Bilancio sociale 2023 della Procura di Aosta
Il sostituto procuratore Manlio D'Ambrosi durante la presentazione del Bilancio sociale 2023
Il codice rosso, vale a dire l’obbligo di agire entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato per quanto riguarda i maltrattamenti in famiglia, lo stalking, le violazioni di avvicinamento e la violenza sessuale, ha rappresentato, per il 2023, anche per la Procura di Aosta, la principale novità operativa con la quale i magistrati e gli inquirenti si sono dovuti confrontare.
L’aumento di questo tipo di reato, definito «esponenziale» da Manlio D’Ambrosi, sostituto procuratore della Repubblica di Aosta che, nella mattinata di lunedì 29 gennaio 2024, ha presentato alla stampa il Bilancio sociale 2023 della Procura di Aosta, si concretizza in 24 episodi totali avvenuti lo scorso anno, per un aumento percentuale del 58,19%: «vale a dire che c’è un codice rosso e mezzo in più rispetto allo scorso anno – ha spiegato – e ciò desta grande preoccupazione e grande allerta. Le due novelle legislative intervenute nel corso del 2023 che hanno voluto dare una maggior tempestività al codice rosso per la messa in sicurezza e la persona offesa ed hanno visto un aumento della consapevolezza e delle denunce dopo il notevole effetto mediatico che hanno avuto vicende tristissime come quella del giugno 2023 [il femminicidio di Giulia Tramontano] e poi quella del novembre 2023 [Giulia Cecchettin] che hanno portato le persone offese a denunciare con maggior frequenza. Il fenomeno del codice rosso è un fenomeno sociale e come tale necessita di un lasso temporale più o meno ampio affinché questi fenomeni vengano compresi dalla collettività vengano ritenuti ingiusti quei comportamenti che più delle volte si svolgono all’interno delle mura domestiche e quindi poi vengono denunciati e chiaramente il numero è in costante aumento».

In continuità con il 2022, anche nel 2023 è aumentato il trend della delittuosità in Valle d’Aosta: i dati elaborati dalla Questura di Aosta, infatti, segnalano un numero complessivo di 3.594 reati a fronte dei 3.275 dello dell’anno precedente, con un incremento dell’8,87%, che sale al 16,2% se si confrontano i dati del 2021. Nel 2023 sono aumentate del 13,23% le denunce verso le persone in stato di libertà (922 rispetto a 800), a fronte di un decremento del 26,72% dei delitti commessi da persone in stato di arresto (116 rispetto a 147).
L’incremento più alto è stato quello delle truffe e frodi informatiche con 105 casi in più, da 530 a 635, e una percentuale del 16,53%, così come sono aumentati i furti, da 798 a 890 (+92 e 10,34%) e le lesioni dolorose, passate dalle 124 del 2022 alle 153 del 2023 (+31 e 18,95%), mentre ci sono calate le percosse (da 59 a 40), i delitti informatici in generale (da 100 a 95) e i danneggiamenti, diminuiti del 6,21 per cento, passando da 486 a 483.
Da segnalare anche 170 denunce di minacce, 30 casi di estorsioni, 17 rapine, 19 ricettazioni ma anche un caso di contraffazione di marchi e prodotti industriali, due violazioni delle proprietà intellettuale, un sequestro di persona ed un omicidio colposo, quello di Janira Mellé, la maestra di sci di La Thuile.

Alla Procura di Aosta, dove sarebbero previste trenta persone, ne lavorano attualmente 14, guidate provvisoriamente dal sostituto procuratore Luca Ceccanti, che è facente funzioni dopo che – nel settembre 2023 – il procuratore capo Paolo Fortuna è stato traferito alla Corte d’Appello di Bologna, e che si divide il lavoro con i colleghi Francesco Pizzato, Giovanni Roteglia e appunto, Manlio D’Ambrosi: «la situazione del personale amministrativo è molto complessa, stiamo assistendo ad uno spopolamento nell’ufficio della procura – ha evidenziato – il ruolo di procuratore è vacante e noi oggi viviamo in una situazione di carenza del 53 per cento, con tre funzionari che sono applicati a giorni alterni presso la Procura di Ivrea».
Nel 2023, le spese di giustizia della Procura di Aosta sono state complessivamente 528.616,73 euro, di cui 293.555,79 euro per le intercettazioni (238.646,34 euro in meno rispetto al 2022, un calo del 44,84%) e 122.414,06 euro per i cosiddetti consulenti tecnici d’ufficio, con un incremento del 95,89% rispetto ai 62.491,28 euro del 2022: «le spese nel complesso più o meno si pareggiano – ha spiegato ancora il sostituto procuratore Manlio D’Ambrosi – con un significativo incremento degli ausiliari del magistrato, come consulenti, traduttori ed interpreti ed una diminuzione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali. Vi sono attività tecniche che sempre più spesso richiedono delle intercettazioni, ma anche ulteriori consulenti per comprendere la reale dinamica di determinati accadimenti oltre agli interpreti, considerando che siamo in un territorio di frontiera ed è frequente la richiesta di traduzione di atti che poi devono essere notificate poi nella lingua madre. Non ci sono limiti imposti per il budget delle intercettazioni né tantomeno per quel che riguarda i reati che possono esserne oggetto, ma ci sono spese per nuove figure di consulenti proprio perché viene meno l’utilità dell’intercettazione nell’indagine ma serve una figura specializzata rispetto all’emersione di nuovi fenomeni che richiedono un approfondimento diverso rispetto alle conoscenze private del magistrato».

Per quanto riguarda i tempi della giustizia, in Valle d’Aosta gli indicatori della performance sono tutti positivi, a partire dall’indice di ricambio che misura il rapporto tra procedimenti esauriti e quelli sopravvenuti che è del 99,30%, rispetto al 99,41% del 2022, con 4.495 procedimenti esauriti (erano stati 4.708 nel 2022) e l’indice di smaltimento, che calcola il rapporto tra il numero di procedimenti esauriti e il numero complessivo di procedimenti in carico, sceso da 95,19 a 93,61%. Per valutare il tempo medio necessario alla procura di per smaltire i procedimenti che vengono iscritti si è poi utilizzato il cosiddetto disposition time, rapporto tra i procedimenti pendenti ed esauriti nell’anno, moltiplicato per i 365 giorni dell’anno, che è di 25 giorni, con 307 procedimenti pendenti finali.
«Non vi è differenza tra il 2022 e il 2023 – ha concluso Manlio D’Ambrosi – c’è stato un aumento delle nuove iscrizioni di notizie di reato e questo determina il lievissimo sfasamento dello 0,1 per cento nell’indice di ricambio, mentre quanto riguarda quello dell’indice di smaltimento, più o meno dell’1,4 per cento, questo è dovuto alla l’incremento del numero delle sopravvenienze che ha determinato un aggravio di lavoro per l’ufficio, ma queste restano delle percentuali che risultano pienamente soddisfacenti in linea e che pongono l’ufficio della Procura di Aosta ai vertici nel panorama nazionale, con una risposta in 43 giorni al cittadino che chiede giustizia».
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Pubblicato / aggiornato
il 29/01/2024 alle 14:47
Categoria:
Cronaca