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Consiglio Valle del 24 febbraio 2023

Consiglio Valle del 24 febbraio 2023 (©Laura Agostino per bobine.tv) - Renzo Testolin

Il Consiglio Valle è riunito venerdì 24 febbraio 2023 per l’elezione del nuovo presidente della Regione e degli assessori regionali, a seguito delle dimissioni di Erik Lavevaz dalla carica di presidente della Regione, di cui l’Assemblea ha preso atto nell’adunanza del 25 gennaio 2023.

Ma l’elezione non è andata a buon fine: Renzo Testolin, il suo programma e la sua Giunta hanno ottenuto 17 voti di preferenza, mentre vi sono state 1 scheda nulla, 13 bianche, 1 voto a favore del consigliere Rosaire, 1 al consigliere Rollandin, 2 al consigliere Cretier.

La presentazione del programma

I lavori consiliari si erano aperti con il capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz che, a nome degli eletti di UV, FP-PD, AV-VdAU, PlA e SA, ha proposto alla carica di presidente della Regione Renzo Testolin (UV).

Testolin ha illustrato il programma di legislatura 2023/25: «Ereditando, in corso d’opera, l’attività amministrativa già avviata ormai da circa due anni e mezzo, si considera fondamentale individuare come traccia da seguire il programma presentato ad inizio legislatura acquisendo dallo stesso gli elementi basilari sui quali garantire continuità di azione di un Governo che individua nel rafforzamento dell’autonomia e nelle prerogative del proprio Statuto Speciale gli elementi portanti della sua azione politico-amministrativa.
Ad alcune iniziative previste dal programma originario si è già dato corso, trasformandole in provvedimenti operativi, mentre in merito ad altre tematiche si sono definiti i presupposti sui quali attivare un processo di confronto, al fine di dar loro piena attuazione, altri ancora sono in una fase di prima elaborazione o in corso d’avvio come normale che sia a metà di una legislatura.
Pur ipotizzando un percorso e pianificando le tappe necessarie a dare attuazione ai propri obiettivi, come sovente accade con il trascorrere del tempo, ci si trova ad affrontare delle nuove problematiche, a confrontarsi con l’evoluzione delle dinamiche ipotizzate, così come a cogliere nuove sfide e a poter valorizzare nuove opportunità.
In questo contesto, con l’obiettivo di fornire alla comunità valdostana risposte adeguate alle esigenze contingenti, forti di un seppur minimo cambiamento di organigramma di strutturazione assessorile conseguente ad un riassetto della situazione politica e con un rinnovato entusiasmo, abbiamo individuato e condiviso una serie di priorità.
Tali priorità sono state riassunte in linee programmatiche che crediamo possano tradursi, nel tempo ancora a disposizione di questa legislatura, in risposte concrete nei confronti dei nostri cittadini, delle nostre imprese, dei nostri territori e della comunità valdostana nel suo complesso.
Prima di dare contezza dei principali punti programmatici individuati, crediamo sia opportuno inquadrare le priorità in tre ambiti diversi, ma fra loro complementari: iniziative e azioni di confronto politico-istituzionale che possano creare i presupposti per l’azione di governo, interventi di continuità politico-amministrativa per giungere a conclusione di attività già avviate ed, infine, iniziative normative ed amministrative animate da una nuova visione che si intendono avviare, in parte non presenti nel programma di legislatura e derivanti da contingenze in atto o da nuove valutazioni di opportunità.
Per sviluppare compiutamente quanto sopra enunciato, iniziamo, dunque, con l’esporre gli ambiti operativi sui quali senza indugio è necessario intervenire per dare compimento alle priorità individuate.
Nous considérons prioritaire de procéder rapidement à consolider les interlocutions politiques au niveau italien et international afin d’aborder des questions de primaire importance pour l’économie régionale.
Parmi les plus urgentes il y a la prise en charge de la problématique concernant la fermeture temporaire du tunnel du Mont Blanc avec la définition de solutions alternatives à court terme et d’interventions de longue durée, ainsi que l’obtention de la prorogation de la concession du tunnel du Grand-Saint-Bernard.
De même, il est fondamental de travailler à la prorogation des concessions des grandes dérivations hydro-électriques gérées par la société CVA, dans l’attente de s’attaquer à la question plus complexe de leur réattribution.
Au-delà du dialogue avec l’Etat, il est nécessaire de travailler de concert avec les collectivités locales de la Vallée d’Aoste afin de leur assurer des financements certains et à long terme: ce qui pourra assurer une programmation plus efficace des activités et des investissements, en raison aussi d’une distribution plus équitable des ressources financières, découlant de la concertation avec l’Etat ainsi qu’avec l’Union européenne.
Par ailleurs, afin de garantir une stabilité politique et une action de gouvernement plus déterminée et réellement incisive, il faut entreprendre un parcours sérieux portant à l’approbation d’une nouvelle loi électorale régionale abordant aussi la question de la représentation équitable des genres au sein du Conseil.
La poursuite de la coopération avec les autres Autonomies spéciales est incontournable afin de sauvegarder et valoriser notre spécificité. Il est aussi fondamental d’élaborer des initiatives à soumettre à la Commission Paritaire visant l’application de notre Statut et le renforcement de notre système juridique, y compris l’analyse et la prise en charge des thématiques les plus urgentes qui sont déjà en discussion à son intérieur, dans le but d’arriver à une solution à court terme.
Nell’ambito del solco tracciato, riteniamo sia importante proseguire, con tempistiche il più possibile certe, nell’iter di realizzazione di interventi e di approvazione di norme già programmate finalizzate al benessere ed allo sviluppo della comunità quali:

  • la costruzione del nuovo ospedale e l’adeguamento funzionale delle strutture sanitarie esistenti; 
  • la prosecuzione dell’iter già programmato per l’ultimazione del nuovo polo universitario;
  • l’approvazione del Piano regionale della salute e del benessere sociale per attuare così la programmazione dell’assistenza territoriale in Valle d’Aosta attraverso una nuova organizzazione finalizzata alla piena integrazione socio-sanitaria, rispettando le peculiarità del nostro territorio;
  • la prosecuzione nell’impegno di riduzione dei tempi delle liste di attesa, dando centralità al personale sanitario e incentivando il potenziamento del personale e l’attrattività del nostro sistema sanitario;
  • la prosecuzione della revisione delle norme a tutela delle persone con disabilità e dei loro caregiver e l’approvazione del piano pluriennale contro la violenza di genere;
  • l’approvazione di un’ampia ed articolata strategia per il lavoro, attraverso la sottoscrizione della “Alleanza per il lavoro di qualità in Valle d’Aosta”, l’approvazione del nuovo Piano di politica del lavoro 2024-2026 e la contemporanea prosecuzione del programma GOL, a valere sul PNRR, per favorire l’occupabilità dei lavoratori, con particolare riferimento a donne, giovani e persone più fragili per una concreta inclusione lavorativa, nonché la revisione del quadro normativo regionale sul sistema della formazione professionale e sui servizi al lavoro;
  • seguire l’approvazione dell’iter di definizione dell’atto aziendale dell’U.S.L.;
  • la prosecuzione del percorso di riorganizzazione dei servizi svolti dallo Sportello unico per le attività produttive e per le prestazioni di servizi attraverso il coinvolgimento della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales;
  • la prosecuzione dell’iter tecnico-giuridico-amministrativo finalizzato alla verifica di fattibilità per la realizzazione del collegamento intervallivo “Cime Bianche”;
  • il rafforzamento dell’immagine della Valle d’Aosta quale destinazione turistica di eccellenza, al fine di migliorarne il posizionamento nei confronti delle principali località concorrenti dell’arco alpino;
  • il completamento degli interventi per la piena operatività dell’aeroporto regionale;
  • la risoluzione delle problematiche relative agli adeguamenti contrattuali per il personale del Corpo Valdostano dei Vigili del fuoco e del Corpo Forestale della Valle d’Aosta relativamente agli aspetti previdenziali e le norme per la definizione dello stato giuridico ed il trattamento economico. 

