Il Consiglio Valle si riunisce in sessione ordinaria martedì 14, mercoledì 15 e giovedì 16 luglio 2026, dalle ore 9, per discutere un ordine del giorno di 77 punti.
In apertura dei lavori, saranno discusse 22 iniziative rinviate da precedenti adunanze, di cui tre mozioni e 19 interpellanze.
Comunicazioni del presidente del Consiglio
Il presidente Stefano Aggravi ha espresso il cordoglio per la scomparsa di Angelo Benessia, insignito dell’onorificenza di Ami de la Vallée d’Aoste nel 2012, avvocato, illustre figura della finanza italiana e già Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Comunicazioni del presidente della Regione
Nelle sue comunicazioni all’Assemblea, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha fatto il punto sulla richiesta di misure di agevolazione tariffarie del pedaggio autostradale nel tratto A5 tra il casello di Nus e il casello Aosta/Ovest/Saint-Pierre per la durata della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes che collegano il Raccordo A5 con la strada statale n. 27 del Gran San Bernardo.
Il presidente ha ricordato che, con nota del 23 giugno, «la Sav Spa aveva comunicato l’avvio delle valutazioni tecnico-amministrative e regolatorie per l’introduzione di ulteriori agevolazioni tariffarie. La Regione ha quindi sollecitato la concessionaria a definire rapidamente le tempistiche dell’iniziativa e, preso atto della necessità di un coinvolgimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha interessato direttamente il Dicastero per evidenziare l’urgenza delle misure, finalizzate a favorire il reindirizzamento del traffico durante i lavori sul Raccordo A5-Ss27. Lo scorso 8 luglio è stato infine inviato un ulteriore sollecito alla Sav per conoscere i tempi di attivazione delle agevolazioni.»
Il presidente ha quindi letto la nota della società Sav giunta nella mattina di oggi, martedì 14 luglio: «Facciamo seguito alle precedenti informative su quanto in oggetto per confermarvi di avere attivato, per parte nostra, quanto necessario per soddisfare la richiesta di cui alla risoluzione n. 4 approvata dal Consiglio regionale nel corso della seduta del 9 giugno, ovvero la praticabilità di misure tariffarie agevolate (gratuità o significativa riduzione del pedaggio), limitatamente alla durata della chiusura delle gallerie in oggetto, nel tratto dell’autostrada A5 tra il casello di Nus ed il casello di Aosta Ovest/Saint-Pierre. Quanto sopra al fine di far sì che, nel corso del periodo di chiusura del Raccordo, il traffico veicolare venga dirottato il più possibile sulla viabilità autostradale in modo da attenuare l’aggravio di traffico specialmente nell’area cittadina di Aosta. Ogni nostra iniziativa in tal senso è tuttavia subordinata alle determinazioni del nostro Concedente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al quale abbiamo già formalmente rappresentato la situazione e la nostra disponibilità a sottoscrivere un Protocollo d’intesa con la Regione autonoma Valle d’Aosta e la confinante concessionaria Rav Spa per disciplinare l’efficacia e gli effetti dell’agevolazione temporanea. In attesa di ricevere riscontro dal concedente Ministero, porteremo il tema all’attenzione del nostro Consiglio di amministrazione programmato per il prossimo 23 luglio. Tale misura peraltro, come già da subito rappresentatovi, potrebbe essere resa operativa nel minor tempo tecnico necessario all’adeguamento dei sistemi di riparto del pedaggio che non dipendono evidentemente dalla concessionaria Sav e comunque auspicabilmente entro il prossimo mese di settembre, in occasione del quale si attende l’usuale incremento degli spostamenti di prossimità diretti sulla città di Aosta ove si concentrano tutti i principali istituti scolastici, mantenendola attiva sino alla riapertura del Raccordo A5-Ss n. 27 del Gran San Bernardo prevista entro giugno 2027.»
Interrogazioni a risposta immediata
Sono state iscritte cinque interrogazioni a risposta immediata. Quattro di queste riguardano la vertenza della Cogne Acciai Speciali. Presentate dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, PD-Federalisti Progressisti VdA, Autonomisti di Centro e Alleanza Verdi e Sinistra, chiedono alla Giunta di fare il punto sulle misure adottate per la tutela dei livelli occupazionali dell’acciaieria dopo la disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale, sull’andamento del confronto con i sindacati e l’azienda e sui prossimi incontri in programma.
Il quinto question time, a firma del gruppo Fratelli d’Italia, pone l’attenzione sul mancato coordinamento dei cantieri che interessano la strada statale 26, nel tratto tra Arnad e Bard, l’elettrificazione della ferrovia e l’autostrada A5, con ripercussioni sulla viabilità della bassa Valle.
Mozioni
Riguardo alle mozioni, una dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine riguarda il sostegno alle Pro loco negli adempimenti per l’iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts). La seconda, sottoscritta dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, chiede di valutare con la competente Commissione consiliare le indicazioni che la Regione intende dare ai nuovi amministratori di Cva, mentre la terza dei gruppi Lega VdA, La Renaissance e Fratelli d’Italia propone la predisposizione di un piano straordinario regionale per il governo delle liste d’attesa nelle prestazioni sanitarie ambulatoriali.
Interpellanze
Heineken
«A fine 2026 scadrà l’accordo relativo allo stabilimento di Pollein, una partita di assoluto rilievo sotto il profilo industriale, occupazionale, patrimoniale e di finanza pubblica per la Regione – ha sottolineato il capogruppo Alberto Zucchi –. È necessario che ogni eventuale nuovo accordo sia sorretto da un accertamento serio della convenienza economica reale per la Valle d’Aosta e non da valutazioni di mera opportunità politica e che il Consiglio sia messo nelle condizioni di conoscere per tempo la strategia della Giunta. Per questo chiedo se sia già stato aperto un confronto e se esista già una linea definita per il dopo 2026, se l’operazione Heineken abbia prodotto un saldo economico positivo, quale piano concreto sia previsto in caso di mancato rinnovo o ridimensionamento e se il Governo intenda coinvolgere la Commissione consiliare competente in questa fase decisiva.»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, nel premettere che «l’attenzione sul tema è costante», ha rilevato come «lo stabilimento continui a essere una realtà di grande interesse per la realtà industriale valdostana e un punto di riferimento per il gruppo Heineken. Nella scorsa primavera ho visitato lo stabilimento di Pollein insieme ai dirigenti dell’Assessorato presentando l’attività e le misure che stiamo mettendo a disposizione del comparto industriale ed evidenziando l’importanza che la Giunta e la maggioranza regionale riconoscono al sito produttivo. Ed è per questo che è in corso un confronto sostanziale sul periodo successivo al 2026, anche attraverso Finaosta, con il management di Heineken».
L’assessore ha quindi evidenziato che «l’accordo con il gruppo Heineken prevede una molteplicità di impegni reciproci che, fino ad oggi, sono stati rispettati, in particolare per quanto riguarda la continuità dell’attività produttiva e gli aspetti occupazionali. In merito allo stabilimento di Pollein, il contratto di affitto di azienda sottoscritto tra Heineken Italia Spa e Sima Spa – società partecipata al 51% da Heineken Italia e al 49% da Finaosta Spa – ha consentito il raggiungimento degli obiettivi per i quali era stato definito.»
Ha quindi aggiunto: «Heineken ha deciso di acquisire gli asset produttivi, subentrando nel contratto di locazione del complesso industriale e garantendo la continuità dell’attività del birrificio dal 1° gennaio 2027, senza soluzione di continuità. Contestualmente sono state avviate, sulla base del contratto in essere, le procedure per la messa in liquidazione di Sima Spa. Nei prossimi mesi il confronto tra le parti consentirà di definire gli sviluppi futuri dell’accordo. Do la mia disponibilità al confronto in Commissione – compatibilmente con ciò che può essere condiviso in una fase negoziale ancora in corso e con quanto potrà essere messo a disposizione pubblicamente – vista l’importanza della tutela occupazionale, del settore produttivo e della realtà industriale di cui stiamo parlando.»
