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Abitare il futuro: il punto sul Progetto Bandiera per la digitalizzazione della PA valdostana

Martedì 28 aprile 2026, si è svolto l’incontro Abitare il futuro – Progetto Bandiera tra risultati e prossimi passi, l’evento di restituzione pubblica dedicato al percorso di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione regionale, coordinato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta e realizzato da Inva S.p.A. nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’incontro ha riunito i rappresentanti dell’Amministrazione regionale e i principali fornitori tecnici del progetto: Dinova, Ibm, Esri Italia, Google e Microsoft.

Prima di entrare nel vivo dei lavori, la platea è stata invitata a rispondere a un sondaggio sul grado di evoluzione percepito della digitalizzazione della PA regionale valdostana: la media è risultata di 5,5 su 10.

Ad aprire i lavori sono stati il presidente della Regione Renzo Testolin e l’assessore agli Affari europei, innovazione, Pnrr, politiche nazionali per la montagna e politiche giovanili Leonardo Lotto. Testolin ha ricordato come la trasformazione digitale risponda alla necessità di elaborare soluzioni che consentano di by-passare le criticità territoriali della Valle d’Aosta, avvicinando le pubbliche amministrazioni ai cittadini. Ha citato i dati sul tempo necessario perché un’innovazione raggiunga 50 milioni di utenti, dalla macchina (62 anni) alla televisione (12-13 anni) fino a YouTube (4 anni) e Pokémon Go (16 ore), per sottolineare come i processi di cambiamento richiedano sforzi e accompagnamento, soprattutto verso chi non era presente in sala, ovvero la popolazione in senso lato e non i tecnici e operatori delle Pubbliche amministrazioni. Lotto ha definito il Progetto Bandiera «progetto bandiera del futuro della nostra regione» e ha indicato come sfida principale rendere i risultati comprensibili alla popolazione, «assottigliare le differenze tra la percezione dei cittadini e il lavoro degli amministratori».

Il quadro nazionale e regionale del Pnrr

Il quadro d’insieme è stato illustrato da Luca Rigoni, responsabile delle relazioni istituzionali del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, e da Gianpaolo Lalicata, dirigente della struttura Semplificazione, supporto procedimentale e progettuale per l’attuazione del Pnrr in ambito regionale.

Rigoni ha fornito i dati nazionali: il 100% dei Comuni italiani, il 90% delle scuole e il 100% delle strutture sanitarie hanno partecipato ai bandi, completato i propri progetti di digitalizzazione e sono stati liquidati. Ha indicato le priorità future: consolidare quanto realizzato, lavorare a una fase 2 della strategia cloud orientata alla sicurezza dei dati e all’adozione di architetture di servizi nativamente digitali, garantire la sovranità digitale e pianificare in modo concertato con le Regioni ora che vengono meno le risorse centrali.

Lalicata ha presentato i dati complessivi del Pnrr in Valle d’Aosta al 31 dicembre 2025: 1.421 progetti attivati, 634,5 milioni di euro tra Pnrr e Pnc, con un avanzamento medio del 64% e un avanzamento dei pagamenti del 34,2%.

Soggetto attuatore% progetti% risorse
Comuni44%16%
Regione16%24%
Istituzioni scolastiche12%4%

Per la sola misura M1C1 — 658 progetti di digitalizzazione, pari al 46% di tutti i progetti regionali Pnrr/Pnc — le risorse ammontano a 31,0 milioni di euro.

IndicatoreValore
Progetti conclusi85,9%
Avanzamento pagamenti71%
Quota progetti in capo ai Comuni91%

Un secondo sondaggio ha chiesto alla platea quale, tra quattro leve, ritenesse più decisiva per rendere irreversibile la trasformazione digitale della Pa valdostana. Il 46% ha indicato il nuovo modello di erogazione dei servizi al cittadino, il 40% l’intelligenza artificiale applicata ai processi, l’11% le infrastrutture abilitanti (cloud, dati, sicurezza) e il 3% il gemello digitale e i dati territoriali.

Le nove linee di intervento

Davide Freppaz, responsabile area sistemi informativi territoriali e geografici di Inva S.p.A., ha illustrato le nove linee di intervento del Progetto Bandiera, articolato attorno a tre assi: tecnologia, dati e servizi, per un valore di 6 milioni di euro e una durata di due anni, con 28 prodotti digitali, oltre 20 banche dati e strumenti di analytics, oltre 4 architetture dispieghiate e oltre 10 Api di interoperabilità. I destinatari sono il personale della Pa regionale, i cittadini, le imprese e gli enti locali. I nove interventi riguardano:

  1. un nuovo modello di erogazione dei servizi attraverso una piattaforma unica
  2. la digitalizzazione di 12 procedimenti amministrativi (concessioni, autorizzazioni, contributi, Suel, Fines, contratti pubblici)
  3. l’introduzione dell’intelligenza artificiale generativa con tre casi d’uso specifici e nel rispetto dell’Ai Act
  4. il rinnovamento del sistema cartografico e la governance dei dati territoriali
  5. un nuovo Data Warehouse con l’aggiunta di un data lake
  6. il gemello digitale dell’edificio con un fascicolo digitale che aggrega pratiche amministrative e dati catastali
  7. un portale Open Data integrato con dati.gov
  8. un sistema di condivisione documentale sicura
  9. l’ecosistema digitale regionale.

