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Consiglio comunale ad Aosta il 29 e il 30 novembre 2023

Consiglio comunale ad Aosta il 29 e il 30 novembre 2023 (©https://comuneaosta.streamcloud.it/) - Il Consiglio comunale di Aosta il 29 novembre 2023

Il Consiglio comunale di Aosta si riunisce mercoledì 29 e giovedì 30 novembre 2023.

Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, il Consiglio ha provveduto alla proroga della convenzione con il Comune di Gignod per la gestione della farmacia comunale.

È seguita una domanda di attualità da parte di Forza Italia VdA sulla comunicazione istituzionale del Comune sui social.
Il vicepresidente del Consiglio, Renato Favre, ha spiegato: «siamo venuti a conoscenza, nei giorni scorsi, di una serie di commenti postati sui social network dal profilo istituzionale del Comune di Aosta che hanno suscitato pubblicamente la riprovazione, l’imbarazzo e lo sconcerto di più di un cittadino. In particolare ci riferiamo a un commento pubblicato il 23 novembre 2023 in risposta a un utente, nel quale risulta scritto “OMISSIS a proposito di consapevolezza, al Teatro Giacosa Aosta Riccardo Pirrone recentemente ci ha ricordato che l’unica certezza di questa vita è una e una sola: la morte (con tanto di bara come emoticon). Ciò detto, si dice consiliatura: la legislatura lasciamola a chi, appunto legifera, Parlamenti o Consigli regionali. Saluti”.
Tale commento risulta non soltanto offensivo ma anche e soprattutto indegno nei confronti di un libero cittadino che, proprio perché libero, ha ritenuto del tutto legittimo e opportuno esprimere una propria opinione sull’operato di questa Amministrazione comunale, vigendo in Italia – e anche in Valle d’Aosta, di cui la città di Aosta risulta capoluogo di regione – la libertà di espressione e la libertà di critica politica. Chiediamo dunque al sindaco di conoscere se simili tipologie di commenti siano a firma del neo social media manager ingaggiato di recente da questa Amministrazione comunale e per conoscere cosa ne pensi a riguardo»
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Il sindaco Gianni Nuti ha risposto: «si tratta di un commento che usa toni adeguati. Gli scriventi del post sono stati individuati e appartengono chiaramente a un gruppo politico».

Sono seguite la presa d’atto delle partecipazioni detenute dall’Ente e l’analisi di una variazione al Bilancio.

Il Consiglio ha manifestato il proprio interesse nella prosecuzione dell’iter per la realizzazione del Centro Brocherel.
Il consigliere Paolo Tripodi ha riassunto: «il progetto nasce nella notte dei tempi e lo conosciamo bene tutti quanti. Il primo accordo di programma risale al 1997 e l’inizi dei lavori avvenne nel 2005. Poi, nel2007, l’azienda dichiarò il fallimento. Nel 2014, sono poi emerse nuove esigenze d prte del Comune, della Regione e dell’Usl che hanno portato a rivedere la destinazione d’uso. Nel 2015 c’è stata la progettazione definitiva. Noi abbiamo deciso di proseguire il progetto con un partenariato pubblico-privato».
Ha preso la parola l’assessore alle politiche sociali, abitative e alle pari opportunità, Clotilde Forcellati: «abbiamo ripreso in mano questo dossier vista l’importanza che riveste. Dobbiamo poter dare un struttura per persone non autosufficienti o parzialmente degna di tale nome e questa è una struttura importante che vede il convenzionamento (70 posti con 40 posti convenzionati con il Comune). Il dossier è difficile per tutti».

Si è discusso del dimensionamento delle Istituzioni scolastiche per il triennio 2024/27.
L’assessore all’Istruzione Samuele Tedesco ha spiegato: «è uno strumento dottato per operare, rispetto a una razionalizzazione della propria rete scolastica ed è finalizzata a dare stabilità nel tempo alle Istituzioni scolastiche, ad assicurare loro la necessaria capacità di confronto con la comunità locale e a consentire l’inserimento dei giovani in una comunità capace di stimolarli. L’istituzione scolastica Eugenia Martinet ha richiesto l’accorpamento con l’Istituzione scolastica di Sarre. L’Istituzione San Francesco ha chiesto l’accorpamento del plesso di Signayes all’Istituzione scolastica dell’Unité Grand Combin.
L’infanzia di Signayes ha infatti pochi iscritti e già da quest’anno avrebbe visto con soli 9 studenti la sua chiusura. Un altro focus è da fare sul plesso di via Avondo che, nel 2023, ha zero iscritti.
Tutto questo perché il nostro obiettivo consiste nel garantire una continuità didattica
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Vogliamo mantenere le 5 Istituzioni scolastiche del territorio (San Francesco; Saint-Roch; Luigi Einaudi; Emile Lexert; Eugenia Martinet), ma, al tempo stesso, poter proporre una variante per l’anno scolastico 2025/26».

