Ai piedi del Cervino, si accendono nuovamente i riflettori sul Cervino CineMountain, il festival del cinema di montagna più alto d’Europa, che annuncia ufficialmente le nuove date della XXIX edizione, in programma da sabato 25 luglio a sabato 1° agosto 2026a Breuil-Cervinia e Valtournenche.
Da oltre vent’anni, il Cervino CineMountain porta nel cuore delle Alpi il meglio della produzione cinematografica internazionale dedicata alla montagna, diventando un luogo di incontro e confronto tra cinema, alpinismo, scienza, arte e cultura. Un festival che non è solo vetrina, ma spazio di riflessione sulle grandi sfide contemporanee legate alle Terre Alte: dal cambiamento climatico al rapporto tra uomo e ambiente, dalla dimensione dell’esplorazione ai percorsi interiori.
Come da tradizione, il festival assegnerà il prestigioso Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée d’Aoste, considerato l’Oscar del cinema di montagna, conferito al miglior film tra i vincitori dei principali festival internazionali aderenti all’International Alliance for Mountain Film, da Bilbao a Ushuaia, da Katmandu alle grandi rassegne europee. La giuria internazionale, composta da registi, critici, alpinisti, attori e scrittori, decreterà inoltre i vincitori dei Premi del Concorso Internazionale, tra cui il Premio C.A.I. per il miglior film di alpinismo, il Premio per la miglior fotografia, i riconoscimenti dedicati ai film italiani e stranieri, ai cortometraggi e il Premio del Pubblico di Valtournenche.
Anche per l’edizione 2026 saranno confermate le sezioni speciali che arricchiscono il programma del Festival, accanto alle nuove proposte dedicate ai linguaggi contemporanei del cinema di montagna, con uno sguardo sempre più attento alle storie, alle comunità e ai territori.
Tre immagini, una montagna universale
Per la prima volta nella sua storia, il festival più alto d’Europa moltiplica il proprio volto visivo, abbracciando il tema dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, proclamato dall’Onu. Una scelta che è insieme radicamento e slancio, memoria e contemporaneità. Perché in Valle d’Aosta, più che altrove, il pascolo non è solo pratica agricola: è cultura, identità, paesaggio vivo.
Le tre immagini realizzate da Tullio Macioce, concepite come un trittico narrativo, raccontano altrettanti momenti di questo universo, ma fanno qualcosa di più: trasformano la pastorizia in visione, fino a far emergere la montagna stessa dentro ogni scena.
La prima è una visione dall’alto, quasi astratta: un prato verde compatto, attraversato da centinaia di pecore che, come punti in movimento, disegnano un profilo inatteso. A uno sguardo più attento, quel brulichio diventa linea, contorno, rilievo. Il gregge si trasforma in geografia: è la montagna che prende forma attraverso il movimento animale, un paesaggio vivente che respira e si compone sotto i nostri occhi.
La seconda immagine, invece, è la più concreta e quotidiana. In una conca alpina, tra erba, pietre e silenzi, una vasca colma d’acqua – simile a una vecchia vasca da bagno – diventa punto di sosta e ristoro. È un’immagine profondamente familiare per chi conosce i pascoli valdostani: le vasche d’abbeveraggio, essenziali, spesso improvvisate, che punteggiano gli alpeggi. Ma dentro quella presenza semplice vive anche un altro racconto: quello della montagna che si arrangia, recupera e trasforma gli oggetti della vita quotidiana in qualcosa di utile e necessario. Una forma concreta di riutilizzo legato alla capacità dei pastori di cavarsela con ciò che hanno a disposizione. In quell’oggetto, che ha ritrovato un uso, c’è tutta l’intelligenza pratica della cultura alpina: essenziale, funzionale, profondamente connessa al territorio e alle sue risorse.
La terza immagine è un dettaglio: il manto di una mucca valdostana riempie l’inquadratura fino a perdere la propria natura immediatamente riconoscibile e trasformarsi in trama, rilievo, paesaggio. Le sfumature brune e avorio del pelo, attraversate dalla luce, ricordano creste rocciose, nevai e pendii scolpiti dal vento, creando un cortocircuito visivo tra animale e territorio. È un’immagine potente e sensoriale, quasi tattile, che restituisce tutta la fisicità dell’alpeggio e il legame profondo tra gli animali, la terra e l’identità culturale della montagna valdostana.



