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Cervino CineMountain 2025

Cervino CineMountain 2025 (©Studio Macioce) - L’immagine della XVIII edizione del Cervino CineMountain

La XXVIII edizione del Cervino CineMountain si svolgerà da sabato 26 luglio a sabato 2 agosto 2025, riportando al centro del dibattito cinematografico e culturale internazionale il mondo della montagna. 

Da ventotto anni, il Cervino CineMountain porta ai piedi della Gran Becca la produzione cinematografica internazionale dedicata alla montagna, creando un punto d’incontro tra alpinisti, scrittori, artisti, scienziati ed esperti da tutto il mondo. Un festival che non è solo vetrina, ma anche un luogo di confronto e riflessione su tematiche climatiche, geografiche, sociali e personali, consacrandosi come evento di riferimento per la narrazione del mondo delle Terre Alte.

Come da tradizione, il festival assegnerà il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée d’Aoste, considerato l’Oscar del cinema di montagna: il riconoscimento al miglior film tra quelli vincitori nei più importanti festival internazionali dell’International Alliance for Mountain Film, da Bilbao a Ushuaia, fino a Katmandu e oltre.
La giuria internazionale, composta da registi, critici, alpinisti, attori e letterati, decreterà anche i vincitori dei Premi del Concorso Internazionale: Premio C.A.I. per il miglior film d’alpinismo, Premio Sony per la miglior fotografia, Premio Montagne d’Italia per il miglior film italiano, Premio Montagnes du Monde per il miglior film straniero, Premio Montagne Tout Court per il miglior cortometraggio, Premio del Pubblico di Valtournenche.

Fa il suo esordio quest’anno il Prix CVAlps, per il miglior film di narrazione delle specificità alpine, mentre sono confermatela sezione CineAdrenaline, che porterà sul grande schermo documentari dedicati agli sport estremi, e il Premio CineMountain Kids, pensato per avvicinare il pubblico più giovane al cinema di montagna attraverso l’animazione. Infine, non mancherà il Premio del Pubblico Grand Prix Circuit, assegnato al film più votato tra i Grand Prix proiettati nel circuito itinerante del Festival.

L’immagine della XVIII edizione del Cervino CineMountain, è un ombrellone chiuso: le sue pieghe gialle e bianche richiamano la luce dell’estate e, al tempo stesso, la sagoma di una montagna. Un’illusione ottica che diventa simbolo. Concepita dallo Studio Macioce, la nuova immagine del Festival racconta la montagna come rifugio, protezione, spazio mentale. Una cima che si apre nella quotidianità e invita a un’esplorazione personale e collettiva, nel segno della meraviglia.

È uno degli appuntamenti più attesi di questa edizione: Federica Brignone, campionessa olimpica, vincitrice della Coppa del Mondo e volto amatissimo dello sci italiano, si racconta al pubblico del Cervino CineMountain insieme alla madre Ninna Quario, ex sciatrice azzurra e giornalista sportiva, e al fratello Davide, mental coach. Un incontro intimo e appassionato, moderato da Angelo Acerbi. Tra parole, immagini e aneddoti di pista, il racconto di una famiglia che ha fatto della neve la propria lingua madre. una famiglia in verticale sabato 2 agosto alle ore 11 in via Carrel a Breuil-Cervinia

La serata speciale Fino in fondo, in programma mercoledì 30 luglio 2025 alle ore 21.00, sarà molto più di un incontro dedicato allo sport: sarà una dichiarazione d’amore alla neve, alla fatica, alla forza silenziosa che spinge avanti un passo dopo l’altro, anche quando il fiato si spezza e il traguardo sembra lontano. Sul palco, cinque leggende dello sci di fondo italiano racconteranno con voce viva e occhi lucidi le loro imprese, le vittorie, ma anche le solitudini, le sconfitte, gli inverni infiniti. Marco Albarello, Silvio Fauner, Manuela Di Centa, Arianna Follis e Stefania Belmondo: nomi che hanno fatto la storia, ma che quella storia l’hanno scritta con il corpo, sulla neve vera, nel silenzio rarefatto delle piste d’altura.