Nel settore trasporti, occorrerà, altresì, approvare il Piano regionale dei trasporti e programmare gli investimenti per migliorare la mobilità sul territorio valdostano ed i collegamenti sul piano nazionale, europeo ed internazionale, anche attraverso l’implementazione del nuovo sistema di bigliettazione che consenta l’utilizzo di smartphone e carte di credito/debito
Sarà necessario, poi, definire con urgenza, insieme alla Regione Piemonte, Trenitalia e RFI, il progetto sostitutivo di trasporto pubblico necessario a non interrompere i collegamenti durante i lavori di elettrificazione della linea ferroviaria nel tratto Ivrea/Aosta ed, inoltre, portare a compimento l’acquisizione dei treni elettrici, valorizzando i finanziamenti statali per il materiale rotabile.
Si proseguirà con il sostegno degli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione, internazionalizzazione, produzione e servizi delle imprese, attraverso incentivi e servizi specialistici, così come si opererà con l’obiettivo di valorizzazione degli ambiti della strategia regionale di specializzazione intelligente.
Verrà, inoltre, garantito il sostegno alla creazione d’impresa attraverso l’attuazione della recente normativa regionale e l’attrazione degli investimenti a mezzo della revisione della legge regionale di settore.
Si dovrà poi proseguire nelle azioni di rilancio delle società partecipate presenti sul territorio regionale, anche mediante la programmazione di iniziative trasversali capaci di valorizzare il nostro territorio montano e le sue attività, i nostri servizi e l’indotto occupazionale dell’intera regione.
Quanto al settore turistico, un’attenzione particolare dovrà essere riservata, al fine di poter dare delle risposte alle istanze formulate dagli enti locali e dal settore nelle sue diverse articolazioni, alla prosecuzione nell’iter finalizzato all’approvazione della disciplina riguardante l’imposta di soggiorno, a quella relativa agli adempimenti amministrativi in materia di locazioni per finalità turistiche ed, infine, alle norme in materia di attività di accompagnatore di media montagna.
Quest’ultimo provvedimento riveste un particolare interesse da un punto di vista delle opportunità lavorative per i professionisti della montagna e per lo sviluppo di nuove professionalità.
Contestualmente dovrà prendere avvio la necessaria attività di concertazione utile a valutare la fattibilità della creazione di un Ente unico di promozione turistica, oltre che la prosecuzione delle azioni volte alla creazione di un marchio ombrello della Valle d’Aosta.
Occorrerà, poi, proseguire nell’ambito degli interventi a sostegno delle attività dei raggruppamenti di operatori turistici quale elemento di crescita delle nostre aziende, così come dimostrare una continuità di azione nel sostegno alle piccole attività commerciali presenti sul territorio, con particolare attenzione a quelle attive ed alla possibilità di nuove aperture nei piccoli comuni.
Tale azione dovrà essere, altresì, indirizzata verso una revisione della normativa in materia di commercio, con un’attenzione particolare, anche in termini di sostegno finanziario, alle imprese storiche per accompagnarne il ricambio generazionale e la loro riqualificazione.
Si lavorerà, inoltre, all’approvazione della norma che disciplina le agenzie di viaggio-tour operators, così come alla revisione delle disposizioni di legge relative ai complessi ricettivi all’aperto ed al turismo itinerante.
Allo stesso modo occorrerà intervenire mediante una revisione del sistema di classificazione delle strutture turistico-ricettive.
Inoltre, si proseguirà nella valorizzazione di tutte le potenzialità del territorio regionale ai fini della presentazione di candidature per manifestazioni di livello internazionale delle varie discipline sportive, valutando, nel contempo, la congruità del sostegno regionale e verificando la validità degli attuali strumenti a sostegno dello sport giovanile.

Per quanto concerne l’agricoltura occorrerà proseguire con l’attività volta ancora al sostegno dei giovani imprenditori agricoli ed alla promozione coordinata di tutte le produzioni locali, per una sempre migliore valorizzazione delle nostre produzioni DOP, DOC, IG e PAT.
Nell’ambito dell’attuazione delle Politica Agricola Comune (PAC), si proseguirà nel coinvolgimento delle varie associazioni di categoria anche al fine della comunicazione in merito ai vari bandi che potranno contribuire a rilanciare il settore.
Inoltre, occorrerà continuare nella valorizzazione degli alpeggi, quali punti di riferimento per il mantenimento del nostro territorio, così come provvedere alla revisione della regolamentazione dell’attività agrituristica e della multifunzionalità delle aziende agricole, in accordo con le associazioni di categoria.
Importanti valutazioni andranno svolte circa il sostegno diretto dell’Amministrazione in merito alle iniziative di nuovi impianti in ambito viticolo e frutticolo.
Occorrerà, poi attenzionare il cosiddetto “piano lupo” alla luce delle normative regionali, nazionali ed europee esistenti.
Sarà ulteriormente sviluppata l’azione di salvaguardia, tutela e gestione del patrimonio boschivo della nostra regione, anche attraverso le opportune risorse messe a disposizione dai fondi europei, anche nell’ottica della realizzazione di un’ampia filiera produttiva dai potenziali risvolti economici positivi.
Une réflexion est aussi nécessaire pour ce qui est de l’éducation et de la culture, dans le sillon des activités réalisées au sein des parcours de formation déjà entrepris et qu’il faut aujourd’hui perfectionner encore plus.
Notre particularisme, nos langues, notre histoire millénaire, nos traditions représentent en effet un unicum et l’école a le devoir de transmettre aux nouvelles générations le savoir qui en découle. Le but étant celui de former des élèves, indépendamment de leur parcours scolaire et de vie, pour qu’ils deviennent des acteurs du territoire et des citoyens conscients de leur identité, avec un sentiment d’appartenance à leur communauté et, en même temps, ouverts au monde.
L’école doit de plus en plus contribuer à la formation des nouvelles générations ainsi qu’à l’acquisition de compétences professionnelles et citoyennes, en développant des pratiques pédagogiques vouées à valoriser les attitudes individuelles et à favoriser l’apprentissage de tous les élèves, notamment le plus fragiles, aussi à travers les arts du spectacle, comme la musique, le théâtre, la danse, le cinéma.
Dans une région de montagne comme la nôtre, il faut attacher une attention particulière à la promotion des activités motrices et de la pratique sportive, même en milieu naturel, soit à travers les parcours pédagogiques traditionnels soit par des activités extracurriculaires.
Dans le sillon des nombreuses initiatives entreprises pour ce faire, nous voulons développer davantage les synergies entre tous les acteurs du territoire qui s’occupent des activités motrices, sportives et de découverte de la montagne, dans une démarche d’orientation formative.
Nous allons travailler pour que l’école puisse aussi offrir progressivement à ses enseignants et à ses élèves des opportunités de découverte et d’approfondissement de domaines qui sont généralement réservés aux parcours spécialisés ou extracurriculaires, comme ceux de l’oenogastronomie, de la culture et des traditions. Le but est celui d’augmenter des connaissances et des capacités spécifiques, qui sont très utiles dans une région à forte vocation touristique. Pour ce faire, nous proposons de concerner les différentes réalités économiques et productives du territoire afin de mettre en œuvre des parcours structurés et partagés.
Dans une logique de continuité, nous voulons aussi renforcer la formation des enseignants, en particulier dans les secteurs du numérique, de l’inclusion, de la révision de l’éducation technique et professionnelle et des disciplines scientifiques et technologiques (STEM), en valorisant la qualité professionnelle de tout le personnel.
Il est aussi nécessaire d’optmiser les importantes ressources attribuées aux écoles par le PNRR et par d’autres fonds de l’Etat et de l’UE afin de réduire le décrochage scolaire et créer de nouveaux milieux d’apprentissage, en concernant les familles, les collectivités locales et les associations du territoire par le biais d’une approche efficace, participative, coopérative et solidaire.
Italien, français, francoprovençal, titsch et töitschu sont les langues de notre terroir. La Vallée d’Aoste, cœur de l’Europe, doit faire trésor de ce particularisme linguistique comme point de départ vers l’ouverture à l’internationalisation. Pour ce faire le bi-multilinguisme doit être renforcé, dès l’enfance, afin de valoriser encore plus le potentiel d’apprentissage des élèves pour développer des compétences fondamentales dans notre région à forte vocation touristique. Cela peut se réaliser aussi à travers des projets Erasmus, eTwinning, projets transfrontaliers, mobilité des élèves et des enseignants visant la connaissance et le respect de la diversité culturelle et linguistique.
On devra, ainsi, coordonner et soutenir tous les protagonistes de la complexe réalité culturelle valdôtaine à commencer par la relance et la valorisation des anciennes sociétés savantes jusqu’à la valorisation de nouvelles formes de culture des jeunes.