Le Giurie
A guidare la Giuria del Cervino CineMountain 2026 sarà Alessandra Principini, professionista della comunicazione e dell’innovazione culturale, con esperienza nella progettazione di contenuti e strategie per il mondo creativo e audiovisivo. Dal 2023 lavora come Film Funds Manager per Movimenti Production, società nel settore dell’animazione indipendente in Italia. Con lei, Cristina Cassano, da oltre trent’anni di esperienza nel settore audiovisivo, specializzata nella gestione di progetti complessi per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio cinematografico. È esperta in diritti d’autore, distribuzione internazionale e processi legati allo sfruttamento delle opere audiovisive e nell’organizzazione di rassegne, retrospettive, workshop e incontri professionali.
Completa la giuria Piotr Turkot, cofondatore del Krakow Mountain Festival, è stato sin dall’inizio responsabile del programma del festival e della selezione dei film in concorso. È anche stato co-fondatore ed editore di wspinanie.pl, la testata più popolare in Polonia dedicata all’arrampicata e all’alpinismo e co-editore della rivista per gli appassionati di outdoor Outdoor Magazyn e della prima rivista B2B del settore outdoor 4outdoor Biznes Magazyn.
A loro si affiancherà come sempre la giuria del Cai espressione diretta del legame tra cultura alpina e territorio: Elettra Bernardi, psicologa, nata e cresciuta tra i monti valdostani. Oggi vive tra Milano, dove lavora, e la sua Valle dove ha fondato il Gruppo Giovani Cai Valle d’Aosta, per creare spazi di dialogo con chi condivide le sue stesse passioni; Andrea Frenguelli, regista, media producer ed esercente cinematografico, vive a Perugia dove produce documentari e gestisce il PostModernissimo, tra i primi cinema di comunità in Italia, e dal 2017, fa parte della Commissione Cultura del Club Alpino Italiano; Piermauro Reboulaz, ex presidente del Cai Valle d’Aosta, oggi curatore redazionale del periodico Cai Montagnes Valdôtaines.
I primi ospiti: dall’alpinismo alla narrazione
Ci saranno gli alpinisti Matteo Della Bordella, protagonista dell’alpinismo contemporaneo, Federica Mingolla, tra le voci più interessanti della nuova generazione, e Hervé Barmasse, simbolo di un alpinismo etico e radicato nel territorio. Spazio anche alle storie che superano ogni limite, come quella di Francesca Porcellato, la “rossa volante”, atleta paralimpica, fondista e paraciclista capace di attraversare discipline e decenni con una determinazione straordinaria. E ancora, l’energia fuori dagli schemi di Freddy Montigny, base jumper francese che usa materiali riciclati come sacchi neri dell’immondizia e vecchi tappeti per spiccare il volo dalle vette, tra sperimentazione e performance estreme. Tra gli ospiti anche lo scrittore Franco Faggiani, capace di raccontare il rapporto tra uomo e natura con una sensibilità narrativa profonda e contemporanea.
E molti altri nomi saranno svelati nei giorni sucessivi.
Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée d’Aoste
Tra i tratti distintivi del Cervino CineMountain c’è il Grand Prix des Festivals, una sezione unica nel panorama internazionale che riunisce le opere vincitrici dei principali festival mondiali dedicati al cinema di montagna. Ogni anno i festival partner selezionano il proprio miglior film, dando vita a una rassegna che raccoglie quelli che, nel circuito internazionale, sono ormai considerati gli Oscar del cinema di montagna: sei opere già premiate dalla critica e dal pubblico che arrivano a Breuil-Cervinia dopo aver conquistato i riconoscimenti più prestigiosi del settore.
L’edizione 2026 propone un viaggio tra comunità pastorali, grandi imprese alpinistiche, resilienza, crisi climatica e memoria, offrendo uno spaccato delle migliori produzioni internazionali dell’ultimo anno.
The Mountain Won’t Move di Petra Seliškar, vincitore del Festival International du Film de Montagne d’Autrans, accompagna lo spettatore tra le montagne della Macedonia, dove un gruppo di fratelli cresce accudendo un gregge di seicento pecore. Tra il lavoro quotidiano e i sogni di un futuro diverso, il film racconta con grande delicatezza il passaggio all’età adulta e il valore della famiglia, trasformando una storia locale in una riflessione universale sul rapporto tra uomo e montagna.
Con Where We Used to Sleep, premiato al Dutch Mountain Film Festival, Matthäus Wörle porta il pubblico nel villaggio rumeno di Geamăna, quasi completamente sommerso dai fanghi tossici di una miniera. Attraverso la storia di Valeria Prața, una delle poche persone rimaste a vivere in quel luogo, il documentario affronta i temi della memoria, della resistenza e dell’impatto ambientale dell’attività umana.
Il vincitore dell‘Ulsan Ulju Mountain Film Festival è andato invece a Reel Rock: Riders on the Storm di Josh Lowell, spettacolare racconto di una delle spedizioni di arrampicata più estreme degli ultimi anni. Diciotto giorni consecutivi di tempeste di neve, freddo estremo e pareti verticali mettono alla prova tre climber belgi in un’impresa dove resistenza fisica, lucidità mentale e spirito di squadra diventano essenziali per la sopravvivenza.
Con Girl Climber, vincitore dell’International Mountain Film Festival di Poprad, Jon Glassberg racconta la straordinaria impresa della climber americana Emily Harrington, impegnata nel tentativo di scalare El Capitan in meno di ventiquattro ore. Molto più di un film sportivo, è il ritratto di una donna che sfida stereotipi e limiti personali, trasformando l’arrampicata in un percorso di crescita e consapevolezza.
Vincitore dell’Alpin Film Festival di Brașov, The Wolves Always Come at Night di Gabrielle Brady, è un intenso racconto ambientato nel deserto mongolo. Dopo una violenta tempesta di sabbia che distrugge il loro gregge, una famiglia di allevatori nomadi è costretta ad abbandonare la propria vita per trasferirsi in città, offrendo una riflessione toccante sul cambiamento climatico, lo sradicamento e la perdita delle proprie radici culturali.
Chiude la selezione The Oldest Munro Bagger di Christina Golian, vincitore del Kathmandu International Mountain Film Festival. Girato nell’arco di quattro anni, il documentario segue l’ottantenne Nick Gardner mentre affronta la scalata dei 282 Munro scozzesi dopo la diagnosi di demenza della moglie. Un viaggio di straordinaria umanità che trasforma la montagna in un luogo di cura, memoria e amore, conquistando anche il Premio del Pubblico allo Sheffield Adventure Film Festival.
I film del concorso internazionale
Tra i temi centrali emerge la pastorizia, protagonista dell’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori, che il festival racconta anche nelle sue tre immagini ufficiali di questa edizione, lontano da ogni nostalgia. Oltre ai già citati candidati al Grand Prix des Festival In The Mountain Won’t Move, The Wolves Always Come at Night, si affiancano A Fire There, Premio Speciale della Giuria a Visions du Réel e presentato in anteprima italiana, che racconta di tre adolescenti sospesi tra radici e desiderio di cambiamento in un villaggio al confine tra Armenia e Georgia, e Barren Lands – Terre aride, in cui Hervé Barmasse osserva gli effetti della crisi climatica sulle comunità pastorali del Kenya.
Un altro asse portante della selezione è il confronto tra tradizione e trasformazione, raccontato attraverso alcune delle anteprime internazionali più prestigiose del festival. Spicca Whispers in May, vincitore del Grand Prize di CPH:DOX, tra i più autorevoli festival mondiali del documentario, che accompagna il passaggio all’età adulta di una ragazza nelle montagne della Cina, sospendendo il racconto tra osservazione e finzione. A dialogare con questo film è The Lama’s Son, anch’esso in anteprima italiana, dove un anziano Lama Bonpo dell’Himalaya attende il ritorno del figlio emigrato a New York, interrogandosi sul futuro di una tradizione millenaria minacciata tanto dal cambiamento climatico quanto dalle trasformazioni della società contemporanea.
Il paesaggio stesso diventa protagonista di molte opere in concorso. Le montagne raccontano gli effetti della crisi ecologica attraverso gli impianti abbandonati di Ghost Resorts – Super Saint Bernard, le riflessioni dei climatologi di On the Way, fino ai ghiacciai che arretrano in Born of Ice. Il territorio non è più semplice scenario, ma soggetto attivo del racconto, capace di mostrare con straordinaria chiarezza le trasformazioni ambientali in atto.
La selezione conferma inoltre una forte apertura ai linguaggi del cinema contemporaneo. Documentario, finzione, animazione e opere ibride convivono senza gerarchie: dalla stop-motion premiata di Kronoshock, Genziana d’Oro al Trento Film Festival, alle sperimentazioni visive di A Planet Painted by Hand, fino alla forza poetica di Atalaya, dimostrando come il cinema di montagna sia oggi uno dei laboratori più vitali della ricerca cinematografica internazionale.
Grande spazio è riservato anche alla produzione italiana e valdostana. La sezione Film Commission Vallée d’Aoste riunisce sei opere che raccontano il territorio attraverso prospettive differenti: dall’anteprima mondiale di Renzino di Pietro Taldo al pluripremiato Courma et Courmayeur di Elettra Gallone, fino ai lavori di autori già apprezzati dal pubblico del Cervino CineMountain come Joseph Péaquin, Hervé Barmasse e Damiano Levati, che con Kimshung – La montagna del destino segue il ritorno in Nepal della guida valdostana François Cazzanelli. Accanto a loro, Chiara Zoja propone con Prima dell’Aurora, un intenso ritratto della partigiana Aurora Vuillerminaz, mentre due anteprime mondiali, Il cantiere del cielo – La nuova Capanna Carrel sul Cervino di Nicolò Bongiorno ed Ensembio di Dario Timpani, raccontano la montagna come luogo di costruzione, creatività e relazione.
Il programma
MOUNTAINTELLING: si apre con il cinema Italiano ambientato in Valle d’Aosta | Sabato 25 e Domenica 26 luglio
In collaborazione con Film Commission Vallée d’Aoste, il Cervino CineMountain rafforza il dialogo con il cinema italiano contemporaneo attraverso due appuntamenti dedicati al racconto della montagna sul grande schermo. Sabato 25 luglio il produttore Mattia Guerra e l’attore “Lillo” Petrolo presenteranno Agata Christian – Delitto sulle nevi, brillante commedia gialla ambientata tra le montagne della Valle d’Aosta con un cast che comprende anche Christian De Sica, Paolo Calabresi, Maccio Capatonda, Chiara Francini, Giorgio Colangeli, Alice Pagani e Tony Effe. La sera successiva sarà protagonista Matteo Oleotto, che insieme agli attori Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta accompagnerà il pubblico alla scoperta di Ultimo Schiaffo, una commedia noir ambientata tra le montagne del Friuli. Due incontri che confermano il ruolo del festival come luogo di confronto tra cinema, territorio e grandi protagonisti del panorama cinematografico italiano.
L’omaggio a HAYAO MIYAZAKI e la Cerimonia di premiazione | giovedì 30 luglio e sabato 1 agosto
Tra gli appuntamenti simbolo dell’edizione 2026 spicca l’omaggio dedicato a Hayao Miyazaki, maestro dell’animazione mondiale che ha saputo raccontare come pochi il rapporto tra uomo, natura e immaginazione. Giovedì 30 luglio alle ore 21:00 in via Carrel a Breuil-Cervinia, il festival propone la proiezione speciale open air di Laputa – Il Castello nel Cielo, introdotta da Simone Dalla Chiesa (Università Statale Milano), seguita dalla matinée “40 anni con Miyazaki e Lucky Red”, sabato 1 agosto, nella Piazzetta delle Guide di Valtournenche, moderata da Carlo Chatrian e con Andrea Occhipinti, per ripercorrere quattro decenni di collaborazione lo Studio Ghibli e Lucky Red, che ha influenzato generazioni di spettatori in tutto il mondo. Il ciclo di omaggi si chiuderà la sera di sabato 1 agosto, durante la Cerimonia di premiazione, con lo spettacolo originale “Di Miyazaki e della sospensione”, ideato da Lucia Folco, Roberta Calcagno e Andrea Carlotto, un ultimo omaggio alla forza evocativa delle storie e alla capacità del cinema di portarci, proprio come la montagna, oltre i confini dell’ordinario.
I 90 anni di Cervinia tra cinema e memoria | Venerdì 31 luglio
Nel 2026 Cervinia celebra il novantesimo anniversario della sua fondazione e delle funivie, un traguardo che il Cervino CineMountain festeggia con una serata speciale realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Montagna di Torino e Cervino S.p.A.. Venerdì 31 luglio dalle ore 21:00, in programma tre proiezioni che ripercorrono la nascita e l’evoluzione della località attraverso immagini d’archivio e testimonianze d’epoca: Quando nasceva Cervinia di Carlo Rossi, Maratona Bianca di Mario Craveri e Alessandro Previtera e Come un Campari al bacio, realizzato a partire dagli archivi Super 8 di Leo e Luciana Gasperl. A introdurre il pubblico in questo viaggio nella memoria saranno Carlo Rossi e Marco Ribetti, protagonisti dell’incontro che accompagnerà le proiezioni.
Spazio green: una giornata dedicata all’ambiente | Domenica 26 luglio
Da quasi trent’anni il Cervino CineMountain racconta il rapporto tra uomo e ambiente attraverso il cinema. Da questa vocazione nasce Spazio Green, la novità dell’edizione 2026: una giornata di approfondimento dedicata ai grandi temi ambientali, in programma domenica 26 luglio tra Valtournenche e Breuil-Cervinia. Si comincia alle 11.00, con la Matinée, in collaborazione con Montura, in compagnia dell’esploratore Lorenzo Barone, – considerato da molti l’ultimo vero esploratore della sua generazione – che ha attraversato in solitaria deserti, steppe e regioni polari percorrendo oltre 100.000 chilometri in bicicletta attraverso più di sessanta Paesi, alla ricerca di un contatto autentico con i territori più remoti del pianeta.In dialogo con Hervé Barmasse, Barone presenterà Dust – La via delle polveri, il racconto di un viaggio in bicicletta ispirato alle rotte delle polveri sahariane, simbolo delle connessioni che legano gli ecosistemi del pianeta. Nel pomeriggio, dalle 15.30 al Centro Congressi di Valtournenche, una selezione di film accompagnerà il pubblico in un percorso dedicato alla crisi climatica, allo scioglimento dei ghiacciai, alla biodiversità e alle comunità pastorali, con le proiezioni di Ghost Resorts – Super Saint-Bernard, Born of Ice, Flayers, The Wolves Always Come at Night, On the Way e Barren Lands – Terre aride, il nuovo film di Hervé Barmasse. Un itinerario cinematografico che invita a guardare la montagna come uno degli osservatori più sensibili dei cambiamenti ambientali del nostro tempo.
X-Treme: quando lo sport diventa racconto
Martedì 28 luglio il palco del Cervino CineMountain ospiterà “X-Treme – Oltre un limite“, una serata che riunirà personalità capaci di ridefinire il concetto stesso di limite: Francesca “La Rossa Volante” Porcellato, tredici edizioni dei Giochi Paralimpici e quindici medaglie conquistate, l’onirico base jumper con materiali di recupero Frederic Montigny, Matteo Della Bordella, uno dei più forti e conosciuti alpinisti italiani contemporanei, e Franco Collé, tra i migliori interpreti italiani di sempre dell’ultra trail e dello skyrunning, quattro volte vincitore del Tor des Géants, considerato una vera leggenda delle corse in montagna, in un confronto che attraverserà discipline, esperienze e visioni diverse dell’avventura.
Il cinema incontra il territorio
Accanto agli ospiti internazionali, il festival dedica ampio spazio agli autori e ai registi che raccontano la Valle d’Aosta. Le anteprime mondiali di Renzino ed Ensembio, insieme agli incontri con Pietro Taldo, Dario Timpani, Chiara Zoja, Joseph Péaquin, Damiano Levati ed Elettra Gallone, confermano la volontà del Cervino CineMountain, in collaborazione con Film Commission VdA, di sostenere il cinema che nasce e cresce sul territorio.