Sarà una serata di emozioni sincere e ricordi che sanno di legno e metallo, di sci rigati e pettorali stropicciati, di sogni olimpici nati nelle valli e cresciuti all’alba, con la luna ancora alta. Un racconto corale di chi ha saputo andare davvero fino in fondo – nella competizione, nella determinazione, nell’umanità. Un modo per rendere omaggio non solo allo sport, ma a tutto ciò che insegna sul coraggio, sull’eleganza della resistenza, sull’umiltà della neve.

Un altro appuntamento animerà una delle serate finali del Festival, un evento omaggio a Marco Camandona, l’alpinista valdostano che ha recentemente completato la salita di tutti i 14 Ottomila della Terra senza ossigeno supplementare. Guida alpina e maestro di sci, Camandona ha costruito la sua carriera lontano dai riflettori, con uno stile sobrio, radicale, etico. Ma la sua visione va oltre la montagna: attraverso la sua Onlus Sanonani, sostiene da anni progetti educativi e umanitari in Nepal, intrecciando passione alpinistica e impegno sociale.

I principali appuntamenti:

Mountain Telling | sabato 26 e domenica 27 luglio, ore 20.30 Centro congressi Valtournenche.  Due serate dedicate al cinema che ha saputo raccontare le montagne italiane con sguardo autentico, critico e profondo. Un contenitore, ideato in collaborazione con Film Commission Vallée d’Aosta, che mette al centro le storie, i paesi, le trasformazioni del vivere in quota.

Sabato 26 luglio alle ore 21, si apre con la proiezione di Vermiglio di Maura Delpero (Italia, 2024, 108’), vincitore di sei David di Donatello 2025 e candidato ai Golden Globes. Un film potente e struggente, che affronta il tema del ritorno nelle terre alte tra maternità, spiritualità e comunità. Saranno presenti in sala gli attori protagonisti Martina Scrinzi e Giuseppe De Domenico, in dialogo con Angelo Acerbi.

Domenica 27 luglio alle ore 21, spazio alla memoria con il ventennale di Il vento fa il suo giro (Italia, 2005, 110’), il film culto di Giorgio Diritti, diventato simbolo di un cinema capace di raccontare la montagna come luogo di accoglienza e conflitto, identità e trasformazione. In sala il regista Giorgio Diritti e il produttore Simone Bachini, per una riflessione collettiva sulla permanenza e sull’attualità di quel racconto. Conduce Angelo Acerbi.

Lunedì 28 luglio alle ore 21.00, al Centro congressi di Valtournenche – Paolo Cognetti torna al Cervino CineMountain con Fiore mio (Italia, 2024, 80’), un film che intreccia poesia, viaggio e memoria, diretto da lui stesso insieme al regista e produttore Leonardo Barrile.
A seguire, un incontro con gli autori del progetto: Paolo Cognetti, Leonardo Barrile, Paolo Benvenuti e il direttore della fotografia Ruben Impens (già collaboratore di registi come Felix Van Groeningen). Un’occasione per entrare nei sentieri interiori e reali del film, tra parole, immagini e riflessioni sulla montagna come luogo di solitudine, resistenza e rinascita. La serata si conclude con la proiezione di film in concorso.

Martedì 29 luglio alle ore 21 al Centro congressi di Valtournenche. Fino in fondo – Lo sci di fondo è una filosofia. Sei leggende dello sci italiano – Manuela Di Centa, Stefania Belmondo, Arianna Follis, Silvio Fauner, Federico Pellegrino e Marco Albarello – salgono sul palco per raccontare non solo le vittorie, ma anche gli inverni dell’anima: la fatica, la disciplina, la bellezza di uno sport che si pratica in solitudine, passo dopo passo, nel silenzio della neve. Un racconto corale di chi ha saputo andare davvero fino in fondo. Conduce Luca Castaldini.

Mercoledì 30 luglio alle ore 11 nei pressi del Lago Blu a Breuil-Cervinia: Vette Di Libertà. Nel suggestivo scenario del Lago Blu, Stefania Casini attrice e regista che ha lavorato con maestri del cinema come Bertolucci, Wertmüller, Dario Argento (Suspiria), Paul Morrissey e Peter Greenaway, porta in scena Vette di Libertà, un racconto in musica sulla montagna come spazio di ascolto, resistenza e trasformazione. Con lei sul palco, il musicista Luca Favaro. Uno spettacolo immersivo tra parole, paesaggio e suoni, dove la libertà risuona tra le cime.