La maggioranza propone di iscrivere fra i punti all’ordine del giorno uno riguardante le azioni di contrasto della violenza contro le donne.

Renaissance Valdôtaine e il consigliere della Lega VdA Bruno Giordano hanno proposto un punto sulle zone franche urbane e zone franche di montagna in Valle d’Aosta.
Sul tema è intervenuto, con una nota del 4 dicembre 2024, anche Rassemblement Valdôtain: «Rassemblement Valdôtain prendendo atto di quanto emerso nel corso del dibattito avvenuto nell’ultima seduta del Consiglio comunale della Città di Aosta in merito ai contenuti della proposta di legge statale n. 1/XVI, depositata in Consiglio Valle nell’ottobre scorso dal proprio Gruppo consiliare, intende ringraziare i promotori dell’ordine del giorno n. 9, La Renaissance e il consigliere Bruno Giordano, per aver permesso che un tema così importante potesse essere trattato anche nell’ambito del Consiglio comunale di Aosta.
Sin dalla presentazione della proposta di legge statale in oggetto, Rassemblement Valdôtain ha sottolineato il carattere “aperto” della stessa, nonché volutamente proteso allo sviluppo di un dibattitto funzionale alla più ampia condivisione di un tema che dovrebbe appartenere a tutti i valdostani. In tal senso, con riferimento ai principali contenuti emersi nel corso della trattazione dell’iniziativa citata, Rassemblement Valdôtain tiene tuttavia a precisare quanto segue.
La scelta di perseguire la via della “proposta di legge statale” di iniziativa del Consiglio Valle sta proprio nella volontà di riprendere il principio previsto al secondo paragrafo dell’articolo 14 dello Statuto speciale che così statuisce: “Le modalità di attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato”.
Senza dubbio lo strumento della “legge ordinaria” è meno forte della norma di attuazione, ma è proprio nella differenza di questi due strumenti che risiede il perché di questa scelta, fatta per l’appunto in linea con il “legislatore statutario”. L’articolo 14 già definiva (proprio al secondo paragrafo) le modalità di attuazione della zona franca ovvero per mezzo di legge statale, anche in funzione della quantificazione delle relative risorse finanziarie necessarie all’attuazione. Altra cosa sarebbe, invece, ottenere una norma di attuazione ovvero anche una revisione dello Statuto speciale in tal senso, ma modificando per ovvie ragioni il testo del vigente articolo 14 (e in tal senso, perché no, anche dell’articolo 12, in materia di entrate proprie e imposte) proprio per effetto dell’evoluzione normativa nazionale e comunitaria. Ci si chiede dunque dove siano stati sino ad ora coloro i quali oggi affermano “sarebbe meglio procedere con una la norma di attuazione!”. Bene, perché questi stessi non partecipano, invece, al dibattito sul tema proponendo coerentemente proposte alternative o percorsi utili al fine di ottenere la tanto citata norma di attuazione? Al momento, forse, tali affermazioni sono volutamente più funzionali a nascondere una reale volontà di inazione sul tema.
In ultimo, Rassemblement Valdôtain prendendo atto del testo della proposta emendativa discussa e respinta dal Consiglio comunale ricorda, per giusta cronaca, che tra i promotori della mozione approvata in Consiglio Valle dal titolo “Predisposizione di uno schema di norma di attuazione dello Statuto Speciale per l’istituzione di zone franche urbane e di montagna all’interno del territorio regionale” vi fossero anche i propri Consiglieri regionali e che il primo firmatario di questa fosse l’attuale suo Capogruppo.
Allo stesso modo Rassemblement Valdôtain rammenta di aver trasmesso anche ai Parlamentari valdostani, così come anche all’attenzione del Ministro Calderoli, la proposta di legge statale n. 1/XVI. Pertanto, al di là dei testi emendati o meno di ordini del giorno o mozioni, chi ha la fortuna e la responsabilità di avere rappresentanti in seno al Parlamento, se non anche al Governo nazionale, potrebbe sin da subito contribuire con azioni concrete ad alimentare nei Palazzi romani un utile dibattito sul tema dell’applicabilità della zona franca in chiave moderna (ad esempio già nell’ambito dei lavori inerenti l’autonomia differenziata), al di là della nostra proposta di legge, questo anche in coerenza con il programma elettorale con cui ha chiesto il voto ai Valdostani»
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Mozioni

Quelle di Renaissance Valdôtaine riguardano: arredi urbani; cuscini berlinesi; certificazione ISO 14001; convocazioni del Consiglio comunale; area di sgambamento per cani numero 3; comunicazione; mercato; via Chambéry; piantumazione; servizi igienici pubblici dignitosi; non gestione dei disagi creati dai cantieri ai cittadini; promozione della donazione del sangue; Capodanno; riapertura dell’area archeologica; ambiente delle mense scolastiche; attività commerciali danneggiate dai cantieri invasivi; mantenimento del patrimonio comunale; incontri con la popolazione; parcheggi per disabili in via Chabod.

