Il Governo impugna la l.r. 11/2020: concessa la sospensiva
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La sala del Consiglio dei ministri
Il Consiglio dei ministri, riunito venerdì 18 novembre 2020, ha deciso di impugnare la legge della Regione Valle d’Aosta n. 11 del 9 dicembre 2020, recante Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nelle attività sociali ed economiche della Regione autonoma Valle d’Aosta in relazione allo stato di emergenza.
Il Governo ritiene che le disposizioni contenute nell’articolo 2, commi 4, 6, 7, 9, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 18, 20, 21, 22, 23, 24 e 25, nell’articolo 3, comma 1, lettera a) e nell’articolo 4 consentono la riapertura, sul territorio regionale, di una serie di attività che, al momento, in forza delle disposizioni del Dpcm dicembre 2020, sono inibite o comunque fortemente limitate sul territorio nazionale, in ragione dell’emergenza epidemiologica determinata dal diffondersi del Covid-19.
Secondo il Consiglio dei ministri, tali disposizioni eccedono dalle competenze statutarie e si pongono in contrasto con la disciplina dettata dallo Stato in materia di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica, in violazione dei principi costituzionali in materia di tutela della salute, di profilassi internazionale e di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale, di cui all’articolo 117, secondo comma, lettere m) e q), e terzo comma, della Costituzione, dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza di cui all’articolo 118, primo comma, della Costituzione, e del principio di leale collaborazione, desumibile dagli articoli 117, 118 e 120 della Costituzione, nonché in violazione dell’articolo 117, secondo comma, lettera h), della Costituzione, in materia di ordine pubblico e sicurezza.
La Corte costituzionale concede la sospensiva
Lunedì 4 gennaio 2020, la Corte costituzionale ha concesso la sospensiva, fissando l’udienza sulla sussistenza delle ragioni d’urgenza al 13 gennaio 2020.
La questione è stata discussa nel corso di un’udienza durata una quarantina di minuti, al termine della quale la sospensiva è stata confermata. La legge regionale 11/2020 cessa dunque temporaneamente la propria validità, sino alla pronuncia della sentenza di merito. L’udienza stata fissata per il 23 febbraio.
Il Commento della Giunta
Nel prendere atto della pronuncia, la Presidenza della Regione comunica che la Regione, rappresentata dall’avvocato Francesco Saverio Marini, ribadirà che l’intervento legislativo voluto dal Consiglio regionale non si pone in antitesi alle regole statali per il contrasto e il contenimento della pandemia da Covid-19, ma è uno strumento normativo finalizzato a contestualizzare tali disposizioni.
«Prendiamo atto della pronuncia della Corte Costituzionale – commenta il presidente della Regione Erik Lavevaz – nell’attesa della conclusione del percorso fissata al 23 febbraio 2021. La legge approvata dal Consiglio regionale non ha mai voluto essere una norma “anti DPCM”, come purtroppo è stato erroneamente definita, ma solamente uno strumento per contestualizzare e adattare la regole anti COVID alle peculiarità del nostro territorio e alle esigenze primarie della nostra comunità.
Certamente questa decisione può limitare il nostro raggio d’azione nell’adeguare le norme statali alle nostre condizioni particolari, ma continueremo a lavorare, in accordo con le strutture sanitarie e con tutti gli strumenti che la Costituzione e gli ordinamenti statali e regionali ci mettono a disposizione, per contrastare l’emergenza utilizzando norme adeguate alla specificità della nostra realtà».
Il dibattito in Consiglio Valle
L’accoglimento da parte della Corte costituzionale dell’istanza di sospensiva della legge 11/2020 (Misure di contenimento della diffusione del virus SARS-COV-2 nelle attività sociali ed economiche della Regione in relazione allo stato di emergenza) è stato al centro di un dibattito in chiusura dell’adunanza consiliare del 13 e 14 gennaio 2021.
Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha espresso «preoccupazione: il ricorso contro la legge 11/2020 risulta quanto mai curioso visto che un’analoga norma di Bolzano è tutt’ora in vigore. Non c’è che una parola: la nostra autonomia è sotto attacco.»
Il Vicecapogruppo della Lega VdA, Stefano Aggravi, ha aggiunto: «Le sentenze non si commentano e ne prendiamo atto, ma questa sentenza rileva un’appartenenza da parte di chi deve valutare le leggi. Forse non influisce, ma sicuramente l’ondata di centralismo da parte di chi ha preso certe decisioni e le prenderà ancora domani è viva e vegeta.»
