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Pour l’Autonomie: congresso 2026

Il Movimento Pour l’Autonomie, dopo sei mesi di lavoro e incontri sul territorio e la creazione di sezioni nelle Unités des Communes, ha riunito il proprio Congresso, domenica 24 maggio 2026 nella sala polivalente della Gran Place a Pollein, dedicato al tema Per un autonomismo pragmatico e responsabile.

Claudine Brunod, in apertura dei lavori, ha ragionato sul significato dell’autonomia per una gestione della Valle d’Aosta su misura e sullo scopo dell’incontro: discuterre sulla traduzione del concetto di autonomia in azione concreta, generando valore per la comunità. I punti sono: un’autonomia che migliori concretamente la vita delle famiglie (per esempio rivedendo il modello di calcolo dell’Isee), che immagini un modello di sviluppo alternativo a quello attuale (con un turismo che abbia un impatto costante e generalizzato, non focalizzato sul solo sci), che ragioni sull’intero impianto degli Enti locali valdostani (gestendo le sfide a livello territoriale).

Cristina Camandona, presidente di Pour l’Autonomie, ha annunciato la sua rinuncia alla presidenza per impegni di lavoro.

Gli interventi

Joël Farcoz, presidente di Union valdôtaine, a detto: «La plus grande mission de la politique en Vallée d’Aoste est de faire comprendre la valeur pragmatique de l’autonomie. La politique peut être faite de façon constructive ou destructive et elle doit être capable de bâtir des alliances. Je regrette qu’une alliance avant les élections n’ait pas pu être faite, mais les dialogues peuvent toujours s’ouvrir. Je crois que nous sommes dans la condition de pouvoir travailler pour les Valdôtains et la Vallée d’Aoste».

Walter Musso, commissario di Fratelli d’itali, ha detto: «Ogni congresso è un momento importante nella vita di ogni aggregazione politica. Il tema che avete scelto parla a tutta la poltiica valdostana. La Valle d’Aosta ha bisogno di una poltica che smetta di vivere di conservazione del potere. Veniamo da storie politiche differenti e abbiamo sensibilità differenti. Ma ci accomuna la difesa dell’autonomia da chi la usa solo perché gli conviene. Difenderla significa darle un futuro. Ci accomuna anche la consapevolezza che l’attuale maggioranza non sta dando le risposte necessarie. La vicenda di Testolin è emblematica: siamo preoccupati perché vediamo una mancanza di rispetto nella magistratura. Non ci possiamo permettere mesi di rallentamento. Marco Carrel ha posto un tema vero: l’autonomia non può essere usata contro se stessa. Vogliamo una Valle d’Aosta capace di crescere, innovare, difendere la propria identità senza paura di guardare al futuro».

Ronny Borbey, segretario di Stella alpina, ha detto: «Un congresso implica la volontà di mettersi in gioco e aprirsi al dialogo. In politica non esistono le rette parallele ma tornanti e curve che sono destinati a trovare punti di unione. Con l’obiettivo comune di lavorare per il bene della comunità».

Aldo di Marco, segretario politico di Pour l’Autonomie, ha detto: «Sono consapevole che il nostro è un percorso ambizioso ma nulla è più forte di un’idea che si trasforma in azione. A settembe 2025, non siamo stati sconfitti e non è iniziato il declino irreversibile del nostro movimento. Nel marzo 2025 abbiamo contribuito a creare un progetto poltiico, credendoci fermamente e senza riserve. Le urne ci hanno dato ragione ma poi, nella costruzione della maggioranza, ci siamo trovati di fronte al tradimento del progetto comune, che si è dimostrato essere considerato dagli altri un cartello elettorale. Forse siamo stati ingenui a fidarci di chi non lo meritava. Ma noi continuiamo a credere nel dialogo e nella condivisione. Siamo pronti a difendere l’autonomia dal centralismo e non siamo disposti a sacrificarla per interesse personale, come qualcun altro ha fatto. L’autonomia vive se la comunià la difende e la rinnova, diceva Augusto Rollandin, e noi siamo qui per fare la nostra parte».

