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Consiglio Valle dal 28 al 30 luglio 2026

Il Consiglio Valle si riunisce in sessione ordinaria martedì 28, mercoledì 29 e giovedì 30 luglio 2026, per discutere un ordine del giorno di 51 punti, di cui 31 rinviati dalla scorsa adunanza.

Comunicazioni del presidente del Consiglio

In apertura dei nostri lavori, il presidente Stefano Aggravi ha informato l’aula che, a partire da questa adunanza è introdotta, in via sperimentale, la sottotitolazione live delle sedute consiliari, che finora era disponibile solo nella versione on demand.

È poi tornato sulla questione delle prerogative dei consiglieri in relazione a un vicenda che ha visto protagonista il consigliere Corraod Bellora, da lui stesso narrata su Facebook: «L’occasione è stata una PEC, da me ricevuta per conoscenza, con la quale i 4 membri del gruppo di lavoro istituito dal Casinò chiedevano al presidente della regione di “stigmatizzare formalmente” (testuale) alcune mie dichiarazioni.
Evidentemente, una lamentela per il comportamento di un consigliere regionale va indirizzata al presidente del consiglio, e non a quello della regione.
Inoltre, l’art.122 della Costituzione stabilisce che “I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.
Infine, io continuerò, come è mio diritto-dovere, a promuovere iniziative nei confronti del Casinò e di qualunque altra partecipata regionale della quale la gestione non mi convince. Non è mia abitudine farmi intimidire.
Insomma, hanno sbagliato indirizzo, per ben tre volte».

Il presidente Aggravi ha detto: «Tengo, mio malgrado, a ritornare sulla questione delle prerogative dei Consiglieri regionali, con particolare riguardo alla libertà di espressione nell’esercizio delle loro funzioni. Essa non costituisce soltanto una garanzia individuale, ma rappresenta un presidio essenziale dell’autonomia dell’Assemblea regionale, della libera dialettica democratica e del pieno esercizio del mandato rappresentativo.
L’articolo 24 dello Statuto speciale dispone che i Consiglieri regionali non possano essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Tale insindacabilità non è posta a tutela di un privilegio personale del singolo Consigliere, bensì dell’indipendenza del Consiglio regionale e del libero esercizio delle funzioni di indirizzo politico, controllo e sindacato ispettivo.
Come chiarito dalla Corte costituzionale, questa garanzia può estendersi anche alle dichiarazioni rese extra moenia, comprese quelle diffuse attraverso gli attuali strumenti della comunicazione politica, purché riconducibili all’esercizio della funzione consiliare.
A tal fine, deve tuttavia sussistere un effettivo nesso funzionale con l’attività consiliare: le dichiarazioni esterne devono cioè costituire espressione, illustrazione o divulgazione di posizioni già manifestate o, comunque, di attività concretamente riconducibili all’esercizio del mandato.
Ribadisco pertanto che la libertà di espressione dei Consiglieri, nell’esercizio delle loro funzioni, costituisce un presidio imprescindibile dell’autonomia dell’istituzione consiliare e della libera dialettica democratica. Essa rappresenta, al tempo stesso, una garanzia fondamentale della funzione rappresentativa del Consiglio regionale e del diritto dei cittadini a essere rappresentati da eletti liberi di esprimersi e di esercitare pienamente il proprio mandato. Per questa ragione, tali prerogative – tali garanzie – devono essere preservate rispetto a ogni iniziativa che possa, anche solo potenzialmente, produrre un effetto dissuasivo o finanche condizionante sull’esercizio del mandato rappresentativo
».

Il consigliere Bellora ha precisato: «Io non ho ritenuto di intervenire in aula, perché credo siano ben altre le cose importanti delle quali parlare.
Io non ho nulla contro la task force del Casinò, che rispetto, come rispetto qualunque professionista: le mie critiche riguardano la gestione politica della Casa da Gioco, perché è di politica che io mi occupo, in consiglio regionale.

Ringrazio, quindi, il presidente del Consiglio per avere richiamato le regole che sovrintendono all’attività politica, che non è mai una cattiva idea ricordare.

Attività legislativa

Assestamento al Bilancio di previsione 2026 della Regione e seconda variazione al Bilancio 2026/28

L’Assemblea ha esaminato il disegno di legge di assestamento al bilancio di previsione della Regione per il 2026 e di seconda variazione al bilancio di previsione per il triennio 2026-2028. A illustrare il provvedimento in Aula sono stati i consiglieri Marco Sorbara per la maggioranza e Andrea Manfrin per la minoranza.

Sul provvedimento sono stati depositati in Aula un emendamento del gruppo PD-FP e 25 ordini del giorno: 2 del gruppo AdC, 2 congiunti di Renaissance e AdC, 6 di FdI, 2 di Lega VdA, 5 congiunti Lega VdA e Renaissance, 4 PD-FP e 4 AVS.

