Il presepe di Ladislao Mastella per Natale 2022
Ultimo di tre fratelli ebanisti come il padre, Ladislao Mastella si è trasferito, nel 1950, in Valle d’Aosta.
Dal 1959 al 1961, ha lavorato nel laboratorio dello scultore altoatesino Mario Stuffer, affiancando alla scultura un’attività disegnativa affinata dalla partecipazione ai corsi organizzati dalla Scuola d’Arte regionale. L’esordio espositivo risale al 1961, alla Fiera di Sant’Orso di Aosta. Da quell’anno è stato presente attivamente a quasi tutte le successive edizioni della fiera, partecipando anche a esposizioni in Italia e all’estero. Nel 2019, per la sua intensa e ricca attività artistica gli è stato conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica italiana.
Ha fondato l’Associazione scultori intagliatori valdostani che mira a valorizzare e a tutelare l’artigianato tradizionale valdostano e, al tempo stesso, svolge un’attività sociale attraverso l’organizzazione di iniziative benefiche.
Un presepe
In occasione delle festività natalizie 2022-23, lo scultore valdostano ha realizzato un presepe variopinto per raffigurare, appunto infondendo allegria tramite la cromaticità, la Sacra Famiglia e i tre Re Magi.
I personaggi sono inseriti in una capanna stilizzata, sovrastata dalla stella cometa.
L’opera è in esposizione nella sede centrale di Aosta della Bcc Valdostana.

Un’aquila e un angelo contro il Covid
Nel periodo di pandemia ha particolarmente influenzato la sua arte: «durante il Covid-19 ho scolpito due opere a riguardo: la prima è l’aquila che mangerà il Coronavirus. Nel periodo di lockdown volevo raffigurare un animale che simboleggiasse la libertà che, in quei mesi, per noi era limitata. Così ho pensato all’aquila, quell’uccello maestoso che vola alto nei cieli. A questa creazione è seguito un angelo che ha la funzione di proteggerci in questo periodo particolarmente difficile e doloroso» ha affermato Mastella.
Inoltre, qualche anno fa, nell’ambito dell’attualità, l’artista aveva affrontato anche il tema del femminicidio. «L’idea mi era venuta dalle numerose vicende di omicidi di donne che sentivo alla televisione. Così avevo scolpito una donna incinta, a grandezza d’uomo, nel pieno della sua femminilità e l’avevo posizionata all’interno del reparto maternità dell’ospedale Beauregard di Aosta» ci ha spiegato lo scultore.
Pubblicato / aggiornato
il 14/12/2022 alle 16:51
Categoria:
Cultura / Video