Eugenio Torrione, di Alleanza Verdi Sinistra, ha detto: «Credo che fra noi ci siano diversi punti di convergenza: condividiamo l’esperienza di essere in minoranza, con la volontà di essere propositivi e costruttivi. La maggioranza considera il confronto un fastidio e sistematicamente respinge le nostrre proposte. La vicenda che coinvolge il presidente della Regione è triste e un po’ avvilente. Al di là degli aspetti giudiziari, lascerà un segno politico enorme. La figura del presidente tiene in scacco la Giunta e l’intera maggiornaza. A prescindere dalla decisione della Corte d’Appello, sono accadute troppe cose che non possono essere dimenticate: una sentenza netta, una legge chiara, la rinuncia della Regione a una posizione neutra, una richiesta di incostituzionalità. Noi cerchiamo di far rispettare la proprietà delle acque ai Valdostani e dobbiamo decidere cosa vogliamo e quali sono gli strumenti per ottenerlo». In chiusura, ha chiesto a PlA (come a tutte le altre forze di minoranza) di sostenere la battaglia legale di Avs.

Andrea Manfrin, di Lega Vallée d’Aoste, ha detto: «Spesso i partiti sono autoreferenziali e verticistici. PlA non è così ma è anzi una forza politica con la quale abbiamo collaborato nella passata legislatura e stiamo continuando a farlo in questo. Condividiamo il vostro slogan: seuls on va plus vite mais ensemble on va plus loin».

Luca Tonino, segretario del Partito democratico della Valle d’Aosta, ha detto: «Sono all’ultimo giorno del mio mandato come segretario politico [nel pomeriggio si svolge il congresso del PdVdA, n.d.r.]. Questi sono stati anni intensi, anche di lavoro comune e di dialogo. Di fronte alla sfide che ci aspettano, nessuno può pensare di bastare a se stesso. Dobbiamo avere il coraggio di costruire insieme».

Emily Rini, coordinatore di Forza Italia Valle d’Aosta, ha detto: «La presenza di così tante persone è un segnale posiitivo e la conferma di ciò che state facendo. Abbiamo condiviso un percorso e abbiamo molti punti in comune. Sono stati i governi di centro-destra che hanno rafforzato l’autonomia. Il vostro padre fondatore ha fatto tanto per la Valle d’Aosta e ha insegnato tutto anche a me. Ha fatto del pragmatismo la sua bandiera. L’autonomia la si valorizza solo in una maniera: essendo concreti e portando le proprie istanze là dove le decisioni sono prese. Questo stiamo cercando di fare e spero che potremo farlo anche con il vostro apporto».

Govanni Girardini, presidente di La Renaissance valdôtaine, ha detto: «Siete per noi interlocutori privilegiati e grraditi, per l’onestà del vostro agire. La poltiica valdostana sta vivendo politici di disegio e di vergogna. Questioni concrete giacciono irrisolte da anni. Ci sono questioni di etica politica e la bussola del buonsenso pare essersi persa per un sistema malato che ha contagiato elettori ed eletti. Pochi ritengono l’autonomia un bene prezioso e inviolabile ma la usano senza pudore e ritegno. Nella nostra regione il centro, la sinistra e la destra sono divisi e tutti ci riduciamo a essere satelliti minori di una galassia.Noi siamo aperti al dialogo alla luce di questi principi e contenuti».

Davide Bionaz, segretario politico di Rassemblement valdôtain, ha detto: «Molti punti continuano ad accomunare le nostre esperienze politiche, in particolare la convinzione che la Valle d’Aosta deve poter continuare a decidere del proprio futuro. La Cva sarà il banco di prove per vedere come questa comunità riuscirà a serrare i ranghi rispetto al governo nazionale ma anche al proprio interno. Dino Viérin, comprando le centrali Enel, ha posto le basi per la vera autonomia pragmatica della Valle d’Aosta. Ora, oltre alla difesa di quanto ottenuto, servono nuovi slanci innovativi. Riteniamo importante cche fra noi continui a esserci un rispetto istituzionale e umano».

