Assemblea degli Enti locali del 13 maggio 2022
(©Ilaria Bersi per bobine.tv) -
Assemblea degli Enti locali del 13 maggio 2022
L’Assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali della Valle d’Aosta si è riunito venerdì 13 maggio 2022.
Comunicazioni
Il 15 marzo 2011, è stata sottoscritta la convenzione con il Celva e l’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin per la gestione e la concessione in uso di strutture prefabbricate per l’edilizia scolastica.
La convenzione prevede che la concessione dei prefabbricati agli altri Enti locali e alla Regione, che ne facciano richiesta, sia gestita dal Celva a titolo gratuito, in base alla graduatoria annuale degli aventi diritto.
Il Comitato esecutivo ha deliberato di approvare la graduatoria per l’anno 2022 finalizzata all’attribuzione delle strutture prefabbricate per l’edilizia scolastica al Comune di La Salle.
Il Comitato esecutivo ha deliberato di designare, quali rappresentanti degli Enti locali in seno al tavolo tecnico per la revisione delle linee guida per la redazione dei protocolli di intesa con le istituzioni scolastiche per la gestione delle sedi scolastiche Francesco Favre, sindaco del Comune di Saint-Vincent e Andrea Florio, dirigente del Comune di Aosta.
La Regione autonoma Valle d’Aosta ha costituito l’Osservatorio regionale sul consumo di suolo.
Mattia Caliano, responsabile dell’Area territorio e ambiente del Celva, è stato nominato rappresentante degli Enti locali.
In Assemblea, l’assessore ai lavori pubblici e alla gestione del territorio del Comune di Aosta, Corrado Cometto, ha posto un quesito: «abbiamo il Bim, l’Arera e inventiamo ancora un’altra struttura, composta peraltro in maniera complessa? A me spaventano le complicazioni delle procedure».
Piano regionale per la salute e il benessere sociale
L’Assemblea si è astenuta sulla proposta di atto regionale inerente l’approvazione del Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2022/25.
Il Piano prevede la creazione delle case e degli ospedali di comunità, la riduzione dei Distretti sanitari da quattro a due e la creazione di un Ente che, oltre a farsi carico delle attività amministrative e gestionali ora di competenza del Dipartimento delle politiche sociali, avrà un ruolo di supporto nella gestione delle microcomunità.
L’assessore alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta Roberto Barmasse, presente alla seduta, ha spiegato: «si parla di una revisione della sanità territoriale e di una revisione di ciò che è la salute e il benessere sociale. Occorre ampliare il concetto di benessere che non va ristretto solo all’assenza di malattie, ma come equilibrio generale, condizione di equilibrio fra lo stato psicologico e fisico».
A livello di personale, l’assessore ha detto: «Secondo le stime del Ministero la carenza, in particolare di medici, andrà avanti ancora per 3 o 4 anni. Tutte le attività che svolgiamo per trovare personale sanitario sono attività di “furto” in realtà, “furto” di personale da paesi, quali la Svizzera, che hanno lo stesso problema della carenza organica: cerchiamo, dunque, di attrarre, con misure anche economiche, i professionisti della sanità. Per aprire i servizi territoriali dobbiamo prima trovare il personale, ma, attualmente, non abbiamo neppure il personale per l’ospedale»
L’assessore ha quindi spiegato l’esigenza di un Ente gestore: «e da queste constatazioni che nasce quest’idea. Un ente ancora da creare e speriamo di poterlo fare attraverso la nascita a monte di una cabina di regia, dove anche gli Enti locali avranno un ruolo fondamentale. Si tratta di un’idea in fase embrionale. in grado di farsi carico di farsi carico di attività amministrative e gestionali. Oltre al supporto all’attività amministrativa in capo al Dipartimento delle Politiche sociali, avrà in capo anche le mansioni di coordinamento delle microcomunità. Avere un coordinamento è importante così che tutti ci muoviamo in maniera omogenea.
La situazione è critica: avere un piano vuole dire sapere qual è il percorso, poi non sappiamo quando però quando questo si compirà».
Lorenzo Mario Pucci, sindaco di Chamois, ha fatto il caso specifico del suo comune: «la telemedicina è da sperimentare, ma occorre mantenere un rapporto umano con il medico. Non deve diventare una sostituzione del dottore. A Chamois, è da un anno che siamo senza medico».
L’assessore ha replicato: «sulla telemedicina condivido la necessità di mantenere un rapporto diretto. È ovvio che la telemedicina rappresenta un supporto utile, ma non è la sostituzione alla figura del medico è un aiuto in questa situazione di carenza organica. Per formare un medico occorrono dai 9 agli 11 anni, quindi ecco che non si può porre rimedio, in poco tempo, a un’istruzione che richiede anni e anni. Passeremo da quattro distretti a due. Non è una riduzione del servizio per la territorialità, ma una riorganizzazione del servizio».
