio che conti sulla responsabilità individuale e sulla fiducia reciproca».

Andrea Manfrin (Lega VdA) ha detto di voler «rompere l’idillio» siano ad allora creatosi, dicendo che non tutto è andato bene nel corso dell’elaborazione della proposta di legge, poiché si è lavorato con un presidente non disponibile nei confronti dei commissari e assessori «in perenne campagna elettorale».

Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha chiesto dove sia, il Governo valdostano, in questa crisi: «non ha assunto une sola iniziativa in materia economica e ha permesso molte scelte non corrette in materia sanitaria».

Paolo Sammaritani (Lega VdA) hai chiesto di smetterla con la retorica dell’inutilità della politica e degli immeritati compensi assegnati ai consiglieri. Concetto ripreso da Luca Distort (Lega VdA), che ha respinto l’accusa che i consiglieri non facciano nulla. 

Elso Gerandin (Mouv’) Se la tempistica del nostro avanzo sarà fine maggio, con ogni probabilità l’assestamento di bilancio sarà votato a giugno e cittadini e imprese non potranno disporre delle relative risorse sino a luglio. «Invece la via prioritaria dovrebbe essere far ripartir ei settori produttivi valdostani».

Emily Rini (Forza Italia) ha esordito: «È stato imbarazzante sentirci ringraziare fra di noi dicendoci che abbiamo lavorato tanto. Tanti Valdostani avrebbero voluto lavorare e non hanno potuto».   Volendo riassumere il provvedimento al voto, ha sostenuto che ha creato aspettative che sono state disattese. «Siamo contrari a proporre nuove forma di indebitamento e al differimento dei pagamenti.Siamo contrari agli articoli 3 e 4. Quelli che chiediamo non sono contributi a fondo perso ma indennizzi per restaurare il danno patito. Avremmo destinato 8 milioni di euro a risarcire le spese vive, non differibili di piccoli commercianti e artigiani, imprese e partite Iva». 

La replica del presidente Testolin

In chiusura di discussione generale è intervenuto il Presidente della Regione, Renzo Testolin, per la replica: «Nell’affrontare le difficoltà, si impara a cogliere i segnali positivi e le possibilità di miglioramento. Anche alla luce del dibattito odierno, ritengo che il percorso di ripresa, lungo, articolato e disomogeneo sul territorio, possa essere costruito ed avviato in maniera opportuna. Non sottovalutiamo però il fatto che la criticità non è finita dal punto di vista sanitario: non facciamo venir meno l’indispensabile sicurezza che deve essere il punto di forza della Valle d’Aosta. Questo deve essere il faro cui riferirsi per ripartire. Gli interventi assistenziali però non bastano, bisogna riversare lavoro sul territorio, attraverso gli Enti locali, le aziende; bisogna avere una visione rinnovata per un rilancio economico della nostra regione in tutti i vari settori. Sarà importante provvedere ad una riorganizzazione del sistema sanitario. Sarà inoltre necessario avviare una profonda ricognizione delle risorse dell’avanzo di amministrazione, che, seppur importanti, non saranno sufficienti a coprire tutte le esigenze della nostra comunità. Nell’immediato, l’attenzione continuerà a seguire i binari delle problematiche sanitarie e del rilancio dell’economia valdostana.»

Gli ordini del giorno

È dunque iniziata la discussione in merito ai 18 ordini del giorno presentati.

Quattro sono stati presentati da Emily Rini (PNV-AC-FV); uno congiuntamente dai gruppi Lega VdA, Mouv’, Vdalibra e da Claudio Restano (GM); due dal gruppo Lega Vallée d’Aoste; due congiuntamente dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e Mouv’ e da Claudio Restano (GM); tre dal gruppo Stella Alpina e da Giovanni Barocco (GM); due dal Movimento 5 Stelle; due da ADU-VdA; uno congiunto dai gruppi Vdalibra, Mouv’, Lega VdA, M5S, Stella Alpina e dai consiglieri del gruppo Misto Restano e Barocco; uno da Chiara Minelli (RC-AC).

Ordini del giorno Rini

Dei quattro ordini del giorno di Emily Rini (PNV-AC-FV), due sono stati approvati all’unanimità. 

Il primo riguarda l’ambito sanitario, impegnando la Giunta regionale a predisporre immediatamente un piano strategico per affrontare la cosiddetta ‘Fase 2’ sul territorio regionale che, per le sue particolari caratteristiche, potrebbe fungere da laboratorio di soluzioni medico-sanitarie innovative unico in Italia, anche attraverso un’ampia campagna di screening cui sottoporre la popolazione lavorativa. Al contempo viene valutata una riorganizzazione di tutto il settore delle strutture per anziani, ristabilendo la figura del medico di struttura e individuando un responsabile sanitario dell’intero comparto, oltre a reperire immediatamente le risorse finanziarie necessarie per l’acquisto di materiale sanitario da fornire alle strutture. Infine, l’ordine del giorno impegna la quinta Commissione “Servizi sociali” ad attivarsi immediatamente per predisporre un provvedimento legislativo per valorizzare economicamente lo straordinario lavoro a contatto con persone affette da Covid-19 di tutti gli operatori sanitari e non. 

