Vai al contenuto

Situazione Ucraina: sono 452 i profughi accolti in VdA

Situazione Ucraina: sono 452 i profughi accolti in VdA (©Pixabay.com) - Bandiera dell'Ucraina

Alla luce della situazione bellicosa in Ucraina, la Regione autonoma Valle d’Aosta ha attivato un tavolo di coordinamento tra i soggetti che, sul territorio della Valle d’Aosta, possono essere coinvolti nell’eventuale accoglienza di profughi ucraini.

La situazione attuale

Mercoledì 18 maggio 2022, il presidente della Regione ha riunito il gruppo di coordinamento sull’emergenza in Ucraina, per fare il punto riguardo alle attività di accoglienza promosse in Valle d’Aosta.

Gli arrivi dei profughi si sono per ora sostanzialmente interrotti. Attualmente, risultano 452 esuli registrati dalla Croce rossa italiana, transitati nel centro di prima accoglienza di Chavonne dall’inizio del conflitto per un primo controllo sanitario e per la primissima accoglienza. La disponibilità manifestata dai privati che hanno concesso gratuitamente appartamenti sul territorio valdostano, passando dal punto di contatto della Protezione civile, ha permesso la sistemazione di 174 persone.

Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, sono 258 i profughi sottoposti a visita sanitaria da parte dell’Azienda Usl. Sono 180 i cittadini ucraini che si sono iscritti al Servizio sanitario e hanno già proceduto alla scelta del medico di famiglia. Per quanto riguarda l’inserimento scolastico, i minori interessati sono 92, in prevalenza nelle scuole primaria e secondaria di primo grado.

Di recente, sono stati assegnati, da parte della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, i primi stanziamenti legati al fondo che vede coinvolti la Regione, il Cpel e il Csv, che ha raccolto finora 94 mila euro.
A 20 proprietari di alloggi è stato erogato un contributo alle spese una tantum di 150 euro, mentre cinque associazioni sono state destinatarie di un fondo a supporto delle attività di accoglienza.

Un tavolo di coordinamento

Lunedì 7 marzo 2022, il presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha riunito il tavolo di coordinamento sull’emergenza in Ucraina: in base alla procedura definita, all’arrivo in Valle d’Aosta i profughi devono recarsi al centro di accoglienza temporaneo della Croce Rossa Italiana situato a Chavonne (Villeneuve), dove sarà effettuato uno screening sanitario e un primo tampone covid. Potranno quindi essere registrati per usufruire di un’assistenza adeguata e riceveranno eventualmente anche generi di prima necessità. Successivamente sarà assegnata la soluzione abitativa, sarà definita la presa in carico sanitaria e quella dei servizi sociali, in collaborazione con le associazioni e realtà del Terzo settore. È previsto anche l’impiego di mediatori linguistici.

Un avviso pubblico per accogliere i profughi

A garanzia di una gestione semplificata e centralizzata dell’emergenza, la Protezione civile regionale ha attivato il numero verde 800 99 55 54, cui si possono rivolgere sia le persone che richiedono assistenza sia coloro che intendono mettere a disposizione gratuitamente appartamenti o stanze vuote per l’accoglienza.
Il Dipartimento Protezione civile e Vigili del fuoco ha pubblicato un avviso pubblico per la raccolta delle disponibilità all’accoglienza dei profughi ucraini in Valle d’Aosta.
Al momento, la disponibilità è da intendersi gratuita, per un periodo medio-breve, con modalità che saranno precisate successivamente, secondo indicazioni che saranno definite a livello nazionale e regionale.
Sul sito regionale sono disponibili i moduli che dovranno essere inviati via mail. La compilazione non comporta l’instaurarsi di obblighi tra le parti.
Definito il quadro normativo, le segnalazioni saranno prese in carico secondo le necessità di accoglienza e saranno condivise sulla base di una concreta proposta di accoglienza.

