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Vaccinazioni pediatriche: audizione in Consiglio Valle

Valle d’Aosta Futura, Lega Vallée d’Aoste e Fratelli d’Italia Valle d’Aosta hanno richiesto, mercoledì 1° luglio 2026, un’audizione durante la quale sono stati ascoltati in V Commissione del Consiglio Valle i rappresentanti dell’associazione Comilva odv.

La discussione si è concentrata sugli obblighi vaccinali pediatrici e sul divieto di accesso alle scuole dell’infanzia per i bambini non in regola con il piano vaccinale, una disposizione oggetto di dibattito in relazione alla normativa nazionale vigente. L’audizione, richiesta dal capogruppo della Lega Andrea Manfrin, intende approfondire l’applicazione delle leggi in materia e la gerarchia delle fonti normative, facendo seguito a interpellanze e ordini del giorno presentati in precedenza dai consiglieri Alberto Zucchi e Andrea Manfrin.
Per l’associazione Comilva odv sono intervenuti la vice presidente Anna Pettinaroli, il medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva Alberto Donzelli, già membro del Consiglio Superiore di Sanità, e l’avvocato esperto in diritto sanitario Francesco Paolo Cinquemani.

Al termine dell’audizione, nel corso di una conferenza stampa, ne sono stati riferiti gli esiti.

Alberto Zucchi, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha introdotto l’incontro: «Abbiamo sollevato il tema della vaccinazione della prima infanzia e siamo riusciti nell’intento di portare i rappresentanti dell’Associazione Comilva per sottolineare le istanze e le criticità emerse a seguito di una circolare del settembre 2025. È più repressiva rispetto al Decreto Lorenzin, che ha introdotto l’obbligo vaccinale. Abbiamo riscontrato una chiusura dell’intero apparato regionale di fronte alle nostre proposte di rivalutazione. I dirigenti hanno ribadito che quella circolare è in linea con la legislazione nazionale e non trovano ragioni per una diversa valutazione. Continueremo a lavorare per risolvere questa situazione che riteniamo paradossale».

Mauro Barbero del Comilva: «Da anni veniamo in Valle d’Aosta chiamati dalla comunità, che sta patendo le conseguenze di una vasta e profonda illegalità. Dobbiamo perfino difendere il testo di una legge che cerchiamo di combattere da 10 anni, dalla sua emanazione. Le sanzioni previste dalla legge sono comminate in tre Regioni (non in Valle d’Aosta), ma da nessuna parte accade ciò che avviene in Valle d’Aosta. La circolare opera al di fuori del dettato normativo e chiude le porte a tutti i bambini non vaccinati all’inizio dell’anno scolastico. È assolutamente inaccettabile. Oltre all’audizione odierna abbiamo altri strumenti di tipo giuridico e giudiziario da utilizzare. Molte famiglie si sono presentate per dare forza alle nostre richieste. I bambini non vaccinati sono stati definiti testualmente “piccoli untori”. La Valle d’Aosta non accetta il documento di richiesta di vaccinazione. Oltre ai 16 bambini decaduti lo scorso anno dall’assistenza sanitaria, non sono quantificati coloro che non ci provano più e sono ricorsi a soluzioni alternative».

Anna Pettinaroli, presidente di Comilva, ha aggiunto: «La legge presenta tutele per l’accesso alle scuole da 0-6 anni e per le procedure propedeutiche alla vaccinazione. All’obbligato, lo Stato garantisce valutazioni anamnestiche specifiche. Una tutela formale è data dall’iter procedurale e dal GDPR. Nelle segnalazioni che abbiamo ricevuto sono entrambe violate e ci sono gravi forzature che non solo aggravano la discriminazione arbitraria dei bambini, ma aggravano anche il lavoro per le istituzioni scolastiche e fanno fuoriuscire il dirigente dal perimetro del suo ruolo. I genitori esitanti sulla vaccinazione per reazioni avverse o fattori di rischio hanno ottenuto la ricusazione dei pediatri e i loro figli sono stati privati dell’assistenza pediatrica pubblica. Sono soprusi molto gravi e ci dobbiamo occupare del rispetto dei diritti civili di questi cittadini. Bisogna che sia chiaro cosa la legge dice e cosa no. Deve essere l’organo politico a porre rimedio perché non vorremmo arrivare in Tribunale. Il Consiglio Valle deve rendersi conto che i funzionari hanno valicato il limite della legge. In base alle risposte che riceveremo (entro il 10 luglio bisogna trasmettere la documentazione vaccinale che deve essere trasmessa dalle scuole entro il 20 luglio) decideremo se adire le vie legali. Ma noi vogliamo affiancare le istituzioni nella corretta applicazione della legge. Ci è stato detto che le forzature sono state fatte per proteggere la collettività ma non sono state fatte verifiche per confermare l’efficacia dell’intervento. Dal 2017 al 2019 vi è stato, in Valle d’Aosta, uno studio di farmacovigilanza attiva. I risultati mostrano che negli anni esterni allo studio le segnalazioni erano andate da zero a sei. Negli anni di studio vi sono stati fra i 200 e i 250 casi/anno».