Il consigliere Zucchi, nella replica, ha evidenziato «l’importanza di fare chiarezza sugli sviluppi dell’accordo che coinvolge Regione, Finaosta, Sima, Heineken e Vallée d’Aoste Structure», richiamando l’attenzione «sull’investimento complessivo di 76 milioni di euro in dieci anni per la promozione dell’immagine della Valle d’Aosta. Vogliamo che le cose siano fatte nel rispetto della legalità e della trasparenza e capire quali ricadute abbia prodotto l’investimento regionale. La priorità resta la tutela dei lavoratori e il mantenimento dei livelli occupazionali. A cinque mesi dalla scadenza dell’accordo, la situazione è nebulosa: noi chiediamo di essere parte attiva nel percorso, considerato l’impatto significativo che questa partita avrà sulla Regione e sui lavoratori.»
Eventi franosi di Palleusieux a Pré-Saint-Didier
Con un’interpellanza, Fratelli d’Italia ha chiesto chiarimenti sulla frana staccatasi il 31 marzo scorso in frazione Palleusieux a Pré-Saint-Didier.
Ricordando che «l’evento franoso ha provocato un distacco di circa 300 metri cubi di materiale roccioso, comportando lo sgombero di cinque condomini e l’interdizione dell’area per grave pericolo per la pubblica incolumità», il vicecapogruppo Massimiliano Tuccari ha voluto sapere «se l’area fosse classificata a rischio idrogeologico e con quale livello di pericolosità; quali valutazioni geologiche e idrogeologiche siano state effettuate in sede di rilascio dei titoli edilizi relativi ai condomini sgomberati e se tali valutazioni siano oggi ritenute ancora congrue; se siano previste revisioni della pianificazione urbanistica e delle classificazioni di rischio e quali misure la Regione intenda adottare per garantire la sicurezza permanente dell’area, anche valutando eventuali limitazioni all’edificabilità o all’uso degli immobili esistenti. Vogliamo capire se davanti a un territorio che cambia, il nostro sistema di prevenzione e di pianificazione sia ancora adeguato.»
L’assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha ricordato che «il complesso immobiliare interessato dalla frana è stato progettato alla fine degli anni Settanta e realizzato negli anni Novanta, prima dell’introduzione della classificazione della pericolosità per frana prevista dalla legge regionale 11 del 1998.Il settore della parete rocciosa da cui si è verificato il distacco è oggi classificato a elevata pericolosità (fascia F1), con una fascia boscata al piede del versante dove si deposita la maggior parte del materiale detritico e che non è edificabile. L’area urbanizzata più vicina al versante, interessata dal crollo del 31 marzo scorso, ricade invece in fascia di pericolosità media (F2), mentre gran parte dell’abitato di Palleusieux è classificata in fascia di bassa pericolosità (F3).Queste classificazioni non erano in vigore al momento del rilascio dei titoli edilizi degli immobili interessati dal crollo, che risultavano conformi alla normativa dell’epoca. Con l’attuale disciplina urbanistica, influenzata da eventi nazionali e regionali, si applicherebbero invece limitazioni molto più stringenti.»
Inoltre, «le valutazioni geo-idrologiche che hanno portato alla definizione dei vincoli urbanistici sono state effettuate sulla base delle conoscenze disponibili all’epoca, considerando caratteristiche geomorfologiche del territorio e i dissesti storicamente rilevati. Negli ultimi anni, questo approccio è stato messo alla prova dagli effetti dei cambiamenti climatici, che hanno determinato un aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni di dissesto. Per questo, le vigenti disposizioni in materia prevedono che, nel caso in cui si verifichi un dissesto, a titolo precauzionale l’intera area interessata viene classificata a pericolosità elevata, fino a che non siano state eseguite approfondite valutazioni della nuova situazione che si è venuta a creare. Le zone interessate dal crollo del 31 marzo scorso sono, quindi, da ritenersi classificate ad elevata pericolosità sino al momento in cui non saranno revisionate da parte del Comune le attuali cartografie riguardanti la loro classificazione di pericolosità.»
Dopo il crollo, «la Sindaca di Pré-Saint-Didier ha disposto lo sgombero degli edifici interessati e la chiusura delle strade di accesso. La Regione è intervenuta in somma urgenza per mettere in sicurezza una linea elettrica ad alta tensione, infrastruttura strategica il cui intervento è stato interamente finanziato dall’Amministrazione regionale. Il Comune aveva già commissionato uno studio sull’attuale livello di pericolosità del sito che individuava nelle opere paramassi una possibile soluzione. Tutto ciò dovrà essere aggiornato alla luce del crollo del 31 marzo, che ha coinvolto un volume di roccia importante. Fino al completamento dei nuovi approfondimenti tecnici non sarà possibile assumere decisioni definitive.
Nel frattempo, Regione, Comune e proprietari hanno avviato un confronto per condividere il quadro tecnico e individuare le soluzioni più adeguate. Gli immobili coinvolti sono prevalentemente destinati ad attività turistico-commerciali e a seconde case: eventuali opere di mitigazione del rischio ricadono quindi sui proprietari che vanno sostenuti. A questo proposito, il Comune sta svolgendo con l’appoggio della Regione un approfondimento giuridico per capire come intervenire per supportarli. Ricordo che, oltre ad affrontare le emergenze, le strutture regionali, in collaborazione con numerosi partner come Fondazione Montagna Sicura e Fondazione Cima, sono quotidianamente impegnate in un’azione di monitoraggio, previsione e programmazione. Un lavoro svolto in silenzio a cui dovremmo dare più voce.»
Sottolineando «la necessità diuna politica della prevenzione, anticipando il rischio invece che rincorrerlo», il consigliere Tuccari ha spiegato che «con questa iniziativa abbiamo voluto richiamare l’attenzione sulla situazione dei privati, degli investitori e delle persone che, loro malgrado, sono ancora fuori dalle proprie abitazioni. È importante che non si sentano abbandonati: per questo chiediamo una comunicazione più puntuale sugli interventi in corso, così da informare i diretti interessati e consentire al Governo di rendere conto dell’attività che sta svolgendo.»
Brambilla di Verrès
La valorizzazione degli spazi incompiuti dell’ex cotonificio Brambilla di Verrès è stata al centro di un’interpellanza del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
«Gli interventi complessivi di riqualificazione della struttura di proprietà regionale, realizzati tra il 2000 e il 2007, hanno restituito alla comunità un edificio di grande qualità architettonica, oggi sede dell’Istituzione scolastica di istruzione liceale, tecnica e professionale. Tuttavia, a distanza di molti anni, gli spazi seminterrati risultano ancora incompiuti e quindi inutilizzati – ha spiegato il consigliere Andrea Campotaro –. Vogliamo sapere se sia intenzione dell’Amministrazione regionale riprendere e aggiornare il progetto relativo alla realizzazione dell’auditorium nei seminterrati del fabbricato; quali siano le valutazioni e gli eventuali orientamenti programmatori in merito alla priorità di tale intervento nell’ambito delle opere pubbliche regionali; se siano previste interlocuzioni con il Comune di Verrès, l’istituzione scolastica e gli altri soggetti del territorio per definire una destinazione condivisa degli spazi; se si intenda integrare il completamento dell’intervento relativo all’auditorium nell’ambito degli interventi già programmati per la realizzazione dello studentato.»
L’assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha specificato che «le priorità sono state date agli spazi necessari all’attività didattica, mettendo in campo investimenti significativi per la valorizzazione e la sicurezza dell’immobile: efficientamento energetico, prevenzione incendi e manutenzione straordinaria per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro, cui si aggiungeranno ulteriori interventi programmati, come il nuovo sistema di illuminazione a Led e le predisposizioni elettriche per un totale di 450mila euro. Gli spazi destinati all’auditorium e alla bocciofila non sono stati accantonati, ma richiedono un’attenta valutazione tecnica e progettuale, anche alla luce delle normative intervenute negli anni e delle necessarie verifiche strutturali. Sarà fondamentale un confronto con il Comune di Verrès e con il territorio per definire quale funzione attribuire a questi spazi: un auditorium di interesse sovracomunale – visione che comincia ad emergere -, una struttura a servizio delle scuole o una realtà maggiormente legata alla dimensione comunale. La valutazione dovrà comunque inserirsi in una prospettiva comprensoriale, considerando il ruolo strategico che Verrès – come Pont-Saint-Martin – riveste per la bassa Valle. Questo è avvenuto per esempio di recente con l’inaugurazione dello spazio Youth Corner VdA, un nuovo spazio dedicato ai giovani della Valle d’Aosta e pensato come luogo di incontro, confronto e crescita per le nuove generazioni, mettendo in rete le scuole e il sistema produttivo locale.
Parallelamente, prosegue il percorso per lo studentato: è in corso la verifica del progetto esecutivo, affidata a professionisti esterni vista la rilevanza economica dell’opera, che supera i 9 milioni di euro di quadro complessivo. Una volta concluso questo passaggio, si procederà con l’avvio della gara d’appalto. Gli interventi realizzati e programmati confermano l’impegno dell’Amministrazione sul polo di Verrès, con investimenti complessivi che, tra studentato e manutenzioni straordinarie, superano i 12 milioni di euro.»
«Nel Programma regionale dei lavori pubblici non compare alcuna previsione relativa al completamento dell’auditorium – ha replicato il consigliere Campotaro –. Questo significa che, allo stato attuale, non esiste una programmazione concreta né una copertura finanziaria dedicata a questo intervento. Pur considerando la presenza di altre priorità, il progetto dell’auditorium risale a oltre 25 anni fa e ritengo sia arrivato il momento di passare dalle intenzioni a un cronoprogramma definito. Dal confronto con il territorio e con le associazioni emerge la necessità di nuovi spazi culturali e aggregativi. Quell’area è ormai riconosciuta come un luogo di riferimento per i giovani della bassa Valle e un auditorium potrebbe rappresentare una naturale evoluzione di questa vocazione. Ci auguriamo che la Regione rimetta al centro questo progetto rimasto incompiuto, offrendo finalmente alla bassa Valle una infrastruttura culturale e civica di cui oggi si avverte concretamente il bisogno.»
Riforma della disabilità
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, con due interpellanze, ha riportato all’attenzione dell’Aula la riforma della disabilità.
«Una riforma complessa, di difficile comprensione che rappresenta e implica un vero e proprio cambio di paradigma; dai principi dell’assistenza a quelli del progetto di vita e dell’autodeterminazione – ha spiegato il vicecapogruppo Eugenio Torrione -. Per la piena realizzazione della riforma occorre superare tre criticità che riguardano la conoscenza, la comprensione e l’applicabilità. In primo luogo, molte persone, anche addetti ai lavori, non sanno dell’esistenza stessa della riforma. Inoltre, la riforma va compresa nelle sue implicazioni e nella sua valenza e deve essere applicabile, ovvero la Regione deve garantire l’effettiva esigibilità dei diritti previsti. Mi faccio portavoce di persone con disabilità, caregiver, educatori e operatori nel manifestare preoccupazione e perplessità sulla capacità delle campagne comunicative e informative della Regione di raggiungere le persone in particolare quelle che non aderiscono ad associazioni. Sollevo anche una serie di criticità pratiche che rendono carente l’adesione alla sperimentazione della riforma e riguardano la richiesta del Progetto di vita, l’applicazione del budget di progetto e l’accomodamento ragionevole. Restano inoltre aperte questioni importanti, come i percorsi per i minori, l’autismo, il raccordo tra scuola e territorio, la deistituzionalizzazione e la transizione al nuovo modello per chi è già inserito nei servizi residenziali. Le domande delle due interpellanze vertono pertanto sul grado di conoscenza della riforma tra la popolazione, sulla formazione, sulla possibilità di rivedere la sperimentazione alla luce delle criticità evidenziate e sull’effettiva esigibilità dei diritti.»
Nella risposta, l’assessore alla sanità e politiche sociali, Carlo Marzi, ha evidenziato che «il percorso di riforma della disabilità prosegue nel segno del confronto con le associazioni e del coinvolgimento del territorio. Il Tavolo di co-programmazione delle politiche e degli interventi in favore delle persone con disabilità, riunito il 12 giugno scorso alla presenza delle associazioni di familiari e persone con disabilità e degli enti del terzo settore, ha confermato la volontà condivisa di fare di questo tavolo il luogo privilegiato di ascolto reciproco e condivisione delle scelte, con la possibilità di porre osservazioni e proposte. Inoltre, per allinearsi al cambio di passo previsto dalla riforma, l’Assessorato ha unificato i Dipartimenti sanità e salute e politiche sociali e orientato le strutture e gli uffici alla costruzione di percorsi integrati tra sanitario e sociale, anche a livello programmatorio e amministrativo, e sono stati destinati oltre 139 milioni di euro al settore nel triennio 2026-2028, finanziati per oltre il 90% con risorse regionali.»
Quanto alla delibera sull’avvio della sperimentazione della riforma, l’assessore ha ribadito «la sua funzione essenzialmente transitoria, finalizzata a guidare il processo. Per questo sarà oggetto di modifiche, integrazioni e arricchimenti. Parliamo quindi, nel concreto, di un ripensamento complessivo dei procedimenti amministrativo-contabili della pubblica amministrazione al fine favorire accessibilità e fruibilità trasversale in ogni settore.»
Riguardo alla ricomposizione delle risorse del budget di progetto, «gli uffici regionali stanno valutando gli approfondimenti tecnici per definire in modo puntuale il perimetro e la composizione del budget, individuare modalità del suo utilizzo che deve risultare adeguatamente flessibile e coerente con i bisogni individuali e garantirne la massima trasparenza nella sua applicazione. In questa direzione si inseriscono il potenziamento delle soluzioni abitative innovative, le nuove misure per l’autismo e la revisione dei contributi per gli assistenti personali e del servizio di sollievo.»
L’assessore si è, infine, detto «sorpreso che venga rappresentata una situazione di diffusa carenza di informazione e conoscenza della riforma, considerato il percorso regionale già avviato e caratterizzato da momenti pubblici, istituzionali e formativi, proposti in modo articolato e progressivo sia agli operatori sia alla comunità, secondo una logica anticipatoria e non attendista e condotta dalla Regione anche con risorse proprie, senza dover attendere l’approvazione dei relativi fondi da parte del Ministero. Strategica è la convenzione con l’Università della Valle d’Aosta, che si occupa del coordinamento del piano formativo per consolidare le competenze e conoscenze relative alla riforma sul territorio regionale. Ciò che dobbiamo fare ora è informare sullo stato attuale tutte le persone con disabilità e le loro famiglie rispetto ai progetti di vita e al budget di progetto che vi è collegato. È nostra intenzione programmare un piano di informazione a più largo raggio, diretto ad intercettare il più possibile le persone con disabilità e le loro famiglie, soprattutto coloro che non hanno come riferimento alcuna associazione sul territorio.»
«Non ho dubbi sulla buona volontà dell’assessorato nel mettere in campo la riforma ma ritengo che serva maggiore concretezza nella sua applicazione – ha replicato il consigliere Torrione -. In questi mesi ho incontrato persone con disabilità che non erano a conoscenza della riforma e addetti ai lavori che non sapevano come accedere ai nuovi strumenti previsti. Dobbiamo fare in modo che questo percorso, complesso ma importante, sia pienamente operativo entro il 1° gennaio 2027, quando terminerà la fase di sperimentazione. Molto è stato fatto, ma è evidente che occorre fare ancora di più.»
Dermatite nodulare contagiosa
La campagna vaccinale contro la dermatite nodulare contagiosa nei bovini è stata al centro di un’interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste.