Relazione di maggioranza

«La manovra mette a disposizione 273 milioni di euro per spese di investimento, di cui 268 milioni derivanti dall’avanzo di amministrazione risultante dal rendiconto 2025 e 5 milioni dal fondo previsto dagli accordi di finanza pubblica tra Stato e Regione – ha specificato il consigliere Marco Sorbara (Forza Italia), relatore di maggioranza –. Una parte significativa delle risorse, pari a 59 milioni di euro, è destinata ai Comuni e agli altri enti territoriali per rafforzarne la capacità di investimento, sostenere la realizzazione di opere attese dalle comunità e garantire una maggiore certezza nella programmazione. Tra le principali misure figurano gli investimenti nell’edilizia scolastica, con ulteriori 3 milioni di euro per la nuova palestra degli istituti superiori di Aosta, e quelli destinati alla tutela del territorio e alla prevenzione del rischio idrogeologico. Agli impianti a fune sono destinati circa 52 milioni di euro, compresi 740 mila 560 euro per la manutenzione straordinaria della funivia Buisson-Chamois, mentre vengono incrementati di 1,5 milioni di euro i finanziamenti per gli interventi di adeguamento dei rifugi alpini, in risposta al significativo aumento delle domande. La manovra dedica inoltre particolare attenzione alle politiche abitative, con 1,2 milioni di euro destinati all’Arer per la riqualificazione degli alloggi sfitti e un contributo di 11,3 milioni di euro per la realizzazione di 80 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica ad Aosta.»

Per il consigliere, «il lavoro svolto dalla seconda Commissione ci ha consentito di approfondire il provvedimento andando oltre la dimensione puramente contabile, valutandone le ricadute concrete sui cittadini, sulle imprese e sugli enti locali. Da questo confronto emerge con chiarezza una convinzione: il valore di una manovra finanziaria non si misura soltanto dall’entità degli stanziamenti, ma dalla capacità di trasformare quelle risorse in opere concluse, servizi efficienti e opportunità reali per il territorio. La sfida che abbiamo davanti riguarda quindi la qualità dell’attuazione. Sarà fondamentale accompagnare gli investimenti con una programmazione efficace, sostenere i Comuni nella progettazione e nella realizzazione degli interventi, garantire il rispetto dei cronoprogrammi e monitorare costantemente l’avanzamento delle opere. Solo così le risorse potranno tradursi in benefici concreti per le nostre comunità.
Credo però che da questo assestamento emerga anche una riflessione più ampia. La politica non può limitarsi ad amministrare le risorse disponibili: deve indicare una direzione, costruire una visione di lungo periodo e mettere in relazione i diversi settori strategici dello sviluppo regionale. Infrastrutture, sanità, scuola, mobilità, turismo, ambiente e sistema produttivo non sono compartimenti separati, ma parti di un unico progetto di crescita della Valle d’Aosta. Alla pubblica amministrazione spetta il compito di trasformare questa visione in risultati concreti, ma la responsabilità della politica è quella di definire gli obiettivi e verificarne l’effettiva realizzazione. I cittadini, infatti, non giudicano le istituzioni sulla base delle cifre riportate in un bilancio, bensì sulla qualità dei servizi che ricevono e sulla capacità delle amministrazioni di rispondere ai bisogni quotidiani. Come relatore di maggioranza ritengo che questo provvedimento offra alla Valle d’Aosta un’importante opportunità. Ora spetta a tutti noi fare in modo che ogni investimento si traduca in fiducia, qualità della vita e nuove opportunità per i valdostani. Questa, a mio avviso, è la sfida che ci attende. Ed è anche la responsabilità che dobbiamo assumerci, tutti insieme, come classe dirigente della nostra Regione.»

Relazione di minoranza

«Il nostro giudizio su questo assestamento di bilancio non è di chiusura pregiudiziale: riconosciamo l’importanza delle risorse messe in campo e il fatto che, in larga parte, siano destinate a interventi necessari per il territorio. Ma proprio per questo, dal nostro punto di vista, questo provvedimento rappresenta anche l’occasione per verificare, voce per voce, se le scelte della maggioranza rispondano davvero ai bisogni del territorio e se le risorse vengano assegnate secondo criteri chiari e oggettivi – ha evidenziato il consigliere Andrea Manfrin (Lega Vallée d’Aoste), relazionando per conto dei gruppi di minoranza –. Nel corso dell’esame in Commissione abbiamo quindi posto una serie di interrogativi, a partire dalle deroghe ormai sistematiche alla legge sulla finanza locale, che da eccezione sembrano essere diventate una prassi, alla necessità di comprendere meglio come vengano stabilite le priorità. Abbiamo posto interrogativi anche sulla sanità, dove emerge un disavanzo dell’Azienda Usl definito dallo stesso Assessore come particolarmente significativo e che, quando il ripiano diventa una dinamica ricorrente, impone al Consiglio di interrogarsi sulle cause strutturali di questa situazione e non soltanto sulle risorse necessarie a coprirla. Allo stesso modo, abbiamo evidenziato lo scostamento tra competenza e cassa su alcuni interventi sociali e sanitari: stanziamenti importanti che, almeno per il 2026, non trovano corrispondente disponibilità di cassa. La domanda è semplice: quando queste risorse si tradurranno concretamente in servizi per cittadini e famiglie?
Ci sono poi interventi di grande rilevanza economica sui quali riteniamo necessario avere maggiore chiarezza e tempi certi. Penso ai 52 milioni destinati agli impianti a fune, ai costi crescenti della piscina di Pré-Saint-Didier, al restauro di Casa Berton da destinare al Csv VdA per 5,8 milioni di euro. Abbiamo inoltre sollevato dubbi sui criteri di finanziamento dell’edilizia scolastica e degli interventi di competenza degli enti locali, così come sulla necessità di garantire un maggiore equilibrio nella distribuzione territoriale delle risorse. E abbiamo ribadito la nostra contrarietà a un sistema di servizi sociali che rischia di creare un doppio binario, destinando risorse pubbliche a servizi rivolti esclusivamente ai cittadini stranieri, mentre riteniamo che i servizi di orientamento e sostegno debbano essere rafforzati in modo universale, soprattutto a favore di tutte le persone in condizioni di fragilità. Resta poi aperta la questione della sicurezza dei ponti di Introd e Châtillon, sulla quale chiediamo soluzioni definitive e un confronto reale con le comunità interessate, così come quella dell’area di Pompiod, dove sarà necessario chiarire chi si farà carico del ripristino ambientale. Il nostro è dunque un giudizio critico sul metodo con cui vengono programmate e assegnate le risorse pubbliche. Chiediamo criteri oggettivi, tempi certi e cronoprogrammi vincolanti, insieme a una maggiore capacità di programmare e controllare la spesa pubblica.»

