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Consiglio comunale ad Aosta il 3 febbraio 2021

Consiglio comunale ad Aosta il 3 febbraio 2021 (©bobine.tv) - L'assessore ai Lavori pubblici del Comune di Aosta, Corrado Cometto

Il Consiglio comunale di Aosta si è riunito mercoledì 3 febbraio 2021.

I lavori sono iniziati con la proposta del consigliere Sergio Togni (Lega VdA) di ritornare a svolgere i Consigli comunali in presenza. Il presidente del Consiglio, Luca Tonino, ha risposto che c’è l’impegno dell’Ufficio di Presidenza per attuare questa modalità, dando così anche un segnale di miglioramento della situazione sanitaria.

Il sindaco, Gianni Nuti, ha dato il benvenuto al nuovo capo di Gabinetto, Fabio Molino.

Ambiti territoriali

Si è poi proceduto con l’approvazione all’unanimità della proposta di deliberazione presentata dalla Giunta comunale in merito agli ambiti territoriali. Come ha spiegato Nuti il Comune di Aosta non si associa con nessun altro, a eccezione dell’accordo di convenzione con i Comuni di Sarre e Saint-Pierre per il servizio della Police de la Plaine.

Il consigliere Renato Favre (Forza Italia) ha chiesto se il Comune di Aosta sia sempre inserito nel Conseil de la Plaine. Il sindaco ha spiegato: «con questo organismo abbiamo l’opportunità di fare alcune azioni in modo integrato, per esempio sulla mobilità. Ho convocato un Conseil de la Plaine, per i prossimi giorni, proprio per cercare di rivitalizzare questa forma di alleanza, perché l’area metropolitana ha tematiche trasversali da affrontare insieme».

Nuova università della VdA

Il gruppo Lega VdA ha dedicato la sua prima mozione al degrado intorno alla Nuv. Il consigliere Togni ha affermato «il Pud prevedeva tanti fabbricati e si sarebbe dovuto estendere da via Monte Pasubio fino all’area della ferrovia. Piazza della Repubblica sarebbe dovuta diventare pedonale, costruendo anche un parcheggio interrato. Le Arcate del Plot sono un degrado, occorre un progetto di riqualificazione da parte del Comune. A oggi, invece ci ritroviamo con un progetto incompleto. Dobbiamo agire per avere un pezzo di città che anche durante il cantiere sia decente e che questo cantiere finisca in tempi brevi». La forza politica voleva, quindi, impegnare il sindaco e la Giunta a richiedere alla ditta appaltante una tenuta del cantiere adeguata al decoro urbano della città; di mantenere, in attesa del completamento dei lavori, un adeguato livello di qualità e vivibilità gli spazi pubblici cittadini; di prendere provvedimenti per attuare riqualificazione delle Arcate del Plot di proprietà comunale e di sollecitare la Committenza a terminare i lavori.

L’assessore alla Pianificazione territoriale del Comune di Aosta, Loris Sartore, ha chiarito «il cantiere è di competenza regionale, non è quindi il Comune che si può rivolgere direttamente al cantiere. Mi sono, però, rivolto alla Société Infrastructures valdôtaines s.r.l. Per le Arcate del Plot, ricordo che già 5 anni fa era stata presentata una proposta di project financing che, però, non ha avuto corso. Da parte di quest’Amministrazione c’è interesse di far riacquistare valore a una parte della città, ritentando la strada del project financing. La fine dei lavori è stata prorogata a settembre 2021».

Il consigliere Bruno Giordano (Lega VdA) ha aggiunto «occorre sapere quale sia l’idea chiara che la Regione autonoma Valle d’Aosta si è prefissata. Ci sono state prospettate soluzioni innovative, al limite dei sogni e poi ci ritroviamo anni e anni di cantierizzazione mal ultimata. Per 120 anni in quell’area abbiamo insegnato a sparare a giovani soldati di leva, adesso abbiamo deciso di iniziare a pensare ai giovani iscritti della Nuv. È un grande cambiamento».

