Nel nuovo episodio di No Wonder abbiamo parlato con Kirsten Karchmer, agopuntora specializzata in fertilità da venticinque anni e fondatrice di Conceivable, un’applicazione che combina intelligenza artificiale e un team di consulenti (nutrizionista, terapeuta, analista dei dati…) per analizzare la salute mestruale.
Il benchmark del ciclo “conceivable”
Secondo Karchmer, basandosi sui dati raccolti in venticinque anni di pratica clinica, un ciclo mestruale privo di anomalie dovrebbe presentare le seguenti caratteristiche: durata di 28-32 giorni, ovulazione tra il quattordicesimo e il sedicesimo giorno, assenza di sintomi premestruali (sbalzi d’umore, tensione al seno, gonfiore, ansia), quattro giorni di flusso di colore rosso vivo senza coaguli né perdite intermedie, e un livello di energia pari a 8 su 10 per due giorni consecutivi senza ricorrere a caffeina o esercizio fisico.
Karchmer sostiene che il 90% delle donne potrebbe raggiungere questi parametri in un periodo di tre o quattro mesi, attraverso modifiche nutrizionali e nello stile di vita. Definisce l’attuale situazione non come un periodo di progresso nella salute mestruale, ma come una “catastrofe mestruale”, sottolineando che la normalizzazione di sintomi come dolore intenso e bassa energia ha mascherato la portata del problema.
L’origine storica dello stigma mestruale
Nel corso della conversazione è stata ricostruita l’origine documentata dello stigma legato al ciclo mestruale. Il primo riferimento scritto alla mestruazione fuori dai testi di medicina cinese classica si trova nel Libro del Levitico, dove viene paragonata a qualcosa di impuro. Successivamente, Aristotele formulò la tesi secondo cui le donne costituissero il sesso inferiore proprio a causa della mestruazione, descrivendo il loro contributo alla riproduzione come puramente materiale (“il terreno”), mentre l’elemento spirituale e intellettuale sarebbe stato fornito dall’uomo. Questa teoria ha costituito il quadro medico dominante per circa diciassette secoli.
Tracker mestruali e protezione dei dati
Un altro tema discusso riguarda la sicurezza dei dati raccolti dalle applicazioni di tracciamento del ciclo mestruale. Dopo l’abrogazione della sentenza Roe v. Wade negli Stati Uniti, si sono diffusi avvertimenti relativi al possibile utilizzo di questi dati in contesti legali, in particolare in stati dove sono state proposte normative che imporrebbero la conservazione del tessuto in caso di aborto spontaneo per eventuali analisi.
Karchmer raccomanda di verificare le politiche sulla privacy delle applicazioni utilizzate, eventualmente sottoponendone il testo a un assistente basato su intelligenza artificiale per ottenere una spiegazione in linguaggio non tecnico, e di valutare l’uso di dati anagrafici non reali nei casi in cui la riservatezza sia una priorità.
Povertà mestruale e accesso alle risorse
Infine, la conversazione ha affrontato il tema della povertà mestruale, evidenziando come il problema non riguardi unicamente la disponibilità di assorbenti, ma anche l’accesso all’acqua necessaria per il lavaggio di prodotti riutilizzabili. In contesti privi di accesso regolare all’acqua, come alcuni campi rifugiati, gli assorbenti lavabili risultano di difficile utilizzo. Le coppette mestruali, il cui costo di produzione si attesta intorno a un dollaro, rappresentano in questi contesti un’alternativa praticabile, potendo essere igienizzate con quantità minime di acqua.
L’episodio completo è disponibile in versione inglese e sottotitolata in italiano, su Spotify, Youtube, Apple Podcasts.