Giovedì 31 luglio alle ore 15.30 e 21.00 al Centro Congressi –di Valtournenche. Le grandi vette – born to climb & no limits. Un’intera giornata dedicata all’alpinismo contemporaneo, tra esperienza e visione. Si inizia con il pomeriggio Born to Climb con i grandi alpinisti, dedicato ai più piccoli. In serata, Hervé Barmasse incontra Edu Marín, Ramon Puigblanque, Urko Carmona e Simone Salvagnin per parlare dell’alpinismo come superamento, libertà e passione condivisa.

Venerdì 1 agosto alle ore 21 al Centro congressi di Valtournenche, Beyond: Alex Bellini e la solitudine come avventura interiore. Una serata speciale con l’esploratore e divulgatore Alex Bellini, protagonista e co-regista – insieme a Francesco Clerici – del film Beyond (Italia, 2025, 45’), un’intensa riflessione sul viaggio, la solitudine e i confini della resistenza umana. Un’opera ibrida e visionaria, che attraversa paesaggi estremi e paure intime, interrogandosi su cosa significhi davvero “andare oltre”. Al termine della proiezione, l’incontro con il protagonista, per raccontare il senso profondo delle sue imprese e il legame tra avventura e consapevolezza.

Les matinée letterarie

Ogni mattina le parole salgono in quota con Les Matinées, gli incontri letterari del Cervino CineMountain nella storica piazzetta delle Guide di Valtournenche alle ore 11. Un piccolo rito quotidiano che da anni accompagna il pubblico del festival in una dimensione intima e riflessiva, dove scrittrici, scrittori, alpinisti e pensatori si confrontano su montagna, natura, società.

Il ciclo si apre domenica 27 luglio 2025 con due grandi narratori delle terre alte: Matteo Righetto e Enrico Camanni, in dialogo sui romanzi Il richiamo della montagna e La bandita. A seguire (lunedì 28 luglio) un incontro ad alta quota tra sport, politica e vertigine con Mauro Berruto e Hervé Barmasse, intorno ai libri Sopra le nuvole, ma ancorati alla roccia e Lo sport al potere.

Martedì 29 luglio 2025 si parla di relazioni naturali con Anna SustersicFausto De Stefani e Andrea Greci, mentre giovedì 31 luglio 2025 l’attenzione si sposta su genere e sguardo con Linda Cottino e Simone Salvagnin, attraverso i volumi A Look Beyond e Una parete tutta per sé.

Non mancano i temi della trasformazione, dell’identità e del corpo in montagna, come nell’incontro di lunedì 1° agosto 2025 con Angela Tognolini e Pietro Lacasella, autori di L’inverno della lepre nera e Liberi di sbagliare.  Conducono gli incontri Viviana Rosi (La Stampa, Edizioni End) ed Enrico Martinet (La Stampa).

Cerimonia di premiazione

Sabato 2 agosto 2025 alle ore 21 nella piazzetta delle Guide a Valtournenche, si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi del Festival che ospiterà quest’anno un evento dedicato a Marco Camandona, il grande alpinista valdostano che ha completato la salita dei 14 Ottomila senza ossigeno supplementare.

Grand Prix des festivals – Coseil de la Vallée

Anche quest’anno il Cervino CineMountain assegna il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée, il più prestigioso riconoscimento del circuito mondiale del cinema di montagna, conferito a uno dei sei film vincitori dei principali festival membri della International Alliance for Mountain Film (IAMF).

In concorso opere provenienti da tutto il mondo – Afghanistan, Norvegia, Iran, Argentina, Polonia, Francia – che affrontano temi attuali e universali: identità, diritti delle donne, crisi climatica, trasmissione culturale, libertà, perdita e resistenza.

Kamay di Ilyas Yourish e Shahrokh Bikaran – Belgio/Afghanistan, 2024. In un remoto villaggio delle montagne afghane, una famiglia Hazara cerca di scoprire la verità sulla morte improvvisa della figlia Zahra, partita per Kabul a studiare. Ma il dolore si trasforma lentamente in qualcosa di più grande: una forma di resistenza silenziosa e potente, il grido soffocato di una minoranza perseguitata. Diretto dal regista afghano Shahrokh Bikaran esiliato in Belgio, Kamay è un film che non urla, ma lascia il segno. Un’opera che parla con la forza del non detto, della lentezza, della dignità. Non è solo la storia di un lutto, ma un racconto sulla memoria, sull’identità, sulla scomparsa come condizione collettiva. Kamay ha vinto i principali premi ad Autrans, a Vision du Réel e al DOK.fest di Monaco.