Per il Capogruppo di Pour l’Autonomie, Marco Carrel, «è una giornata molto triste per quest’Aula e per il lavoro che svolgiamo. La legge 11/2020 ci permetteva di avere dei margini in cui intervenire, in particolare nel momento in cui la pandemia avrebbe cominciato a calare. Cosa facciamo ora? Visto che arriverà un nuovo Dpcm dobbiamo essere chiari e indicare cosa facciamo da domani. Rimandare continuamente le aperture alimenta speranze vane: meglio allora trovare risposte diverse, cercando di aiutare i nostri concittadini in difficoltà. Quando vogliamo, possiamo lavorare uniti e sapremo farlo anche in questo momento. Volevo anche capire se dopo questa sentenza il Presidente Lavevaz ha sentito i parlamentari della Valle d’Aosta.»
La Capogruppo del PCP Erika Guichardaz ha parlato di «sfida al Governo nazionale lanciata al momento dell’approvazione della legge regionale. Noi del PCP ci siamo sottratti perché la salute pubblica non può essere terreno di scontro; abbiamo invece sempre sostenuto le ordinanze del Presidente Lavevaz, così come gli Assessori all’istruzione e ai trasporti che hanno lavorato alla riapertura delle scuole. È stato questo un momento in cui abbiamo dimostrato la nostra autonomia. Un’autonomia che tutto il Consiglio, unanime, deve ribadire nelle sedi opportune, a partire dall’audizione dei Parlamentari della prossima settimana.»
Il Capogruppo di AV-SA, Albert Chatrian, ha evidenziato: «Avevamo creduto in questo percorso. Non vogliamo metterla in caciara, ma riteniamo che le Istituzioni abbiano un ruolo di peso e il rammarico è veramente tanto. Il nostro intento non era solo un “proviamoci”, ma si basava sulla convinzione di un rispetto istituzionale che la Valle d’Aosta merita.»
Il Capogruppo di VdA Unie, Corrado Jordan, ha espresso dispiacere: «La nostra legge voleva essere uno strumento per far valere le nostre differenze, non voleva essere una legge anti-Dpcm. Voleva consentirci di ripartire secondo le nostre prerogative. L’approvazione di questa legge è stata un sussulto della nostra autonomia e io credo che i valdostani siano stati fieri di questa nostra iniziativa.»
Il Capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha specificato: «La legge 11 è arrivata per dare uno strumento in più, per radicare le ordinanze del Presidente della Regione in una cornice legislativa; non voleva essere motivo di scontro. Ciò che mi ferisce di più è che si parli di una Regione sciagurata che mette a rischio l’incolumità dei suoi abitanti. Vorrei ricordare che per adesso la Valle d’Aosta ha un livello basso di contagi: evidentemente non abbiamo esercitato così male la nostra autonomia. Se rivendicare le nostre competenze è considerato una sfida, sono davvero disorientato. Noi abbiamo solo chiesto di avere maggiore considerazione. Noi non ricattiamo nessuno, non condizioniamo l’appoggio a un Governo per rivendicare delle posizioni. Continueremo nel nostro dialogo e accettiamo questa sentenza che non rende onore al percorso che abbiamo intrapreso a favore dei valdostani.»
Il Presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha chiuso la discussione: «È evidente che ci viene a mancare un presupposto normativo, quindi dovremo muoverci all’interno del solco della normativa nazionale e delle prerogative in capo al Presidente della Regione. Ci muoveremo come all’inizio della seconda ondata a ottobre, ma cercheremo di essere interpretativi come abbiamo fatto in questa fase cercando di adeguare alla nostra realtà alcune disposizioni, come gli spostamenti o le attività. Condivido che l’approvazione di questa legge sia stato un sussulto della nostra autonomia e il fatto che la norma sia stata sospesa non deve farci desistere dall’intraprendere iniziative coraggiose: è importante continuare a far valere la nostra autonomia.»
I commenti politici
Fratelli d’Italia si è espresso in questi termini: «Anche e non solo per una questione di dignità e di coerenza politica chiediamo un netto e inequivoco posizionamento da parte del Governo regionale circa i rapporti con le residue forze componenti un governo nazionale ormai a pezzi, anche attraverso le prossime dichiarazioni di voto che dovrà esprimere tramite il proprio rappresentante senatore, alla luce della recente apertura della crisi e al fine di rendere evidente al Popolo Valdostano quali siano realmente le proprie reali intenzioni».
