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Aosta plurale non è Capitale della Cultura 2025

Aosta plurale non è Capitale della Cultura 2025 (©Comune di Aosta) - Aostæ Capitale della Cultura 2025: l'audizione a Roma il 27 marzo 2023

Aosta non è la Capitale della Cultura 2025. Lo ha deciso, venerdì 31 marzo 2023, il Ministero della Cultura. La vincitrice è Agrigento.

La presentazione

Aostæ città plurale è lo slogan scelto dal Comune di Aosta per proporre la propria candidatura a Capitale italiana della cultura 2015.

L’elemento essenziale del progetto è il desiderio dell’Amministrazione di non essere autoreferenziali e autocelebrativi. Ricorreranno i 1050 anni di fondazione della città e l’intento è di immaginare la città del futuro.

Il dossier è stato presentato il 13 settembre 2022 ed è disponibile online sul sito del Comune di Aosta.

Con la giornata del 15 settembre inizia il percorso di condivisione della candidatura con la popolazione. Saranno pubblicate le fotografie realizzate per comporre il dossier.

La manager culturale di Linda Di Pietro ha seguito tutta la pratica per conto del Comune e ha scritto il progetto di rigenerazione urbana. Lo spunto è stato fornito dal gran numero di attività e dal gran numero di persone impegnate nel volontariato.

Il dossier, nella sua prima parte, racconta Aosta e la Valle d’Aosta nei suoi aspetti più rilevanti nel contesto nazionale. Per spiegare perché Aosta si è candidata, è stato spiegato che si tratta di un luogo crocevia, che parla tante lingue, racconta di tante culture, rappresenta l’incontro fra l’ecosistema alpino e quello urbano.

La candidatura si pone all’interno di un quadro strategico nel quale la città già si sta muovendo.

Cinque tematiche sono state scelte dopo essere state condivise con gli operatori culturali: patrimonio plurale (rapporto fra passato e futuro), innovazione plurale (fuoco, acciaio e pietra), paesaggio plurale (la città dello spirito e della carne), accesso plurale (la città della cura e della sfida, attenta allo sport ma anche all’ultimo e più vulnerabile: quindi tutti gli eventi del 2025 dovranno rispettare un protocollo di accessibilità e dovranno coinvolgere persone diversamente abili), comunità plurale (autonomia e cooperazione con un respiro internazionale).

I progetti sono venuti dal territorio e da soggetti nazionali, per esempio la Rural community opera di Matera ha immaginato un’opera di comunità che passi dagli alpeggi alla città. Installazioni temporanee o macchinerie attraverseranno la città. Fra gli artisti coinvolto è prevista la partecipazione di Elisa. Ci saranno residenza d’artista e residenze di design. 25 ragazzi italiani under 25 collaboreranno con altrettanti coetanei aostani per diventare un tavolo permanente dei giovani che, assieme all’advisory board, coordinerà l’organizzazione dell’evento. L’idea è che questa esperienza lasci una legacy (un lascito).

È stato inserito un sistema di valutazione degli impatti e di key performance indicatori (sociale, economico, ambientale, culturale).

Il sindaco di Aosta Gianni Nuti ha spiegato che da questo grande brain storming è scaturita una messe di idee testimonianza del fatto che «siamo un popolo creativo che ha bisogno di spazi per mettere a concretezza le proprie idee». È stato fatto un investimento importante, che s’intende capitalizzare. L’auspicio è di arrivare almeno nella short list per dimostrare, con un evento, il merito della città. Nuti ha ricordato che tutte le Unité des Communes saranno protagoniste, un mese a testa, per un focus sulle loro specificità territoriali (ciò comporterà una compartecipazione in termini di risorse umane ed economiche).
Le politiche culturali saranno orientate come indicato nel dossier a prescindere dalla vittoria, cercando d reperire fondi extra regionali ovunque ve ne sia la possibilità. La Regione autonoma Valle d’Aosta ha dato una propria adesione con una dotazione da definirsi, legata alla vittoria o meno e alle iniziative che si vorranno organizzare congiuntamente per il compleanno 2025. Una parte delle risorse è già ne documenti di programmazione comunale, Tutte le adesioni ideali da parte delle imprese dovranno essere trasformate in impegni reali. In caso di vittoria, un milione di euro fungerà da effetto di completamento dell’iniziativa. Il budget complessivo è stato quotato in 3,5 milioni di euro.

I prossimi step della candidatura sono: il 15 novembre, selezione delle 10 città finaliste sulle 16 candidate; 20 dicembre, nomina del vincitore. Nel mezzo, audizioni delle città finaliste al Ministero oppure online.

le altre città candidate sono:

  1. Agrigento – Il sé, l’altro e la natura. Relazioni e trasformazioni culturali
  2. Assisi (Perugia) – Assisi. Creature e creatori
  3. Asti – Dove si coltiva la cultura
  4. Bagnoregio (Viterbo) – Essere Ponti
  5. Città Metropolitana di Reggio Calabria – Locride 2025. Tutta un’altra storia
  6. Enna – Enna 2025. Il mito nel cuore
  7. Monte Sant’Angelo (Foggia) – Monte Sant’Angelo 2025: un Monte in cammino
  8. Orvieto (Terni) – Meta meraviglia la cultura che sconfina
  9. Otranto (Lecce) – Otranto 2025. Mosaico di Culture
  10. Peccioli (Pisa) – ValdEra Ora. L’arte di vivere insieme
  11. Pescina (L’Aquila) – La cultura non spopola
  12. Roccasecca (Frosinone) – Vocazioni. La cultura e la ricerca della felicità
  13. Spoleto (Perugia) – La cultura genera energia
  14. Sulmona (L’Aquila) – Cultura è metamorfosi

Nelle edizioni precedenti, la prima prescelta fu Mantova, a cui seguirono Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 e Parma nel 2020, titolo prorogato anche nel 2021 a causa dell’emergenza pandemica. L’edizione del 2022 è andata a Procida, nel 2023 sarà il turno di Bergamo e Brescia mentre nel 2024 andrà a Pesaro.

L’audizione a Roma

Lunedì 27 marzo 2023, a Palazzo Venezia a Roma, davanti alla Commissione del Ministero della Cultura, si è svolta l’audizione della città di Aosta per il titolo di Capitale italiana della cultura 2025.

A raccontare il progetto di Aostæ 2025 vi sono state numerose figure valdostane: dal sindaco di Aosta gianni Nuti, all’assessore comunale alla Cultura Samuele Tedesco, passando per Linda Di Pietro – manager culturale e direttrice del centro Base Milano –, ma anche dalla direttrice del Museo archeologico regionale Maria Cristina Ronc, il direttore della Fondazione Clément Filliétroz Jean Marc Christille, la direttrice dell’Office régional du tourisme Gabriella Morelli, il direttore della Fondazione sistema Ollignan René Benzo, il presidente Celva Alex Micheletto e Verdiana Vono, attrice e drammaturga della compagnia teatrale Palinodie.

Pubblicato / aggiornato il 31/03/2023 alle 12:20
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Categoria: Politica e Amministrazione