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Il Consiglio di Stato annulla la delibera RaVdA sui contributo per la disabilità gravissima

La Sezione Terza del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 03723/2026 del 12 maggio 2026, ha riformato la sentenza del TAR Valle d’Aosta n. 33/2024 e annullato, nelle parti contestate, la deliberazione di Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta n. 1524 del 18 dicembre 2023, in materia di contributi per le persone con disabilità gravissima e per i malati di SLA. A darne notizia è l’Associazione La Casa di Sabbia, che del ricorso è stata promotrice.

Il ricorso dell’Associazione La Casa di Sabbia

Prima ancora di intraprendere la via del contenzioso giudiziario, l’Associazione riferisce di aver cercato «un confronto costruttivo con la Regione autonoma Valle d’Aosta, segnalando le criticità della disciplina approvata e chiedendo un tavolo di discussione per pervenire a soluzioni condivise nel rispetto dei diritti delle persone con disabilità gravissima.
Quel dialogo non ha trovato risposta. La Regione ha scelto di non recepire le nostre osservazioni e di difendere in giudizio una normativa che – come il Consiglio di Stato ha ora definitivamente accertato – risultava in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza, imparzialità e ragionevolezza, nonché con la normativa statale di settore.
Ci dispiace che si sia dovuti arrivare a una pronuncia giurisdizionale per ottenere il riconoscimento di diritti che avremmo preferito tutelare attraverso il confronto istituzionale. Confidiamo che questa vicenda possa costituire un punto di svolta nel rapporto tra la nostra Associazione e l’Amministrazione regionale, nell’interesse esclusivo delle persone che rappresentiamo
».

I profili di illegittimità accertati

Il Consiglio di Stato ha accertato l’illegittimità della delibera impugnata sotto tre distinti profili:

  • Criterio cronologico in luogo dell’ISEE: la scelta di assegnare i contributi in base all’ordine di presentazione delle domande — anziché sulla base della condizione economica dei richiedenti valutata tramite l’indicatore ISEE — introduce un meccanismo selettivo del tutto svincolato dal bisogno, penalizzando i soggetti economicamente più vulnerabili, in violazione dei principi di uguaglianza sostanziale e buon andamento.
  • Soglie ISEE differenziate tra SLA e altre disabilità gravissime: la previsione di soglie diverse (€ 90.000 per i malati di SLA e € 70.000 per le altre forme di disabilità gravissima) è risultata priva di adeguata giustificazione normativa e motivazionale nell’atto, in contrasto con l’approccio unitario adottato dalla normativa statale per la categoria dei disabili gravissimi.
  • Requisito del certificato di disabilità gravissima: la richiesta di un certificato di invalidità attestante la condizione di “disabilità gravissima” si pone in contrasto con il quadro normativo vigente, poiché le Commissioni medico-legali competenti in materia di invalidità civile non sono titolate a rilasciare tale specifica certificazione, con il rischio concreto di escludere dal beneficio soggetti che ne avrebbero pieno diritto.

La tutela degli interessi collettivi

Il Consiglio di Stato ha altresì ribadito un principio di fondamentale importanza per il diritto delle associazioni di categoria: un ente esponenziale come La Casa di Sabbia ODV è legittimato ad agire in giudizio a tutela dell’interesse collettivo ogni qualvolta una disciplina sia strutturalmente idonea a produrre effetti discriminatori, anche in assenza di un danno individuale già verificatosi. L’interesse collettivo tutelato non è il singolo contributo ma la garanzia che le procedure di erogazione delle prestazioni essenziali per le persone con disabilità gravissima siano conformi ai principi degli artt. 3 e 97 della Costituzione.

I prossimi passi

L’Associazione annuncia che seguirà con attenzione l’attuazione della sentenza da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta, «che è ora chiamata a riformulare la disciplina dei contributi in conformità ai principi stabiliti dal Consiglio di Stato. Siamo pronti a collaborare in modo costruttivo con l’Amministrazione per contribuire alla definizione di una normativa equa, trasparente e rispettosa dei diritti di tutte le persone con disabilità gravissima».

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