Il capogruppo Andrea Manfrin, nell’illustrare l’iniziativa, ha detto: «Abbiamo voluto porre all’attenzione alcuni aspetti ancora aperti della campagna vaccinale obbligatoria contro la dermatite nodulare contagiosa, a partire dalla tutela dei vitelli nati da madri vaccinate, dagli effetti del vaccino e dalle possibili conseguenze economiche per gli allevatori in caso di applicazione dello stamping-out, che prevede l’abbattimento dell’intera mandria anche in presenza di capi vaccinati e clinicamente sani. Chiediamo quindi all’Assessore se sia stata effettuata una valutazione della proporzionalità della misura rispetto al rischio reale, quali siano gli orientamenti della Regione sulla richiesta di deroga per anticipare la vaccinazione dei vitelli e quali garanzie siano previste per gli allevatori in caso di abbattimenti sanitari. Chiediamo inoltre se la Regione intenda attivarsi nelle sedi nazionali ed europee per una revisione delle norme sullo stamping-out e quale sia il sistema di monitoraggio previsto per eventuali effetti avversi del vaccino e per i capi provenienti da fuori Valle. La tutela del patrimonio zootecnico deve necessariamente andare di pari passo con la tutela delle aziende agricole e del lavoro degli allevatori.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha spiegato che «la campagna vaccinale 2026 si è conclusa in poco più di un mese, con il raggiungimento di un livello di copertura contro la dermatite nodulare contagiosa pressoché totale per quanto riguarda i capi adulti, grazie al lavoro coordinato dei servizi veterinari dell’Usl e alla collaborazione responsabile degli allevatori e di tutto il mondo associazionistico. La tutela del patrimonio zootecnico regionale richiede l’adozione di misure preventive tempestive ed efficaci, orientate non solo alla protezione delle singole aziende, ma dell’intero sistema. Contestualmente, la Regione ha chiesto al Ministero la possibilità di anticipare la vaccinazione dei vitelli più giovani, richiesta poi sottoposta alle autorità europee. Una volta ricevuta l’autorizzazione, è stata avviata la vaccinazione dei vitelli tra i tre e i sei mesi, su richiesta degli allevatori, con il supporto dei veterinari dell’Azienda Usl e dei veterinari Anaborava. Abbiamo inoltre esteso l’obbligo vaccinale ai circa 3.000 bovini provenienti da fuori Valle, anche su richiesta delle associazioni degli allevatori, per evitare le criticità vissute lo scorso anno e garantire una copertura uniforme del territorio regionale. La strategia preventiva adottata ha ricevuto un riscontro positivo anche a livello europeo e ha consentito di tutelare non solo la salute degli animali, ma anche la movimentazione delle bovine, un aspetto con importanti ricadute economiche per il settore.
Per quanto riguarda eventuali indennizzi o deroghe, le valutazioni potranno essere affrontate solo qualora si verificasse un caso sul territorio regionale: l’obiettivo della campagna vaccinale è proprio evitare di arrivare a scenari emergenziali e dover applicare misure più drastiche. La prevenzione resta quindi lo strumento principale per proteggere il patrimonio zootecnico e garantire la continuità delle attività degli allevatori.»
«L’assessore non ha risposto alle domande – ha replicato il consigliere Manfrin –. La logica che sembra emergere è: aspettiamo che succeda un disastro e poi ci pensiamo. Questo non fa parte del nostro modo di agire. Annuncio già che farò un accesso agli atti per verificare cosa abbia risposto la Commissione europea rispetto all’utilizzo del vaccino per i bovini sotto i tre mesi, considerando che il bugiardino del farmaco ne sconsigliava l’utilizzo in questa fascia d’età. Siamo contrari agli obblighi quando questi possono produrre effetti come gli aborti segnalati in relazione alla somministrazione del vaccino, sui quali riteniamo non siano stati forniti sufficienti elementi di approfondimento, che potevano servire anche nell’ambito della farmacovigilanza. Restano quindi i dubbi sulla sperimentazione e sull’utilizzo di questo farmaco.»
École hôtelière di Châtillon
Con un’interpellanza, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha chiesto conto delle risorse destinate ad attività di promozione e marketing dell’École Hôtelière di Châtillon.
«In risposta ad una mia interpellanza in un passato Consiglio, l’Assessore al turismo ha annunciato che nel prossimo bilancio di previsione della Fondazione per la formazione professionale e turistica saranno stanziati 260 mila euro per questo tipo di attività – ha ricordato il consigliere Corrado Bellora -. Si tratta di una cifra esorbitante, pari a più del 5% del bilancio complessivo di una Fondazione che è finanziata per oltre il 90% con denaro pubblico (per il 2025 oltre 4 milioni di euro provengono dal contributo regionale e 500 mila euro dal Fondo sociale europeo). Ritengo pertanto necessario un chiarimento: la Giunta condivide questa scelta? Qual è la posizione del revisore unico della Fondazione? Sono previste ulteriori risorse del bilancio regionale per la pubblicità dell’École o queste somme fanno parte della dotazione ordinaria erogata dalla Regione alla Fondazione?»
L’assessore al turismo e commercio, Giulio Grosjacques, ha sottolineato come «la legge regionale 20 del 1991 che ha istituito la Fondazione per la formazione professionale e turistica attribuisca al Consiglio di amministrazione, quale organo di indirizzo e programmazione, la piena autonomia nelle decisioni, comprese quelle relative alle spese e agli investimenti. Pertanto, la Giunta regionale non interviene nell’attività concreta e nelle scelte della Fondazione, che è un ente privato autonomo, se non attraverso la nomina di tre membri del Consiglio d’amministrazione, tra i quali il Consiglio nominerà il proprio Presidente, e del Revisore dei conti, nonché nell’esame della relazione annuale sull’attività svolta e sui risultati conseguiti. A questo proposito, ricordo che sono membri di diritto del Cda anche l’Assessore regionale al turismo o un suo delegato e un esperto nel campo dell’istruzione designato dall’Assessorato.
Ovviamente, il revisore dei conti è a conoscenza della destinazione delle somme deliberate dal Cda, essendo presente durante l’approvazione del bilancio 2026. La definizione degli indirizzi e della programmazione, comprese le scelte di bilancio, rientra nelle competenze del Cda, mentre il revisore esercita esclusivamente il controllo sugli aspetti amministrativi, contabili, finanziari e di legittimità, senza entrare nel merito delle scelte gestionali che spettano agli amministratori.
Al momento, come emerge anche dall’esame dell’assestamento al bilancio di previsione 2026, la Giunta non intende destinare ulteriori risorse alla Fondazione oltre al contributo annuo già previsto dalla legge, anche se continuare a considerare la promozione della scuola come la semplice pubblicità di un singolo istituto significa non coglierne la piena natura dell’investimento. Quando si parla dell’École Hôtelière de la Vallée d’Aoste si parla di una delle principali infrastrutture formative a servizio del turismo valdostano: una realtà che forma cuochi, maîtres, addetti all’accoglienza, professionisti della ristorazione, tecnici dei servizi turistici, con l’auspicio che diventino i futuri imprenditori del settore turistico ricettivo e della ristorazione valdostana. Si parla quindi di capitale umano per uno dei comparti economici più importanti della nostra regione che ha registrato 4,5 milioni di presenze nel 2025 in costante crescita. Investire sulla scuola significa, quindi, investire sul turismo valdostano e più in generale sul sistema Valle d’Aosta che tiene insieme anche agricoltura, artigianato, commercio, cultura, sport e servizi sanitari.»
L’assessore ha concluso ribadendo che «ogni studente adeguatamente formato, ogni professionista che esce da quella scuola e lavora in Valle d’Aosta o in altre zone, ogni iniziativa nazionale ospitata, ogni concorso vinto, ogni collaborazione di qualità rafforza l’immagine della nostra regione in termini di serietà, competenza e capacità di investire nelle professionalità del futuro. Inoltre, siamo di fronte ad una Fondazione nella quale siedono in posizione centrale e di governo le categorie economiche rappresentative del settore – Adava, Confcommercio e Coldiretti – accanto ovviamente alla presenza regionale. Una scelta precisa e lungimirante per collegare formazione e impresa, pubblico e privato, scuola e mercato del lavoro, rendendo l’istituzione aderente ai bisogni reali del territorio. Per queste ragioni la cifra indicata per la promozione non può essere letta in modo meccanico come se esistesse una relazione automatica tra euro spesi oggi e risultati immediati domani. Serve, infatti, anche a mantenerne il livello in un contesto segnato dal calo demografico. Molte scuole alberghiere italiane hanno registrato un calo del 47% degli iscritti. Al momento queste attività rientrano nella programmazione dell’ente e trovano copertura nel bilancio della Fondazione. Naturalmente ogni eventuale futura valutazione finanziaria seguirà i normali percorsi amministrativi e di bilancio.»
«Prendo atto che, per la prima volta, lei prende le distanze dalle scelte del Consiglio di amministrazione della scuola. Ciò detto, questa favoletta del Cda autonomo nelle sue scelte mi sembra un po’ deboluccia: la Regione finanzia per più del 90% la scuola e poi non si preoccupa di come i soldi siano spesi? – ha replicato il consigliere Bellora –. Inoltre, nelle altre scuole paritarie valdostane, come il Liceo linguistico di Courmayeur, l’Institut agricole régional o il Don Bosco, si spendono dai 22 ai 26 mila euro in promozione e marketing. Perché alla scuola alberghiera questa cifra raggiunge i 260 mila euro, dopo che sono state anche aumentate le rette di iscrizione, con un esborso complessivo aggiuntivo per l’insieme delle famiglie di circa 26 mila euro all’anno? Il Cda della scuola non percepisce lo stipendio ma io preferirei pagare qualcuno di più oculato nella gestione delle risorse.»
L’ultima interpellanza del gruppo AVS era sull’introduzione del codice d’argento per la presa in carico dei pazienti anziani fragili al Pronto soccorso dell’ospedale Parini.
Un’interpellanza del gruppo Autonomisti di Centro riguarda le misure per l’edilizia valdostana a fronte della crisi internazionale.
Il gruppo Lega VdA ha presentato altre interpellanze: tutela dei lavoratori affetti da fibromialgia; recepimento integrale del decreto “Salva casa”; efficacia delle barriere anti-caduta sul ponte di Introd; ritardi e criticità nei lavori della piscina di Pré-Saint-Didier; competenze del Centro per uomini autori di violenza ad Aosta.
Sono invece quattro le iniziative a firma dei gruppi Lega VdA e La Renaissance: limitazione dell’orario mattutino e tetto annuale dei viaggi del servizio di trasporto per persone con disabilità; introduzione del codice d’argento al Pronto soccorso dell’ospedale Parini e miglioramento dell’assistenza alle persone anziane fragili; prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione in Valle; protocolli di custodia e verifica del corretto utilizzo del fentanyl nelle strutture del servizio sanitario regionale.
Un’interpellanza, presentata dal gruppo PD-Federalisti progressisti VdA riguarda la percezione della qualità dei servizi sanitari regionali e le condizioni organizzative dell’azienda Usl.
Attività legislativa
Piano regionale per la qualità dell’aria
Il Consiglio Valle ha approvato, con 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 15 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, La Renaissance, AdC), il Piano regionale per la qualità dell’aria della Valle d’Aosta al 2031, ai sensi della legge regionale n. 2/2007.
Presentato dalla Giunta il 12 gennaio 2026 ed esaminato dalla terza Commissione, il Piano rappresenta lo strumento strategico attraverso cui la Regione analizza lo stato dell’ambiente atmosferico, individua le principali fonti di emissione e definisce obiettivi e azioni per migliorare la qualità dell’aria e tutelare la salute dei cittadini. Il documento integra analisi scientifiche, scenari previsionali e interventi nei settori della mobilità, dell’energia, delle attività produttive e della gestione del territorio, in coerenza con gli indirizzi europei e statali.
Sul testo sono stati recepiti due emendamenti della terza Commissione, mentre sono stati respinti i 17 emendamenti depositati in Aula dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
L’illustrazione dell’assessore Sapinet
«La Regione autonoma Valle d’Aosta presenta, anche grazie ai risultati ottenuti dalle precedenti pianificazioni, una buona qualità dell’aria, con livelli generalmente bassi di inquinamento, ed è tra le poche regioni italiane non soggette alla procedura di infrazione europea per il mancato rispetto dei limiti stabiliti dalla direttiva 2008/50/Ce – ha detto l’assessore al territorio e ambiente, Davide Sapinet, illustrando il provvedimento – . A ottobre 2024 il Parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva Ue 2024/2881 sulla qualità dell’aria, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2030 e introdurrà limiti più rigorosi per gli inquinanti, con l’obiettivo di rafforzare la tutela della salute. Il nuovo Piano, elaborato con il coinvolgimento dei principali portatori di interesse, punta quindi a raggiungere entro il 2030 gli obiettivi fissati dalla nuova direttiva, attraverso interventi mirati, in particolare nel settore dell’utilizzo delle biomasse. Per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria, il Piano si integra con altri strumenti di pianificazione regionale, in particolare il Piano energetico ambientale regionale e il Piano regionale dei trasporti, le cui misure contribuiscono anche alla riduzione delle emissioni. Il confronto in Commissione ha inoltre rafforzato il coordinamento con il Programma regionale forestale, attraverso un emendamento che coniuga il raggiungimento degli obiettivi ambientali con la valorizzazione della filiera locale del legno. Sono previsti interventi per rendere più efficiente il settore del riscaldamento, riducendo consumi ed emissioni attraverso la riqualificazione energetica degli edifici, la sostituzione degli impianti più inquinanti e la diffusione di sistemi più sostenibili. Sono inoltre promossi comportamenti virtuosi.
Il Piano introduce un sistema di aggiornamento continuo attraverso il confronto con gli altri strumenti regionali e prevede nuovi sistemi di governance e monitoraggio. Tra le principali azioni figurano una cabina di regia regionale, l’osservatorio permanente sulla qualità dell’aria, il potenziamento dei modelli previsionali e dell’inventario delle emissioni, il monitoraggio dei metalli nelle polveri sottili e l’adeguamento della rete di rilevamento agli standard della nuova direttiva europea. Sono inoltre previsti successivi strumenti attuativi per definire interventi specifici, anche attraverso incentivi regionali. La durata del Piano è fissata al 2031, con un monitoraggio intermedio finalizzato a valutarne l’efficacia, introdurre eventuali correttivi e prevenire possibili procedure di infrazione.»
Il dibattito in Aula
Il presidente della terza Commissione, Corrado Jordan (UV), nel ricordare il percorso di approfondimento in Commissione, ha parlato di «un Piano che dimostra l’attenzione della Regione per la qualità dell’aria e, quindi, per la qualità della vita dei valdostani. L’Union Valdôtaine ha sempre dimostrato una forte sensibilità ambientale, fondata su una visione concreta e non ideologica: un’ecologia integrale che unisce la tutela della natura alla giustizia sociale, allo sviluppo economico e alla cura delle comunità. La tutela dell’ambiente non deve essere vista come un freno allo sviluppo, ma il presupposto per un’economia forte e durevole, che consenta alle persone di vivere e lavorare nella nostra regione. Questo Piano non è un libro dei sogni, ma uno strumento operativo, con misure già avviate per mantenere l’elevata qualità dell’aria della Valle d’Aosta. L’obiettivo è consolidare questo risultato e affrontare le criticità legate alle polveri sottili, anche in vista dei nuovi limiti europei previsti dal 2030. Fondamentale sarà il coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione regionale, insieme a incentivi per il riscaldamento sostenibile, il trasporto pubblico e la riduzione delle emissioni. Ma il successo del Piano dipenderà anche dal contributo dei cittadini, chiamati ad adottare comportamenti e stili di vita sempre più responsabili.»
Il vicecapogruppo dell’Union Valdôtaine, Michel Martinet, ha aggiunto: «Amministrare con coscienza significa prevenire, non limitarsi a gestire i problemi quando ormai sono emersi. Per questo motivo, con questo Piano riteniamo di portarci avanti. La particolare conformazione della Valle d’Aosta, con il ristagno degli inquinanti nel fondovalle durante i mesi invernali, richiede politiche mirate, diversificate e di lungo periodo. Questo Piano non nasce al chiuso degli uffici dell’Amministrazione regionale, ma è il frutto di un confronto approfondito a dimostrazione di una visione complessiva della gestione del territorio della nostra regione, che contempla ambiente e antropizzazione. Questo vuol dire conoscere a fondo il territorio in cui si vive e che si vuole amministrare responsabilmente.»
La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, ha definito il documento frutto di «un lavoro accurato e solido sotto il profilo tecnico, ma che potrebbe essere ancora più ambizioso. Per noi la qualità dell’aria non è solo una questione di rispetto dei parametri normativi, ma riguarda la salute pubblica, la tutela dell’ambiente e, più in generale, la qualità della vita delle persone. È vero che la Valle d’Aosta non è sottoposta a procedure di infrazione, ma riteniamo si possa andare oltre il minimo richiesto dalla normativa europea, anche alla luce dei limiti previsti per il 2030 e dell’obiettivo strategico, fissato anni fa, di rendere la Valle d’Aosta una regione fossil fuel free entro il 2040. In quest’ottica, abbiamo presentato una serie di emendamenti che non rappresentano modifiche ideologiche o pretestuose ma interventi capaci di accompagnare realmente la regione nel percorso di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria, che per noi va di pari passo con il miglioramento della qualità della vita. Investire oggi in mobilità sostenibile, reti elettriche, innovazione industriale e infrastrutture coerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione significa non solo ridurre l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici e migliorare la salute pubblica, ma anche evitare investimenti destinati a diventare rapidamente obsoleti, attrarre nuove opportunità di sviluppo e rafforzare la competitività del sistema economico regionale.»