Gli interventi dei consiglieri

«In questo disegno di legge ho trovato 273 milioni di euro distribuiti con una precisione notarile tra i vari capitoli di spesa, ma non le scelte che dovrebbero guidare la Valle d’Aosta nei prossimi cinque anni – ha esordito il consigliere di PD-Federalisti Progressisti VdA Fulvio Centoz –. Il problema non sono le singole destinazioni delle risorse, ma l’assenza di una strategia: si amministra la cassa, ma non si guida lo sviluppo, smentendo la promessa di discontinuità con cui questa maggioranza si era presentata. Apprezziamo gli stanziamenti al Bim per la riduzione delle perdite di rete e per il monitoraggio del permafrost della Skyway, perché accompagnati da cronoprogrammi e rendicontazione. Rileviamo invece che 52 milioni – la voce più consistente della manovra – vanno agli impianti a fune senza un programma di spesa così come 19,5 milioni sono destinati all’Usl per avviare un piano che non esiste. Il provvedimento conferma, inoltre, l’incapacità della Regione nello spendere le risorse. Il collo di bottiglia è a monte: nella progettazione, nelle procedure, nella capacità delle strutture regionali e comunali. È da questo inceppamento che nasce l’avanzo che oggi ci troviamo a redistribuire ma nella legge non c’è un euro per risolverlo. Il risultato è semplice: una parte di questi 273 milioni tornerà in avanzo e il prossimo anno saremo di nuovo qui a ridistribuirla.»

Per il consigliere di Fratelli d’Italia Massimo Lattanzi, «questa manovra è un puro atto di amministrazione pubblica, non di visione politica. Abbiamo un bilancio annuale da 1,7 miliardi di euro e ogni anno puntualmente c’è un avanzo di circa 300 milioni, che vengono riassestati e che generano, alla fine dell’anno, un ulteriore avanzo di circa l’80% di quello che si è riassestato. Un processo vizioso che fa ammucchiare presso la tesoreria avanzi di circa 1,2 miliardi che sono sottratti al futuro dei valdostani. La Valle d’Aosta da qui al 2050 vedrà un invecchiamento della popolazione, una perdita di residenti di circa il 10% e con il 9% di giovani che non studiano, non lavorano, non cercano lavoro o vanno fuori Valle, noi stiamo perdendo il futuro. L’autonomia vera non è ricevere di più, è sapere dove si vuole andare. Il vero nodo è capire chi decide e con quali regole: una buona amministrazione deve darsi regole chiare, rispettarle e programmare sulla base di obiettivi misurabili e di una rendicontazione pubblica trasparente. Siamo preoccupati per l’instabilità che stiamo vivendo e per l’opacità di questa maggioranza. Non vi aspettiamo al varco: siamo valdostani e siamo disponibili al dialogo. Se la maggioranza avrà l’umiltà di ascoltarci, noi saremo pronti a dare una mano.»

Per la vicecapogruppo del PD-FP, Clotilde Forcellati, «l’assestamento non risponde a una domanda politica fondamentale: si sta semplicemente stanziando del denaro o si stanno costruendo le condizioni per cui quelle opere e quei servizi vedano davvero la luce in tempi certi e con standard adeguati? Il problema è il metodo: continuare a stanziare risorse straordinarie, come i 59 milioni di euro ai Comuni in costante deroga alla legge quadro 48 del 1995, senza rafforzare la capacità tecnica di progettazione e di affiancamento procedurale significa rischiare di scaricare sulle amministrazioni locali un peso che non riusciranno a sostenere bloccando la messa a terra dei cantieri. Abbiamo presentato ordini del giorno e emendamenti per introdurre programmazione, trasparenza, tempistiche vincolanti e visione di scenario che portino a dati oggettivi su cui programmare gli investimenti futuri. Solo così questi 273 milioni smetteranno di essere un annuncio contabile e diventeranno un benessere reale, sostenibile e di qualità per i valdostani.»

