Martedì 23 giugno 2026, la Banca d’Italia ha presentato la propria analisi sull’economia della Valle d’Aosta nel 2025. Il quadro che emerge è quello di una regione fortemente specializzata in un comparto industriale che ha rallentato (senza prospettive di ripresa a breve termine), in un contesto in cui i servizi restano la componente principale dell’economia e continuano a crescere, soprattutto grazie al turismo. La Regione, inoltre, deve fare i conti con un progressivo invecchiamento della popolazione e con la necessità di mantenere alta la partecipazione al mercato del lavoro e la crescita della produttività.
Ad aprire l’incontro è stato il direttore Giuseppe Gargano, che ha sottolineato come il resoconto sia frutto di una forte interazione con il tessuto economico regionale, poiché i dati provengono dalle imprese del territorio.
Luca Brugnara si è soffermato sugli aspetti congiunturali. Nel 2025 l’economia valdostana è cresciuta lievemente, dello 0,4 per cento, con previsioni improntate alla cautela per il 2026 a causa delle tensioni commerciali e dei conflitti in corso. Nel settore industriale il valore aggiunto è risultato in marginale calo e produzione e fatturato hanno mostrato un peggioramento complessivo. La dinamica è stata fortemente influenzata dal comparto metallurgico, che rappresenta circa il 35 per cento del manifatturiero regionale. Di conseguenza, anche le esportazioni hanno rallentato, scendendo del 6,3 per cento nel complesso e del 13,1 per cento in metallurgia. In controtendenza, le industrie alimentari hanno segnato un aumento dell’11,6 per cento. Le vendite verso i Paesi extra-Ue sono diminuite in modo più marcato.
Le costruzioni hanno invece registrato un andamento positivo, con un aumento delle ore lavorate e degli addetti. Le opere pubbliche finanziate dal PNRR hanno contribuito alla crescita degli investimenti, mentre si è intensificata anche la realizzazione di edifici a uso ricettivo e commerciale. Sul mercato immobiliare si è osservato un forte aumento delle compravendite di abitazioni al di fuori del Comune di Aosta. Anche i servizi hanno continuato a espandersi, in particolare nel comparto turistico, che ha segnato un +11,1 per cento, dato confermato anche per il 2026. In parallelo, il traffico è aumentato del 3,3 per cento, soprattutto per effetto dei mezzi leggeri.
Il sistema produttivo regionale mostra un rafforzamento dimensionale nel medio periodo, ma resta su scala ridotta rispetto al resto del Paese. Tra il 2014 e il 2023 la dimensione media delle imprese è passata da 6,8 a 7,4 addetti, contro l’aumento da 8,6 a 9,7 addetti registrato in Italia. Gli episodi di forte crescita occupazionale restano limitati. Anche la capacità innovativa presenta margini di miglioramento: l’intensità brevettuale è inferiore alla media nazionale e i brevetti risultano concentrati soprattutto nei macchinari elettrici e nelle macchine speciali. L’impatto tecnologico è contenuto nel confronto internazionale, mentre la qualità dei brevetti appare in linea con la media italiana.
La filiera automotive ha un peso non trascurabile: nel 2022 rappresentava l’1,1 per cento del valore aggiunto regionale. L’84 per cento di tale valore aggiunto è collegato a produttori localizzati in Italia, con una concentrazione nei comparti della gomma-plastica e della metallurgia. Le eterogeneità territoriali restano evidenti: l’industria ha maggiore rilevanza in Bassa Valle, dove si concentrano automotive e brevetti.
Il mercato del lavoro ha mostrato un’occupazione sostanzialmente stabile, con un tasso di disoccupazione pari al 3,9 per cento, nettamente inferiore al dato italiano del 6,1 per cento. È però cresciuto in modo significativo il ricorso alla Cassa integrazione, aumentata del 35,7 per cento, soprattutto nella metallurgia, ma anche nella chimica, nella gomma e nella fabbricazione di macchine e apparecchi elettrici.
Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie è aumentato del 2,5 per cento, mentre il potere d’acquisto è cresciuto solo dello 0,9 per cento, risentendo della ripresa dell’inflazione. I consumi sono aumentati dello 0,8 per cento. Molto rilevante resta la spesa turistica, che pesa per il 34,5 per cento dei consumi interni regionali. La crescita è stata trainata soprattutto dai turisti italiani e la bilancia turistica si conferma stabilmente positiva.
Sul fronte del credito, Luciana Aimone Gigio ha evidenziato che nel 2025 i prestiti bancari al settore produttivo sono tornati a crescere, sostenuti dal comparto energetico. Il manifatturiero resta in forte calo, mentre per costruzioni e servizi la contrazione è stata più contenuta. Il credito bancario ai servizi è tornato lievemente a crescere nel primo trimestre del 2026, e il miglioramento è confermato includendo anche i prestiti di Finaosta. Il tasso annuo sui prestiti per esigenze di liquidità è sceso leggermente, al 6,5 per cento.
Il credito al consumo è cresciuto del 4,5 per cento, soprattutto grazie ai prestiti personali, con un costo medio all’8,1 per cento. Le nuove erogazioni di mutui bancari sono aumentate del 24 per cento e il costo medio dei mutui si è stabilizzato al 3,6 per cento. Sono cresciuti i contratti a tasso variabile, divenuti più convenienti, anche se la quota a tasso fisso resta prevalente. Le imprese hanno continuato a ricorrere a strumenti di copertura del rischio di tasso.
Tra il 2021 e il 2025 il risparmio finanziario è aumentato del 40 per cento, raggiungendo 5,6 miliardi di depositi e titoli detenuti in custodia nel sistema bancario. Si è osservata anche un’inversione tra obbligazioni bancarie e Oicr, mentre i titoli di Stato sono tornati a crescere dal 2023, grazie anche a emissioni rivolte ai piccoli risparmiatori.
Nel 2025 le retribuzioni contrattuali nominali sono aumentate del 3,2 per cento. Tuttavia, nel periodo 2008-2023, le retribuzioni medie dei lavoratori dipendenti nel settore privato sono cresciute del 12 per cento in termini nominali, mentre in termini reali hanno perso il 14 per cento del loro valore. L’impatto è stato più forte nel turismo, anche per il ritardo nei rinnovi contrattuali.
La partecipazione al mercato del lavoro delle donne resta elevata nel confronto nazionale, ma persistono divari nella qualità dell’occupazione e nei livelli retributivi. Le donne fanno largo ricorso al part time, spesso in forma involontaria; giovani e stranieri risultano più spesso inseriti in forme contrattuali precarie, soprattutto nei settori del turismo e del commercio. Il divario retributivo fra i diversi gruppi tende ad ampliarsi nelle fasce salariali più alte, mentre quello di genere cresce con l’età, segnalando anche differenze nelle progressioni di carriera.
La Valle d’Aosta è una società che invecchia: l’età media è pari a 47,7 anni e quasi il 26 per cento dei residenti ha più di 64 anni. Le proiezioni demografiche indicano un ulteriore calo della popolazione e della forza lavoro, con conseguenze rilevanti per il mercato del lavoro e per l’assistenza agli anziani.
Sul fronte della spesa pubblica, gli investimenti fissi lordi delle Amministrazioni locali sono cresciuti del 18,1 per cento. Tra il 2019 e il 2025 la spesa per progetti è triplicata, soprattutto grazie alle risorse del PNRR. La spesa pro capite è molto più elevata della media italiana: 4.431 euro per abitante in relazione al PNRR, contro una media nazionale di 2.471 euro. Le risorse sono state destinate soprattutto a digitalizzazione e transizione verde.
Infine, gli 80 milioni destinati all’innovazione sono stati concentrati soprattutto su progetti di dimensione inferiore ai 50 mila euro, attraverso contributi a fondo perduto per favorire la capacità innovativa del sistema produttivo.