Il sindaco è intervenuto: «la mia preoccupazione è non solo che cosa ne sarà di tutti i lotti del cantiere ma che cosa ne sarà della zona intorno al lotto 1. Dal momento che si intende ristrutturare il segmento che dà su piazza della Repubblica, cosa si farà poi lì intorno? Questo è stato un argomento di discussione all’interno di un incontro con la Regione autonoma Valle d’Aosta».

Il consigliere Pietro Varisella (Av) ha aggiunto: «queste grandi opere devono essere concepite avendo una visione generale dell’opera, altrimenti si rischia di lavorare a pezzi. In merito allo studentato diffuso è senza dubbio un investimento per la città, però mi domando se non sarebbe il caso di averne uno per coloro che non hanno grandi possibilità economiche».

L’assessore Sartore ha concluso «con gli altri assessori ci siamo prefissati un calendario di incontri per condividere le ricadute che gli interventi regionali hanno sulla città e per aggiornarci su quelli che l’Amministrazione ha in programma».

La mozione è stata approvata all’unanimità.

Prodotti sanitari igienici femminili

La prima mozione di Rinascimento è stata dedicata alle farmacie comunali e ai prezzi calmierati per i prodotti sanitari igienico femminili. Rinascimento chiede che le farmacie comunali di Aosta applichino prezzi contenuti sui prodotti igienici femminili (assorbenti e tamponi). Inoltre sarà oggetto di analisi la possibilità di una distribuzione gratuita nelle scuole media, auspicando che, in futuro, si possa arrivare alla totale detassazione di questi beni.

Il sindaco ha risposto che «questi prodotti commercializzati dalle farmacie comunali hanno un ricarico del 22%. Possiamo fare proposte di riduzione del ricarico, difficilmente arriveremo a ridurlo allo 0%. In Valle d’Aosta opera comunque il Banco farmaceutico che attua azioni di sostegno, tramite donazioni, per alleviare i bisogni di alcune fasce di popolazione».

L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, Clotilde Forcellati, si è impegnata a portare la questione in Commissione.

La mozione è stata approvata.

Successivamente è stata ritirata la mozione di Fratelli d’Italia/Forza Italia relativa alla validità del bonus di efficientamento energetico e al vincolo sugli immobili documento o patrimonio.

Centro polifunzionale Brocherel

La prima mozione del gruppo Fratelli d’Italia/Forza Italia ha riguardato il centro polifunzionale Brocherel, in particolare la definizione di linee di indirizzo utili alla conclusione dei lavori del centro per erogare i servizi previsti all’interno del complesso. La struttura era stata concepita per ospitare un centro anziani, un ambulatorio Usl e alcuni servizi di asilo nido.

L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Aosta, Clotilde Forcellati ha affermato: «la nostra città ha, a oggi, tre strutture di accoglienza per anziani (l’ex hôtel Bellevue, la Casa famiglia di viale Europa e il Centro polivalente di via Saint-Martin). La struttura di viale Europa nasce come centro per l’infanzia, in particolare come asilo nido. Ad oggi, è stato però allestito come centro per anziani. In merito al centro Brocherel, venerdì 5 febbraio effettueremo un sopralluogo. Da un punto di vista economico, stiamo pensando a una evidenza di progetto a finanza pubblica. Come tempistiche, il nostro obiettivo è concludere la struttura nei tempi del nostro quinquennio di mandato.

L’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Aosta, Corrado Cometto, ha illustrato: «nel Bilancio comunale non ci sono le risorse né economiche né umane per mandare avanti i lavori. Quindi si opterà per una evidenza di progetto a finanza pubblica. Dopo un progetto preliminare, apriremo un bando europeo con un importo di 6 milioni di euro circa. L’opera è già esistente, si tratta, quindi, di completarla».

Il sindaco ha aggiunto: «Parliamo di project financing e quando c’è un investimento privato che concilia con l’interesse pubblico io sono favorevole. La parte privata fa l’investimento a fronte di introiti certi. Questo sarebbe il modello da applicare al Centro. Così per l’Amministrazione i costi sarebbero decisamente ridotti. L’azienda Usl VdA entrerebbe in una partnership a posteriori, perché nel centro è prevista la creazione di un micro-ospedale di comunità, dove si concentrerebbero anche servizi di diagnostica».