Mauro Lucianaz, presidente della Conferenza dei presidenti delle Unité è intervenuto, spiegando: «martedì sono state riunite le Consulte per esaminare il Piano. Come assemblea del Cpel, abbiamo evidenziato alcune precisazioni sulle modalità di realizzazioni delle iniziative presenti nel piano, in particolare relative alle microcomunità, implementazione dell’assistenza domiciliare, asili nido e servizi per la prima infanzia. La definizione del Piano necessita di una maggiore condivisione con gli Enti Locali. La gestione dei servizi caratterizzati da una forte territorialità è da mantenere in capo agli Enti locali».
Il presidente Franco Manes ha detto: «in passato abbiamo svolto riunioni con il Governo regionale. Tuttavia, è la prima volta che c’è un documento a 360°, seppur di programmazione. Per lo meno partiamo da qualcosa di concreto. Questo è uno strumento di pura programmazione che necessita di ulteriori approfondimenti. Dobbiamo dunque capire qual è il compito e il futuro per gli Enti locali in Valle d’Aosta e delle Unité des Communes. Il parere di astensione è dunque condivisibile, per com’è la situazione al momento attuale. Gli Enti locali devono capire cosa vogliono fare del loro futuro, quale ruolo le Unité devono assumere e ciò sarà un aspetto da affrontare in tempi celeri».
Servizio idrico integrato
L’Assemblea è proseguita con la discussione riguardante il disegno di legge regionale sulla nuova disciplina dell’organizzazione del Servizio idrico integrato con le relative modificazioni.
Fra le principali novità vi è la definizione di un unico ambito, il cui governo sarà in capo al Bim, mentre alla Regione spetterà la pianificazione, anche attraverso l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla risorsa idrica.
Per il finanziamento di interventi strategici è previsto che il Bim e l’Amministrazione regionale possano contrarre mutui a medio o a lungo termine e che la Regione possa intervenire, con risorse proprie, per la restituzione di mutui accesi dall’Ente di governo dell’ambito.
Joël Créton (presidente Bim) ha spiegato: «diamo il parere su una norma condivisa continuativamente con il Bim e con il Celva. Vogliamo partecipare ai fondi del Pnrr che sono cruciali per poter mettere mano alla gestione e alla situazione dei nostri acquedotti che vedono un decennio di interventi minimi volti al mantenimento di ciò che abbiamo. Il piano, invece, vuole mettere in atto un investimento di 450milioni di euro.
Quando siamo partiti con questo percorso, i sindaci hanno accettato di avviare un cammino a fronte di una promessa: la disponibilità economica che avremmo riversato sui territori per gli acquedotti, evitando di caricare questi interventi sui cittadini.
La parte politica intende dare, fin dall’inizio, un servizio idrico di qualità facendo sì che gli investimenti cadano il mino possibile sul contribuente.
Abbiamo in programma anche l’istituzione di una tariffa unica, a livello regionale. Prevediamo un aumento medio di circa 1 centesimo di euro all’anno per l’utente.
La criticità che abbiamo segnalato nella legge è avere a disposizione la somma necessaria: il Bim ha a disposizione 18milioni di incassi dell’anno precedente».
Manes ha aggiunto: «una soluzione ci sarà. L’assessore competente mi aveva assicurato che il disegno di legge è in mano al Legislativo. Dobbiamo capire, anche qui, se il Cpel rivesta ancora un ruolo e dunque abbia un senso. Probabilmente è arrivato un momento in cui, superando le problematiche statutarie della nostra Regione, si dà il nostro parere che risulta vincolante o ci troveremo sempre in situazioni borderline. Altrimenti, a breve discuteremo se sia opportuno esprimersi e dare pareri. Si tratterà di un segnale corretto e istituzionale. Cosa lavoriamo a fare se poi, quando le cose sono di sostanza, non siamo ascoltati?».
Alex Micheletto, sindaco di Hône, ha espresso una sua riflessione: «stiamo rivendicando la salvaguardia dei cittadini. Non c’è dubbio che questa situazione possa andare avanti».
Roberto Rota, sindaco di Courmayeur, ha condiviso il pensiero di Micheletto aggiungendo: «occorre rivedere nel complesso tutto questo sistema».
L’assemblea ha espresso parere negativo «in considerazione del difficile momento storico, è necessaria una volontà gestionale in grado di garantire ai cittadini un servizio di qualità, senza che questi si facciano carico di eventuali aumenti. Nel disegno di legge non si trova, inoltre, riscontro di un eventuale finanziamento per il Bim».
Edilizia residenziale pubblica
La seduta si è conclusa con il parere sul disegno di legge regionale riguardante le disposizioni in materia di interventi di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica: «non riteniamo ammissibile che il finanziamento dei contributi Arer sia effettuato utilizzando risorse di finanziamenti locali già vincolate ad altre voci di spesa e non riteniamo ammissibile la conseguente richiesta che alla copertura di queste voci di spesa siano destinate risorse aggiuntive rispetto a quelle destinate alla finanza locale per gli anni 2023 e 2024» ha concluso Manes.
Pubblicato / aggiornato
il 13/05/2022 alle 14:04
Categoria:
Politica e Amministrazione