Piano attuativo locale AuslVdA: come migliorare i servizi ospedalieri
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L'ingresso del Pronto soccorso dell'Ospedale Parini di Aosta
Nel Piano attuativo locale 2020 l’Ausl VdA ha preso in considerazione anche l’area ospedaliera, evidenziando i punti principali su cui lavorare.
Il primo elemento riguarda l’appropriatezza prescrittiva e il governo della fecondazione eterologa, indicata quando uno dei partner non produce gameti. Questa condizione è più frequente nel sesso femminile, poiché è legata prevalentemente alla ridotta riserva ovarica dovuta all’età. In questo caso, si può ricorrere alla donazione di gameti femminili. Le indicazioni per la fecondazione eterologa sono definite e il rischio d’inappropriatezza prescrittiva molto limitato. Se la condizione interessa il soggetto maschio, occorre, invece, ricorrere alla donazione di spermatozoi.
Per motivi economici-gestionali, le strutture pubbliche nazionali in grado di effettuare l’intera filiera della fecondazione eterologa sono poche.
In Valle d’Aosta, i casi di fecondazione eterologa inviati fuori regione non superano i venti all’anno, la maggior parte dei quali si rivolge a strutture private. Il 75% circa delle attività del centro di procreazione medicalmente assistita della Valle d’Aosta si svolge in mobilità attiva. A causa soprattutto dei tempi d’attesa ridotti la struttura valdostana vede, infatti, arrivare nuovi pazienti, specialmente dal vicino Piemonte.
Un secondo punto di lavoro affronta l’erogazione di presidi per la misurazione della chetonemia e di dispositivi di automonitoraggio del glucosio. È stato elaborato un percorso che rende chiara la modalità di selezione dell’utente, l’identificazione del device, la sua erogazione e la sua prosecuzione d’uso. È stato anche creato un archivio elettronico dove ogni utente ha un identificativo, a cui è assegnato il device, la data di posizionamento, la data di sostituzione, il periodo di fornitura del materiale di consumo e la data di consegna e approvvigionamento del materiale.
Il terzo punto sotto analisi riguarda il potenziamento delle attività di supporto psicologico e di fisioterapia motoria e respiratoria per i malati di Covid-19. Nella fase di recupero dopo una polmonite da Sars-Cov-2 possono persistere sintomi respiratori e muscolari, talora associati a lesioni da decubito, confusione mentale e disorientamento. È quindi necessario organizzare un percorso riabilitativo specifico, con lo scopo di migliorare la dinamica respiratoria, contrastare le problematiche muscolo-scheletriche e favorire anche una riabilitazione psicologica.
Infine, nel 2020, come sottolineato nel Programma Nazionale Donazione di organi 2018-2020 del Centro Nazionale Trapianti, è stato istituito il Comitato Aziendale Ospedaliero per la donazione di organi e tessuti. Il Comitato coadiuva il coordinatore locale nella programmazione e attuazione del programma di procurement di organi e tessuti, di formazione e informazione e di miglioramento della qualità e di risk management, inerente il processo di donazione. Armonizza le attività svolte in modo trasversale dalle diverse unità operative dell’ospedale nell’ambito del processo di donazione. In quest’ottica, i medici prelevatori saranno affiancati da infermieri coadiutori al prelievo. Dovranno crearsi automatismi, all’interno della terapia intensiva, in grado di identificare tutti i potenziali donatori; l’uso del modulo di segnalazione del decesso in ospedale si tradurrà nell’obbligatorietà, alla rianimazione, di segnalare eventuali potenziali donatori di cornee e, nei reparti, di coinvolgere il personale per individuare i potenziali donatori lì presenti. Infine, è previsto un corso di formazione per il personale medico e infermieristico dei reparti Pronto Soccorso, Medicina, Oncologia e Hospice riguardo alla donazione delle cornee.
Pubblicato / aggiornato
il 31/10/2020 alle 18:00
Categoria:
Salute