La seconda iniziativa approvata è volta a prevedere, nell’ambito del terzo provvedimento legislativo regionale a sostegno del tessuto economico-sociale valdostano, da varare dopo l’approvazione dell’assestamento di bilancio che libererà ulteriori risorse, l’inserimento di una opportuna misura una tantum a favore delle testate giornalistiche regolarmente registrate al Tribunale di Aosta, con sede legale in Valle e operative durante il periodo della crisi. Per questo, viene impegnata la seconda Commissione consiliare.

Gli altri due ordini del giorno sono stati respinti. Il primo, che ha ottenuto 4 voti contrari (M5S), 15 astenuti (UV, AV, RC-AC, ADU-VdA) e 16 favorevoli (Lega VdA, SA, PNV-AC-FV, Vdalibra, Mouv’, Misto), era volto al superamento delle potenziali difficoltà nell’approvvigionamento di lavori, servizi e forniture a seguito della chiusura delle attività economiche.

La seconda iniziativa, respinta con 28 voti di astensione e 7 a favore (PNV-AC-FV, ADU VdA, RC-AC, Nasso, Russo e Vesan del M5S), intendeva prevedere, in vista di un terzo provvedimento legislativo a sostegno del tessuto socio-economico valdostano, un fondo indennitario straordinario dedicato alle micro e piccole imprese valdostane per sostenere quantomeno tutti i costi fissi documentati rimasti invariati nonostante il periodo di emergenza oltre che una misura specifica di indennizzo anche in favore di titolari di contratti di affitto di aziende o di rami di attività, specialmente nel settore turistico-alberghiero. 

Ordine del giorno Lega, Mouv’, VdALibra e Resetano

L’ordine del giorno depositato congiuntamente dai gruppi Lega VdA, Mouv’, Vdalibra e da Claudio Restano (GM) è stato approvato all’unanimità e impegna la Giunta regionale a definire quanto prima il rendiconto 2019, in modo da poter stimare l’avanzo di bilancio utile alla redazione della variazione di bilancio necessaria per la predisposizione del terzo pacchetto di misure anti crisi; al contempo, dare mandato alle strutture competenti di condurre una ricognizione delle voci di bilancio per identificare nuove risorse per finanziare un intervento ad hoc in materia sanitaria, come ipotizzato dalle Commissioni consiliari competenti.

Ordini del giorno Lega

Due ordini del giorno sono stati depositati dal gruppo Lega Vallée d’Aoste: entrambi sono stati approvati all’unanimità. 

Con il primo, si intende impegnare la Giunta regionale a dare applicazione alle richieste provenienti dai sindacati di Polizia e dalla quinta Commissione, disponendo tamponi a tappeto su tutte le Forze dell’ordine impegnate in servizio a contatto con il pubblico e a tutto il personale dell’Istituto circondariale di Brissogne; la quinta Commissione consiliare “Servizi sociali” è invece incaricata delle verifiche e del monitoraggio dell’esecuzione dei tamponi anche a mezzo di audizioni sia con i sindacati di Polizia che con i vertici delle Forze dell’ordine.

Il secondo ordine del giorno riguarda il sostegno ai disabili e impegna la Giunta regionale a reperire le risorse finanziarie necessarie ad un’azione legislativa che rimuova parte delle nuove difficoltà che l’emergenza in atto ha causato.

Ordini del giorno Lega, Mouv’ e Restano

Gli ordini del giorno depositati congiuntamente dai gruppi Lega Vallé d’Aoste e Mouv’ e dal Consigliere Restano (GM) sono stati entrambi approvati.

Il primo, all’unanimità, impegna il Governo ad avviare immediatamente un tavolo di confronto con associazioni di categoria, ordini professionali, servizi sanitari e altri organi per dare alle diverse attività imprenditoriali gli strumenti per tornare operative rapidamente nel rispetto dei regolamenti.

Il secondo, che ha ottenuto 31 favorevoli e 4 contrari (ADU VdA, Nasso, Russo e Vesan del M5S), impegna la Giunta regionale a dare indicazioni alle proprie strutture affinché si proceda con procedure negoziate e non con procedure ordinarie sia per servizi e forniture, sia per appalti, ove possibile e sino agli importi previsti, invitando nel contempo gli Enti locali a condividere queste modalità di affidamento.