Inoltre, è stata definita l’attivazione di una raccolta fondi congiunta per l’assistenza alle persone che raggiungono la Valle d’Aosta dallo scenario di guerra: è possibile contribuire attraverso donazioni sul conto corrente  IBAN IT73 G 03069 09606 100000005667 (intestato a Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta) con la causale Emergenza Ucraina. L’iniziativa riunisce gli sforzi degli Enti locali (Regione e Cpel) e del Terzo settore (rappresentato da Fondazione Comunitaria e Csv), con lo scopo di finanziare anzitutto le iniziative di accoglienza dei profughi sul territorio valdostano.
Alla data di martedì 12 aprile 2022, la raccolta supera i 90mila euro.
Il Comitato di gestione del Fondo – composto da Erik Lavevaz, presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta; Mattia Nicoletta, sindaco di Fénis, in rappresentanza del Cpel/Celva; Elda Tonso, coordinatore del Csv-Valle d’Aosta; Patrick Vesan, segretario generale della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta – ha deciso di stanziare fino a 15mila euro per l’erogazione di un contributo alla solidarietà, indirizzato ai privati che hanno finora ospitato gratuitamente i profughi ucraini. Il contributo sarà una tantum, pari a una somma forfettaria di 150 euro per ogni singolo alloggio messo a disposizione a favore di una persona o nucleo famigliare composto da ucraini in fuga dal conflitto, e sarà versato a coloro che hanno deciso volontariamente di mettere a disposizione alloggi per l’accoglienza di queste persone, a titolo di copertura forfettaria di una parte delle spese sostenute. Per accedere al contributo, è necessario aver ospitato per almeno quattro settimane nell’alloggio di riferimento una persona o un nucleo familiare ucraino in fuga dalla guerra. Le quattro settimane sono conteggiate a partire dalla data di inserimento nel percorso di accoglienza abitativa segnalata dalla Protezione civile e devono essere maturate entro il 30 giugno. La compilazione della domanda di erogazione sarà messa a disposizione sul sito della Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta.
Il Comitato ha deciso di stanziare fino a 5mila euro a sostegno di attività di accompagnamento all’accoglienza lunga (attività di sostegno e tutoraggio), realizzate da organizzazioni no profit, a favore delle famiglie ucraine in fuga dalla guerra.
Si tratta di una prima tranche di finanziamento, che potrà essere reiterata alla luce dell’analisi di bisogni specifici e delle risorse effettivamente disponibili, al fine di evitare sprechi e sovrapposizioni. 
Le attività di sostegno e tutoraggio avranno l’obiettivo di accompagnare i profughi nella loro permanenza sul territorio della Valle d’Aosta, prestando ascolto e supporto anche alle famiglie ospitanti. A tal fine, il Comitato ha previsto di allocare fino a un massimo di 1.000 euro per organizzazione e/o gruppo di organizzazione che presenti una domanda di contributo. A titolo indicativo, saranno ammissibili le spese urgenti per l’acquisto di beni primari che non possono essere sostenute dai servizi regionali o da altre forme di intervento, le spese per attività ludico-ricreative rivolte soprattutto ai minori e ulteriori spese ad hoc, debitamente giustificate e rendicontate, necessarie alla concreta realizzazione di attività di accoglienza e integrazione delle famiglie ucraine. A tal fine, le organizzazioni interessate sono invitate a presentare domanda (modulo reperibile sul sito della Fondazione comunitaria) entro il 21 aprile 2022.

L’Ufficio di Presidenza, riunito martedì 29 marzo 2022, ha approvato il trasferimento di 36.670 euro da destinare al Fondo istituito dal Tavolo regionale di coordinamento sull’emergenza ucraina.
La somma, derivante dalla rinuncia ai contributi dei gruppi consiliari e dalle autoriduzioni volontarie delle indennità dei consiglieri di marzo oltre a quelli già accantonati dal mese di gennaio, sarà versata alla Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta, cui è intestato il fondo istituito da Regione, Consiglio permanente degli enti locali e Terzo settore per finanziare innanzitutto le iniziative di accoglienza dei profughi sul territorio valdostano.