La mozione è stata approvata.

Palaindoor

È stato oggetto di tre mozioni il futuro del Palaindoor.

La consigliere Sylvie Spirli (Lega VdA) ha spiegato: «il centro sportivo sarà trasformato in un centro vaccinale anti Covid-19. Quindi, i problemi sulla sicurezza della struttura evidenziati in precedenza come sono stati risolti? Chiediamo soluzioni concrete per trovare spazi alternativi per ospitare le attività sportive. Questa chiusura avrà conseguenze sociali e psicologiche che non dobbiamo trascurare, anche alla luce del periodo che stiamo attraversando».

Anche il consigliere Renato Favre (Forza italia) ha espresso le sue perplessità riguardo alle modalità che si intendono adottare per la concessione futura degli spazi del complesso sportivo. «In passato, il palazzetto Coni, vicino all’ospedale, era stato raso al suolo e l’attività sportiva trasferita in regione Tzamberlet. Successivamente, con una delibera del 17 gennaio 2007, l’Amministrazione comunale concede il Palaindoor al Coni con scadenza al 31 dicembre 2008. Poi, con un contratto di comodato d’uso gratuito, una porzione del sottotetto del Palaindoor è concesso con scadenza 30 giugno 2020. Nel 2015, il comodato è integrato con la concessione di 5 campi da tennis, uno multidisciplinare e la palestra d’arrampicata. Il 19 dicembre 2017 è stata predisposta una determina per conferire la progettazione definitiva-esecutiva per la Cpi (Certificato di prevenzione incendi). La struttura è il cuore dello sport cittadino e non solo».

Il consigliere Giovanni Girardini (Rinascimento) ha ribadito la sua volontà di non chiudere la struttura. «Ci preoccupa la cessione della struttura alla Protezione civile per l’attività vaccinale. Ricordiamo che il Palaindoor è un fiore all’occhiello per l’attività sportiva locale. Occorre il coinvolgimento dell’Amministrazione regionale».

L’assessore Corrado Cometto ha risposto: «sono solidale con le società sportive in difficoltà in questo momento. Le strutture hanno tutte la resistenza al fuoco (R30). Abbiamo già coinvolto l’Amministrazione regionale e abbiamo avuto un primo stanziamento per avviare la prima tranche dei lavori».

L’assessore allo Sport del Comune di Aosta, Alina Sapinet ha chiarito: «da più di un mese, l’Ufficio ha contattato le 14 società interessate proponendo loro alcune opzioni. Per la palestra d’arrampicata ci siamo rivolti all’Esercito Italiano, per l’atletica non vi è, al momento, un’altra pista coperta, per il tennis sarà utilizzato il circolo di piazza Mazzini, per la boxe sarà inizialmente usato uno spazio al palaghiaccio, per il karate e lo judo saranno usate le palestre scolastiche. Naturalmente non possiamo promettere una soluzione analoga a quella del Palaindoor».

La vicesindaco, Josette Borre, ha detto: «l’Assessorato alle Finanze della Regione autonoma Valle d’Aosta si è reso da subito disponibile ad aiutarci trasferendoci alcuni fondi. Oltre a ciò, ci impegneremo per trovare ulteriori risorse e per metterle, in vari momenti, sul nostro Bilancio».

Il sindaco ha chiarito: «durante la campagna elettorale eravamo venuti a conoscenza delle criticità del Palaindoor. Una gestione diretta comunale la escluderei per le criticità che comporterebbe. Le ipotesi alternative per la sede vaccinale individuavano l’Espace Aosta come il luogo elettivo. Però, con VdA Structure, la disponibilità di spazi idonei non è stata individuata. Anche l’aeroporto era stato preso in considerazione. Rispetto al Cpi (Certificato di prevenzione incendi) la Protezione civile ha una deroga specifica legata alla normativa d’emergenza alla quale si deve attenere e, perciò, non necessita di questa certificazione».