Il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha parlato di «un assestamento che non ha visione né programmazione, esattamente come tanti altri dossier di questo Governo. Una coperta dorata che oggi permette di non mostrare i problemi, ma sotto la quale le criticità restano. Con questo avanzo sarebbe stato fondamentale affrontare seriamente e con risorse adeguate temi come il sostegno alla natalità, gli investimenti sui bacini idrici e le politiche per i giovani. Sui bacini idrici serve un programma chiaro per i prossimi 20 anni, perché non possiamo continuare a trattare la siccità come un’emergenza. Anche sul turismo dobbiamo interrogarci, alla luce dei cambiamenti climatici, sul futuro degli impianti sotto i 1.500 metri. Sui Comuni occorre invece capire con quali criteri vengono distribuite le risorse e se esiste una reale strategia di autonomia finanziaria. La stessa attenzione va dedicata all’agricoltura e ai consorzi, dove non mancano solo le risorse, ma anche progetti e idee. Siamo pronti a parlare con tutti, perché la mediazione è il sale della politica, ma dobbiamo cambiare realmente passo. La coperta è d’oro, ma i problemi non si stanno affrontando e prima o poi le risorse si ridurranno, mostrando il risultato delle non scelte di oggi. Dobbiamo migliorare e dare maggiori risposte ai valdostani prima che sia troppo tardi.»

«Nonostante la promessa di discontinuità, questa manovra ripropone l’impianto e il metodo ereditati dalla programmazione precedente – ha osservato il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione –. Un assestamento che manca di visione del futuro e di innovazione. I settori privilegiati restano il turismo, gli impianti a fune e le infrastrutture; i più trascurati sono la casa e la residenzialità. Il provvedimento guarda soprattutto al breve periodo: interviene per coprire il disavanzo dell’Usl, far fronte alle calamità già avvenute e finanziare i contributi richiesti dagli enti locali in deroga sistematica alla legge regionale 48 del 1995, ma non costruisce una strategia di medio e lungo periodo capace di anticipare i problemi anziché rincorrerli. Il punto di forza resta la solidità finanziaria della Regione; quello di debolezza è l’incapacità di tradurla in un’effettiva capacità di realizzazione. Troppe risorse rimangono programmate ma non spese e troppe proposte arrivano in Aula senza un adeguato approfondimento. Sembra la solita pappa pronta di cui prendere atto senza che i Consiglieri di minoranza abbiano avuto modo di contribuire.»

Per la capogruppo di La Renaissance Valdôtaine, Eleonora Baccini, «la visione politica della maggioranza fatica ad emergere non perché manchino le risorse, ma perché vi sono pochi criteri politici chiaramente leggibili. La vera prova di governo non è spendere, è scegliere e stabilire le priorità. In Commissione abbiamo posto domande sulle priorità, sui cronoprogrammi, sulle modalità con cui sono stati individuati gli interventi. Molto spesso le risposte sono state: “secondo le richieste pervenute”, “sarà oggetto di delibera”, “lo vedremo dopo l’istruttoria”. È questa la strategia? Altro elemento è la finanza locale: se ogni anno decine di interventi vengono finanziati attraverso deroghe straordinarie, allora forse il problema non è più la deroga, forse è il sistema ordinario che non è più adeguato. Sui grandi temi – contrasto al calo demografico, competitività delle imprese, attrattività – questo assestamento dice molto meno di quanto dica sui singoli interventi, ed è qui che emerge la differenza tra amministrare e governare. Amministrare significa distribuire risorse e governare significa indicare una direzione. Ed è proprio questa prospettiva che, purtroppo, in questo assestamento continuiamo a non vedere.»

«Da questa nuova maggioranza ci aspettavamo un salto di qualità nel metodo di governo, non nella continuità amministrativa che consideriamo un valore – ha affermato il capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz –. È naturale che molti interventi proposti nell’assestamento siano la prosecuzione di opere già avviate negli anni precedenti, ma – viste le dichiarazioni di inizio legislatura – ci aspettavamo decisioni più aperte e motivate, oltre a una maggiore capacità di leggere le priorità del territorio. In questo provvedimento, invece, non troviamo nulla di tutto ciò: emerge una sommatoria di richieste e una mediazione tra interessi, senza una visione chiara della Valle d’Aosta che si intende costruire. La politica ha il dovere di spiegare il percorso che porta alle scelte compiute con le risorse dei cittadini. Per questo, con il nostro ordine del giorno, abbiamo proposto una piattaforma regionale per la programmazione e il monitoraggio degli interventi richiesti dagli enti locali: non per togliere alla Giunta la responsabilità di decidere, ma per rendere il processo trasparente, verificabile e comprensibile. Senza procedure più chiare rischiamo di amministrare il presente senza progettare il futuro.»

«La centralità dei Comuni e il sostegno diretto alle comunità locali rappresentano l’anima e il tratto qualificante di questo assestamento – ha rilevato la consigliere dell’Union Valdôtaine Loredana Petey –. Per il 2026 sono trasferiti quasi 59 milioni di euro alla finanza locale, con risorse mirate e vincolate a interventi su edilizia scolastica, manutenzione viaria e opere minori di pubblica utilità, a favore di tutti i Comuni, oltre a risorse per interventi straordinari nella città di Aosta. Gli enti locali sono la nostra prima linea di difesa contro la fragilità idrogeologica e il cambiamento climatico: la manovra mette in campo interventi di protezione civile e difesa del suolo, con risorse per i Comuni colpiti da eventi calamitosi e per la riduzione del rischio idrogeologico. La deroga alla legge 48/1995 è uno strumento normativo legittimo e indispensabile per rispondere tempestivamente alle esigenze concrete dei Comuni e dei cittadini. Di fronte a 268 milioni di avanzo disponibili, consente di trasformare risorse contabili in cantieri reali e immediati, con il parere e l’avallo del Cpel e degli enti locali. Votare questo assestamento significa quindi sbloccare risorse strategiche e restituirle subito ai territori e ai cittadini valdostani.»

Il vicecapogruppo dell’UV, Michel Martinet, ha aggiunto: «Posso garantire che in maggioranza non è la Giunta a decidere da sola: si discute e le necessità vengono vagliate, senza fare favori a persone, sindaci, categorie o partiti. Anche per gli impianti a fune esiste una programmazione strategica definita dalle società e vagliata da Finaosta, con la sicurezza e la messa a norma come priorità. Sul sociale, questa amministrazione è vicina agli enti locali e ha realizzato misure a sostegno dei cittadini, dalle microcomunità al trasporto pubblico a 20 euro al mese, fino allo sconto del 50% sugli impianti di risalita. Anche sul potere d’acquisto sono stati fatti interventi importanti, a partire dal rinnovo del contratto della pubblica amministrazione. È quindi superficiale dire che ci sono risorse e che vengono distribuite a chi si vuole: tutto si può migliorare, ma le scelte vengono fatte sulla base di una programmazione.»

Per il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, «questa manovra ha iniziato a dare gambe alle azioni previste dal programma di legislatura. Ci sono 59 milioni di euro in più per gli enti locali distribuiti secondo criteri sottoposti al parere del Cpel e non a nostra discrezione. Siamo consapevoli di aver operato in deroga alla legge 48 del 1995 ma finché non rivedremo la norma, come previsto dal programma di legislatura, non potremo fare altrimenti. Tra gli interventi qualificanti, che rispondono al programma, ci sono i 5,8 milioni per Casa Berton, futura sede del Centro di servizio per il volontariato, gli 11 milioni per il recupero degli alloggi popolari, i quasi 30 milioni per la sicurezza del territorio e i 52 milioni destinati agli impianti a fune, infrastrutture fondamentali per l’economia della montagna. All’agricoltura vanno oltre 22 milioni per due ambiti strategici: 3,9 milioni ai Consorzi di miglioramento fondiario e 10 milioni per sostenere gli investimenti delle aziende agricole, con particolare attenzione ai giovani. Sostenere l’agricoltura non è un’assistenza è riconoscere chi custodisce il territorio ogni giorno, gratuitamente, da generazioni. Mancano ancora misure strutturali per famiglie e caro vita, che chiediamo trovino spazio nei prossimi provvedimenti. Come gruppo sosterremo la manovra, chiedendo alla Giunta un’informativa periodica sullo stato di attuazione degli interventi.»

«L’avanzo non è sinonimo di cattiva gestione delle risorse finanziarie – ha sottolineato il consigliere Corrado Jordan (UV) –. Sappiamo che non tutte le risorse possono essere spese nel corso dell’anno: cambiano il contesto, le norme e i tempi delle procedure. Con questo assestamento rimettiamo in circolo fondi non utilizzati per sostenere nuovi investimenti e dare risposte al territorio. È un modo responsabile di amministrare. Le priorità contenute nella manovra sono il risultato di un lavoro di confronto tra Giunta, maggioranza e territorio, che ha portato a scelte precise, come quelle a favore dell’agricoltura, ma anche di altri settori strategici. Il confronto va rafforzato, perché solo così si costruiscono investimenti capaci di produrre effetti duraturi e non limitati a un singolo esercizio finanziario. Anche le sollecitazioni dell’opposizione hanno contribuito a individuare alcune priorità: al di là del gioco delle parti, molte delle misure contenute in questo assestamento rispondono a esigenze condivise e meritano un sostegno ampio.»

«Con i 273 milioni di euro di questo provvedimento si alimenta ulteriormente il ciclo degli investimenti regionali: risorse che sono impiegate in coerenza con i documenti di programmazione e dell’accordo di maggioranza. Una disponibilità importante che dà la misura della capacità finanziaria della Regione – ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis –. È importante chiarire che il tema non è se queste risorse verranno messe a terra, perché fanno parte di un programma di investimenti, ma la velocità con cui ciò avverrà. Per questo dobbiamo lavorare per accelerare le procedure e monitorare con attenzione la capacità della pubblica amministrazione di gestire e realizzare gli investimenti. I fondi previsti nella legge di assestamento interessano ambiti fondamentali, dalla sicurezza del territorio alla prevenzione e alla lotta ai cambiamenti climatici, dalle scuole alla sanità, dal sociale alle infrastrutture, al turismo, all’agricoltura e agli enti locali: risorse utili per creare benessere, ricchezza e lavoro. Come gruppo di Forza Italia sosteniamo quindi convintamente questa manovra, che mette a disposizione della comunità valdostana risorse fondamentali per affrontare le principali esigenze del territorio.»

Gli interventi degli assessori

L’assessore alle finanze, Mauro Baccega, ha evidenziato: «Questa legge non è un mero passaggio tecnico o un adempimento burocratico: stiamo decidendo il futuro della Valle d’Aosta. Grazie a una gestione finanziaria seria e rigorosa, abbiamo la responsabilità di rimettere in circolo 273 milioni di euro, interamente destinati agli investimenti. Una manovra di portata storica che incrementa gli investimenti del 67,5%, portandoli oltre i 677 milioni di euro, e che punta a dare risposte immediate alla sanità, al contrasto ai cambiamenti climatici, agli enti locali, alle imprese, all’agricoltura e alle famiglie. L’obiettivo è creare sviluppo, sostenere il lavoro e accompagnare giovani e famiglie. Il provvedimento prevede 25 milioni per la sanità, 12 milioni per l’edilizia residenziale pubblica, 52 milioni per gli impianti a fune e 29 milioni a sostegno dell’agricoltura, oltre a importanti risorse per la sicurezza del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. I dati di Banca d’Italia, Finaosta e del tessuto produttivo confermano la solidità della nostra economia e la capacità di investimento della Regione. L’efficace gestione di Finaosta ha consentito di superare gli 800 milioni di euro di finanziamenti a privati e imprese, con 650 progetti sostenuti, 558 famiglie che hanno avuto accesso a un mutuo per la prima casa o per la ristrutturazione e 92 finanziamenti alle imprese. Sul fronte delle politiche per la casa, dopo dieci anni si rimettono in campo risorse per la realizzazione di 80 nuovi alloggi Erp. Questa maggioranza non gestisce soltanto la quotidianità, ma costruisce prospettive: i 273 milioni che sblocchiamo oggi sono scuole, palestre, strade, agricoltura, una sanità migliore, sicurezza del territorio e sviluppo turistico, che significa lavoro per le imprese, le famiglie e i giovani.»

«Il provvedimento destina all’Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali 32 milioni di euro, circa il 12% dell’intera manovra, in un’ottica di continuità – ha precisato l’assessore Carlo Marzi –. Sono previsti 19,9 milioni di euro per il triennio 2027-2029 destinati agli investimenti dell’Usl, che si aggiungono ai 6,6 milioni già stanziati per il 2026. All’azienda sanitaria vanno, inoltre, 5 milioni necessari a ripianare il disavanzo del bilancio 2025, di cui il 70% servirà a coprire l’aumento del costo del personale conseguente alla scelta del Governo nazionale di ridurre il ricorso ai medici gettonisti. Si tratta di risorse che saranno impegnate immediatamente e che, quindi, non rischiano di rimanere semplici stanziamenti senza tradursi in impegni immediati. La manovra stanzia inoltre circa 250 mila euro per finanziare il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, approvato dopo 38 anni, e altri 5 milioni per interventi nelle strutture per anziani di Cogne, Verrès e Gressoney. Il rapporto col territorio vede anche uno stanziamento dedicato a Casa Cretaz per l’accoglienza temporanea di persone fragili in linea con le necessità delle Politiche sociali regionali e al Documento unico di programmazione 2026-2028 del Comune di Gressan. Questo intervento risponde anche alle iniziative consiliari approvate a favore della fragilità abitativa dei genitori rimasti soli. Destiniamo, infine, 570 mila euro per il Banco Alimentare dopo la convenzione sottoscritta con l’ente. Tutte queste risorse si inseriscono nel quadro programmatorio delineato dal Piano della salute e del benessere sociale e rispondono ai bisogni del territorio, con una visione orientata al futuro e non all’improvvisazione.»

«Con l’istituzione del Tavolo tecnico-politico, il 2026 sarà un anno di passaggio verso un nuovo sistema di finanziamento dell’edilizia scolastica degli enti locali – ha spiegato l’assessore all’istruzione e cultura, Erik Lavevaz –. Il Tavolo sta lavorando alla definizione di criteri oggettivi e trasparenti per stabilire priorità, modalità e tempistiche di finanziamento degli interventi. L’obiettivo è creare due canali distinti: uno per le manutenzioni straordinarie e uno per gli interventi più strutturati, come la costruzione o la ricostruzione di nuove scuole. Vogliamo garantire equità nell’accesso alle risorse, evitando al contempo che gli enti locali sostengano costi di progettazione senza una concreta prospettiva di finanziamento. Accanto a questo, stiamo portando avanti interventi importanti, a partire dall’Università della terza età, alla quale daremo finalmente una destinazione definitiva, e dalla progettazione della sede definitiva del Cria. Abbiamo inoltre previsto 1,5 milioni di euro per l’Institut Agricole e stanziato risorse significative per il Saint-Bénin e il Convitto Chabod.»

L’assessore alle opere pubbliche, Davide Sapinet, ha parlato di «un assestamento molto attento al territorio frutto di un lavoro trasversale con un metodo ben definito. Le risorse assegnate all’Assessorato, che ha avuto un ruolo di coordinamento, ammontano a quasi 79 milioni di euro che saranno tutti impegnati a breve e in buona parte spesi. Tra gli interventi principali figurano gli 11 milioni destinati all’Arer per realizzare circa 80 alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso il recupero di un capannone nel quartiere Dora di Aosta, con conclusione dei lavori prevista entro il 2030, e i 2,8 milioni per la mitigazione e il monitoraggio del rischio idrogeologico, compresi interventi puntuali come la messa in sicurezza dell’accesso alla Val Ferret. La manovra finanzia inoltre con 660 mila euro l’avvio della riqualificazione dell’albergo Reale di Bard, contributi ai Comuni, il sostegno al Bim per gli interventi prioritari e l’acquisizione da parte della Regione delle aree da destinare a discarica per rifiuti inerti, come ad esempio il sito di Pompiod: una tappa importante di un percorso non banale che permetterà di garantire sicurezza ai territori e a chi li abita. Non si tratta, quindi, di risorse distribuite casualmente, ma del risultato di un percorso fondato su priorità chiare, che coniuga programmazione e risposta alle emergenze.»

L’assessore allo sviluppo economico e trasporti, Luigi Bertschy, replicando sul tema degli impianti a fune, ha sottolineato come «non ci sia nulla di casuale nelle scelte che stiamo portando avanti. Le risorse messe a disposizione derivano da priorità definite nel tempo e da una programmazione precisa, a partire dalla strategia regionale sui cambiamenti climatici, che individua gli indirizzi da seguire. Non sono decisioni dell’ultimo momento, ma scelte inserite in una visione complessiva, con l’obiettivo di dare valore pubblico agli investimenti. Nel 2026 finanzieremo revisioni e sostituzioni di cabine, un nuovo bacino, interventi sull’innevamento, mezzi battipista dotati di sistemi Gps per ottimizzare l’utilizzo della neve e interventi sui sistemi di biglietteria. La direzione è chiara: rendere più efficienti gli impianti di innevamento, accompagnare la trasformazione dei comprensori, prepararci a un futuro in cui la neve sarà sempre più in quota, tutto questo traguardando ad un’attenzione sempre maggiore alla crescente potenzialità della stagione estiva. Dire che non esistono una visione e una programmazione non è quindi corretto: stiamo lavorando per il futuro di un settore trainante per la nostra economia e per la vitalità dei territori. Lo stesso vale per i 5,2 milioni di euro destinati alla mobilità sostenibile, che si inseriscono in un percorso verso una mobilità privata sempre più green, integrata con il trasporto pubblico e con gli obiettivi del Piano energetico.»

«Con questo assestamento destiniamo 41,7 milioni di euro al settore dell’agricoltura e delle risorse naturali, che attiveranno investimenti per circa 65 milioni di euro sul territorio regionale – ha dichiarato l’assessore all’agricoltura, Speranza Girod –. Le risorse sono concentrate sulla competitività delle imprese agricole, con 20 milioni di euro, di cui 10 destinati ai giovani agricoltori, e sulla sicurezza del territorio, con 10,4 milioni di finanziamenti per la difesa del suolo e 2,4 milioni per la manutenzione delle piste forestali. Investiamo anche 3,9 milioni nei Consorzi di miglioramento fondiario e 5 milioni in un nuovo impianto di pastorizzazione a freddo ad alta pressione per tutta la filiera agroalimentare. Sono interventi concreti che rispondono ai bisogni reali e immediati del territorio, dando un forte impulso al comparto agricolo, creando indotto e sostenendo quell’economia circolare indispensabile per mantenere vive le nostre vallate e tutto il nostro territorio. Pubblicare i bandi non basta: serve garantire le risorse necessarie, altrimenti si rischia di gravare le aziende di costi per la predisposizione della documentazione senza offrire reali opportunità di finanziamento.»

L’assessore al turismo, sport e commercio, Giulio Grosjacques, ha rilevato che «questa seconda variazione di bilancio mette in campo tanti piccoli e grandi investimenti necessari a sostenere la crescita della Valle d’Aosta nel panorama dell’offerta turistica nazionale e internazionale. Gli impianti a fune sono il traino della stagione invernale e lo stanno diventando sempre più anche per quella estiva, con investimenti che si riflettono sui flussi turistici: l’inverno 2025-2026 si è chiuso con un +4% degli arrivi e un +6% delle presenze, con una crescita significativa anche del turismo straniero. Proseguiamo negli investimenti sulle infrastrutture sportive e sui beni culturali, a beneficio di turisti e residenti, e rafforziamo con un milione di euro il fondo di rotazione, estendendo i finanziamenti anche agli chalet haut de gamme. Una buona amministrazione deve saper programmare, ma anche essere pronta a rispondere con tempestività alle esigenze che emergono e che non sempre possono essere previste. È questo l’approccio che guida gli interventi, dalla sicurezza del territorio al servizio idrico integrato e alla protezione civile, sostenendo la comunità senza gravare sulle tariffe dei cittadini. Con i voucher per guide alpine, maestri di sci e accompagnatori di media montagna investiamo nelle professioni della montagna, linfa della nostra offerta turistica. Sul commercio il confronto resta aperto e proseguirà in Cabina di regia, raccogliendo le istanze del mondo imprenditoriale e politico. È un lavoro di squadra per una Valle d’Aosta sempre più accessibile e inclusiva, capace di valorizzare il territorio e offrire opportunità concrete alla comunità e a chi sceglie di visitarla.»