L’accoglienza

Sono 27 i Comuni valdostani che hanno fornito riscontro all’indagine attivata dal Celva e dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta per monitorare la disponibilità di strutture, alloggi e spazi – pubblici e privati – in vista dell’arrivo di eventuali profughi.
Nei giorni scorsi, i Comuni hanno avviato la ricognizione sul territorio chiedendo ai cittadini di segnalare la disponibilità di alloggi non utilizzati o la possibilità delle famiglie di ospitare eventuali profughi in arrivo dalle zone di guerra. Gli Enti locali valdostani hanno messo a disposizione palestre e centri polivalenti, per l’eventuale accoglienza di emergenza a fronte di un arrivo in massa di profughi, oltre a spazi attrezzati di proprietà comunale; i cittadini hanno segnalato la disponibilità di alloggi di varie tipologie, dalle intere abitazioni fino ai posti letto in stanze condivise all’interno delle famiglie.
Sono già stati segnalati oltre 60 spazi e strutture disponibili: il Celva sta fornendo supporto alla Protezione civile per l’ordinamento delle disponibilità e per l’organizzazione di sopralluoghi sul territorio.
La ricognizione dei Comuni, unita all’Avviso pubblico emanato dalla Regione e all’analoga iniziativa di Adava, prosegue, con l’obiettivo di sensibilizzare ancor più la popolazione, in vista dell’eventuale arrivo di ondate di profughi dalle zone del conflitto.

I primi arrivi

Sono attualmente 300, di cui un terzo minorenni, gli esuli ucraini giunti in Valle d’Aosta e transitati nel centro di prima accoglienza di Chavonne, gestito dalla Croce rossa italiana.
Di questi, 67 sono stati alloggiati su iniziativa della Protezione civile regionale, i restanti hanno trovato alloggio tramite contatti diretti. Gli inserimenti di bambini e ragazzi nelle scuole valdostane sono stati finora 13. I dati dell’accoglienza valdostana sono stati forniti lunedì 28 marzo 2022 dalla Protezione civile regionale nel corso della riunione di coordinamento sull’emergenza in Ucraina, convocata dal presidente della Regione, Erik Lavevaz.

Positiva e in continua evoluzione la risposta di generosità dei valdostani agli appelli lanciati.
Per quanto riguarda l’offerta gratuita di spazi (alloggi o stanze), risulta al momento la disponibilità di oltre 100 posti letto ancora non occupati. Mentre sono 70 le persone che si sono rese disponibili come interpreti in lingua ucraina, russa e inglese. La raccolta fondi, promossa dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, dagli Enti locali, dal Csv e dalla Fondazione comunitaria, ha registrato fino a ora circa 55 mila euro di donazioni.

Nella serata di giovedì 17 marzo 2022, il presidente della Regione, Erik Lavevaz, accompagnato dal presidente del Comitato regionale della Croce rossa italiana, Paolo Sinisi, ha effettuato un sopralluogo nel centro di prima accoglienza di Chavonne.

L’iniziativa del Comune di Quart

Vista la positiva esperienza maturata nella fornitura di beni di prima necessità ai cittadini maggiormente colpiti dalla pandemia,  il Comune di Quart ha deciso di continuare la collaborazione con l’associazione Opera Omnia Onlus anche per quanto riguarda l’aiuto ai profughi ucraini che fuggono dalla guerra.

In attesa di nuove disposizioni da parte del coordinamento regionale in merito alle raccolte di beni da inviare nelle zone di guerra, l’Amministrazione comunale e Opera Omnia forniranno alimenti e beni di prima necessità (farmaci, pellet, gas, prodotti per l’infanzia, eccetera) a tutti i nuclei familiari e singole persone ospitate sul territorio comunale.

Chiunque volesse contribuire all’acquisto dei beni di cui sopra può farlo attraverso una donazione sul conto corrente  IBAN  IT90Z0858731730000040195695  intestato all’associazione Opera Omnia Onlus, indicando la causale  Emergenza Ucraina-Comune di Quart.

Trasporto pubblico gratuito

Il presidente Lavevaz ha comunicato che, con il supporto delle Società di trasporto Svap Società cooperativa, Arriva Italia Srl, Vita SpA, è stato deciso di consentire ai profughi provenienti dall’Ucraina la possibilità di usufruire gratuitamente dei mezzi pubblici su gomma.

Coloro che sono interessati dovranno recarsi all’Autostazione di Aosta in Via Carrel 1, nei mesi di aprile e maggio 2022, nelle giornate di lunedì, dalle ore 9 alle 11, e di giovedì, dalle ore 14 alle 16, per espletare la procedura.

Per maggiori informazioni, è possibile contattare il Dipartimento trasporti e mobilità sostenibile ai numeri 0165 527652 e 0165 527666.

Pubblicato / aggiornato il 18/05/2022 alle 15:55
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione