La prima Commissione Affari Costituzionali della Camera, bella quale è in corso la discussione sulla riforma elettorale, giovedì 18 giugno 2026 ha approvato l’emendamento della maggioranza che, a detta di Fratelli d’italia, «garantirà anche agli elettori della Valle d’Aosta, ed a quelli del Trentino Alto Adige il voto utile per contribuire al successo della propria coalizione politica a livello nazionale.
Con questa modifica anche i voti espressi in Valle d’Aosta concorreranno al computo nazionale del risultato elettorale, come avviene per i cittadini delle altre regioni italiane».
Secondo il coordinatore di Fratelli d’Italia Valle d’Aosta, Walter Musso, «Si tratta di un passaggio politico e istituzionale di grande rilievo. L’emendamento consente infatti ai voti espressi in Valle d’Aosta di partecipare al risultato nazionale, mantenendo al tempo stesso salva la rappresentanza territoriale garantita dal collegio uninominale valdostano. Il premio di stabilità non verrà attribuito nella nostra regione, proprio per evitare di alterare l’esito locale del voto o di sostituire un eletto valdostano con un candidato proveniente da un listino nazionale.
Un ulteriore elemento di chiarezza democratica riguarda la scheda elettorale. Anche in Valle d’Aosta sarà prevista l’indicazione del candidato Presidente del Consiglio che la coalizione, in caso di vittoria, proporrà alla guida del Governo. Si tratta di una scelta di trasparenza verso gli elettori, che potranno conoscere con chiarezza non solo la lista o la coalizione votata, ma anche l’indicazione politica sul candidato premier collegato a quella proposta elettorale.
Il testo mantiene inoltre una specifica garanzia per le liste appartenenti a minoranze linguistiche: qualora decidano di non partecipare in coalizione con partiti nazionali, potranno non indicare sulla scheda il candidato Presidente del Consiglio. In questo modo vengono tenuti insieme due principi: trasparenza e chiarezza del voto per i cittadini, da un lato, e rispetto delle specificità delle minoranze linguistiche, dall’altro».
Di tutt’altro avviso il deputato valdostano Franco Manes, che esprime invece preoccupazione per l’approvazione dell’emendamento in questione: «La modifica è presentata come un intervento necessario per riconoscere pienamente il peso del voto espresso in Valle d’Aosta anche nel computo nazionale dei voti validi. Il principio è condivisibile ma il problema è il modo in cui è stato tradotto nel testo.
L’emendamento interviene infatti su due aspetti. Da un lato chiarisce che, in Trentino-Alto Adige e in Valle d’Aosta, resta esclusa la possibilità di voto disgiunto tra lista e candidato, con conseguente nullità del voto in caso di indicazione non coerente. Dall’altro lato, proprio per includere la Valle d’Aosta nel calcolo nazionale delle cifre elettorali di liste e coalizioni, introduce un adeguamento delle modalità di presentazione dei contrassegni e degli eventuali collegamenti con le coalizioni.
È qui che nasce il problema. Alla Valle d’Aosta è applicato un meccanismo costruito su presupposti che non coincidono con la sua realtà elettorale. In Trentino-Alto Adige esistono liste con più candidati, alle quali possono collegarsi i candidati dei collegi uninominali. In Valle d’Aosta, invece, esiste un unico collegio uninominale regionale e non vengono presentate liste plurinominali.
Prevedere la presentazione del contrassegno e l’eventuale collegamento del candidato con una coalizione nazionale apre quindi questioni concrete che il testo non risolve in modo soddisfacente. Come si raccordano i movimenti politici che operano esclusivamente in Valle d’Aosta con l’obbligo di collegamento a una lista, quando nel collegio valdostano una lista non può esistere? In che modo il voto espresso nella nostra regione può concorrere alle cifre elettorali nazionali senza alterare la natura della circoscrizione valdostana? E come si evita che una norma pensata per garantire pari dignità al voto finisca per generare incertezza applicativa?
Il risultato è un testo confuso, che rischia di produrre un vero pasticcio normativo. Invece di costruire una disciplina realmente aderente alla specificità istituzionale ed elettorale della Valle d’Aosta, si tenta di inserire la nostra regione in un meccanismo nazionale pensato per sistemi elettorali diversi», osserva Manes».