Sostiene la tesi dell’attacco all’autonomia a Lega Vallée d’Aoste: «L’accoglimento dell’istanza del Governo centralista costituisce un atto fortemente lesivo dell’Autonomia della nostra Regione. La legge, che permetteva di adattare le disposizioni nazionali relative alla gestione dell’emergenza determinata dal Covid-19 al territorio valdostano e alle sue specificità, non faceva altro infatti che permettere di esercitare a pieno le prerogative che lo Statuto di Autonomia concede alla Valle d’Aosta.
Viene peraltro da chiedersi per quale ragione il Governo Conte abbia concentrato la sua attenzione sulla legge 11/2020, ponendo l’accento in particolare sull’articolo 2, e non abbia fatto altrettanto con la legge provinciale 8 maggio 2020, n. 4 che è tuttora in vigore nella Provincia autonoma di Bolzano e alla quale il legislatore valdostano si è ispirato.
L’accettazione dell’impugnativa fatta da questo Governo centralista, il cui intimo desiderio è di veder cancellate definitivamente le Regioni e in particolare quelle a Statuto speciale, è puramente strumentale e non farà altro che prolungare l’agonia delle nostre attività commerciali. Un’agonia che dura ormai da troppi mesi. E la responsabilità e le conseguenze della pesante crisi economica e sociale che si profila all’orizzonte ricadranno interamente sul Presidente Conte e sul suo Governo».
Nessuna sorpresa da AduVdA: «Se il presidente Lavevaz fosse onesto intellettualmente, dovrebbe ammettere che l’esito di questo inutile scontro istituzionale era ampiamente prevedibile. L’autonomia è stata svilita e umiliata non dalla Repubblica, ma proprio dai così detti autonomisti che, anziché seguire la via della leale collaborazione, si sono infilati nel tunnel cieco del micro sovranismo. Questo disastro è stato causato dalle sirene leghiste Manfrin e Aggravi, ma anche da chi ha voluto irrazionalmente dargli credito.
L’autonomia deve coniugarsi con la responsabilità: la c.d. legge anti DPCM metteva a rischio l’intero sistema sanitario regionale. La Corte Costituzionale è intervenuta a tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini italiani, valdostani compresi.
Lavevaz e gli autonomisti cessino l’irresponsabile propaganda e affrontino la realtà. La nostra proposta è che la Regione abroghi la legge – risparmiando tempo, denaro e ulteriori figuracce – e apra un confronto con lo Stato centrale per sollecitare i ristori e chiedere una mobilità con il Piemonte. Tutto il resto, salvo non credere alla gravità della crisi sanitaria – come Trump e i suoi amici sciamani al di là e al di qua dell’oceano -, sarebbe perseverare nell’errore.»
«L’action colonialiste du gouvernement italien soutenue par la Cour Constitutionnelle confirme le manque absolu de respect de l’Autonomie de la Vallée d’Aoste et augmente le sentiment de frustration dans l’ensemble de la Population. Pays d’Aoste Souverain exprime sa solidarité au président Lavévaz et sa proximité à tous les secteurs touchés par des décisions injustes prises à des centaines de kilomètres; tient le ministre Boccia responsable dès maintenant de tout acte d’auto mutilation ou suicidaire des Valdôtains épuisés par ses choix ignorants et méchants».
«La sospensiva della Corte oscura la forza della nostra autonomia – scrive Pour l’Autonomie -. La determinazione della Corte costituzionale getta ombre sulla nostra autonomia e limita l’azione di quell’autogoverno che sta alla base di tutto il percorso storico e politico della nostra regione.
L’impugnativa dello Stato prima e la sospensiva della Corte costituzionale della legge che il Consiglio regionale ha costruito e approvato per adeguare i provvedimenti nazionali Covid alla realtà valdostana sono il segnale di nuovi indirizzi centristi da parte del governo centrale.
La legge che è stata impugnata e oggi sospesa è proprio l’espressione dei principi e degli obiettivi che hanno portato alla nascita del nostro movimento, il cui impegno è volto a portare avanti quelle azioni e quelle iniziative che diano sempre la possibilità ai valdostani di poter esprime il loro essere autonomi. La decisione della Corte ci fa capire che dobbiamo ora lavorare ancora più duramente per poter esprimere le nostre prerogative statutarie e per garantire il loro riconoscimento anche nel confronto con il governo centrale».
Pubblicato / aggiornato
il 15/01/2021 alle 12:06
Categoria:
Politica e Amministrazione