Confcommercio VdA: servono norme univoche sui settori merceologici attivi
Graziano Dominidiato
ConfCommercio Valle d’Aosta si dichiara amareggiata e delusa per l’incertezza che regna nell’applicazione del Dpcm del 3 novembre 2020.
«Penso che l’unica cosa certa, nell’applicazione dell’ultimo Dpcm, sia la confusione, generata dall’interpretazione del provvedimento che, come i precedenti, crea discriminazioni, penalizza alcuni esercizi e lascia spazio al libero arbitrio di alcuni, forti di questa incertezza generale» ha spiegato Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio VdA.
Mal definito dal Dpcm è il settore tessile: «non è chiaro cosa si intenda come tessile – chiede Adriano Valieri, direttore di ConfCommercio -: in base all’ultimo Dpcm può essere venduta solo la biancheria personale. Coperte, lenzuola, piumoni, spugne bagno, come sono definiti? Si possono vendere addobbi e decorazioni natalizie, alberi di natale e le relative illuminazioni?».
Confcommercio VdA ha lanciato un appello agli enti preposti affinché si pronuncino in merito. Inoltre, ha chiesto regole certe in uno stesso mercato, a sostegno del fatto che sanzioni e procedimenti amministrativi di chiusura temporanea metterebbero definitivamente in ginocchio molte aziende.
Pubblicato / aggiornato
il 14/11/2020 alle 11:23
Categoria:
Economia e Lavoro