Avvalendosi delle già attivate collaborazioni esterne finalizzate alla verifica dello stato e delle prospettive della “macchina amministrativa”, una nuova sfida sarà quella relativa alla riorganizzazione dell’Amministrazione regionale, innovandola e valorizzandone il ruolo centrale per la crescita e lo sviluppo della comunità, al fine di renderla più efficiente, più attrattiva a livello occupazionale e pronta così ad affrontare i cambiamenti in corso.
Quanto detto si svilupperà con l’obiettivo di migliorare la qualità e le tempistiche nei rapporti tra Regione, cittadini e imprese, anche utilizzando al meglio le opportunità provenienti dall’innovazione digitale.
Tutto ciò potrà tradursi in un rinnovato spirito di appartenenza e di orgoglio del personale, laddove anche la politica sappia trasmettere segnali di stabilità, di coerenza e di programmazione.
Si dovrà poi saper cogliere le nuove sfide derivanti dai cambiamenti sia climatici che demografici e sociali, con nuove politiche e con interventi strutturali, ponendo particolare attenzione alle iniziative da intraprendersi nei confronti delle fasce più deboli.
Occorrerà fronteggiare le necessità derivanti dai nuovi bisogni sociali ed economici che stanno rendendo alcune fasce di popolazione più fragili e vulnerabili, attivando misure economiche e di accompagnamento sociale funzionali sia a soddisfare i bisogni contingenti sia a fornire strumenti utili ad incentivare e sostenere in prospettiva la riattivazione sociale delle persone.
Sarà necessario affrontare, altresì, il tema dell’invecchiamento della popolazione e dei bisogni socio-sanitari attraverso un’ancòra maggiore diffusione sul territorio della domiciliarità e dell’assistenza socio-sanitaria, quali punti di forza per favorire il più possibile il benessere e la cura delle persone anziane presso le proprie comunità.
Occorrerà, poi, favorire la natalità anche in un’ottica di sviluppo economico-sociale, supportando le famiglie giovani con strumenti economici e di sostegno alla conciliazione ai tempi di cura e di lavoro, tenendo presente le particolari caratteristiche del nostro tessuto produttivo e del mercato del lavoro.
Sarà necessario, inoltre, proseguire nella costruzione di un sistema di accompagnamento alle persone giovani con disabilità in uscita dei percorsi scolastici, in collaborazione con il terzo settore, che tenga conto delle potenzialità e aspirazioni di ognuno.
In ambito ambientale, occorrerà intervenire con la definizione di pronte azioni di contrasto in merito alla crisi idrica, predisponendo un accurato censimento delle fonti idriche e dei bacini sul territorio regionale finalizzato all’elaborazione di un adeguato piano di misure organizzative e di interventi volti a mitigare gli effetti della siccità, tra i quali la realizzazione di bacini di accumulo multifunzione (agricoltura, antincendio, innevamento e turismo, ecc.).
L’approvazione in tempi rapidi del Piano di tutela delle acque, già presentato e discusso in Commissione, permetterà di definire le linee idonee a bilanciare le esigenze di tutela, di valorizzazione e di utilizzo delle risorse idriche, da cui discenderanno nuovi scenari nella gestione della primaria risorsa che la comunità valdostana possiede.
Si dovrà, altresì, proseguire nell’ambito degli interventi finalizzati alla gestione dei fenomeni franosi da affrontare con efficacia e rapidità.
Fondamentale importanza rivestirà, poi, il sostegno alla transizione energetica del sistema socio-economico e l’incremento dell’autonomia energetica del territorio, la promozione di una progressiva decarbonizzazione, attraverso la riduzione dell’uso delle fonti fossili, il sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, lo sviluppo di nuovi vettori energetici da fonti rinnovabili come l’idrogeno, la promozione e lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo collettivo, il miglioramento dell’efficienza energetica del patrimonio pubblico e privato, nonché dei processi produttivi, anche attraverso l’approvazione e l’attuazione del nuovo Piano energetico ambientale regionale.
Necessaria sarà, poi, la definizione di un efficace coordinamento delle azioni del PNRR per la massimizzazione dei risultati già ottenuti attraverso una corretta sinergia tra Regione ed enti attuatori e per accrescere le potenzialità di acquisizione di risorse del nostro territorio, con formule di supporto amministrativo a favore degli enti locali.
Inoltre occorrerà operare al fine di potenziare i centri di ricerca del territorio per consolidare e sviluppare relazioni con il sistema imprenditoriale, con l’obiettivo di realizzare un unico soggetto regionale competente e rafforzare i processi di collaborazione tra imprese, Università, centri di ricerca e poli di innovazione.
Ciò potrà avvenire anche attraverso la promozione di una “Zona franca per la ricerca”, nell’ambito del quadro nazionale di riferimento, quale opportunità di investimento, crescita e di attrattività per nuove imprese e nuove professionalità.
Si provvederà, altresì, all’avvio di una procedura partecipata per la scrittura della nuova legge regionale che disciplini il settore dell’artigianato di tradizione e, nel contempo, riesca a valorizzarlo al meglio ed a supportarlo con il coinvolgimento rinnovato dell’Institut valdôtain de l’artisanat de tradition.
Per quanto attiene al settore degli impianti a fune sarà necessario procedere con il finanziamento degli investimenti per il rinnovamento e la riqualificazione del parco impianti dando priorità alle linee funiviarie strategiche. 
Verranno, altresì, implementati i progetti e le azioni per il mantenimento dell’offerta sinergica e coordinata dello sci nelle piccole località.

Parallelamente dovranno, altresì, continuare in armonia con l’azionista di maggioranza Finaosta gli approfondimenti in merito ad una futura gestione unitaria dei grandi comprensori al fine di una più forte e sinergica pianificazione commerciale verso i mercati nazionali ed internazionali e per creare economie di scala e nuovi e più efficienti approcci organizzativi.
Occorrerà definire un nuovo modello normativo e organizzativo per la gestione del patrimonio immobiliare industriale della società Vallée d’Aoste Structure s.r.l. attraverso un processo di riordino, innovazione e semplificazione dell’attuale disciplina regionale in materia, avviando con la stessa società un confronto volto ad una valorizzazione sempre maggiore degli spazi a sua disposizione come potenziali attrattori di nuove iniziative imprenditoriali compatibili con il nostro territorio e le nostre peculiarità.
In un’ottica di attenzione verso l’importante funzione che riveste la previdenza complementare nel contesto attuale, si lavorerà per promuovere ulteriormente le iniziative messe in campo dal fondo pensione complementare regionale Fondemain, anche nell’ottica del mantenimento nella nostra regione di importanti flussi finanziari e di un importante ed efficace servizio verso il mondo dei lavoratori, sia pubblici che privati.
Per quanto concerne il Casinò, sarà necessario avviare una riflessione in merito al suo futuro modello di gestione dopo la chiusura del concordato.
Nel concludere la presentazione di queste linee programmatiche credo sia opportuno sottolineare come questo documento, sicuramente perfettibile, non voglia rappresentare un semplice elenco di buoni propositi, ma sia il frutto di una puntuale conoscenza delle tematiche che assumono particolare importanza per l’intera comunità, essendo il nostro principale obiettivo quello di attivarsi per rispondere a queste esigenze.
Al fine della piena attuazione del programma sarà, comunque, necessario un confronto costante e trasparente con le varie associazioni di categoria, con le parti sociali e con le organizzazioni sindacali, favorendo la più ampia partecipazione in un processo inclusivo per l’acquisizione di elementi migliorativi.
Si ritiene, infine, essenziale, anche in relazione alla composizione numerica di questa maggioranza, l’avvio di un confronto franco e costruttivo con tutte le forze rappresentate in Consiglio regionale in merito agli argomenti sui quali è necessario trovare un accordo, così come su alcuni punti programmatici in relazione ai quali è essenziale trovare delle convergenze che possano dare delle risposte alle concrete aspettative della nostra comunità.
E’ in effetti fuor di dubbio come ci siano tematiche che non hanno colore politico ed alle quali ogni Amministratore, indipendentemente dal proprio posizionamento partitico, è chiamato ad approcciarsi con responsabilità e senso del dovere nell’interesse esclusivo della comunità valdostana.
Con questo auspicio, confidiamo di poter amministrare con trasparenza e collaborazione per il restante periodo della presente legislatura».

Testolin ha annunciato la Giunta:

  • Luigi Bertschy (AV-VdAU) allo sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, con funzioni di Vicepresidente della Regione
  • Luciano Caveri (AV-VdAU) agli affari europei, innovazione, PNRR e politiche nazionali per la montagna
  • Marco Carrel (PlA) all’agricoltura e risorse naturali
  • Jean-Pierre Guichardaz (FP-PD) ai beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali
  • Davide Sapinet (UV) alle opere pubbliche, territorio e ambiente
  • Carlo Marzi (SA) alla sanità, salute e politiche sociali
  • Giulio Grosjacques (UV) al turismo, sport e  commercio

Hanno preso la parola i consiglieri Mauro Baccega (FI), Andrea Manfrin (Lega VdA) e Erika Guichardaz (PCP) che hanno rappresentato l’esigenza di leggere il programma di governo prima di potersi esprimere.

A seguito di una conferenza dei capigruppo la seduta è stata aggiornate alle ore 14.30.

Il dibattito

Sul programma di governo presentato dal candidato alla Presidenza della Regione, Renzo Testolin, c’è stato un ampio dibattito politico.

«Penso che chi ha criticato l’agire della Lega VdA in questi anni, si dimentica spesso che, con chi ha voluto, ci siamo sempre focalizzati sui programmi, sull’affrontare i problemi concreti. Siamo sempre stati aperti, cercando il confronto politico per rispondere alle esigenze della popolazione – ha evidenziato il vicecapogruppo della Lega VdA, Stefano Aggravi –. Il programma presentato oggi più che all’insegna della continuità è, in sintesi, quello già siglato con il movimento PCP a suo tempo e che ha generato la crisi del maggio 2021. La nuova struttura dell’amministrazione proposta dal Governo mi lascia molto perplesso. Che senso ha aver messo la “cassa” in capo al “vertice” travalicando un confine molto importante nella gestione della cosa pubblica? Credo opportuno che l’insieme di governance, gestione e “guardiania” debba essere separato e stabile nel tempo rispetto alla Presidenza. Stiamo assistendo all’arrivo di una sorta di “monarchia regionale” con deleghe misteriose tipo le politiche nazionali della montagna, quelle sul PNRR e delle politiche per le relazioni intergenerazionali. Ci sono poi alcune riforme mancate come quella degli enti locali che peserà molto sulle nostre comunità, sulle tasche dei cittadini. C’è bisogno di un cambio di passo, ma noi vediamo solo una mancanza di coraggio ovvero una dimostrazione di debolezza politica. Siamo di fronte a una maggioranza portatrice di visioni molto diverse che dovranno essere conciliate tra loro. Io su questo ho qualche dubbio: 19 è il numero giusto per fare tutto questo? Ecco, la soluzione che viene proposta in quest’Aula altro non fa che riproporre problemi ben conosciuti e insidie stabilmente già presenti. Storie, che ci hanno portato fin qui.»

Per il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, «oggi assistiamo alla nascita di un governo “minestrone”: non di quelli ben assemblati, ma di quelli con ingredienti poveri e male amalgamati. È il frutto di una fusione a freddo di forze politiche che hanno dimostrato una scarsa coesione con differenze di vedute anche accese che hanno provocato il lento consumarsi della maggioranza. Oggi, con gli stessi numeri di allora si ritiene che il Governo possa affrontare le numerose sfide sul tavolo. Il programma rimane quello vecchio: l’unico aggiornamento è rappresentato da priorità che sono delle mere esecuzioni di stile, delle frasi ad effetto. I punti sono carenti di motivazione e non si spiega come realizzarli. Si parla di rilancio delle liste di attesa, ma come si darà centralità al personale sanitario, come si potenzierà l’attrattività? Non è sufficiente annunciare un’azione perché questa si realizzi. Si vuole porre attenzione alle fasce deboli della società, ma non c’è nemmeno una riga sul problema dell’edilizia residenziale e dell’emergenza abitativa, sui rincari delle bollette. Riguardo alla suddivisione delle deleghe assessorili, risulta evidente che i problemi individuati riguardano solo gli Assessori uscenti: tutti si vedono cambiare le deleghe, alcuni con dei dimagrimenti importanti, altri vengono addirittura espulsi. Barmasse e Lavevaz restano a secco, quasi si volessero imputare loro tutte le responsabilità. L’unico vero vincitore di queste trattative è l’Assessore Marzi che – unico componente del suo gruppo – ha una delega pesante come quella della sanità e politiche sociali. Oggi la maggioranza è di 17 + 2, dove i due sono il Presidente Bertin e il Consigliere Padovani, che hanno sempre dimostrato un’avversione nei confronti del gruppo Pour l’Autonomie ed in particolare di Rollandin, che invece oggi si appresta ad entrare in maggioranza. Dov’è la coerenza?»

«Con un’altra legge elettorale, nel 2020, il Governo di centro-sinistra, non sarebbe mai stato varato – ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Poi, le dimissioni della collega Minelli hanno aperto una “via crucis” con 21 stazioni: 21 mesi di interim di un Assessorato molto importante e un percorso caratterizzato da varie crisi e un tentativo di ricostituire una maggioranza con la Lega. Le elezioni politiche del 2022, in cui la popolazione ha espresso il suo favore al centro-destra, hanno rafforzato all’interno dell’Union Valdôtaine il sentimento di creare un’alleanza con questo polo che, nuovamente, non è andata a buon fine. Adesso, a metà Legislatura, siamo di nuovo a ricominciare da capo con l’ingresso di Pour l’Autonomie in maggioranza. Il tutto assume i connotati di una grande surrealtà: si è affermata la linea politica del Presidente Lavevaz che voleva mantenere l’alleanza con il centro-sinistra affidandola però a soggetti che, invece, erano a favore di un’alleanza con il centro-destra. Qual è la ratio di questa proposta? La Valle d’Aosta oggi vive un momento di profonda difficoltà ed è chiamata a sfide importanti e difficili. È solo rafforzando l’economia che si rafforza l’autonomia. Per fare tutto questo c’è un grande bisogno di riforme rapide che portino alla semplificazione dell’azione amministrativa e questa nuova redistribuzione di ruoli e competenze tra i vari Assessori non gioca a favore del tempo. Chi si alza la mattina per andare a lavorare non è interessato dalle réunions, mero esercizio di stile, che non hanno effetti positivi sulla popolazione.»

«Testolin questa volta ha accettato l’incarico dopo averlo rifiutato qualche mese prima – ha detto la capogruppo di PCP, Erika Guichardaz -. Ha spostato Assessori, imbarcato PlA, elaborato dieci punti programmatici principali e un programma di Legislatura, totalmente in contrasto con quello del 2020. È una farsa: si sta cercando di far passare questa nuova Giunta come la soluzione ad una crisi, mentre tutto questo arriva dalle dimissioni di Lavevaz avvenute a seguito della sfiducia dei “colonnelli”. Consiglieri che sembrava cercassero la virata a destra, mentre forse ambivano ad altro. Non c’è nessuna visione progressista: come si fa a giustificare una Giunta senza nemmeno una donna? Siamo l’unica regione d’Italia. Ci sono documenti fermi che stazionano nelle Commissioni da anni, come il PTA, il PTP, il Piano per la salute e il benessere sociale: perché non sono stati approvati fino ad oggi? Si parla del nuovo ospedale, ma è solo un’accozzaglia di cui ad oggi non conosciamo i costi complessivi; si parla di Vigili del fuoco e di Corpo forestale, ma in modo minimale e incompleto; quattro righe sulla questione sociale dimenticando la casa e il caro energie. Le sfide dei cambiamenti climatici, quali sono? Il ristorante in cima al Couis o il condominio di Cervinia? Sull’istruzione, dimenticata nelle priorità, mancano le vere emergenze: non si tocca il problema delle palestre e dell’edilizia scolastica, dei bidelli e delle segreterie scolastiche, non si affronta la questione della stabilizzazione dei precari. Ci sono temi che sono completamente scomparsi, come la presenza mafiosa nella nostra regione, la riduzione degli emolumenti del Presidente del Consiglio, i rifiuti e la discarica di Pompiod. Fuori di qui, c’è gente che non arriva a fine mese: oggi si sceglie di cambiare tutto per non cambiare nulla e intanto le emergenze continuano. Non ci siamo mai sottratte al confronto, anche con chi sta al di fuori di quest’Aula, che deve essere ascoltato soprattutto sui grandi temi, ma siamo in aperto contrasto con questa nuova composizione della Giunta.»

Sugli aspetti programmatici il consigliere Mauro Baccega (FI) ha rilevato: «Si parla di un programma di continuità che però dimentica o non approfondisce tanti temi e presenta una serie di ripetizioni rispetto a quello precedente, senza grandi idee, in cui non si intravede nessuna efficacia dei programmi, del lavoro, del fare. La “désunion valdôtaine” ha prodotto questi dieci punti ma il “foglio bianco” più che riempito di contenuti sembra che servisse a individuare gli attori. La maggioranza pensa di concludere la crisi politica cominciata nel 2021 con le dimissioni dell’Assessora all’ambiente e che passa dal Conseil Fédéral dell’Union Valdôtaine che ha deciso di mantenere ferma l’alleanza con il centro sinistra, rientrando alla casa madre. Il aurait été plus facile de consolider les interlocutions politiques avec le Gouvernement central. E, invece, la maggioranza ha scelto ancora una volta il centro-sinistra. Gli scenari sicuramente cambieranno, probabilmente nascerà un nuovo schieramento autonomista con il rientro di tutte le compagini nell’UV ma, anche ammesso, le forze autonomiste dovranno scegliere con chi presentarsi alle prossime elezioni amministrative. È sempre più importante porre mano alla legge elettorale per dare voce agli elettori, per metterli in condizione di scegliere chi sarà il loro Presidente. Voi chiedete un confronto franco e costruttivo su argomenti centrali. Per quanto ci riguarda abbiamo dato il nostro contributo per trovare soluzioni condivise senza ricevere la giusta attenzione nei confronti di alcune nostre iniziative che richiedevano un intervento urgente e prioritario. Mentre l’Italia guarda al Centro destra che governa il Paese la Valle d’Aosta si schiera a sinistra.»

«Oggi dopo 31 giorni di blocco di una regione – ha sostenuto la consigliere Raffaella Foudraz (Lega VdA) – ci ritroviamo con la ricomposizione di un governo che ha il sapore di una minestra riscaldata. Più o meno le stesse figure che hanno governato fino ad oggi, eccezion fatta per poche new entry, e siccome hanno governato bene portando avanti numerosi dossier, vengono giustamente premiati con un cambio di Assessorato. Questo walzer di poltrone, con in scena grossomodo gli stessi protagonisti, naturalmente avviene non per una mera spartizione delle poltrone in base ad accordi senza un vero progetto di crescita, ma solo e solamente per il bene dei valdostani. E vogliamo dimenticare la nostra sanità? Dove un Assessore che dovrebbe avere le giuste competenze del settore, viene messo da parte per essere sostituito da un appartenente ad una forza politica a cui si deve dare il giusto risalto per mantenere in piedi una maggioranza che non ha gli stessi obiettivi e non è così coesa.Inoltre bisognerebbe tenere conto che tutti questi cambiamenti interessano anche parte del personale che muove la macchina amministrativa regionale, con la conseguenza che il lavoro viene rallentato e intanto i valdostani aspettano provvedimenti che possano dar loro un po’ di respiro in questo difficile momento di crisi sociale ed economica. Ritengo che questi 28 mesi siano stati i peggiori dello scenario politico valdostano a partire dal 1946, avete saputo scrivere le peggiori pagine della politica nel nome del bene dei valdostani: io mi auguro ve ne siano grati e riconoscenti.»

«Ribadisco il giudizio negativo espresso da PCP su questo programma che presenta vari aspetti critici – ha dichiarato la consigliere Chiara Minelli -. La candidatura del consigliere Testolin nel 2020 aveva incontrato l’opposizione di PCP ma anche di VdA Unie, non solo perché coinvolto in un’indagine sul condizionamento elettorale della ‘ndrangheta, ma basata anche sulla motivazione che non è accettabile il criterio di affidare l’incarico a chi ha prevalso nella lotteria delle preferenze individuali. Il cambiamento di tutte le deleghe degli Assessori (con cinque persone confermate) è altrettanto critico, perché non consente continuità amministrativa: sarebbe bastato cercare eventualmente, anche all’esterno, un Assessore alla sanità e nominare l’Assessore all’ambiente e trasporti, mancante da quasi due anni. In ogni caso, i risultati sono molto discutibili e la scelta di concentrare sul Presidente dei compiti importanti come quelli delle finanze e delle partecipate non è condivisibile. La maggioranza precedente, giustamente, aveva voluto che fosse essenzialmente un coordinatore mentre qui si decide che Testolin fa per tre. La scelta degli Assessori dovrebbe essere il più possibile per competenza sulla materia specifica: qui sembra, invece, che sia stato applicato il criterio inverso, ad esempio per la sanità, dove si fa a meno di un medico: la verità è che si sono volute coprire le caselle secondo il metodo Cencelli in versione rossonera. Assistiamo poi a una mera elencazione degli obiettivi programmatici senza un’indicazione concreta di come raggiungerli. Insomma si agisce alla giornata: l’assenza di un programma dettagliato e operativo non consente quell’azione incisiva di cui ha bisogno la nostra regione. La réunification unioniste sventolata in modo indecoroso in questo periodo è solo un’operazione per coprire giochi di potere della politica valdostana realizzati con la stampella di FP-PD. Oggi si certifica il fallimento di quel rinnovamento promesso nel 2020 dall’UV, con la gestione Lavevaz.»

Il consigliere Diego Lucianaz (Lega VdA) ha auspicato che «arrivi in fretta in Commissione la riforma della legge elettorale. Riguardo alla ferrovia, si parla di treni nuovi, elettrici, ma che andranno alla stessa velocità della prima locomotiva che arrivò due secoli fa ad Aosta, mentre l’idrogeno si preferisce lasciarlo agli altri. Si parla poi di piena operatività dell’aeroporto: ricordo che non c’è neanche un volo di linea in arrivo, se non ci fosse l’elicottero della Protezione civile, sarebbe come il deserto dei tartari. Non si vuole affrontare la tematica dei rincari autostradali, della mancanza dei parcheggi: forse si vuole solo punire gli automobilisti. Sono a favore di un nuovo ospedale, dove non ci sia traffico caotico come quello in via Roma, dove ci sia un parco, atterri l’elicottero, il minimo vitale per i malati: invece, c’è una accozzaglia di elementi che continuano ad aggiungersi all’esistente. Anche sul piccolo commercio, ci sono buone intenzioni, siamo in attesa. Sur la question de la langue française, je partage les considérations du Conseiller Testolin, mais on n’a pas choisi le bon Assesseur: d’après ce que nous avons vu pour la future Saison Culturelle, je crains que le Conseiller Guichardaz ne pourra pas assumer la besogne. A qualcuno piace sguazzare nei milioni che arrivano dai tanti fondi europei. “Agile Arvier” dimostra che le criticità son forti, è un esempio di quanto sia problematico attuare compiutamente i programmi next generation EU, ma attenti all’ingordigia perché a forza di ingozzarsi si stramazza.»

«Se il programma è diverso da quello precedente, i 17 Consiglieri che lo hanno appoggiato in passato si smentirebbero, ma se il programma è uguale, l’ingresso di PlA è minato dall’imbroglio nei confronti di questo stesso movimento. Oppure il programma è volutamente fluido per adattarsi ai vari equilibri. Un documento così formulato non ha alcun interesse per noi – ha commentato il consigliere Luca Distort (Lega VdA) -. In questo periodo così delicato, siete reduci da una maggioranza traballante, frutto dell’assenza di un minimo comune denominatore dal punto di vista ideologico e l’eterogeneità di visioni è emersa con l’uscita dal governo della collega Minelli. Anziché riprogettare, dare un nuovo assetto, si è pensato oggi di rimescolare e stabilire un altro ordine con nuovi esperimenti di spartizione dei ruoli, con una forza politica che viene in soccorso per puntellare una maggioranza debole e orientata a sinistra. Questo è il sentire comune anche di persone all’interno delle vostre rispettive forze politiche. La maggioranza che si configura ora è ancora più vulnerabile di prima perché i rapporti di forza si sono spostati da una maggioranza a 18 a una maggioranza a 15 + 2 + 2 visto che ci sono componenti dell’area PD che sono avversari storici del Consigliere Rollandin. Anche questa sarà dunque una maggioranza abitata da fazioni conflittuali tra di loro e questo non ha niente a che fare con il progetto di stabilità che si dice sia stato ricercato in questo ultimo mese. Questa diversa maggioranza genera effetti collaterali sulla macchina amministrativa che dovrà riorganizzarsi ancora una volta adeguandosi alla nuova geometria politica e sulla società valdostana. Mi auguro che possiate essere artefici di una realtà che, almeno, non deluda perché l’obiettivo finale non è l’arena politica ma la comunità valdostana. Voi vi trovate, senza possibilità di soluzione, sulla linea tra il delicato confine tra la soluzione temporanea e l’errore permanente.»

Le consigliere Claudio Restano (GM) a revendiqué que «pendant cette première partie de la Législature nous avons été des alliés fiables, correctes avec notre identité démocratique, libérale et réformatrice. Anche se Evolvendo è un sodalizio culturale, intendiamo giocare un ruolo propositivo: vogliamo sostanziare il nostro impegno civico in maniera efficace, vogliamo continuare la politica con mezzi diversi da quelli utilizzati fino ad ora, veicolando idee e progetti e trovando utili convergenze con i soggetti che vogliono dare vita alle riforme ora parcheggiate sul binario delle buone intenzioni. Il recente annuncio dell’UV di voler ripristinare un tavolo di confronto sulla réunion riservato solo agli autonomisti storici, a qualcuno è parsa un’improvvida caduta di stile, perché oggi coinvolgerebbe solo il 30% degli eletti in Consiglio e non vede ad oggi la partecipazione del PlA di Rollandin, l’autonomista per eccellenza. Noi ci rendiamo disponibili a dire la nostra, auspicando che gli autonomisti non si impantanino nella ricerca di nuovi principati da inventare. Non crediamo di essere l’ombelico del mondo, ma dichiariamo la nostra disponibilità a dialogare con tutte le forze politiche che vogliono praticare la cultura dei risultati, al posto di quella delle chiacchiere. Come procedere ora? Aprendo una nuova fase ricostituente, quella della seconda Autonomia. Ci è spiaciuto riscontrare nel decalogo di governo la mancanza al primo punto del tema dell’Autonomia e della zona franca. Su questo tema rischiamo di farci superare da chi nel Governo Meloni ha presentato un progetto di legge sull’autonomia differenziata. Sul programma di governo, i punti programmatici lasciano dei dubbi interpretativi: l’approccio è quello del rilancio, lasciando intendere che prima ci sia stato del lassismo. Manca totalmente il rapporto con Roma attraverso i nostri parlamentari. Sulla sanità, vedo confusione politico-amministrativa: il collegamento tra ambiente e sanità è fondamentale e l’esperienza del Covid ce lo ha insegnato, ma di questo non c’è traccia nel programma. Non si è parlato di sport, ma sport è turismo e salute: il futuro è lo sport di cittadinanza, dei disabili, degli anziani.»

Il consigliere Erik Lavy (Lega VdA) ha definito «vitale per la Valle d’Aosta, la nascita di questo nuovo Governo di cui però ci chiediamo l’utilità. Fino ad ora, l’Amministrazione è stata immobile e nel corso del tempo ha perso pezzi della sua maggioranza. Il programma che ci è stato illustrato contiene molto di quello precedente e noi ci chiediamo cosa sia stato fatto in questi due anni e mezzo? Che risultati ha portato il Governo precedente? Per cosa sarà ricordato il Governo Lavevaz? Così come quello Testolin saranno ricordati per il nulla. Anche la divisione delle deleghe ci lascia perplessi sull’azione esercitata fino a ora dai vari Assessori che, riconfermati in gran parte, sono però stati destinati ad altri ruoli. Credo che avrebbero dovuto dimostrare un minimo di orgoglio e difendere la bontà del loro operato, anziché accettare supinamente i cambiamenti. Questa politica sa parlare di poltrone, ma cosa sa fare concretamente? Non credo che assisteremo a nessun tipo di cambiamento perché la voglia di lavorare su determinati dossier è sempre la stessa. Questo genere di giochi non vi porta il favore dei valdostani: li allontanerà ulteriormente dalle urne. Dovrete confrontarvi con i cittadini, le imprese, le famiglie e dipendenti regionali che attendono da voi risposte rapide e concrete. Non credo che oggi si possano sentire rappresentati da questo Governo. Si tratta di una maggioranza silenziosa di valdostani che saprà giudicare il lavoro svolto e darà il suo responso nelle urne.»

«Le elezioni amministrative del 2020 hanno sancito chiaramente il vincitore: la Lega – ha sottolineato il consigliere Simone Perron (Lega VdA) -. Poi, la mancanza di altri interlocutori nella nostra area ci ha penalizzati nella costruzione di alleanze mentre il frastagliato mondo autonomista, attualmente al Governo, non ha avuto un riscontro tale da giustificarne il suo ruolo attuale. Fin dall’inizio, la sinistra è stata divisa sulle scelte da compiere ma ha imboccato la via del compromesso, supportando la nascita di questa maggioranza. L’esito delle elezioni politiche del 2022 ha poi premiato il centro-destra in gran parte dell’Italia. La Valle, anziché cercare convergenze con questo polo, propone oggi, ancora una volta, un governo risicatissimo di centro-sinistra che potrà contare solo su un rappresentante a Roma. Il futuro della nostra regione, della nostra autonomia si giocherà in buona parte anche fuori dai confini valdostani ed è vitale essere presenti e portatori della nostra posizione in questi luoghi. Non si tratta solo del Governo centrale ma anche di far sentire la nostra voce in Europa evitando che la nostra autonomia finisca in mano alle euro burocrazie di Bruxelles, oggetto di interessi da parte delle lobby e di Stati stranieri. Il mondo autonomista ha accarezzato l’idea dell’Europa delle Regioni che non si è mai realizzata. Non possiamo andare avanti facendo finta che queste cose non esistano. Noi siamo pronti ad attuare il cambiamento, forti dei risultati elettorali, ma, per la seconda volta nella Legislatura, la decisione dei valdostani è stata ignorata e disattesa.»

«Ancora una volta i cittadini devono assistere all’ennesimo cambio del Governo regionale: un governo che non avrà vita facile, perché con l’ingresso di PlA si cambiano deleghe e incarichi, ma basterà tutto questo? – si è chiesto il consigliere Christian Ganis (Lega VdA) – È triste che la volontà popolare scaturita dalle urne nel 2020 sia stata ancora una volta disattesa. È chiaro ed evidente che per dare stabilità, ci vuole una nuova legge elettorale: una legge che non deve essere partorita in fretta e furia, ma elaborata congiuntamente tra tutte le forze politiche valdostane. La Lega continuerà a lavorare in maniera costruttiva e propositiva per sostenere i cittadini valdostani: questo è il nostro modo di fare politica. Questo Governo troverà difficoltà perché sono i numeri che contano: la nostra regione ha bisogno di essere rappresentata da una politica forte e coesa, perché la guerra e la pandemia, i rincari e la crisi economica hanno messo in ginocchio i valdostani. La politica deve recuperare credibilità agli occhi dei cittadini valdostani. Riguardo ai temi, rilevo che il commercio ha bisogno di una revisione della norma regionale, che è obsoleta perché non tiene conto delle problematiche odierne. Ricordo poi che il marchio ombrello e la creazione di un ente unico di promozione turistica erano già presenti nel programma di inizio Legislatura, ma non sono mai stati portati a termine: forse perché qualcuno se ne è dimenticato? La legge “lupo” è stata approvata ma ad oggi nulla è cambiato: gli agricoltori sono colpiti da questa presenza così come la fauna selvatica.» 

«Mi chiedo come potrebbe reagire un elettore mediamente informato sulla politica che, avendo ben compreso che con una maggioranza a 18 o 19 non si può governare efficacemente e non si fanno grandi riforme, oggi si trova a constatare che, dopo tutto questo attendismo, si fa un’altra maggioranza a 19 – ha dichiarato il consigliere Paolo Sammaritani -. E, come mai il Presidente in pectore Testolin solo, quattro mesi fa, non andava bene per il malumore degli alleati che fanno parte della maggioranza attuale e oggi invece si? Questo, oltre alle dichiarazioni dell’Union Valdôtaine che mettevano in guardia contro un sistema politico accentrato, lo porterebbero a chiedersi qual è la coerenza di aver messo nelle mani di una sola persona tante cariche di rilevanza centrale. E ancora, se il Presidente Lavevaz parlava dell’efficienza dell’azione amministrativa del suo Governo perché si è dimesso? Sono sicuramente valutazioni ingenue e fondate più sul buon senso che sulle raffinate strategie politiche. Oggi questa maggioranza a 19 è superiore solo di una persona in più rispetto a quella che ha affossato la Giunta Lavevaz. La réunification sembra essere diventata non un fine ma un mezzo necessario per giustificare l’immobilismo amministrativo e politico che viene nobilitato da un fine superiore e non si sa quando si realizzerà. Ma l’elettore medio si attende risposte immediate. Se è così che si pensa di avvicinare le persone alla politica il risultato sarà esattamente l’opposto e non ci si deve stupire se l’astensionismo elettorale aumenterà ancora di più.»

Il capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, non ha nascosto che avrebbe «gradito una soluzione diversa: una adesione trasversale ad un progetto, in modo da non avere degli steccati ideologici, perché la Valle d’Aosta deve essere davanti a tutto. Questo blocco di destra e di sinistra non è più attuale: è una questione di credibilità, come lo dimostra ora la Meloni che rappresenta il sentimento popolare che dà garanzie. Non avrei trovato anomalo che fino al 2025 ci fosse un Governo che raccoglieva una serie di istanze e che su alcuni argomenti avesse un comune sentire. Il dibattito di oggi era ampiamente prevedibile, ma sono stato infastidito che sul tavolo degli imputati ci fosse l’Union, come se tutti i problemi siano da attribuire all’UV. Noi Consiglieri dell’UV, sette eravamo e sette siamo rimasti: coloro che oggi ci accusano, sono affetti da nomadismo e hanno cambiato diverse casacche. Anche se le decisioni assunte dal mio Movimento sono diverse, io faccio parte dell’UV e ci rimango perché ritengo che la coerenza non vada dichiarata ma vada praticata. Io ritengo che la Lega e la minoranza abbiano dato un contributo importantissimo: penso al periodo Covid, quando abbiamo lavorato insieme per cercare di dare delle risposte. Nei programmi bisogna scrivere cose sostenibili, senza prendere in giro le persone: sulla zona franca oggi dobbiamo ottimizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione, così come dobbiamo dare una rappresentazione corretta della nostra Autonomia, evitando di vantarci di risultati che non sono imputabili al nostro lavoro, ma a quello di qualcun altro. Noi vogliamo agire per impedire la povertà, per dare lavoro, per dare risposte. In questi mesi, il prodotto “neve” è quello che dà da mangiare a migliaia di persone che scelgono la Valle d’Aosta per sciare: le scelte che facciamo non sono quindi per cementificare ma per permettere ad una comunità di sopravvivere. Prendo atto che c’è la disponibilità della Lega a dialogare sui temi: cerchiamo di dare il meglio di noi stessi per dare risposta alla comunità.» 

«Non stiamo andando in soccorso a nessuno ma continuiamo a dialogare per cercare di risolvere i problemi concreti che interessano la nostra regione – ha sottolineato il capogruppo di PlA, Marco Carrel -. La nostra azione in Aula è sempre stata finalizzata a dare risposte alla popolazione. Il percorso compiuto in questo ultimo mese ha visto il Presidente incaricato ad accogliere quelli che, secondo noi, sono i punti fondamentali dell’azione amministrativa. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere i risultati che ci siamo prefigurati. La Commissione paritetica, che ad oggi non ha fornito le norme di attuazione su cui ci siamo concentrati in questi due anni e mezzo, deve essere più vicina al Consiglio e alla Giunta regionale per tradurre le nostre esigenze in norme di attuazione. Non so dire oggi se arriveremo ai risultati auspicati ma continueremo a lavorare su dossier di rilevanza strategica su cui abbiamo posto la nostra attenzione dall’inizio di questa Legislatura: il tunnel del Monte Bianco, la proroga delle concessioni al tunnel del Gran San Bernardo, il ruolo del Corpo forestale valdostano. Sono tutti temi che sono stati accolti e inseriti nel nuovo programma di Governo, sui cui abbiamo trovato delle intese di massima. Anche i temi dell’agricoltura, della valorizzazione del patrimonio boschivo, della valorizzazione dell’enogastronomia, sono stati oggetto della nostra attenzione e abbiamo richiamato l’interesse dell’Aula, nel corso di numerose iniziative appoggiate e sostenute anche dagli altri movimenti politici di opposizione. Vogliamo continuare il nostro percorso finalizzato al raggiungimento dei risultati necessari per dare risposte concrete alla popolazione. Temi su cui abbiamo già iniziato a lavorare anche dai nostri banchi di minoranza e la nostra azione continuerà su questa linea. Noi siamo per i risultati ed è per questo motivo che Pour l’Autonomie ha deciso di aderire alla compagine di maggioranza.»

Pour le chef de groupe de AV-VdAU, Albert Chatrian, «les démissions du Président Lavevaz ont été un passage délicat, certainement souffert, mais significatif du sens de responsabilité et de la maturité politique de Erik Lavevaz, qui a renoncé à des positions personnelles à bénéfice de la solution de la crise et donc de la communauté. Tout comme nous sommes reconnaissants à tous ceux qui, à différent titre, ont travaillé pour définir le plus rapidement possible une formation de gouvernement et une majorité qui soient à même de conduire la Vallée d’Aoste dans cette deuxième partie de Législature. Merci donc à ceux qui ont fait des pas en arrière pour faire faire des pas en avant au projet, à ceux qui nous ont rejoint en adhérant au projet, et même à ceux qui se sont toujours conduits correctement en alliés mais ont décidé à ce moment, en toute liberté, de ne pas être de la partie. Nous souhaitons toutefois qu’avec ces derniers les rapports de collaboration sur les thèmes d’envergure puissent poursuivre, dans l’intérêt de la Région. L’échange et le rapport entre les mouvements et les élus sont nécessaires et doivent être constamment alimentés: c’est ce qui s’est produit pour ce passage de réorganisation de la majorité et c’est ce qu’il faudra continuer à faire, car le débat et le partage sont plus difficiles à gérer, mais ont l’avantage de rendre les décisions plus fortes et les actions plus efficaces. La décision de ne pas changer de camp politique et d’ouvrir à une autre force autonomiste est le fruit du débat politique qui s’est développé à l’intérieur des mouvements et a mis en évidence, sans rien enlever aux alliés de majorité, la centralité des autonomistes et la volonté de ne pas s’aplatir sur des logiques centralistes. En ce qui concerne les thèmes, je tiens à souligner le problème de la gestion de l’eau, sous toutes ses formes: il sera capital de garantir de bonnes conditions opérationnelles aux autonomies locales, aux communes, qui doivent pouvoir compter sur des ressources certaines leur permettant une programmation correcte.»