In chiusura, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha evidenziato che «la disponibilità di risorse non dovrebbe essere motivo di polemica, ma un segnale positivo della crescita della nostra economia. Con questo assestamento attiviamo complessivamente 273 milioni di euro di interventi che daranno lavoro alle imprese e rafforzeranno l’attrattività del nostro territorio. In uno scenario internazionale incerto, abbiamo deciso di non concentrarci su investimenti monodirezionali ma di investire nei settori strategici – tutela del territorio, impianti a fune, agricoltura, turismo, edilizia scolastica e residenziale, gestione della risorsa idrica – con una programmazione condivisa con gli enti locali e costruita ascoltando i bisogni reali della comunità. Sappiamo che c’è sempre margine per migliorare, rendere più omogenea l’assegnazione delle risorse e affinare gli strumenti di programmazione. Ma amministrare significa anche saper cogliere le opportunità e rispondere con tempestività ai bisogni che emergono sul territorio, perché non tutto può essere previsto in anticipo. Questo è il senso dell’assestamento di bilancio: affiancare alla programmazione la capacità di dare risposte efficaci alle esigenze dei valdostani.»

All’attenzione del Consiglio vi sarà anche il Piano regionale dei trasporti.

Sarà inoltre sostituito un rappresentante della Regione in seno al Comitato scientifico della Fondazione Centro internazionale su diritto, società e economia di Courmayeur.

Attività ispettiva 

Interrogazioni a risposta immediata

È stata iscritta un’interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. L’iniziativa chiede di conoscere l’esito dell’incontro del 16 luglio scorso sulla situazione dei condomini sgomberati a seguito della frana di Palleusieux, a Pré-Saint-Didier. 

Interrogazioni e interpellanze

Sono state iscritte 9 interrogazioni e 27 interpellanze, di cui 29 rinviate dalla scorsa adunanza.

Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato cinque interrogazioni e otto interpellanze: intervento di soccorso del 25 giugno 2026 a Cogne; attivazione delle convenzioni per la Disability Card; collaboratori scolastici nei plessi regionali; avanzamento del progetto Fattoria solare Pioule a Saint-Vincent; aggiornamento sulla realizzazione della Maison de la Montagne; integrazione degli adempimenti digitali relativi alle locazioni turistiche nell’ambito del “progetto Bandiera”; stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici dei Salassi; realizzazione di una nuova palestra ad Aosta; costruzione di un bike park al Col de Joux; introduzione del divieto di fumo lungo il percorso della Fiera di Sant’Orso; accessibilità alla frazione They Dessus nel comune di Lillianes; aggiornamento delle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica; sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale

Un’interpellanza è stata depositata dal gruppo Autonomisti di Centro e riguarda la carenza di organico all’ufficio stampa della Giunta regionale. 

Un’interrogazione e un’interpellanza, sottoscritte dai gruppi AdC e La Renaissance Valdôtaine, chiedono, invece, conto dell’efficacia della promozione turistica della Regione e degli investimenti sui bacini idrici.

Sono tre le interpellanze del gruppo Fratelli d’Italia: diffusione delle reti televisive francofone; stato di avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr e rischio di perdita o definanziamento delle risorse; piano regionale di coordinamento della mobilità e della continuità territoriale durante i grandi cantieri. 

Il gruppo Lega VdA discuterà una interrogazione e sette interpellanze: tempi per la nomina del nuovo Direttore generale dell’Usl; informazioni sulla nuova governance del Casino di Saint-Vincent; interventi urgenti per evitare la paralisi di Tribunale e Procura di Aosta; compatibilità e opportunità delle nomine nel CdA della Casa da gioco; adeguamento regionale agli aumenti contrattuali 2025-2027 per gli insegnanti; iniziative per la tutela degli operatori locali del servizio di noleggio con conducente; lavori di metanizzazione lungo la strada regionale 46 di Valtournenche; vendita all’asta degli immobili ereditati dall’Usl a seguito di un lascito testamentario

Un’interpellanza congiunta dei gruppi Lega VdA e FdI riguarda la farmacovigilanza in Valle d’Aosta. 

Con due interrogazioni e sei interpellanze, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA chiede informazioni su: tempi per la nomina del nuovo Direttore generale dell’Usl; recupero delle ore eccedenti per il personale del comparto titolare di incarico di funzione presso l’Usl; ritardo nell’approvazione del bilancio 2025 di Cva Spa e tempistiche per il rinnovo degli organi sociali; approfondimenti per la valorizzazione dell’area della Vecchia centrale del latte di Aosta; applicazione delle disposizioni per la continuità dei docenti di sostegno; nuova palestra scolastica ad Aosta; riforma della legge regionale sulle politiche abitative; carenza di tecnici sanitari di radiologia medica all’ospedale Parini di Aosta.   

Mozioni

Infine, l’Assemblea tratterà due mozioni, entrambe rinviate dallo scorso Consiglio: una dei gruppi Lega VdA e Renaissance propone la predisposizione di misure di ristoro dei costi energetici a sostegno delle famiglie, l’altra del gruppo AVS riguarda la tutela delle specie vulnerabili della fauna alpina.

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