La raccolta differenziata e i conseguenti costi per il cittadino sono stati al centro di una mozione del gruppo.
Il consigliere Giovanni Girardini ha spiegato: «questo gruppo di opposizione ha più volte sollecitato un cambio di marcia e un passo in avanti rispetto alla raccolta differenziata che ci risulta ferma al 67% mentre altri comuni valdostani e città italiane anche più grandi della nostra, e quindi più difficili da gestire, fanno meglio. Ai tempi ancora della giunta Grimod, quando iniziò con l’assessore Donzel l’impegno per la raccolta differenziata, fu assicurato un futuro ritorno economico per i cittadini derivante dagli introiti della vendita del differenziato. Il costo di questo servizio manifestatosi nelle buche delle lettere dei cittadini in questi giorni invece di diminuire continua ad aumentare in maniera sostanziosa. Inoltre, si rilevano continui disservizi relativi alla raccolta quali in particolare la non pulizia delle strutture del centro città alle quali si accede con tessera e dei cassonetti che non vengono lavati se non in rarissime occasioni oltre che, come già fatto notare all’assessore competente, dislocati su passaggi pedonali e in incroci riducendo la visibilità degli automobilisti (si veda e titolo di esempio viale Federico Chabod)».
È intervenuta il consigliere Cristina Dattola: «perché non installiamo le macchinette per riciclare le bottiglie di plastica e a un certo punto il cittadino riceve un buono sconto. Ci son molti brand commerciali che offrono buoni sconto sul riciclo. Bisogna premiare i virtuosi con degli incentivi e multiamo il menefreghismo, se vogliamo un cambio di rotta».
È intervenuto anche il consigliere Sergio Togni: «è evidente che la risposta con sistemi complessi, iper-tecnologici, non è quella adatta. Non credo che il sistema delle tessere duri a lungo, perché, dalla mi esperienza professionale, avevo visto che i rifiuti ogni 3 anni cambiano il modo di raccolta. La regola base dovrebbe essere la semplificazione; preso atto che serve una base culturale che riconosca l’importanza della differenziazione».
Nuti ha concluso evidenziando: «dobbiamo rilevare che gli anni 2021-22 non ha avuto sostanziali miglioramenti nella raccolta differenziata, però per una parte c’erano ancora le raccolte selvagge tra i malati di covid che non ha aiutato. C’è stato un leggero incremento dal 67,13 al 67,91%. Tuttavia, non c’era ancora stato il passaggio al nuovo appalto che avrebbe dato svolta che attendiamo. Analizzando i dati, abbiamo quelli preliminari del 2023 che dicono che è stato superato ampiamente il 70% di raccolta differenziata, a settembre è stato superato il 71%. La percentuale media, dal 1° gennaio fino a settembre 2023, è stata pari al 70,44%».

Le mozioni di Forza Italia VdA affrontano: flop nei bandi di affidamento di servizi; pista ciclabile; realizzazione piano asfalti della città; rifiuti abbandonati e problemi di igiene; ritardi nei lavori della pista ciclabile; crollo soffitti e cornicioni in edifici comunali; collaborazione fra territori.

Lega VdA focalizza l’attenzione su: semplificazione dei Regolamenti comunali; progetto di realizzazione della pista ciclabile.

Interrogazioni

Renaissance Valdôtaine porta al centro del dibattito: patinoire; intitolazioni; Marché Vert; elemosina e animali; elettrificazione della linea ferroviaria; zona Montfléury; criterio dei fondi per la piantumazione.

Le interrogazioni di Forza Italia VdA riguardano: chiusura del ponte in via Vittime Col du Mont; venditore ambualnte arrestato.

Interpellanze

Quelle di Forza Italia VdA affrontano:piano urbano della mobilità sostenibile; la riqualificazione dell’ex maneggio comunale; gestione dei rifiuti e futuro del Centro del riuso.

Pubblicato / aggiornato il 29/11/2023 alle 17:44
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Categoria: Politica e Amministrazione