Fedrelandet (Songs of Earth) di Margreth Olin – Norvegia, 2023. Una sinfonia visiva e spirituale che si apre tra le vallate norvegesi, dove il padre della regista cammina e racconta, diventando guida e testimone di un tempo che resiste. È lui il protagonista silenzioso di questo film contemplativo, prodotto da due maestri come Wim Wenders e Liv Ullmann per la regia di Margreth Olin. Ma la vera protagonista è la Terra stessa, con i suoi suoni, i suoi cicli, la sua bellezza fragile e assoluta. Fedrelandet è un viaggio nella natura che diventa viaggio interiore: la memoria come paesaggio, il paesaggio come memoria. Ha incantato il pubblico di IDFA e CPH:DOX, e ha vinto il Grand Prix al Mendi Film Festival di Bilbao.

Mrs. Iran’s Husband di Marjan Khosravi – Iran, 2023. Nel cuore montuoso dell’Iran, vive Sultan Mohammad: due mogli, undici figli, un gregge di pecore e una convinzione granitica di essere il sovrano del proprio mondo. Ma il suo regno si regge su un equilibrio precario e le vere protagoniste sono le donne che lo sostengono, lo sopportano, lo aggirano. Con ironia tagliente e uno sguardo lucido, Mrs. Iran’s Husband rovescia il punto di vista e mette in discussione ruoli e potere. Un cortometraggio brillante, selezionato e premiato nei maggiori festival documentari, dal Nuovi Mondi Film Festival a HotDocs.

The last expedition di Eliza Kubarska – Polonia, 2024. Cosa resta di un mito, quando il corpo scompare e la montagna non restituisce nulla? A trent’anni dalla scomparsa di Wanda Rutkiewicz, una delle più grandi alpiniste della storia, la regista e alpinista Eliza Kubarska ne ripercorre l’ultima spedizione verso il Kanchenjunga, tra Nepal e Tibet. Ma The Last Expedition non è solo un’indagine documentaria: è un gesto personale, una ricerca di senso e di affinità, una riflessione sull’assenza e sull’eredità delle donne forti. Poetico e teso, il film di Eliza Kubarska, già vincitrice al Cervino CineMountain, ha conquistato il Grand Prix al Krakow Mountain Festival e ricevuto importanti riconoscimenti nei festival dedicati alla montagna e ai diritti umani.

Of a lifetime di Jérôme Tanon – Francia, 2024. Tre generazioni, una sola passione: il freeride. La giovane Mila De le Rue, figlia di Xavier e nipote di Victor – entrambi leggende dello snowboard – parte con loro per una spedizione in Antartide. Il viaggio è un rito di passaggio, un dialogo tra corpi e neve, tra affetto e responsabilità. Con immagini spettacolari e un tocco intimo, Of a Lifetime racconta la montagna non come conquista, ma come eredità da trasmettere e da rispettare. Un’avventura emozionante, premiata al Poprad Mountain Film Festival e selezionata da BANFF e Kendal.

Donde los árboles dan carne (Where the Trees Bear Meat) di Alexis Franco – Argentina, 2024. In una zona remota della Pampa argentina, tre generazioni cercano di sopravvivere alla siccità che divora tutto: pascoli, animali, speranze. Donde los árboles dan carne è un western contemporaneo, un racconto ruvido e lirico sull’Antropocene e sulla resistenza umana di fronte alla furia della natura. Nessun eroe, nessuna redenzione: solo un uomo, una madre, una bambina e la terra che non dà più frutti. Grand Prix al Trento Film Festival e selezione ufficiale a Visions du Réel e al Human Rights Film Festival di Berlino.

I film in concorso

Sono 50 i film in concorso al Cervino CineMountain 2025, selezionati tra 366 opere ricevute da 73 Paesi del mondo, una varietà geografica e culturale a caratterizzare questa edizione, dove la montagna non è più solo paesaggio di conquista, ma spazio di vita, confine politico, rifugio, campo di battaglia interiore, rito di passaggio.

