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Coprifuoco in Valle d’Aosta

Coprifuoco in Valle d’Aosta (©RaVdA) - La conferenza stampa di annuncio del coprifuoco, venerdì 30 ottobre 2020

Nel pomeriggio di venerdì 30 ottobre 2020, nel corso di una conferenza stampa, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha annunciato l’avvio del coprifuoco.

Nuova organizzazione sanitaria

Erik Lavevaz ha detto: «Dopo il nostro insediamento, ci siamo buttati a capofitto sulla gestione dell’emergenza sanitaria e siamo nel pieno della seconda ondata. Ci siamo messi al lavoro per mettere in atto le misure finalizzate a porre in sicurezza il mondo sanitario e l’Ospedale, cercando di permettergli di continuare anche nell’attività ordinaria. Ora, l’urgenza è evitare che l’Ospedale vada in crisi, essendo già carico di utenti positivi al Covid.
La microcomunità di Variney è stata individuata come struttura dove poter ospitare gli utenti positivi delle microcomunità e gli utenti dimissibili dall’Ospedale perché hanno un bisogno di un livello intermedio di assistenza sanitaria.
Prosegue la ricerca di una o più strutture per ospitare i pazienti a bassa intensità di cura
».

Venendo ai numeri, ha detto: «La Valle d’Aosta ha numeri importanti ma le statistiche e i piccoli numeri non vanno d’accordo. A livello nazionale, abbiamo il più alto numero di tamponi rispetto alla popolazione e anche un elevato numero di tamponi antigenici. Nel caso in cui risultino negativi non si va oltre mentre in caso di positività si procede con il tampone molecolare. E questo fa sicuramente salire i dati delle persone che risultano positive rispetto a territori dove il numero di tamponi sono inferiori. Sfalsano le statistiche anche i piccoli focolai (per esempio le mcirocomunità)».

Ha aggiunto: «Io credo non ci debba essere allarmismo ma una seria presa di coscienza del fatto che tutti devono avere una maggior responsabilità nella protezione di chi ci sta vicino. I ragazzi si sentono invincibili ma bisogna ricordare loro che possono rappresentare un pericolo per i genitori e i nonni».

Ordinanza

È stata dunque firmata un’ordinanza che istituisce il divieto di spostarsi fra le ore 21 e le 5 se non per ragioni di salute, inderogabile necessità, lavoro, urgenza. Un’autocertificazione dovrà indicare il motivo per il quale ci si muove.

La misura è operativa dalle ore 21 di sabato 31 ottobre e sino al 24 novembre. L’ordinanza non si applica agli elettori del Comune di Courmayeur, nella durata di apertura dei seggi e per il personale assegnato alle operazioni elettorali.

Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, sono state confermate (ma con un richiamo all’attenta attuazione) le disposizioni già esistenti:

  • assicurare la distanza interpersonale di almeno un metro;
  • che gli ingressi avvengano in modo dilazionato;
  • il divieto di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni;
  • che le attività si svolgano nel rigoroso rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio vigenti per il  settore di riferimento;
  • l’utilizzo delle mascherine.
  • l’accesso limitato a una persona per volta per i locali di superficie inferiore a quaranta metri quadrati;
  • l’esposizione di cartelli che indichino il numero massimo di persone cui è consentito l’accesso per i locali di superficie superiore a quaranta metri quadrati;
  • l’accesso è consentito a un solo componente per nucleo familiare. La presenza di accompagnatori è consentita esclusivamente in relazione alle condizioni di età o psicofisiche dei soggetti.
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La scuola

Luciano Caveri, assessore all’Istruzione, ha detto: «la scuola resta uno fra i capisaldi dei servizi pubblici in Valle d’Aosta. Abbiamo 229 persone positive: 64 docenti, 160 studenti, 5 componenti del personale scolastico. Tuttavia hanno innescato 880 persone in isolamento. Non tutti gli Istituti hanno lo stesso livello di contagiati, per esempio non c’è nessun contagiato all’Ipra di Châtillon. La novità importante è che i docenti possono svolgere da casa la didattica a distanza sono in isolamento.
Nell’ordinanza previsto un meccanismo che dovrebbe consentire di tarare, a regime, la proporzione fra didattica in presenza e a distanza. Sfuggendo alla regola del 75% imposta dal Dpcm.
Nell’ordinanza, un’attenzione particolare è dedicata ai disabili
».

La ricerca di strutture

Roberto Barmasse, assessore alla Sanità, ha detto: «Ora i pazienti ricoverati sono 127, con sette persone in terapia intensiva. Potremo superare i 180 posti Covid ma non si vuole bloccare l’attività ospedaliera e ambulatoriale.
Rispetto alla precedente crisi, non c’è più la necessità di tenere i pazienti in isolamento in attesa dell’esito del tampone: la refertazione si è velocizzata e questo libera posti letto.
Tuttavia sono necessari altri spazi, anche per l’allestimento di piccole sale operatorie.
Si pensa anche alle strutture alberghiere, ma solo per pazienti positivi senza implicazioni sanitarie e la cui reintroduzione domiciliare è difficoltosa
».

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Pubblicato / aggiornato il 30/10/2020 alle 19:46
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Categoria: Salute