Otto giorni, undici moduli operativi, centinaia di volontari e professionisti, tre comuni coinvolti e una platea di studenti: da lunedì 11 a lunedì 18 maggio 2026 la Valle d’Aosta mette alla prova l’intero sistema regionale di Protezione civile con l’esercitazione annuale EXE2026 “Insieme, un Sistema che cresce”.
«Non è solo un momento di verifica delle lezioni apprese – ha spiegato il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin, presentando l’evento, giovedì 30 aprile – è soprattutto un’occasione per perfezionare la macchina di Protezione civile esercitando il sistema con tutte le sue componenti in maniera sinergica e coordinata».
«Quello che andiamo a esercitare non è l’attività che fa il Dipartimento di Protezione civile, ma il sistema di Protezione civile – ha precisato Valerio Segor, capo della Protezione civile della Valle d’Aosta – un insieme di organismi che va ben al di là della semplice struttura che ne porta il nome».
Tra i partecipanti ci sono Vigili del fuoco, Soccorso alpino valdostano, 118, Croce Rossa, Guardia di Finanza, Esercito, ARPA, Istituto Zooprofilattico, Fondazione montagna sicura, Fondazione CIMA, i gestori autostradali SAV, RAV e SITMB, e decine di organizzazioni di volontariato.
L’edizione 2026 ha anche un obiettivo strategico preciso: prepararsi all’esercitazione internazionale ALPEX 2027, in programma tra la seconda e la terza settimana di marzo del prossimo anno e incentrata su Chamonix: «è un’esercitazione organizzata nell’ambito delle attività preparatorie che la Francia vuole portare avanti in vista delle Olimpiadi invernali del 2030 – ha spiegato Segor – è finanziata dalla Comunità Europea e il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha chiesto a noi, come Valle d’Aosta, di parteciparvi direttamente».
In quell’occasione si attiverà il cosiddetto Meccanismo unionale di Protezione civile, meccanismo europeo di mutuo soccorso tra Nazioni in caso di calamità di proporzioni tali da richiedere supporto esterno. La Valle d’Aosta sarà anche a supporto della Prefettura dell’Haute-Savoie.

Gli undici moduli: cosa succederà
- Modulo 1, campo di assistenza alla popolazione, stadio Puchoz, Aosta, dal 12 al 18 maggio.
Montaggio e smontaggio di un campo di accoglienza completo, con tendopoli, refettorio, servizi igienici, guardiania, area sanitaria e zona espositiva. Per la prima volta il campo sorge dentro la città: «in caso di emergenza noi dovremmo poter essere in grado di allestire un campo di assistenza alla popolazione all’interno della città di Aosta – ha raccontato Giovanni Santo, dirigente della Protezione civile – lo stadio Puchoz ci pone delle sfide proprio perché siamo in contesto urbano, ma soprattutto ci pone delle sfide per la gestione delle persone con specifica necessità, che sono le realtà che dovremmo affrontare in caso di emergenza vera». - Modulo 2, Gruppi giovanili, stadio Puchoz e Plus, dal 15 al 17 maggio.
I giovani volontari di Protezione civile, Vigili del fuoco e Croce Rossa monteranno in autonomia una tendopoli e condurranno l’attività di divulgazione al pubblico nel pomeriggio di sabato 16. Per la prima volta si riunirà anche il Tavolo regionale dei Gruppi giovanili con l’annunciata partecipazione di Andrea Nesi, presidente del Tavolo nazionale dei Gruppi giovanili di Protezione civile: «ai ragazzi abbiamo dato la massima autonomia e libertà gestionale – ha sottolineato Santo – essendo giovani, devono trovare una loro identità e sentirsi parte integrante di questo sistema». - Modulo 3, droni e sistemi APR, Verrayes, dal 12 al 13 maggio.
Il Nucleo SAPR (Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto) della Valle d’Aosta, la flotta regionale di droni convenzionata tra più Enti, effettuerà un rilievo aereo dell’area percorsa dall’incendio boschivo dell’agosto 2025 tra Verrayes e Saint-Denis, con sensori RGB, multispettrali e LiDAR: «ogni anno l’esercitazione del nucleo SAPR sceglie un tema diverso – ha ricordato Sara Ratto, vicario della Protezione civile della Valle d’Aosta – quest’anno andremo a raccogliere dati sulla dinamica evolutiva e la ripresa vegetativa dell’area percorsa dall’incendio, impiegando in modo combinato diversi nuclei con sensori diversi. L’obiettivo è anche testare una procedura di coordinamento multi-ente, su cui stiamo lavorando anche con ENAC rispetto ai vincoli aeronautici». - Modulo 4, persone con specifiche necessità, stadio Puchoz, dal 15 al 17 maggio.
Persone con disabilità motoria e sensoriale saranno ospiti volontarie nel campo per testare i protocolli di accoglienza e i nuovi equipaggiamenti della Colonna mobile regionale. Alcune svolgeranno un ruolo attivo, ad esempio in segreteria: «è cambiato il paradigma, non si parla più di assistere le persone disabili, si parla di diritti – ha spiegato Giovanni Santo – nel momento in cui mi trovo a gestire una persona con disabilità in un campo di assistenza umanitaria, devo comprendere quali sono i suoi bisogni e adeguare i protocolli non solo di primo intervento, ma di assistenza. Sono stati fatti enormi passi avanti dal 2024 al 2026, grazie all’aiuto delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità, che ci stanno guidando passo a passo». - Modulo 5, divulgazione nelle scuole e alla cittadinanza, stadio Puchoz e Plus, dal 14 al 16 maggio.