Manes aggiunge: «C’è poi un’ulteriore contraddizione politica. La riforma non introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio: gli elettori continuano a votare per eleggere deputati e senatori. La maggioranza sostiene inoltre che il premio, suddiviso in listini circoscrizionali, non costituisca una lunga lista bloccata nazionale, perché i seggi sarebbero assegnati nei singoli territori.
Proprio per questo appare incomprensibile che i voti espressi in Valle d’Aosta possano concorrere all’elezione di candidati inseriti nei listini di altre circoscrizioni, i cui nomi non compaiono sulla scheda valdostana. Si arriverebbe così al paradosso di una Valle d’Aosta che, pur costituendo per Statuto una propria circoscrizione elettorale, contribuirebbe a eleggere deputati e senatori fuori dalla propria circoscrizione. Nei prossimi passaggi parlamentari continueremo a chiedere che il testo venga corretto, reso applicabile e realmente costruito sulla specificità istituzionale ed elettorale della Valle d’Aosta».
Il disegno di legge passa al Senato
Giovedì 16 luglio 2026, Fratelli d’Italia ha annunciato: «La Camera dei deputati ha approvato la riforma della legge elettorale, confermando integralmente la modifica richiesta e sostenuta da Fratelli d’Italia Valle d’Aosta e respingendo il tentativo dell’Union valdôtaine di cancellarla. Il provvedimento passa ora al Senato per l’approvazione definitiva.
Con la nuova disciplina, alle prossime elezioni politiche i cittadini valdostani potranno scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio indicato da parte delle coalizioni, ed i loro voti concorreranno finalmente alla determinazione del risultato nazionale, al pari di quelli espressi nel resto d’Italia.
È il risultato di una battaglia politica portata avanti con determinazione da Fratelli d’Italia Valle d’Aosta e sostenuta dal partito a livello nazionale: da oggi la Valle d’Aosta non resta più ai margini della scelta sul futuro del Governo italiano».
La notizia è narrata in modo diverso dal deputato unionista Franco Manes: «I Valdostani rischiano di contribuire con il proprio voto all’elezione di parlamentari candidati in altre regioni, senza poter leggere i loro nomi sulla scheda e senza avere la possibilità di valutarli o sceglierli.
È questa la conseguenza più grave della riforma elettorale approvata dalla Camera.
L’esame del provvedimento si è svolto in un clima teso. Nella prima giornata di votazioni a scrutinio segreto è stato infatti bocciato, per un solo voto di differenza, un importante emendamento della maggioranza che, accanto alle preferenze, continuava a garantire l’elezione dei capilista bloccati. L’Aula si è poi pronunciata, sempre a scrutinio segreto, anche su due emendamenti riguardanti direttamente la Valle d’Aosta.
I Valdostani non hanno solo il diritto di eleggere un deputato e un senatore, ma anche di votare candidati riconoscibili, che competono sul territorio, nella circoscrizione della Valle d’Aosta garantita dallo Statuto speciale. Con questa riforma, il voto di un cittadino valdostano potrà contribuire a eleggere persone candidate altrove, in altre circoscrizioni, i cui nomi non compariranno mai sulla sua scheda. Gli si chiede, in sostanza, di votare senza sapere fino in fondo chi il suo voto aiuterà a mandare in Parlamento».
L’emendamento presentato da Manes proponeva di mantenere la Valle d’Aosta fuori dal circuito nazionale. La proposta è stata respinta con 214 voti contrari e 151 favorevoli, senza astensioni. Il Governo aveva espresso parere contrario.
«Provo amarezza – sottolinea il deputato -. Non chiedevamo un privilegio per la Valle d’Aosta. Chiedevamo una cosa normale: che ogni elettore possa sapere per chi sta votando. In tutte le altre regioni i cittadini vedono sulla scheda i candidati che il loro voto può contribuire a eleggere. I Valdostani, invece, dovrebbero fidarsi alla cieca. Un risultato positivo, seppure limitato, è stato comunque ottenuto. La Camera ha approvato, con 225 voti favorevoli, 136 contrari e 7 astensioni, una correzione tecnica che consente ai candidati valdostani di collegarsi ai movimenti politici e non a liste plurinominali, che in Valle d’Aosta non esistono».