I film si contenderanno i Premi del Concorso InternazionalePremio Cai per il miglior film d’alpinismo, Premio Sony per la miglior fotografia, Premio montagne d’Italia per il miglior film italiano, Premio montagnes du monde per il miglior film straniero, Premio montagne Tout Court per il miglior cortometraggio, Premio del pubblico di Valtournenche.

Fa il suo esordio quest’anno il Prix CVAlps, per il miglior film di narrazione delle specificità alpine, mentre sono confermate la sezione CineAdrenaline, che porterà sul grande schermo documentari dedicati agli sport estremi, e il Premio Cva Mountain Kids, pensato per avvicinare il pubblico più giovane al cinema di montagna attraverso l’animazione. Infine, non mancherà il Premio del Pubblico Grand Prix Circuit, assegnato al film più votato tra i Grand Prix proiettati nel circuito itinerante del Festival.

Dai grandi documentari d’avventura alle opere sperimentali, dai corti poetici alle narrazioni civili, la selezione 2025 racconta un’umanità in cammino, spesso in lotta, sempre in ascolto.

Montagne du Monde: la forza del racconto globale

Tra i film più attesi spicca Champions of the Golden Valley di Ben Sturgulewski (USA, 2024), anteprima italiana, fresco vincitore del Grand Prix e del Premio del Pubblico al BANFF, presentato in anteprima mondiale al Tribeca e già premiato in oltre 25 festival. È il ritratto potente di una squadra di sci alpinismo che diventa emblema di resistenza e orgoglio rurale. Sempre in anteprima italiana, Mountain of Gold di Roland Edzard (Francia/Niger, 2025) ci porta in una miniera del Niger, dove i giovani inseguono sogni di riscatto e si scontrano con il peso della realtà. Un racconto di formazione, tra splendida fotografia e profondità sociale. Messengers di Jeffrey Zablotny (Canada, 2024), anche questo in anteprima italiana, è una delle proposte più visionarie del concorso. Un film tra divulgazione scientifica e sperimentazione visiva, che esplora i segnali della natura – luce, vibrazione, suono – come forme di comunicazione tra mondi.

Montagne d’Italia: storie nostrane, voci universali

Non mancano, come sempre, i racconti italiani. Quest’anno ben 22 i film selezionati, tra cui alcuni firmati da nomi importanti. Beyond di Francesco Clerici e Alex Bellini è un viaggio interiore ed esteriore sulle orme della fatica e del cambiamento. Bellini, esploratore e narratore, sarà ospite al festival. Fiore mio di Paolo Cognetti è una meditazione poetica sulla natura e sull’amicizia. L’autore di Le otto montagne torna alla cinepresa con un’opera che riflette sulle stagioni dell’uomo e della vita. Majoneze di Giulia Grandinetti, premiato ad “Alice nella città”, racconta una storia di ribellione in un remoto villaggio albanese. Un corto folgorante su una giovane donna che rompe il silenzio patriarcale e trasforma la sottomissione in atto di rivoluzione.

Montagne tout court: sguardi brevi, profondi, radicali

Il cinema breve trova spazio in una selezione sorprendente, capace di esplorare temi fortissimi con sguardi autoriali. Only if the Baby Cries… di Shadab Farooq (India, 2024), premiato a Ji.hlava e Slamdance, è ambientato in un villaggio himalayano abitato da persone con disabilità uditivaWithin the Sun di Sepideh Jamshidi Nejad (Iran, 2025) è un ritratto toccante della resilienza femminile in Iran. Assigned di Aude Sublet (Svizzera, 2024) è una fiction che affronta il tema dell’immigrazione e della guerra in forma narrativa. Looking for a Donkey di Juan Vicente Manrique Gomez (Messico, 2024), selezionato a Cannes e Clermont-Ferrand, è un cortometraggio curioso e divertente, tra commedia, western e documentario surreale. Tra i titoli più originali anche Freeride in C di Edmunds Jansons, raffinata animazione musicale sullo sci, e Perfectly a Strangeness di Alison McAlpine, premiato a Trento per il contributo tecnico-artistico, dopo il suo esordio a Cannes.

Film Commission Vallée d’Aoste: storie di casa

Torna anche quest’anno la sezione dedicata alle opere prodotte o girate in Valle d’Aosta, sostenute dalla Film Commission. Dieci i titoli in concorso, tra cui due anteprime mondiali: Là-haut di Alessandro Bionaz vincitore del concorso Séquences et Conséquences, e Play-Off di Gael Truc, vincitore di Match & Catch.