Le conseiller Augusto Rollandin (PlA) a soutenu que «le système qui est en train de trouver des solutions positives aujourd’hui a mis en évidence la nécessité de dépasser les difficultés que nous avons eu pendant cette période. L’aspect important est celui de mettre de côté certains passages et d’utiliser au mieux ce que l’on peut faire et porter de l’avant. Dans le programme, nous avons eu la possibilité de mettre en évidence les problèmes et envisager les solutions: il est important de discuter et d’écouter pour trouver des issues pour le futur. Cette solution sera gagnante dans quelques temps: nous en sommes sûrs. Il est important de travailler: nous le ferons avec conviction.»

Il capogruppo di SA, Carlo Marzi, ha sottolineato che «viviamo un momento storico molto particolare per la serie di eventi che stanno toccando l’umanità e la Valle d’Aosta. Oggi chiudiamo un passaggio politico fondamentale per ridare un nuovo governo alla nostra Regione. Il primo merito del Presidente Testolin è quello di aver preso in mano un progetto politico e di averlo chiuso e rilanciato nel giro di poco tempo come era necessario. Per quanto mi riguarda svolgerò il mio compito con umiltà cercando di fare il meglio possibile per affrontare con pragmatismo i problemi concreti della Valle d’Aosta, cercando di trovare le migliori soluzioni possibili e in tal senso so che tutti i colleghi sono consapevoli del lavoro molto serio che ci aspetta.»

«La ricomposizione del quadro politico con l’allargamento della maggioranza nell’area autonomista e progressista era un obiettivo auspicato da tempo. È il mandato principale datoci dal nostro elettorato, evitando di consegnare ai partiti di destra la nostra Regione – ha commentato il capogruppo Paolo Cretier (FP-PD) -. Attraverso il nuovo accordo, vogliamo arrivare al termine della Legislatura e supporteremo coerentemente l’azione del Governo, consapevoli delle difficoltà e dei numerosi temi a cui dare risposte. Lo faremo con il consueto senso di responsabilità che ci ha contraddistinto anche in questa fase. In questo programma si possono leggere elementi di continuità e di novità: un programma reale e concreto che concede poco all’improvvisazione e a scritture insostenibili. Le sfide in una zona montana sono sempre le più difficili da superare, l’orografia, le quote altimetriche, la viabilità, la denatalità, i costi energetici, insomma tante sfide che per i piccoli comuni e i loro amministratori e i loro abitanti cominciano a pesare troppo. Diventa necessaria una riforma degli enti locali, del personale, della responsabilità dei sindaci, una fiscalità nuova per le zone montane, dare una copertura digitale per attivare e sviluppare il telelavoro, l’E-commerce e i servizi digitali (medicina e istruzione) per mantenere i servizi alla persona e per creare lavoro nei paesi.La crisi climatica ormai è conclamata dobbiamo programmare interventi urgenti e efficaci facendo programmazione a breve e lungo termine: mantenere lo status quo è impossibile, verrà il tempo delle scelte, ma fino ad allora dobbiamo dare un concreto sostegno alle aziende che investono, che sono le prime sentinelle del territorio, le prime che ci segnalano il degrado, il rischio per le comunità a valle. Vogliamo sostenere la continuità con un’intesa sul contenuto e sulla bontà della proposta di base, senza voli pindarici. Abbiamo due anni per consolidare questa maggioranza, senza divisioni e ambiguità, con una squadra motivata.»

Il candidato presidente Renzo Testolin (UV) ha chiuso il dibattito: «Consideriamo il programma di governo serio e soprattutto condiviso tra le forze che fanno parte di questa coalizione. È un documento che parte da quello che è stato iniziato due anni e mezzo fa e risponde anche alle situazioni negative che si sono presentate in itinere. Il lavoro fatto per sviluppare questo programma è frutto di una conoscenza puntuale del territorio e ha l’obiettivo di dare risposte serie alle problematiche reali che vive il cittadino, lasciando da parte le diatribe politiche che nulla aggiungono all’impostazione della nostra azione programmatica. È stato interessante e piacevole ascoltare molte suggestioni venute dall’Aula e di cui abbiamo preso buona nota. C’è spazio per il confronto con tutti per il bene della comunità. La base della nostra filosofia d’azione non è né di destra né di sinistra ma sono i valdostani. Ci sono i presupposti per partire con un nuovo governo e per cominciare a lavorare con impegno e serietà fin da domani mattina, nell’ottica di un confronto costruttivo per trovare sintesi su temi importanti che toccano tutti da vicino. Dobbiamo renderci utili alla Valle d’Aosta a prescindere dalla posizione politica: non come appartenenti alla maggioranza o alla minoranza ma come Amministratori di questa terra.»

Ora che succede

Prosegue dunque la gestione ordinaria guidata da Luigi Bertschy.

Resta la possibilità, entro il 26 marzo, di proporre al Consiglio Valle un candidato presidente, un esecutivo e un programma. Decorso inutilmente tale termine, si tornerebbe alle urne.

Il commento di Rete civica

«Neanche 18 voti per il candidato Testolin. La nuova maggioranza si è schiantata alla prima votazione.
Era una operazione spericolata perché condotta senza una analisi seria delle cause, senza aver risolto nessuna delle contraddizioni interne e soprattutto senza un programma che non fosse la mera gestione dell’esistente. 
Due anni di critiche alla Giunta Lavevaz da parte dei colonnelli, due anni di ammiccamenti alla Lega, due anni di accondiscendenza silenziosa e opportunista dei cinque FP-PD. 
Due anni di giochi spericolati ma, alla fine, i conti non sono tornati.
La proposta era scadente. La  Giunta Testolin cumulava infatti un record di elementi negativi: Presidente inadeguato, composizione degli assessorati senza logica, scelta di Assessori senza una valutazione delle competenze, neanche una donna in Giunta, Programma evanescente.
Politicamente era un ribaltamento delle posizioni portate avanti nel 2020 dall’Union Valdôtaine. Nel settembre 2020  l’UV si era presentata alle elezioni regionali con il volto nuovo di Lavevaz e chiudendo la porta in faccia a Rollandin, ora invece l’impostazione era capovolta: fuori dalla Giunta Lavevaz e dentro Carrel del gruppo di Rollandin. 
La Valle d’Aosta, dopo due anni di pandemia e anche grazie alla sollecitazione e alle risorse del PNRR, si trova ora in un momento favorevole  per un rilancio delle attività economiche, per andare avanti  su scelte qualificanti per costruire un  futuro basato su uno sviluppo sostenibile.
Il problema è però che questa perenne instabilità e questo scollamento dalla realtà e dalla vita delle cittadine e dei cittadini, sono un gran male per la comunità valdostana.In un momento simile ci vorrebbero un Governo ed una maggioranza con idee chiare e progetti  concreti nei principali settori della società valdostana. Ed invece la politica valdostana naviga in un mare tempestoso.
Non si uscirà dal marasma se non si cambierà il sistema elettorale e se non si darà la possibilità agli elettori di decidere direttamente il Presidente della Regione e la maggioranza vincolati ad un programma chiaro. 
Ora più che mai questa è la priorità»
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Il commento di Valle d’Aosta Aperta

«Avevamo detto che il governo Testolin non era la migliore soluzione ai problemi valdostani. La sua auto distruzione ha confermato tutta l’inadeguatezza del gruppo di potere autonomisti e PD, oltre che la meschinità di una classe politica che dietro il voto segreto lavora solo per il proprio interesse personale.
La crisi non aspetta. VdA aperta chiede di sfruttare questi ultimi giorni di pieni poteri del Consiglio regionale (non c’è bisogno di un pasticciato governo di unità regionale), per votare alcuni provvedimenti non più rinviabili, ad esempio: la legge sui Vigili del Fuoco e Corpo forestale, Piano triennale contro la violenza sulle donne, un provvedimento di blocco degli sfratti e la legge contro l’omobitransfobia.
Oltre a una nuova legge elettorale che preveda il superamento della preferenza unica e la rappresentanza di genere anche in Giunta.
E poi, finalmente, si torni al voto»
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Pubblicato / aggiornato il 25/02/2023 alle 16:37
Categoria: Politica e Amministrazione