Circa 350 studenti delle scuole primarie e secondarie di Courmayeur, Morgex, Châtillon, Antey, Saint-Christophe ed Aosta visiteranno il campo giovedì e venerdì. Nel pomeriggio di sabato 16 maggio, dalle ore 14, porte aperte all’intera popolazione: «la parte con l’elicottero che facevamo a Pollein piaceva molto ai ragazzi – ha precisato Valerio Segor – ma stando ad Aosta ci si avvicina un po’ di più alla cittadinanza, che faceva un po’ fatica a venire fino a Pollein. Vogliamo che il cittadino di Aosta, e non solo, possa venire a conoscere il sistema di Protezione civile». - Modulo 6, incidente chimico alla Cogne acciai speciali, Aosta, venerdì 15 maggio.
Scenario: durante un travaso di acido fluoridrico, un’autocisterna subisce un guasto con principio d’incendio e fuoriuscita di acido, con dieci figuranti “vittime”. Si attiverà il Piano di emergenza interno, il tunnel di decontaminazione, nuovo acquisto della Colonna mobile, il Posto medico avanzato e la noria sanitaria (un sistema organizzato di flusso continuo per il trasporto dei feriti durante le emergenze) fino all’ospedale “Parini”: «due anni fa avevamo chiesto in prestito all’Emilia-Romagna il tunnel di decontaminazione e ci avevano insegnato come processare un soccorso in quello scenario – ha ricordato Sara Ratto – quello era il rischio radiologico, quest’anno testiamo il rischio chimico. Non vogliamo dimostrare che sappiamo fare tutto: il tunnel è un nuovo acquisto, abbiamo fatto la formazione sul montaggio un mese e mezzo fa e ora testeremo l’impiego del modulo». - Modulo 7, ricerca dispersi, Vallone di Saint-Barthélemy, Comune di Nus, mattino del 16 maggio.
Simulazione di ricerca in montagna tra quota 1.800 e 2.300 metri. Una delle due persone “disperse” sarà un non udente, per testare i protocolli di intervento inclusivi: «l’obiettivo è dare maggiore rilievo alla prima fase, quella più delicata – ha specificato Sara Ratto – ovvero l’arrivo sul posto di tutte le Forze e la messa a sistema delle informazioni iniziali. Una delle due persone disperse sarà sorda: vogliamo continuare a migliorare l’approccio delle componenti di sistema. Oggi esiste un piano di ricerca persone scomparse, ma un protocollo specifico per i dispersi non è ben definito: questo è ciò che vogliamo costruire insieme». - Modulo 8, autocolonna, da Aosta a Courmayeur, andata su ss26, ritorno su A5, pomeriggio di sabato 16 maggio.
Per la prima volta assoluta: una colonna di 13 veicoli pesanti percorrerà l’intero tragitto tra Aosta e Courmayeur e ritorno. L’esercizio è direttamente collegato ad ALPEX 2027: «noi saremo chiamati nel meccanismo unionale a dare soccorso e assistenza in Francia – ha raccontato Sara Ratto – dovremo spostare una Colonna mobile che probabilmente includerà componenti da Piemonte, Trentino e Belgio, che attraverseranno la Valle d’Aosta per andare in Francia. Meglio prepararci con un’esercitazione: con più di dieci mezzi ci sono regole molto particolari e la colonna diventa difficile da gestire se non sei addestrato». - Modulo 9, formazione, Plus, intera settimana.
Otto giorni intensi di corsi per volontari e professionisti: DPI, guida di mezzi speciali e pesanti, HACCP, rischio idraulico, gestione di persone con disabilità, radiotrasmissioni. E un evento raro, un corso CBNR (chimico-biologico-nucleare-radiologico) di di 49 ore: «i formatori abilitati in Italia su questo corso sono solo tre – ha ancora evidenziato Sara Ratto – e questo corso ci viene fatto gratuitamente dai colleghi della Croce Rossa dell’Emilia-Romagna, uno dei tre enti formatori certificati a livello nazionale. È un’occasione da prendere al volo: mentre altri corsi possiamo riorganizzarli rapidamente, questo non sarà facile ripeterlo in tempi brevi». - Modulo 10, debriefing a caldo, mattina di domenica 17 maggio.
Prima della cerimonia finale, almeno un’ora dedicata all’analisi collettiva di tutti i moduli svolti: «sarà questo è il momento che ci consente di programmare le attività per l’anno successivo e migliorare il sistema – ha concluso Sara Ratto – non dobbiamo solo esercitarci: dobbiamo imparare da quello che facciamo. L’obiettivo non è sempre dimostrare che sappiamo fare. Al contrario: vogliamo sollecitare il sistema su quegli elementi dove sappiamo che ci sono difficoltà e farle emergere, per poi capire insieme come risolverle». - Modulo 11, cerimonia conclusiva, domenica 17 maggio,
Chiusura ufficiale con tutte le componenti del sistema, seguita dallo smontaggio del campo che si protrarrà fino a lunedì 18.

«Quello che facciamo non è per dimostrare di essere capaci – ha quindi ribadito Valerio Segor – è per mettere in luce le problematiche, le cose che dobbiamo ancora aggiustare. L’attività addestrativa è forse la più importante in assoluto: ci prepara per farci trovare pronti nel momento del bisogno».
«Per il terzo anno consecutivo investiamo su questa esercitazione perché la Valle d’Aosta deve essere in grado di muoversi all’unisono, nelle condizioni peggiori – ha concordato Renzo Testolin – con tutte le sue componenti: istituzionali, volontarie, scientifiche e tecniche».