Un festival a misura di bambino

Anche quest’anno Cervino CineMountain dedica uno spazio speciale ai più giovani. Le giornate Kids mescolano cinema, natura e incontri, per avvicinare bambine e bambini alla meraviglia del mondo verticale con occhi curiosi e piedi ben piantati per terra. Il programma prevede ogni mattina, a Valtournenche, una selezione di cortometraggi animati e documentari pensati per il pubblico under 12: piccoli viaggi tra montagne reali e immaginate, dove si parla di amicizia, coraggio, neve, silenzio, vento e rispetto. E poi il momento più atteso: il Born to Climb, corda e caschetto per un pomeriggio con Hervé Barmasse, Edu Marín, Simone Salvagnin, Urko Carmona e Ramon Puigblanque, che per un giorno lasciano le grandi pareti per insegnare ai più piccoli a fidarsi dell’equilibrio, del respiro, dell’altro.

La giuria

A decretare il vincitore del Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée sarà, come da tradizione, una giuria internazionale formata da professionisti del cinema, dell’alpinismo, della cultura e della comunicazione, scelti per la loro capacità di leggere la montagna non solo come paesaggio, ma come linguaggio, tensione narrativa, simbolo. Sono: Carolina Mancini, giornalista, critica cinematografica, curatrice culturale; Gérard Vieux, ingegnere aerospaziale, pilota, viaggiatore, uomo di montagna e di cinema; Fabio Gianotti, filmaker e ideatore di progetti culturali innovativi.

La Giuria Cai è composta da Marco Bonelli, Elettra Bernardi, Andrea Frenguelli.

l’immagine dell’edizione 2025

Un gesto semplice, quotidiano, che si trasforma in visione. L’immagine della XXVIII edizione è un ombrellone chiuso: le sue pieghe gialle e bianche richiamano la luce dell’estate e, al tempo stesso, la sagoma di una montagna. Concepita dallo Studio Macioce chiama a una riflessione profonda sul delicato rapporto tra l’uomo e la montagna, con un evidente richiamo al ritiro accelerato dei ghiacciai e il crescente sfruttamento delle aree montane.

Wim Wenders e Liv Ullmann premiati al Cervino CineMountain con Fedrelandet

Sabato 2 agosto 2025 si è conclusa a Valtournenche la ventottesima edizione del Cervino CineMountain, il festival internazionale di cinema di montagna.

La cerimonia di chiusura si è svolta nella Piazzetta delle Guide. Il Grand Prix des Festivals è stato assegnato al film Fedrelandet (Songs of Earth) della regista norvegese Margreth Olin. Il film è prodotto da Speranza Film AS con Lena Faye‑Lund Sandvik e Margreth Olin e con la produzione esecutiva di Wim Wenders e Liv Ullmann. L’opera è stata descritta dalla Giuria Internazionale come un film che riesce a sospendere nel tempo, riproducendo il movimento incessante e salvifico della vita e della natura.

Durante il festival sono stati presentati oltre cinquanta film, selezionati tra trecentosessantasei opere candidate da settantatré Paesi. Diciannove le anteprime, con la partecipazione di cinquanta ospiti e quaranta appuntamenti distribuiti tra matinées, incontri, proiezioni ed eventi serali. La manifestazione ha registrato un’elevata partecipazione da parte di pubblico, studenti, famiglie e appassionati.

Tra gli altri riconoscimenti assegnati figura il CVALPS Award, vinto ex aequo dal film Fiore mio di Paolo Cognetti. Il programma del festival ha incluso anche momenti di confronto tra sportivi e scrittori, tra cui il dialogo tra Federica Brignone, Ninna Quario e Davide Brignone, un incontro con l’esploratore Alex Bellini e la serata Fino in fondo con protagonisti dello sci di fondo. Numerose le attività dedicate ai più giovani, tra cui le proiezioni di CVA Mountain Kids e il pomeriggio di arrampicata con Hervé Barmasse, Edu Marìn, Urko Carmona, Simone Salvagnin e Don Papone.

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Pubblicato / aggiornato il 04/08/2025 alle 13:20
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Categoria: Cultura