L’intelligenza artificiale nella Pa

Francesca Raffa di Dinova ha presentato i tre agenti di intelligenza artificiale generativa sviluppati per la Valle d’Aosta: un sistema di facilitazione della stesura di documenti ufficiali, un supporto per la ricerca di informazioni turistiche e un assistente per l’uso del geoportale. Ha descritto le sfide affrontate:

  1. la frammentazione del patrimonio informativo
  2. l’inefficienza della ricerca tradizionale per parole chiave
  3. la necessità di garantire risposte puntuali citando fonti ufficiali attraverso un sistema Rag (Retrieval-Augmented Generation).

Tra i rischi gestiti ha citato l’ambiguità del bisogno iniziale, il rischio di affidabilità del dato in contesto pubblico e l’eterogeneità delle fonti, risolta sviluppando tre sistemi distinti con architetture personalizzate. Ha riferito che i risultati hanno superato i KPI iniziali e che il progetto ha offerto una «radiografia» del patrimonio informativo aziendale, permettendo di identificare lacune nei dati sorgente.

Un terzo sondaggio ha chiesto in quale ambito del lavoro quotidiano l’intelligenza artificiale potrebbe fare la differenza nei prossimi 12 mesi: l’87% ha indicato l’analisi e la sintesi di documenti complessi, il 54% l’automazione di procedure ripetitive, il 21% il supporto alla decisione amministrativa, il 3% la relazione con il cittadino e il 3% ha dichiarato di non vederne applicazione al proprio lavoro.

Il nuovo modello di erogazione dei servizi

Paolo Molinari di IBM ha illustrato il nuovo modello di erogazione dei servizi: una piattaforma unica che sostituisce centinaia di applicativi indipendenti, coerente con le linee guida di design di Agid. La piattaforma consente a cittadini e imprese di individuare i servizi attraverso un catalogo unico, presentare domande online con modalità di compilazione semi-guidata e disporre di un’area self care per monitorare lo stato delle pratiche. Gli operatori di back office possono lavorare le pratiche in modo digitale e integrato, fornire aggiornamenti in tempo reale e interagire telematicamente con il richiedente. Sono stati digitalizzati 12 procedimenti amministrativi. Molinari ha sottolineato la capacità della piattaforma di integrare nativamente le piattaforme nazionali per autenticazione, pagamenti e notifiche, e il suo elevato grado di configurazione che consente di aggiungere nuovi servizi in tempi rapidi con poco codice.

Gemello digitale e dati territoriali

Michele Ierardi, Chief Technology Officer e Chief Marketing Officer di Esri Italia, ha presentato i risultati del sistema delle conoscenze territoriali (Sct). Ha evidenziato che in Italia non esiste ancora alcuna città con un livello di integrazione digitale elevato sul fronte del digital twin. Il progetto ha affrontato tre criticità principali: la migrazione dei servizi e delle banche dati dalla vecchia alla nuova infrastruttura, la scelta dell’approccio di revamping dei geonavigatori (optando per la soluzione no-code ArcGIS Experience Builder) e la disponibilità delle fonti dati per la realizzazione del gemello digitale. I geonavigatori realizzati consentono di passare da una visualizzazione bidimensionale a una tridimensionale e sono ottimizzati per dispositivi mobili.

Tra le integrazioni sviluppate, Ierardi ha citato un rilievo da drone effettuato dalla Regione nella zona del Lago di Lod a Chamois, con elaborazione sulla piattaforma Esri, e l’integrazione di un modello Bim in formato ifc in una scena di ArcGIS, interrogabile attraverso tool di misurazione lineare, areale, profilo e sezione del modello. Un quarto sondaggio ha chiesto alla platea in quale contesto i servizi territoriali beneficeranno maggiormente dell’innovazione digitale del progetto, con opzioni che comprendevano la prevenzione del rischio idrogeologico e climatico, la pianificazione urbanistica e del paesaggio, la gestione del turismo e dei flussi stagionali, la mobilità e le infrastrutture di montagna e la gestione dell’emergenza e della protezione civile: i dati di risposta non sono stati resi disponibili nei materiali dell’evento.

Infrastrutture abilitanti

Domenico Irilli, Account Executive di Google, e Peppe Cannizzo, Account Executive di Microsoft, hanno illustrato il tema delle infrastrutture abilitanti. Cannizzo ha articolato il contributo di Microsoft attorno a quattro direttrici: arricchire l’esperienza dei dipendenti, reinventare il coinvolgimento dei cittadini, ridefinire i processi di governo e accelerare l’innovazione. Ha precisato che i dati — pur poco valorizzati nelle risposte al primo sondaggio della giornata — sono in realtà al primo posto nelle priorità tecnologiche. Microsoft ha lavorato con Inva sugli strumenti per sviluppatori, su una fondazione dati unificata con un data lake regionale centralizzato e su un’infrastruttura sicura orientata al controllo e alla gestione dei sistemi, con attenzione a cybersicurezza, governance e conformità normativa.

A chiudere l’evento sono stati Lalicata e Lotto con un intervento dedicato alla domanda che ha attraversato l’intera giornata: cosa resta dopo il progetto. Il sondaggio iniziale sul grado di evoluzione percepito della digitalizzazione della Pa regionale, che aveva ottenuto una media di 5,5 su 10, è stato riproposto alla fine: la media è salita a 6,6.

Programma Abitare il futuro – Progetto Bandiera tra risultati e prossimi passi
Programma Abitare il futuro – Progetto Bandiera tra risultati e prossimi passi

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