Les matinées – Dove il cinema incontra le parole
Les Matinées nascono per offrire al pubblico uno spazio di dialogo in cui libri, viaggi, alpinismo, giornalismo e musica si intrecciano con il cinema, dando vita a conversazioni che continuano idealmente i temi affrontati sul grande schermo.
Nella cornice della Piazzetta delle Guide di Valtournenche e, in un’occasione speciale, sulle rive del Lago Blu di Breuil-Cervinia, autori, esploratori, alpinisti, giornalisti e protagonisti del festival condividono esperienze e riflessioni, trasformando ogni incontro in un’occasione per approfondire il rapporto tra uomo, montagne e contemporaneità.
Ad aprire il ciclo, domenica 26 luglio, è il già citato appuntamento con Lorenzo Barone, che dialogherà con Hervé Barmasse partendo dal suo Dust – La via della sabbia, il racconto di un viaggio estremo che diventa una riflessione sul significato dell’esplorazione contemporanea, sul valore dell’incontro e sulla capacità del viaggio di trasformare lo sguardo sul mondo.
La letteratura diventa poi protagonista lunedì 27 luglio con Roberta Mori, responsabile del settore ricerca e didattica del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino, che presenta Svegliarsi adulti: Vita di Sandro Delmastro, capo partigiano e amico di Primo Levi, e Marco Giani, storico dello sport soprattutto al femminile, con Grazia, di Federica Seneghini, per il quale ha scritto il saggio finale. Un dialogo dedicato alle vite di due protagonisti del Novecento, tra alpinismo, sport, Resistenza e il coraggio di restare fedeli ai propri valori. Nei giorni successivi, il Club Alpino Italiano porta al festival gli autori Stefano Motta, con il suo Felik, ambientato sul Monte Rosa, omaggio alla cultura Walser, e Franco Faggiani con Il maestro itinerante, un romanzo storico ambientato nelle comunità alpine tra Francia e Piemonte(martedì 28 luglio). E ancora Matteo Della Bordella, Federica Mingolla e Andrea Greci (mercoledì 29 luglio), protagonisti di incontri che spaziano dal racconto del cammino alla storia dell’alpinismo, fino alle nuove frontiere dell’arrampicata.
Le Matinées guardano anche alla memoria dell’alpinismo con Linda Cottino, giornalista e appassionata di sport di montagna, già direttrice della rivista “ALP”, autrice di Qui Elja, Mi Sentite? Otto alpiniste sul Pik Lenin, ed Enrico Camanni con il suo Amé Gorret La vera storia dell’Ours de la montagne (giovedì 30 luglio), personaggi e vicende lontani nel tempo ma accomunati dal coraggio, che riportano alla luce imprese che hanno segnato la storia della montagna. Venerdì 31 luglio torna il suggestivo appuntamento al Lago Blu, che quest’anno unisce musica e letteratura in Parole e note dal mondo per il Cervino, una narrazione corale accompagnata dalle sonorità di Stracho Temelkovski e dalle letture di Pedro Bastia, Luisa Montrosset, Eleonora Zappia, Jacques Martinet, Gian Luca Rossi, Luca Bich ed Enrico Camanni.
A chiudere il percorso, sabato 1 agosto, è un omaggio a uno dei più grandi maestri dell’animazione mondiale. Andrea Occhipinti, fondatore di Lucky Red, e Carlo Chatrian ripercorrono quarant’anni di collaborazione tra la casa di distribuzione italiana e lo Studio Ghibli, celebrando l’opera di Hayao Miyazaki, protagonista anche di una delle proiezioni speciali più attese dell’edizione 2026.
Per i più piccoli – Cva Mountain Kids: da Born To Climb ai film di animazione
Il Cervino CineMountain guarda al futuro anche attraverso le nuove generazioni. Accanto alle proiezioni e agli incontri, il festival propone uno spazio dedicato ai bambini e alle famiglie con CVA Mountain Kids, che trasforma la montagna in un luogo di scoperta, gioco e condivisione.