Il consigliere Paolo Laurencet (Fratelli d’Italia) ha ribadito: «non riesco a credere che non vi sia un altro luogo da dedicare al centro vaccinale anti-Covid, anche ricercando in alta o bassa Valle. Naturalmente è evidente che questa è una situazione che deriva dal passato e da altre consiliature».

La consigliere Eleonora Baccini (Rinascimento) ha espresso la sua preoccupazione per le ripercussioni sociali e psicologiche che questa situazione causerà. «In questa situazione, privare i giovani dello sport è un grave errore, anche alla luce dei crescenti casi di depressione».

Il consigliere Bruno Giordano (Lega VdA) ha suggerito il Teatro Giacosa come centro vaccinale: «è privo di barriere architettoniche, più comodo per i cittadini aostani. In più, se vogliamo far rinascere il centro storico della città questo potrebbe essere un passo importante».

Le mozioni della Lega VdA e di Rinascimento non sono state approvate, mentre quella del gruppo Fratelli d’Italia/Forza Italia è stata approvata.

Il consigliere Favre ha chiarito: «Il complesso polivalente del Palaindoor di Aosta resterà chiuso per molto tempo, probabilmente per anni, con buona pace del Coni Valle d’Aosta, delle federazioni, delle società e degli sportivi interessati e delle famiglie dei giovani coinvolti. Non possiamo non esprimere disappunto e amarezza per quanto appreso oggi in Consiglio comunale, nonostante l’accoglimento della nostra mozione impegni la Giunta Nuti a definire, entro il prossimo 31 marzo, il cronoprogramma dei lavori da effettuare nella struttura per renderla di nuovo agibile. A tal proposito, pur riconoscendo il fatto che l’attuale maggioranza in Comune si è trovata a gestire un dossier evidentemente dimenticato da chi c’era nella precedente legislatura, contestiamo nella maniera più assoluta la scelta della Regione di requisire il Palaindoor per esigenze sanitarie, a maggior ragione considerando che tale decisione andrà a dilatare inevitabilmente le tempistiche dei lavori e quindi di riapertura del complesso agli sportivi valdostani. Di fatto, si è deciso di occupare una struttura strategica per la città di Aosta per lasciare vuote le tante proprietà della società partecipata regionale VdA Structure che, a quanto ci è stato riferito dal sindaco, non sarebbe in grado di garantire nemmeno uno spazio idoneo sul territorio da adibire a centro vaccinale. La speranza, a questo punto, è che le soluzioni provvisorie individuate per le società sportive e per i loro tesserati non diventino col tempo definitive».

Altre tematiche di chiarimento, proposte dalla Lega VdA, riguardano la possibile programmazione, in attesa della ripresa delle attività teatrali, della rassegna annuale Enfanthéâtre, per ridare ai bimbi aostani un’offerta culturale dal valore educativo; l’apertura della Biblioteca del Quartiere Cogne e la situazione dell’illuminazione cittadina.

Infine, il gruppo politico Rinascimento interroga il sindaco e la Giunta sulle luminarie natalizie a beneficio dell’intera città

Giulio Regeni

Iscritto nuovamente all’ordine del giorno dei gruppi di maggioranza l’iniziativa riguardante la verità e giustizia per Giulio Regeni.

La maggioranza ritiene necessario un sollecito al Parlamento e al Governo italiano perché si attivino per ottenere un giusto processo per i responsabili della morte di Giulio Regeni.

Ritiene anche fondamentale sollecitare il Governo italiano a prendere formalmente in considerazione la proposta, di richiamare l’ambasciatore italiano in Egitto e quella di riconsiderare gli accordi inerenti alla vendita di armi verso l’Egitto, revocando, in particolare, l’autorizzazione già rilasciata per la vendita di due fregate militari (classe FREMM).

Chiede anche l’invio della deliberazione agli altri Consigli comunali valdostani per chiedere che sia messa all’ordine del giorno per poter essere votata.

Pubblicato / aggiornato il 03/02/2021 alle 21:05
Categoria: Politica e Amministrazione