L’avvocato Francesco Paolo Cinquemani ha messo a confronto le circolari per verificare se adempiano agli ordini di legge: «La circolare è un atto interpretativo, mentre qui si restringe e modifica quanto deciso dal legislatore. Vi sono violazioni all’articolo 3, 3 e 3 bis, alterando termini e procedure fra la scuola e l’Ausl; contrasta con le circolari ministeriali esistenti che non escludono formale richiesta di vaccinazione e documentazione medica; introduce obblighi di documentazione e non richiesta, che subordinano la frequenza; crea esclusioni illegittime, creando discriminazioni fra bambini; viola il principio di gerarchia delle fonti; attribuisce ai dirigenti scolastici compiti sanitari non spettanti; viola il GDPR. Durante la fase di valutazione, i bambini sono sospesi e la legge, in nessuna sua parte, prevede la sospensione del minore».

Alberto Donzelli, ex dirigente apicale della sanità pubblica ed ex componente del Consiglio superiore di Sanità, ha portato alcuni elementi sanitari, integrativi di quanto espresso nel precedente incontro del 30 luglio 2025: «Sono un uomo di scienza e sto alle prove, alla documentazione e ai fatti. La richiesta di salute della comunità non ha ragione d’essere. L’immunità di gregge, per la maggior parte dei 10 vaccini obbligatori e per buona parte di quelli facoltativi, non è scientificamente supportata. Per la pertosse vale addirittura l’effetto contrario, poiché vi possono essere i portatori sani. Anche per i vaccini per i quali esiste, l’immunità di gregge è solo temporanea. La convinzione che i vaccini siano autorizzati dopo un confronto con placebo inerte è sbagliata: sono autorizzati dopo il confronto con un adiuvante che serve a far attecchire meglio la malattia, le produzioni successive sono confrontate con la precedente. Non esiste la possibilità di misurare la differenza fra il vaccinato e la persona trattata con una sostanza inerte. Si può effettuare solo la sorveglianza attiva. In Italia vi è un unico caso di pubblicazione di uno studio importante di sorveglianza attiva contro il vaccino quadrivalente e si è rilevata un’enorme quantità di reazioni avverse persino gravi (studio della Regione Puglia). Questi dati dovrebbero essere riportati per legge nel consenso informato ma sono omessi e diventa quindi sistematicamente non valido. La Valle d’Aosta potrebbe effettuare uno studio di coorte e, in attesa dei risultati, potrebbe allentare le vessazioni nei confronti di chi, chiedendo di applicare la legge, chiede di evitare di essere vaccinato se ritiene di avere dei rischi da correre».

Il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste Andrea Manfrin ha specificato: «Ringrazio Valle d’Aosta Futura per aver riacceso un tema che sembrava sopito. Abbiamo chiesto di ritirare quella circolare ma la proposta è stata bocciata dal Consiglio Valle. Dalla Commissione è emerso che non vi è la volontà di ritirarla ma piuttosto di avviare un contenzioso giuridico. Prevedere un modello che va al di là della legge è assurdo. Nell’anno scolastico 2025/26 sono decadute 16 famiglie dall’iscrizione al Servizio sanitario. Sono stati definiti numeri trascurabili. La farmacovigilanza può essere effettuata. Non ci arrenderemo qui».

Adriana Viérin di Valle d’Aosta Futura ha concluso: «Questo momento importante è frutto della disponibilità di Lega Valle d’Aosta, di Fratelli d’Italia e di Comilva. Preciso che il bambino che è un untore da zero a sei anni, a sei anni va a scuola e smette di esserlo».

Con gli stessi relatori, in preparazione a tale appuntamento, martedì 30 giugno, vi è stata una conferenza aperta al pubblico per analizzare il tema delle vaccinazioni e lo stato dell’arte in Valle d’Aosta.

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