Ordini del giorno Stella alpina e Barocco

Tre ordini del giorno, tutti approvati, sono stati presentati dal gruppo Stella Alpina e dal Consigliere Giovanni Barocco (GM). 

Il primo, all’unanimità, impegna l’Assessorato alla sanità ad attivare una misura di supporto multidisciplinare per attuare interventi specifici sulle situazioni di disagio sociale e psicologico legate all’emergenza da Covid-19, aumentando il numero di operatori sociali sul territorio attivi anche sulle necessità non derivate dalla pandemia.

Il secondo, approvato con 24 favorevoli (SA, Misto Lega VdA, AV, Mouv’, PNV-AC-FV, Minelli, Farcoz, Lavevaz) e  11 astenuti (M5S, Vdalibra, ADU VdA, Baccega, Peinetti, Testolin, Bertin), impegna la Conferenza dei Capigruppo, le Commissioni e la Giunta a definire criteri e tempi delle riaperture delle attività in parallelo alla gestione della crisi sanitaria, stabilendo le prescrizioni necessarie alla riapertura scaglionata attraverso un confronto diretto con la task force nazionale attivata con lo stesso scopo e con i portatori d’interesse locali.

Il terzo, approvato con 20 voti a favore (SA, Misto, Lega VdA, Vdalibra, Mouv’, M5S) e 15 astenuti (AV, UV, RC-AC, PNV-AC-FV, ADU VdA), impegna il presidente della Regione ad acquisire entro 7 giorni i dati sui decessi registrati in tutti i Comuni valdostani su base mensile da novembre 2019 a marzo 2020, affinché siano utilizzabili per le decisioni di riapertura delle attività economiche; impegna inoltre il Presidente della Regione a rendere noti quotidianamente i dati relativi a tamponi ed esami sierologici effettuati, refertati e in attesa di esito, fornendo gli stessi dati riferiti a ogni giorno a partire dal 12 marzo 2020.

Ordini del giorno Nasso, Russo e Vesan

Due ordini del giorno sono stati presentati da Manuela Nasso, Maria Luisa Russo e Luigi Vesan (M5S), entrambi approvati all’unanimità. 

Il primo mira a reperire apposite risorse per l’attivazione, con l’effettuazione di tamponi e/o test sierologici, di una consistente attività di screening sulla presenza del virus fra le persone che operano a contatto con la popolazione (operatori sanitari e sociosanitari, volontari della protezione civile, forze dell’ordine, addetti alla cassa o al bancone in attività consentita, addetti alle consegne o ai ritiri a domicilio, operai presso i cantieri edili e forestali, personale della pubblica amministrazione per il quale sia prevista la presenza fisica sul posto di lavoro).

Il secondo impegna il Governo a una maggior condivisione di informazione con tutto il Consiglio regionale sull’emergenza Covid-19, con audizioni regolari e invii periodici di aggiornamenti.

Ordini del giorno Pulz

Due ordini del giorno sono stati presentati da Daria Pulz (ADU VdA).

Il primo, approvato con 21 voti a favore (ADU VdA, Lega VdA, M5S, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, Mouv’, GM) e 14 astensioni (AV, UV, Vdalibra), impegna la Giunta a farsi carico, per il 2020, dell’extra-gettito IMU che i Comuni devono versare alla Regione, concordando le misure da attuare in sinergia per orientare le risorse pubbliche in maniera più efficace.

Il secondo, respinto con 31 astenuti e 4 a favore (ADU VdA, RC-AC, Trione di SA), chiedeva di approfondire la possibilità di istituire un “reddito di quarantena” per chi è rimasto senza forme di guadagno, per prevenire povertà e conflitto sociale.

Ordine del giorno VdALIbra, Mouv’, Lega, M5S, Stella alpina, Restano e Barocco

Un ordine del giorno è stato presentato dai gruppi Vdalibra, Mouv’, Lega VdA, M5S, Stella Alpina e dai Consiglieri del gruppo Misto Restano e Barocco.

Il testo, approvato con 23 voti a favore (Vdalibra, Mouv’, Lega VdA, M5S, SA, Misto, PNV-AC-FV, RC-AC, Baccega) e 12 astensioni (AV, ADU VdA, Farcoz, Lavevaz, Peinetti, Testolin), impegna la Giunta ad avviare una trattativa con lo Stato e con i Comuni per azzerare l’esborso fiscale per imprese, professionisti, partite iva e realtà del terzo settore, creando un “periodo bianco fiscale” esente da imposte, per un corrispettivo su base annuale (in 365esimi) pari al totale dei giorni di chiusura forzata cui si aggiungono 60 giorni dalla riapertura delle attività. 

Ordine del giorno Minelli

Un ordine del giorno è stato presentato da Chiara Minelli (RC-AC): l’iniziativa, respinta con 28 astenuti e 7 a favore (RC-AC, PNV-AC-FV, ADU VdA, Nasso, Russo e Vesan del M5S), intendeva impegnare la seconda Commissione a prevedere, nell’ambito del terzo provvedimento legislativo a sostegno della ripresa dell’attività economica, una misura specifica per le micro e piccole imprese con un indennizzo a fondo perduto commisurato alla perdita di fatturato a causa della pandemia Covid-19.

I lavori sono proseguiti con l’esame dell’articolato della proposta di legge.

La legge

Il Consiglio Valle ha approvato, con 34 voti a favore e un’astensione (PNV-AC-FV), la proposta di legge. Le votazioni sono state effettuate per appello nominale.

L’iniziativa legislativa, che prevede uno stanziamento di 25 milioni di euro, declina nei 22 articoli le seguenti misure:

  • il differimento dei termini del versamento di tributi regionali e locali, quali le tasse automobilistiche (termine differito al 31 luglio 2020) e l’IMU (al 16 dicembre 2020);
  • la costituzione di un Fondo di rotazione regionale presso la Finaosta, con dotazione di 2 milioni di euro, per la concessione di finanziamenti di natura agevolata a favore di liberi professionisti, in forma individuale o associata, lavoratori autonomi, micro, piccole e medie imprese in carenza di liquidità che hanno dichiarato nel 2019 un volume d’affari non superiore a 500 mila euro;
  • l’introduzione di contributi per l’abbattimento degli interessi su finanziamenti di liquidità a favore di imprese e di liberi professionisti conseguenti alla sottoscrizione dei finanziamenti di cui al fondo rischi presso i Confidi creato con le prime misure urgenti per fronteggiare la crisi da Covid-19 (l’entità del contributo è determinata dai singoli Confidi nella misura massima del 100 per cento della quota di interessi);
  • un indennizzo per la sospensione delle attività previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020 (400 euro al mese, per marzo e aprile 2020, a integrazione delle disposizioni nazionali);
  • un indennizzo a fondo perduto ai titolari di contratti di affitto ad uso non abitativo (pari al 40% del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, fino ad un importo massimo di 500 euro al mese, con l’esclusione delle superfici di vendita superiori a 250 metri quadrati);
  • indennizzi alle categorie prive di altre modalità di sostegno al reddito (400 euro al mese, per marzo e aprile 2020, per i lavoratori autonomi, anche esercitanti attività stagionale, non tenuti alla sospensione dell’attività, per i lavoratori dipendenti, compresi atipici e lavoro domestico, che non beneficiano di ammortizzatori sociali, per i collaboratori coordinati continuativi, i tirocinanti il cui tirocinio extracurriculare sia stato interrotto, i liberi professionisti iscritti alle professioni ordinistiche non tenuti alla sospensione dell’attività; 200 euro al mese, per gli studenti universitari residenti in Valle d’Aosta);
  • un indennizzo ai lavoratori dipendenti che beneficiano di ammortizzatori sociali (200 euro una tantum);
  • l’esenzione dal pagamento dell’addizionale regionale all’IRPEF per il periodo di imposta 2020 per i soggetti con reddito complessivo fino a 15 mila euro;
  • un bonus, per i mesi di marzo e aprile 2020, di 100 euro per ogni figlio minorenne (se disabile senza limite di età) per le famiglie con reddito lordo complessivo fino a 30 mila euro nell’anno di imposta 2018;
  • l’attivazione di una piattaforma telematica unica dedicata, accessibile dal sito istituzionale della Regione, e l’istituzione di una struttura regionale temporanea di secondo livello, istituita con deliberazione della Giunta regionale, per la gestione delle richieste e la concessione dei finanziamenti;
  • il trasferimento straordinario di 350 mila euro ai Comuni per l’acquisto di beni di prima necessità e per l’accesso alla rete Internet a favore di soggetti che si trovano in situazione di grave disagio economico e sociale;
  • la destinazione all’emergenza sanitaria delle rinunce o delle riduzioni del trattamento indennitario dei consiglieri e la riduzione del 50% dei contributi ai gruppi consiliari;
  • la convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale sciolto il 18 febbraio 2020 entro novanta giorni dalla cessazione dello stato di emergenza sanitaria;
  • l’introduzione di misure urgenti riguardanti le prove di francese per l’esame di maturità limitatamente all’anno scolastico 2019/2020.

Pubblicato / aggiornato il 18/04/2020 alle 00:05
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Categoria: Politica e Amministrazione