AduVdA chiede le dimissioni di Marquis e Testolin
(©Gianfranco Zanata per bobine.tv) -
La lettura della sentenza di primo grado del processo Geenna, il 16 settembre 2020
Sabato 12 dicembre 2020, sono state rese note le motivazioni della sentenza di primo grado a seguito dell’indagine Geenna, che ha portato alla condanna di Monica Carcea, Nicola Prettico, Antonio Raso e Marco Sorbara (sentenza pronunciata il 16 settembre 2020).
Gli atti sono stati trasmessi alla Direzione distrettuale antimafia di Torino, ipotizzando un concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso per Luca Bianchi, Renzo Testolin e Laurent Viérin. Le carte sostengono anche che Pierluigi Marquis avrebbe chiesto (senza ottenerlo) il sostegno della ‘ndrangheta in occasione delle elezioni regionali 2018.
Si legge infatti sulla sentenza: “Inoltre, in due casi su tre, vale a dire per Viérin Laurent e Testolin Renzo, si può affermare che due esponenti politici che hanno rivestito (e Testolin continua a rivestire) elevatissime cariche istituzionali siano stati. eletti con il sostegno della ‘ndrangheta.
Un terzo Presidente della Regione (Marquis Pierluigi) ha chiesto il sostegno della ‘ndrangheta, ma non lo ha ottenuto, a riprova della forza del sodalizio criminoso, apparso chiaramente in grado di scegliere quali candidati sostenere ed a quali candidati rifiutare il sostegno elettorale.
[…] Da ciò, traspare in modo evidente la capacità del sodalizio criminale di infiltrarsi nella politica valdostana, di condizionare le preferenze elettorali degli elettori di origine calabrese (e l’attività di condizionamento era tale che Giachino era in grado di formulare precise previsioni elettorali) e, in prospettiva, di condizionare anche le scelte dei politici favoriti, i quali, se non altro per sdebitarsi del favore ricercato e ricevuto, non avrebbero potuto che assecondare le richieste del sodalizio criminale“.
A fronte di ciò, Adu Vda chiede le dimissioni immediate di Testolin e Marquis: «Restiamo garantisti e il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non ci ha mai convinti ma in ogni caso resta la responsabilità politica dei diretti interessati».
AduVdA chiede, inoltre, «una forte iniziativa per superare il conflitto di interessi tra la figura del Presidente e quella del Prefetto. Sia la cronaca giudiziaria sia il recente scontro sulla salute pubblica tra Stato e Regione confermano che questa eccezione non è affatto una garanzia per le valdostane e i valdostani, ma semmai una condanna».
Pubblicato / aggiornato
il 14/12/2020 alle 08:20
Categoria:
Politica e Amministrazione