Emanuele Muraro, vicesegretario di Azione Valle d’Aosta, ha detto: «Molti pensavano che il vostro movimento sarebbe tramontato con chi lo aveva fondato, invece siete ancora qui. Il pragmatismo è un dogma di Azione. Trasforma tutte le idee in risultati concreti. Se realizzassimo il 10% delle promesse fatte in ampagna elettorale sarebbe “grasso che cola” ma questo è l’obiettivo al quale dobbiamo puntare. Pochi capiscono l’impegno politico e molti lo vedono come un privilegio. L’autonomia, invisa e invidiata, necessita di un sostegno da parte di tutte le forze poltiiche e di un rinnovamento che rimbalzi in Italia ed Europa. Con punti di vista diversi ma tutti oorientati verso il bene comune, perché c’è bisogno di risposte».

Il consigliere regionale Marco Carrel, ha detto: «Qui è tot a modo. Près de six ans se sont écoulés depuis la fondation de Pour l’Autonomie. Nous étions cinq amis, prêts à se mettre au travail pour l’idéal et l’objectif de l’autonomie. Nous sommes aujourd’hui une réalité enracinée dans le territorire, engagée pour la croissance harmonieuse de la communauté. Ci hanno sepolti ma non sapevano che eravamo dei semi e stiamo cominciando a germogliare, anche se la terrra è arida. La poltiica valdostana deve dar vita al Printemps valdôtain, una nuova stagione politica, nel corso della quale tutto rinasce e tutto rifiorisce. Nous sommes le printemps valdôtain. Un nuovo modo di dirsi autonomisti, in cui si smetta di dire che tutto va bene ma si abbia il coraggio di affronare temi come quello degli investimenti. Qui le risorse non sono correttamente gestite. Servono investimenti per valorizzare ciò che possediamo. Come vogliamo sia, la Valle d’Aosta, fra trent’anni? Il domani si costruisce sul territorio, senza soffermarsi sugli equilibri di Palazzo, che dipendono sempre più da sale dove siedono i giudici. Nelle nostre sezioni, ci siamo confrontati su tanti temi, anche scomodi, cercando soluzioni. Gli Enti locali ricoprono un ruolo determinante per il nostro sistema ma oggi hanno serie difficoltà a garantire i servizi perché mancano non i soldi ma il personale. Competenze fondamentali sono stati regionalizzate (Sev, anziani, prima infanzia, rifiuti…) ed è stato un errore. Serve una riforma che permetta agli Enti locali di dare risposte ai cittadini. Mentre in Regione si cercano accordi complicati, noi stiamo con i cittadini. A destra o a sinistra o con gl autonomisti? Dipende dalla volontà di affrontare gli argomenti cruciali. Dialogheremo con tutti in vista delle prossime elezioni politiche ma non con chi mette in discussione l’autonomia e non vuole un cambiamento radicale nel metodo. Il deputato e il senatore non sono due seggi ma coloro che devono aiutarci ad avere le norme d’attuazione, a modificare lo Statuto, a tenere i rapporti con Rfi e tutti gli organismi con i quali è necessario dialogare. Devono essere collegati con la realtà amministrariva regionale. Tutto quello che ho detto è valido solo se chi siede alla Presidenza della Regione partecipa alla riunioni della Conferenza Stato-Regioni (e, nel 2025, così non è stato).
Noi non potevamo fare, prima delle elezioni accordi avendo ancora negli occhi i comportamenti che ci sono stati nei confronti di colui che è stato ed è ancora il leader del nostro movimento: Augusto Rollandin resterà, per sempre, il mostro presidente. Ciò che è successo ieri, ce lo ricordiamo e da lì ripartiamo».

Il rinnovo delle cariche

Nella parte successiva dei lavori, Marco Carrel è stato eletto presidente di Pour l’Autonomie; Aldo Di Marco è stato confermato segretario politico mentre segretario amministrativo è Morena Comola. Del direttivo fanno parte Cristina Camandona, Jean Barocco, Giorgio Giovinazzo e Roberto Montrosset.

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