«È un Piano ben strutturato, che affonda le sue radici nella scorsa legislatura, ma che al momento non dispone delle risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi fissati dalla normativa europea per il 2030 – ha commentato il capogruppo degli Autonomisti di Centro, Marco Carrel –. Partiamo da una buona qualità dell’aria, ma l’Europa alza progressivamente l’asticella: quali misure intende mettere in campo il Governo regionale nel prossimo triennio? E con quali risorse? A queste domande, per ora, non abbiamo ricevuto risposta. Il rischio è che il Piano resti un documento corposo, ma incapace di tradursi in azioni concrete e di coinvolgere i cittadini, che sono i primi a dover credere in questi obiettivi. Dovrà inoltre dialogare con gli altri strumenti della programmazione regionale, come il Piano dei trasporti e il Piano energetico, per affrontare le sfide del cambiamento climatico e trasformarsi in risultati concreti. Ne valuteremo l’efficacia alla luce delle risorse che saranno stanziate nel prossimo triennio.»
Il consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz ha annunciato il voto di astensione, dichiarando: «Ci aspettavamo, su alcuni emendamenti, un minimo di apertura che avrebbe potuto favorire una maggiore condivisione. Apprezziamo il lavoro svolto, e ci auguriamo che nelle prossime variazioni di bilancio vengano stanziate le risorse necessarie per dare concreta attuazione al Piano. Al momento siamo in una situazione di attesa.»
Il vicecapogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Simone Perron, ha spiegato che «su piani di questo tipo e di questa complessità, l’opposizione non ha mai il quadro completo dell’attività svolta dalla maggioranza. Riconosciamo gli aspetti positivi del documento e abbiamo condiviso anche alcune proposte volte a dare un maggiore impulso a temi specifici. Tuttavia, trattandosi di uno strumento la cui attuazione dipende da chi governa, il nostro voto sarà di astensione.»
Omnibus
Con 20 voti a favore (UV, CA, FI) e 14 astensioni (FdI, Lega VdA, PD-FP, AVS, Renaissance), il Consiglio Valle ha approvato il disegno di legge di manutenzione dell’ordinamento regionale per il 2026 (legge “omnibus”).
Il provvedimento, composto da venticinque articoli, contiene modifiche e abrogazioni puntuali della legislazione regionale finalizzate a esigenze di manutenzione e semplificazione dell’ordinamento. Sul testo sono stati recepiti sei emendamenti, di cui tre delle Commissioni prima, seconda e terza e tre depositati in Aula dal Presidente della Regione.
Ordini del giorno
Contestualmente, l’Assemblea ha respinto tre ordini del giorno, di cui due congiunti dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine e uno del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra.
I due ordini del giorno di Lega VdA e Renaissance chiedevano, il primo, trasparenza dei criteri di localizzazione degli impianti di telecomunicazione e di pianificazione regionale del territorio e, il secondo, il recepimento integrale della legge “Salva Casa”.
Il gruppo AVS chiedeva di quantificare i costi e garantire le risorse necessarie per l’attuazione del regime previdenziale dei Corpi dei vigili del fuoco e forestale.
I gruppi Lega VdA e Renaissance hanno ritirato un ordine del giorno che chiedeva lo stato degli interventi urgenti per il rischio idrogeologico dopo l’alluvione 2024, con particolare attenzione alle opere di Valtournenche e Breuil-Cervinia.
Relazione d’Aula
Il consigliere Marco Viérin (CA) ha illustrato in Aula il provvedimento, a nome delle cinque Commissioni consiliari che ne hanno esaminato gli articoli di competenza. «Il disegno di legge introduce una serie di adeguamenti normativi e interventi di semplificazione in diversi ambiti – ha detto il Consigliere –. Tra questi, le modifiche alla disciplina del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, volte a chiarire il riparto di competenze tra Regione e Stato in materia di soccorso, difesa civile e servizi antincendio, nel rispetto delle competenze statali e senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Viene inoltre aggiornata la disciplina dei beni regionali, con la possibilità di concedere diritti di superficie a tempo determinato, fino a un massimo di 50 anni, su immobili della Regione per favorire progetti produttivi e di riqualificazione di interesse pubblico, mantenendo la proprietà del patrimonio regionale. In materia di protezione civile vengono chiarite le competenze sul rischio idrogeologico e rafforzato il ruolo diretto della Regione negli interventi più complessi.
Il provvedimento introduce inoltre diverse misure di semplificazione, tra cui l’allineamento dei termini dei titoli edilizi alla normativa statale, la revisione delle procedure per gli interventi di sostegno sociale e l’ampliamento della partecipazione ai bandi per la formazione specialistica sanitaria. Viene inoltre rafforzato il tavolo sull’invecchiamento attivo attraverso l’inserimento di un rappresentante delle organizzazioni delle persone con disabilità, favorendo una più ampia partecipazione al confronto istituzionale. Infine, viene adeguata la normativa regionale alla sentenza della Corte costituzionale n. 83/2026, con l’abrogazione della disposizione che consentiva al Comune di Aosta di affidare l’incarico di segretario a un dirigente interno non iscritto all’Albo regionale.»
Il dibattito in Aula
«Dietro l’etichetta della manutenzione, questo provvedimento introduce scelte rilevanti, come la delega cinquantennale sui beni pubblici, restringe il recepimento del Salva Casa, riduce il controllo politico nella gestione dell’Office régional du tourisme, lascia dubbi sulla compatibilità europea sulle acque reflue e ignora un nostro rilievo di legittimità costituzionale sulla legge dei vigili del fuoco. Per questo non può avere il nostro pieno sostegno – ha dichiarato il Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin –. Abbiamo inoltre presentato tre ordini del giorno sul recepimento integrale del Salva Casa, sulla programmazione degli interventi di protezione civile contro il rischio idrogeologico e sulla trasparenza nella localizzazione degli impianti di telecomunicazione. Quanto alla legge sui vigili del fuoco, tre dei quattro rilievi da noi sollevati sono stati recepiti solo dopo le osservazioni del Ministero dell’interno; il quarto, relativo alla Cus e al Comitato di pilotaggio, è invece rimasto senza risposta. Ancora una volta, i rilievi della minoranza contano quando li fa propri qualcun altro con più forza istituzionale.»
La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, annunciando il voto di astensione, ha precisato: «Su alcuni articoli esprimiamo un giudizio positivo, in particolare quelli che semplificano le procedure e aggiornano la terminologia ormai desueta. Altre disposizioni, però, vanno oltre la semplice manutenzione tecnica e introducono scelte politiche, come le modifiche in materia di espropriazioni e proroga dei titoli abilitativi: su temi che riguardano ambiente e governo del territorio riteniamo necessario evitare automatismi. Si conferma inoltre la tendenza a trasferire la disciplina dalla legge all’amministrazione, processo che, secondo noi, dovrebbe essere accompagnato da trasparenza e indirizzo politico. Siamo invece favorevoli alle modifiche sull’ordinamento del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, coerenti con gli emendamenti da noi presentati durante la discussione della legge approvata a marzo 2026, perché recepiscono le indicazioni dello Stato sulla difesa civile – che è materia dello Stato – e rendono strutturali le convenzioni con il Ministero. Sul tema della previdenza, che riguarda sia questo Corpo sia quello Forestale, abbiamo depositato un ordine del giorno affinché si garantisca la copertura finanziaria necessaria all’attuazione della norma statutaria.»
