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Antidiscriminatori e antirazzisti contro la l.r. per il sostegno alla locazione

Antidiscriminatori e antirazzisti contro la l.r. per il sostegno alla locazione

Non avendo ottenuto un confronto tecnico con la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione e Rete Antirazzista della Valle d’Aosta si sono mobilitate contro il bando 2018 per l’erogazione di contributi alla locazione a sostegno dei nuclei familiari non abbienti residenti in Valle d’Aosta (delibera del 7 dicembre 2018).
Il bando, a loro avviso, contiene una serie di requisiti non previsti né dalla legge nazionale istitutiva del fondo, né da alcuna altra Regione e che sono contrastanti con numerosi principi di diritto nazionale e comunitario.

Tali requisiti comportano:

– l’esclusione di coloro che hanno una residenza in Valle d’Aosta inferiore a 4 anni: seppur diminuito di un anno (la precedente norma, che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale con sentenza 166/18, richiedeva 5 anni di residenza) tale previsione esclude tutti coloro – italiani e stranieri – che siano giunti in regione negli ultimi anni ma anche coloro che, nati in Valle d’Aosta, abbiano spostato la propria residenza in altre regioni italiane o all’estero per poi rientrare. La Corte Costituzionale, nella citata sentenza, con riferimento al requisito di 5 anni, ha affermato che non vi è alcuna correlazione «tra il soddisfacimento dei bisogni abitativi primari della persona che versi in condizioni di povertà e sia insediata nel territorio regionale e la lunga protrazione nel tempo di tale radicamento territoriale». Tale argomento i proponenti ritengono anche per il requisito di 4 anni. In Valle d’Aosta, i cittadini stranieri sono il 6.4% della popolazione.

– L’esclusione dei cittadini stranieri regolari che non possiedono un permesso di soggiorno di lungo periodo e che normalmente non hanno potuto ottenerlo perché in condizione di maggiore difficoltà economica e dunque appartenenti a nuclei familiari più fragili.

 L’impossibilità di presentare la richiesta al fondo da parte dei cittadini stranieri che non riescano a dimostrare, con documenti del Paese di origine, di non essere proprietari di un alloggio nel paese di provenienza. Asgi e Rete antirazzista sostengono che nessuna norma consente alla Regione di introdurre procedimenti differenziati per italiani e stranieri e che per gli uni e per gli altri, l’ISEE, quale unico strumento di valutazione dello stato di bisogno, attesta già la proprietà o meno di un immobile all’estero.

Le associazioni intendono segnalare quanto ritengano queste politiche di esclusione, indipendentemente dal loro fondamento legale, illogiche e contrastanti con gli interessi di tutti i cittadini della Valle d’Aosta.

«Gli interventi di contrasto alla povertà devono necessariamente essere rivolti a tutti coloro che risiedono su un territorio, ivi compresi gli stranieri, al fine di evitare situazioni di emarginazione che, oltre a essere eticamente inaccettabili, provocano conflitto sociale e vanno a danno di tutta la popolazione» affermano ASGI e Rete Antirazzista.

Le associazioni invitano quindi la Giunta regionale a tornare sulle proprie scelte così da garantire che simili interventi di sostegno siano erogati avendo come riferimento il bisogno di tutte le persone residenti sul proprio territorio, senza ingiuste e illogiche esclusioni.

Pubblicato / aggiornato il 15/10/2019 alle 16:47
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Categoria: Politica e Amministrazione