L’appuntamento è Born to Climb, giovedì 30 luglio alle 15.30 (palestra indoor Centro Congressi Valtournenche), un pomeriggio pensato per avvicinare i più piccoli al mondo dell’arrampicata in modo sicuro, educativo e divertente. Guidati da alcuni tra i più autorevoli protagonisti dell’alpinismo italiano, i bambini potranno vivere la parete come uno spazio di crescita, imparando che l’arrampicata significa prima di tutto fiducia, collaborazione e rispetto per l’ambiente.
Ad accompagnarli in questa esperienza saranno Federica Mingolla, Hervé Barmasse, Don Paolo Papone e Massimo Bal, in un incontro che unisce attività pratica e racconto, dimostrando come la passione per la montagna possa nascere fin da piccoli attraverso il gioco e la condivisione. A seguire, gli stessi protagonisti presenteranno al pubblico la nuova guida Arrampicata in Valle d’Aosta, dedicata a uno dei territori simbolo dell’alpinismo internazionale.
Educare al cinema significa anche educare allo sguardo. Per questo il Cervino CineMountain dedica da anni uno spazio speciale ai più giovani, proponendo una selezione di opere pensate per avvicinare bambini e ragazzi ai grandi temi della montagna attraverso il linguaggio dell’animazione.
Le proiezioni di CVA Mountain Kids, inserite all’interno del programma del festival, raccolgono film provenienti da tutto il mondo che parlano di amicizia, natura, rispetto dell’ambiente, coraggio e inclusione. Racconti capaci di emozionare e divertire, ma anche di stimolare curiosità e senso critico, confermando il cinema come straordinario strumento di crescita. Quest’anno sono 18 i titoli selezionati, provenienti da tutto il mondo, dalla Corea del Sud alla Croazia, dalla Nuova Zelanda al Belgio, dalla Germania alla Svizzera, e ancora Stati Uniti, Francia, Spagna e Repubblica Ceca, cortometraggi di grande qualità provenienti dai più prestigiosi festival internazionali di animazione.
A scegliere il “più bello” sarà la Giuria Kids, composta da bambine e bambini, chiamati a visionare e votare le opere. Saranno proprio loro ad assegnare il premio del pubblico dedicato a questa sezione, offrendo uno sguardo spontaneo, curioso e autentico sul cinema d’animazione e dimostrando come il festival voglia coinvolgere le nuove generazioni non solo come spettatori, ma anche come protagonisti attivi della vita della manifestazione.
Per ulteriori approfondimenti sul contesto territoriale, si può consultare la guida al Cervino in estate 2026.
I premi
Premio Grand Prix des Festivals Conseil de la Vallée: Assegnato dalla Giuria Internazionale al miglior film in concorso.
Premio CAI: Attribuito dalla Giuria del Club Alpino Italiano all’opera che meglio interpreta i valori della cultura della montagna, dell’alpinismo e del rapporto tra uomo e ambiente.
Premio Montagnes Tout Court: Assegnato al miglior cortometraggio in concurso, dalla Giuria Internazionale.
Premio Film Commission Vallée d’Aoste: Riconoscimento alla migliore opera che valorizza il territorio, le sue comunità e le produzioni cinematografiche realizzate o sostenute in Valle d’Aosta.
Premio Montagne d’Italia: Assegnato al miglior film Italiano dalla Giuria Internazionale.
Premio Montagnes du monde: Attribuito al miglior film straniero, assegnato dalla Giuria Internazionale.
Premio CVAlps: Assegnato dalla Giuria CVA al film che meglio racconta il rapporto tra comunità, territorio e sviluppo sostenibile nelle terre alte.
Premio del Pubblico: Attribuito sulla base dei voti raccolti durante tutte le proiezioni del festival, comprese quelle del Grand Prix Circuit di Chamois e La Magdeleine, trasformando l’intero territorio valdostano in un’unica grande platea del Cervino CineMountain.
Premio del Pubblico Versante Sport: Assegnato dal pubblico al miglior film che racconta l’alpinismo, l’avventura e gli sport outdoor attraverso storie di sfida, esplorazione e crescita personale.
Premio del Pubblico CVAMountainKids: Attribuito dalla Giuria Kids, composta da bambine e bambini, al film d’animazione che saprà conquistarli.
Premio del Pubblico Grand Prix Circuit: Assegnato dal pubblico di Chamois e La Magdeleine.