Il consigliere Fulvio Centoz (PD-Federalisti Progressisti VdA) ha definito il provvedimento «una rete di sicurezza permanente che la Regione utilizza ogni anno per correggere i propri errori. Oggi siamo chiamati a modificare la legge sui vigili del fuoco, approvata appena quattro mesi fa, e quella sul terzo settore, votata undici settimane fa: un metodo che non condividiamo. Con un comma inserito in questo provvedimento, inoltre, il Consiglio prende atto della bocciatura da parte della Corte costituzionale della legge sui segretari comunali, senza però aver avviato alcuna riflessione sulla qualità della propria produzione normativa né modificato il proprio modo di legiferare. All’ultimo minuto, a lavori delle Commissioni conclusi, è stato recepito con un emendamento del Presidente della Regione uno dei rilievi formulati dai Comuni attraverso il Cpel: questo non è un confronto istituzionale ma un pronto soccorso. Non condividiamo l’inserimento in questa legge della proposta di concedere per 50 anni la proprietà dei beni immobili della Regione per progetti di valorizzazione per interessi pubblici di natura patrimoniale. Questa non è una manutenzione, è una norma di politica del patrimonio pubblico che richiedeva un confronto preventivo.»
Replica del presidente della Regione
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha sottolineato che «la legge di manutenzione rappresenta anche uno strumento per dare attuazione al principio di leale collaborazione con lo Stato, recependo i necessari adeguamenti normativi, comprese le conseguenze derivanti dalle sentenze che devono essere applicate. Per quanto riguarda la legge sul Corpo valdostano dei vigili del fuoco, gli emendamenti presentati a suo tempo dal gruppo AVS non riguardavano le osservazioni poi formulate dallo Stato e non erano alla base delle modifiche richieste dal Governo nazionale: le modifiche riguardano principalmente la difesa civile, un tema non presente nella precedente normativa e che oggi trova un equilibrio tra le esigenze operative sul territorio e il necessario coordinamento nazionale. La legge di manutenzione non definisce indirizzi politici di legislatura, ma svolge una funzione di coordinamento, semplificazione e aggiornamento della normativa regionale rispetto a quella statale ed europea, superando eventuali criticità applicative. È quindi un percorso fisiologico, del quale non ci si deve né stupire né vergognare. Sulla valorizzazione degli immobili regionali, l’obiettivo è offrire uno strumento ulteriore rispetto alla dismissione, consentendo, quando possibile, di mantenere la proprietà pubblica attraverso percorsi di valorizzazione anche con il coinvolgimento dei privati. Valorizzare un bene, anziché privarsene tout court, rappresenta un’assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione. È quindi questo un provvedimento utile, che il Governo regionale intende proporre con cadenza periodica per adeguare la normativa e fornire risposte anche agli enti locali, senza incidere sui bilanci.»
Il Consiglio ha anche approvato, sempre a maggioranza, il bilancio al 31 dicembre 2025 della gestione straordinaria in liquidazione per l’esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent.
L’Assemblea sarà poi chiamata a esaminare le disposizioni urgenti per la regolare erogazione e la qualità dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
Attività ispettiva
Il gruppo AVS ha presentato cinque interrogazioni e cinque interpellanze: ritardo nella pubblicazione del Rapporto lupo 2025 e conferma del monitoraggio scientifico della specie; ripristino dell’orario di apertura pieno alla biblioteca comprensoriale di Châtillon; corrette modalità di conferimento dei rifiuti tessili; stato di attuazione e criticità del progetto di collegamento attraverso il col Ranzola; aggiornamento sulla realizzazione della Maison de la Montagne; stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici dei Salassi; realizzazione di una nuova palestra ad Aosta; costruzione di un bike park al col de Joux; aggiornamento delle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica; sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale.
Un’interpellanza è stata depositata dal gruppo AdC e riguarda la carenza di organico all’ufficio stampa della Giunta regionale. Un’interrogazione e un’interpellanza, sottoscritte dai gruppi AdC e La Renaissance, chiedono, invece, conto dell’efficacia della promozione turistica della Regione e degli investimenti sui bacini idrici.
Sono quattro le interpellanze del gruppo FdI: diffusione delle reti televisive francofone; stato di avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr e rischio di perdita o definanziamento delle risorse; misure urgenti contro la popilia japonica; piano regionale di coordinamento della mobilità e della continuità territoriale durante i grandi cantieri.
Il gruppo Lega VdA discuterà quattro interrogazioni e sette interpellanze: ritardi nella concessione dei distributori automatici di snack e bevande negli immobili della Regione; misure di sicurezza contro gli atti di vandalismo nella zona delle mura romane e della torre di Bramafam ad Aosta; criteri per la composizione delle classi all’Itpr Corrado Gex di Aosta; tempi per la nomina del nuovo direttore generale dell’Usl; informazioni sulla nuova governance del Casino di Saint-Vincent; interventi urgenti per evitare la paralisi di Tribunale e Procura di Aosta; compatibilità e opportunità delle nomine nel CdA della Casa da gioco; adeguamento regionale agli aumenti contrattuali 2025-2027 per gli insegnanti; iniziative per la tutela degli operatori locali del servizio di noleggio con conducente; lavori di metanizzazione lungo la strada regionale 46 di Valtournenche; vendita all’asta degli immobili ereditati dall’Usl a seguito di un lascito testamentario.
Un’interpellanza dei gruppi Lega VdA e FdI riguarda la farmacovigilanza in Valle d’Aosta. Due sono, invece, le interrogazioni sottoscritte dai gruppi Lega VdA e La Renaissance: nuovi scenari dopo l’audizione in Commissione dei consiglieri di nomina regionale nel CdA della Sav Spa; adeguata informazione per prevenire i disagi causati dai cantieri sull’autostrada A5.
Con tre interrogazioni e sei interpellanze, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA chiede informazioni su: misure adottate dalla Regione per fronteggiare la siccità nel comparto zootecnico; tempi per la nomina del nuovo direttore generale dell’Usl; recupero delle ore eccedenti per il personale del comparto titolare di incarico di funzione presso l’Usl; ritardo nell’approvazione del bilancio 2025 di Cva Spa e tempistiche per il rinnovo degli organi sociali; approfondimenti per la valorizzazione dell’area della Vecchia centrale del latte di Aosta; applicazione delle disposizioni per la continuità dei docenti di sostegno; nuova palestra scolastica ad Aosta; riforma della legge regionale sulle politiche abitative; carenza di tecnici sanitari di radiologia medica all’ospedale Parini di Aosta.
Mozioni
Sostengo alle Pro Loco
Con 25 voti di astensione (UV, CA, FI, PD-FP, AVS) e 8 voti favorevoli (Lega VdA, La Renaissance, FdI, AdC), l’Assemblea ha respinto una mozione dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine che chiedeva alla Giunta regionale di intervenire per accelerare le pratiche di iscrizione delle Pro Loco valdostane al Runts (Registro unico nazionale del Terzo settore), ancora in attesa di conferma da parte della Regione, evitando che eventuali ritardi amministrativi potessero escludere le associazioni dai benefici del Terzo settore. La proposta prevedeva inoltre di attivare, in collaborazione con la sezione Valle d’Aosta dell’Unione Pro loco d’Italia (Unpli), un supporto tecnico e amministrativo per aiutare le Pro loco negli adempimenti burocratici; sostenere le Pro loco iscritte al Runts nelle spese di gestione amministrativa, contabile e informatica; promuovere iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte ai giovani, per favorire il ricambio generazionale nel volontariato e rafforzare il ruolo delle Pro Loco come strumenti di coesione sociale.
«Le Pro loco rappresentano un presidio fondamentale per le nostre comunità, svolgendo un ruolo insostituibile nella promozione turistica, culturale e sociale del territorio – ha ricordato il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin -. In Valle d’Aosta sono 52 e la loro vitalità è confermata anche dalla nascita di cinque nuove realtà negli ultimi mesi (La Salle, Antey-Saint-André, Brusson, Pontey e Chamois) e dal crescente coinvolgimento dei giovani, a fronte però di difficoltà sempre maggiori nel reperire volontari e nel gestire gli adempimenti amministrativi. L’iscrizione al Runts è oggi di fatto indispensabile per garantire il regime fiscale agevolato – in assenza le Pro loco sono equiparate ad un’impresa ordinaria -, ma la procedura è complessa e gravosa per realtà basate esclusivamente sul volontariato. Ad oggi solo 34 Pro loco sono iscritte al Runts, con alcune pratiche ancora in attesa di conferma dalla Regione. Per questo è necessario assicurare loro un supporto concreto, per evitare che difficoltà burocratiche possano indebolire o mettere a rischio queste realtà fondamentali per la coesione dei nostri territori.»
