Alluvione 2024: inizia la polemica politica
(©Wikimedia Commmons) -
Il Museo minerario di Cogne
Da lunedì 1° luglio 2024, a neanche 48 ore dalle intense precipitazioni che hanno creato gravi danni a Breuil-Cervinia e a Cogne, è iniziata la polemica politica.
Sui social network, in particolare, su Facebook, numerosi sono stati i post e i commenti dedicati al trenino Cogne-Pila. I post sostengono che se non fosse stato abbandonato, pur dopo ingenti spese da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta, il trenino di collegamento fra Cogne e Pila, oggi la perla alpina non sarebbe isolata e non si dovrebbero effettuare continui voli in elicottero per garantire i collegamenti.
Calca la questione Area democratica, che scrive in una nota del 2 luglio 2024: «Nel Consiglio regionale di giovedì 20 giugno 2024, la consigliera regionale di Area Democratica Gauche Autonomiste, Erika Guichardaz, ha nuovamente portato in consiglio un’iniziativa sulla necessità di percorribilità della galleria del Drinc che collega Epinel a Acque Fredde. Galleria tornata alla ribalta a seguito degli avvenimenti degli scorsi giorni.
Al di là dei progetti legati agli scopi irrigui previsti nello studio presentato dal Consorzio di miglioramento fondiario di Gressan, infatti, per la nostra associazione rendere agibile la galleria per le emergenze è una soluzione di buon senso che andrebbe portata avanti con forza a differenza di chi, in giunta regionale o comunale, ipotizza il collegamento funiviario come alternativa.
Una petizione popolare, sottoscritta da 683 cittadini, fra cui lo storico sindaco di Cogne Osvaldo Ruffier, chiedeva di mantenere in vita la ferrovia del Drinc e le miniere di Cogne proprio ricordando come la ferrovia inaugurata il 18 ottobre del 1922, in caso di forti nevicate, frane o eventi particolari fosse l’unica via di collegamento per trasportare persone e generi di primo soccorso.
Considerare il collegamento funiviario, di cui ad oggi non conosciamo la fattibilità, ma comunque esposto alle intemperie, come via di fuga o di trasporto non è la soluzione opportuna specie se il mal tempo si prolunga».
«L’emergenza maltempo e le sue tristi conseguenze hanno nuovamente evidenziato la necessità di tornare a parlare seriamente di viabilità alternativa verso le nostre vallate» scrive invece Rassemblement Valdôtain- «Già ad aprile 2024 – ricordano i consiglieri di RV -, con una nostra mozione discussa in Consiglio, avevamo posto la questione del collegamento tra Pila e Cogne quale via alternativa alla strada regionale di Aymavilles: oggi, rilanciamo l’idea sapendo che, da un lato, vi è allo studio un progetto di collegamento funiviario già compreso nel Documento di economia e finanza regionale, ma dall’altro occorre inserire nel Piano regionale dei trasporti l’accessibilità verso Cogne. Una soluzione potrebbe essere la galleria del Drinc, che giace inutilizzata e che potrebbe avere una nuova vita quale potenziale tunnel di emergenza, ma ogni altra eventuale alternativa va presa in considerazione. La situazione di questi giorni ha confermato le nostre preoccupazioni di allora, ossia la situazione di pericolosità della strada regionale n. 47. Noi riteniamo che una decisione vada presa, agendo di conseguenza, anche e proprio in vista della revisione del Piano regionale dei trasporti. Ci auguriamo che la proposta arrivi al più presto all’attenzione della Commissione: una riflessione si impone ora più che mai, perché il rischio isolamento è reale.»
Rete civica, venerdì 5 luglio, ha commentato: «è però inevitabile la riflessione sul fatto che eventi come quelli verificatisi nei giorni scorsi in Valle d’Aosta sono sempre più frequenti e legati in gran parte alla crisi climatica in atto. Nel 2023 in Italia si sono verificati ben 378 eventi meteorologici estremi, il 22% in più rispetto al 2022. In aumento alluvioni, frane, mareggiate, grandinate e temperature eccezionali, con lo zero termico sulle Alpi che ha raggiunto quota 5.328 metri.
Si tratta di eventi che sollecitano una ben maggiore convinzione di decisori e cittadini tutti nel perseguire politiche di decarbonizzazione e azioni di sostenibilità ambientale.
Per quanto riguarda Cogne, inoltre, non possiamo non stigmatizzare la scelta che abbiamo sempre deplorato di abbandonare il progetto ferroviario della galleria del Drinc, utile sia per la creazione di un collegamento alternativo alla strada, sia per permettere l’accesso al domaine skiable di Pila.
Ora è necessario riprendere in mano la questione individuando la scelta migliore: un collegamento con un trenino tradizionale oppure anche un collegamento automatizzato su rotaia con un impianto a fune orizzontale che trascini cabine abbinabili a seconda delle esigenze.
In una prospettiva di qualificazione di Cogne quale “Perla delle Alpi” e una delle capitali del Parco Nazionale Gran Paradiso, andrebbe studiato un sistema di mobilità ecologica realizzando a Epinel un parcheggio pluripiano interrato quale terminal per le automobili, utilizzando poi la ferrovia per il collegamento sia con Pila sia con il Capoluogo».
Pubblicato / aggiornato
il 05/07/2024 alle 09:57
Categoria:
Politica e Amministrazione