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Confronto sulla Pac 2028/34

Giovedì 19 marzo 2026 si è svolto, a Torino, l’evento Futura PAC. La PAC post 2027 alla prova dei fatti, promosso dalle Regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria. Il convegno – al quale è intervenuto anche, in collegamento, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, del mondo agricolo, delle organizzazioni professionali, della ricerca e della formazione. 

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul futuro della Politica agricola comune (Pac) in vista della nuova programmazione 2028/34, con particolare attenzione alla sua capacità di rispondere alle esigenze concrete dei territori, soprattutto quelli montani.

Nel corso dei lavori è emersa la necessità di garantire una Pac che non si limiti a definire obiettivi generali ma che sia in grado di tradursi in strumenti efficaci, misurabili e coerenti con le specificità territoriali. Tra i temi al centro del dibattito: il ruolo strategico dell’agricoltura di montagna, la sostenibilità economica e sociale delle imprese agricole, il ricambio generazionale, l’innovazione e la semplificazione amministrativa.

Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità legate alle possibili evoluzioni dell’architettura della Pac, tra cui il rischio di una riduzione delle risorse dedicate, l’eccessiva flessibilità nella gestione dei fondi e la necessità di evitare approcci uniformi che non tengano conto delle diverse condizioni territoriali.

«L’incontro di oggi a Torino sulla futura Pac è stato un momento di confronto concreto e necessario. Come Valle d’Aosta, abbiamo ribadito con chiarezza che l’agricoltura di montagna non può essere considerata un ambito residuale: è una funzione pubblica essenziale, che garantisce presidio del territorio, tutela dell’ambiente e coesione delle comunità – ha detto l’assessore Speranza Girod – In vista della Pac 2028/34 chiediamo che questo valore sia riconosciuto in modo esplicito, con risorse dedicate e strumenti realmente efficaci, evitando il rischio che la flessibilità si traduca in una penalizzazione per le aree più fragili. La montagna non è un’eccezione da gestire, ma un banco di prova della qualità delle politiche europee: se la Pac funziona qui, funziona ovunque».

L’evento ha confermato l’importanza di un dialogo continuo tra livelli istituzionali e territori, con l’obiettivo di costruire una politica agricola capace di sostenere realmente le comunità rurali e valorizzare il ruolo multifunzionale dell’agricoltura, in particolare nelle aree alpine.

I lavori si sono conclusi con l’impegno condiviso di proseguire il confronto in vista delle prossime fasi di definizione della Pac, affinché le istanze dei territori trovino adeguato riconoscimento nelle future scelte politiche europee.

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