«Riteniamo che gli strumenti già disponibili siano sufficienti a raggiungere gli obiettivi della mozione, senza introdurre nuovi e ridondanti duplicati – ha affermato l’assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi, annunciando l’astensione -. L’ufficio regionale del Runts sta già lavorando per concludere nel più breve tempo possibile le pratiche di iscrizione delle Pro loco, nel rispetto della normativa. Inoltre, la recente legge regionale 6 del 2026 sul volontariato ha raddoppiato il contributo al Centro di servizi per il volontariato (Csv), da 60.000 a 120.000 euro annui, rafforzando l’assistenza gratuita alle associazioni, già attiva dal 2019, cui si aggiungono agevolazioni fiscali e opportunità di finanziamento. Ad oggi risultano iscritte al Runts 43 Pro loco e 5 sono in fase di integrazione. Un supporto agli adempimenti burocratici è inoltre garantito dall’Unione nazionale Pro loco d’Italia (Unpli), della quale come Assessorato non abbiamo ancora incontrato i referenti a livello regionale. Anche il coinvolgimento dei giovani nel volontariato è già previsto dalla nuova legge regionale, che promuove la cultura del volontariato attraverso convenzioni e accordi di collaborazione con le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e con gli enti del terzo settore in generale.»
Cva
È stata respinta con 30 voti di astensione e 3 voti favorevoli (AVS), una mozione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra che voleva impegnare il Presidente della Regione a esaminare con la Commissione consiliare competente le indicazioni che la Regione intende dare ai nuovi amministratori della Compagnia Valdostana delle Acque.
Nell’illustrare l’iniziativa, la capogruppo Chiara Minelli ha richiamato gli obiettivi del Piano energetico e ambientale regionale e l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2018, relativo al superamento dei combustibili fossili entro il 2040: «Il cosiddetto “Decreto aree idonee” del 2024 ha assegnato alla Valle d’Aosta l’obiettivo di incrementare di 328 MW entro il 2030 la potenza installata nel 2020 per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per realizzare una reale transizione energetica è indispensabile un’azione mirata e diffusa da parte di Cva. Considerato che si sta procedendo alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione della società a totale controllo regionale, riteniamo quanto mai opportuno fornire agli amministratori precise indicazioni rispetto agli obiettivi da perseguire. La posizione secondo cui Cva non sarebbe soggetta ad alcuna azione di indirizzo e coordinamento da parte di Finaosta e della Regione è un’impostazione che contestiamo e che riteniamo poco responsabile, perché ha contribuito a creare una situazione di incertezza nella quale oggi si trova la società.»
«Le premesse della mozione raccolgono principi che condividiamo e che questa maggioranza sta già portando avanti – ha osservato il presidente della Regione, Renzo Testolin, annunciando l’astensione –: dal percorso verso la neutralità rispetto ai combustibili fossili, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici, dalla promozione della mobilità sostenibile al sostegno alla ricerca e all’innovazione in ambito energetico e industriale. Anche rispetto agli obiettivi di incremento della produzione energetica indicati dalla normativa nazionale, la società Cva ha già avviato importanti interventi, come il revamping della centrale di Hône e il progetto di valorizzazione della centrale di Chavonne, che rappresentano una parte significativa del percorso richiesto. Non condividiamo invece la parte che riguarda l’indicazione di indirizzi vincolanti ai nuovi amministratori di Cva. La mozione individua un ruolo di direzione e coordinamento della Regione nei confronti della società che, oggi, non può essere esercitato nelle modalità indicate, anche in considerazione del quadro normativo e del percorso in corso sulle concessioni.»
Liste d’attesa
I gruppi Lega VdA, La Renaissance e Fratelli d’Italia, con una mozione respinta con 20 voti di astensione (UV, CA, FI) e 15 voti favorevoli (Lega VdA, Renaissance, FdI, PD-FP, AVS, AdC), chiedevano la predisposizione di un Piano straordinario regionale per il governo delle liste di attesa nelle prestazioni sanitarie ambulatoriali, articolato con obiettivi misurabili, cronoprogramma e risorse dedicate. Sollecitava inoltre l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Regione, Usl, sindacati e associazioni dei consumatori, con il compito di monitorare l’attuazione del Piano, verificarne gli obiettivi intermedi e proporre eventuali correttivi, e di riferire semestralmente al Consiglio regionale sull’andamento delle liste di attesa per tutte le classi di priorità e per le principali branche specialistiche e prestazioni diagnostiche, anche attraverso la presentazione comparata dei dati. Infine, chiedeva di valutare l’attivazione, nell’ambito del Piano straordinario e nei limiti delle risorse disponibili, delle prestazioni aggiuntive del personale, del potenziamento dell’attività libero-professionale intramuraria e del ricorso alle strutture private accreditate.
«Il quadro normativo nazionale ha messo a disposizione strumenti chiari e rafforzati per il governo delle liste d’attesa, attraverso il decreto-legge 73/2024 e il Piano nazionale 2024-2026, che definiscono standard, classi di priorità e misure straordinarie per il recupero delle prestazioni – ha detto il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin –. Tuttavia, in Valle d’Aosta, i dati del primo quadrimestre 2026 collocano la nostra Regione tra quelle con andamento peggiorativo sia per le visite specialistiche sia per gli esami diagnostici, con performance inferiori alla media nazionale. Anche l’analisi dei dati aziendali relativi al 2025 conferma una criticità strutturale, soprattutto nelle classi a maggiore volume, dove si concentra la gran parte della domanda sanitaria. La crescita della domanda, in assenza di un corrispondente incremento della capacità di risposta, genera una pressione strutturale che non può essere affrontata con i soli strumenti ordinari. È comprensibile che le priorità cliniche impongano di garantire la massima tempestività alle urgenze, ma non può essere trascurato l’effetto che il progressivo allungamento dei tempi nelle classi differibili e programmabili produce sull’intero sistema, con il rischio di trasformare prestazioni rinviate in urgenze e di compromettere il principio di equità nell’accesso alle cure. La Valle d’Aosta dispone di risorse finanziarie pro capite tra le più elevate a livello nazionale e di strumenti di autonomia che dovrebbero consentire una capacità di risposta almeno pari, se non superiore, agli standard medi. Per queste ragioni, è necessario attivare con urgenza tutti gli strumenti previsti dalla normativa nazionale e costruire un percorso condiviso e monitorabile che consenta di ridurre in modo strutturale le liste d’attesa, garantendo ai cittadini valdostani un accesso alle cure tempestivo ed equo.»
L’assessore alla Sanità, Carlo Marzi, annunciando l’astensione della maggioranza, ha affermato che «le iniziative contenute nell’impegnativa della mozione sono già tutte in corso, in quanto previste dalla legge statale 107 del 2024, che introduce misure urgenti per il governo delle liste d’attesa e che la Regione sta applicando fin dalla scorsa legislatura. Stiamo quindi già lavorando al Piano straordinario regionale per le liste d’attesa, in stretta collaborazione con il Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, nell’ambito delle disposizioni previste dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa. Si è inoltre già riunito il tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori, le organizzazioni sindacali e gli altri portatori di interesse istituzionali a cui seguirà un nuovo incontro dell’osservatorio, già previsto all’inizio di agosto. Non è quindi percorribile votare una mozione di questo tipo, semplicemente perché, dal punto di vista amministrativo, rappresenta una ridondanza rispetto ad una pluralità di attività già in corso che peraltro attuano quanto previsto dalle leggi dello stato. Preciso inoltre che migliorare contemporaneamente tutte le classi di accesso è un obiettivo verso il quale continuiamo a lavorare, ma è doveroso garantire innanzitutto una risposta ai bisogni clinicamente più rilevanti. Il miglioramento che ci è stato riconosciuto nelle prestazioni urgenti e brevi è il risultato di un lavoro organizzativo che conferma la bontà degli sforzi intrapresi insieme a ospedale, territorio, medici di medicina generale e strutture convenzionate. Si tratta di una scelta organizzativa di concentrare prioritariamente le risorse disponibili sulle richieste più urgenti, in un contesto caratterizzato da una domanda di prestazioni sanitarie sempre più elevata, fattore questo tra i principali che determinano le attese. Ho sempre affermato che allo stato attuale non esistono soluzioni immediate o di breve periodo e che i dati e le classifiche che ci vengono propugnati vanno letti e commentati con attenzione perché inducono ad una percezione non reale della nostra sanità.»