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Il Premio di Arte Contemporanea Valle d’Aosta 2026

Venerdì 26 giugno 2026, il nuovo Premio Arte Contemporanea Valle d’Aosta: uno strumento con il quale la Regione autonoma intende promuovere la creatività del presente e arricchire le proprie collezioni pubbliche di arte moderna e contemporanea.

Un premio per mettere in dialogo arte contemporanea e territorio

Il premio nasce dalla collaborazione tra il Castello Gamba – Museo di Arte moderna e contemporanea e il Forte di Bard, ed è organizzato dall’Assessorato regionale istruzione, cultura e politiche identitarie tramite il Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali. È rivolto ad artisti e collettivi artistici di qualsiasi nazionalità e senza limiti di età, con una formula a invito: una Commissione selezionerà sei nomi cui sarà chiesto di lavorare sul paesaggio valdostano attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.

Gli artisti saranno chiamati a confrontarsi direttamente con la storia e l’ambiente della regione, con sopralluoghi e momenti di ricerca sul territorio, per restituirne una lettura originale. Al termine di questo percorso, la Commissione individuerà l’opera vincitrice, che sarà acquisita nelle collezioni regionali ed entrerà a far parte del patrimonio del Castello Gamba.

La dirigente della Struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali, Viviana Maria Vallet, ha collocato il premio dentro una storia lunga di attenzione all’arte contemporanea in Valle d’Aosta. Richiamando esperienze come il Premio Saint-Vincent per la letteratura e le arti figurative, ha ricordato come iniziative di questo tipo abbiano permesso alla Regione di costruire, nel secondo Novecento, una collezione pubblica significativa oggi conservata ed esposta al Castello e al Museo Gamba.

«Creare un premio dedicato all’arte contemporanea significa farsi promotori di aggiornate istanze culturali, valorizzando artisti e nuove tendenze, ma significa anche ritornare all’anima profonda di questa regione», ha aggiunto, sottolineando la volontà di mettere in rete Istituzioni, curatori ed artisti per portare la Valle d’Aosta al centro del dibattito artistico attuale. L’obiettivo è duplice: incrementare il patrimonio pubblico e offrire agli artisti condizioni di lavoro che li mettano in relazione diretta con il territorio, in una logica di scambio e di site specific culturale.

Gianfranco Maraniello, presidente della Commissione del Premio e Viviana Vallet, dirigente della Struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Regione
Gianfranco Maraniello, presidente della Commissione del Premio e Viviana Vallet, dirigente della Struttura patrimonio storico-artistico e gestione siti culturali della Regione

Le caratteristiche del premio e il lavoro della Commissione

Il Premio avrà cadenza biennale e, per ogni edizione, propone un tema legato alla storia, all’identità, all’ambiente o alla contemporaneità della regione. Per il 2026 il filo conduttore scelto è “Paesaggio: tra contemplazione e risorsa”, inteso in senso ampio, senza distinzione tra ambiente naturale e antropico: paesaggio come “spazio amato”, luogo di meraviglia ma anche di conflitto, spazio di vita quotidiana, di comunità e di trasformazione.

La Commissione è presieduta da Gianfranco Maraniello, critico d’arte e museologo, direttore dei Musei d’arte moderna e contemporanea del Comune di Milano ed ex presidente di AMACI, l’associazione italiani dei musei d’arte contemporanea. Ne fanno parte Martina Angelotti, curatrice indipendente attiva tra ricerca teorica, pratiche partecipative e progetti sulla sfera pubblica, Marcella Beccaria, vice direttrice del Castello di Rivoli e vice presidente di AMACI, Alessandro Castiglioni, vice direttore e conservatore senior del MAGA di Gallarate; Davide Dall’Ombra, storico dell’arte, curatore e direttore di Casa Testori, Luigi Fassi, direttore di Artissima a Torino e Bernardo Follini, senior curator della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Nell’ambito della Commissione, alcuni componenti hanno il compito di individuare i sei artisti invitati, attraverso un lavoro di scouting sul territorio e di analisi della scena contemporanea valdostana, mentre altri parteciperanno soprattutto alla fase di valutazione finale dei progetti. Il percorso prevede anche una presentazione pubblica, al Forte di Bard, dei sei progetti, che consentirà di discutere con il pubblico il modo in cui gli artisti avranno interpretato il tema e il territorio.

Davide Dall’Ombra, storico dell’arte, membro della Commissione del Premio arte contemporanea Valle d’Aosta
Davide Dall’Ombra, storico dell’arte, membro della Commissione del Premio arte contemporanea Valle d’Aosta

Le opere in arrivo: le anticipazioni di Davide Dall’Ombra

Nel corso della presentazione del Premio, Davide Dall’Ombra ha ricordato di avere seguito fin dall’inizio, insieme a Viviana Maria Vallet ed a Ornella Badery, la fase di ideazione del premio, dalla revisione del quadro normativo fino alla definizione del regolamento e del tema di questa prima edizione: «siamo già nella fase di formalizzazione – ha anticipato – i commissari proponenti hanno lavorato, hanno individuato gli artisti e ora si tratta di completare gli incarichi e gli aspetti amministrativi», chiarendo che il lavoro di scouting e di scelta dei sei invitati è sostanzialmente concluso. Dall’Ombra ha insistito anche sul valore dei progetti che non si tradurranno nell’opera vincitrice: «i cinque progetti che resteranno “solo” allo stadio progettuale costituiranno comunque un patrimonio importante per l’Amministrazione, perché in molti casi, nell’arte contemporanea, la fase progettuale rappresenta già una parte essenziale dell’opera». Per il critico d’arte, il fatto che la Regione acquisisca tutti e sei i progetti, non solo quello del vincitore, permetterà di disporre di materiali utili per future mostre, residenze o azioni di valorizzazione, offrendo alla Valle d’Aosta una mappa sfaccettata di sguardi contemporanei sul proprio paesaggio.

Gianfranco Maraniello, Viviana Vallet e l'assessore Erik Lavevaz alla presentazione del Premio arte contemporanea Valle d’Aosta
Gianfranco Maraniello, Viviana Vallet e l’assessore Erik Lavevaz alla presentazione del Premio arte contemporanea Valle d’Aosta

Le visioni di Gianfranco Maraniello ed Erik Lavevaz: il Premio come occasione di relazione

Gianfranco Maraniello ha insistito sul carattere «originale» del dispositivo scelto per il Premio, che non si limita ad attribuire un riconoscimento a un singolo artista ma costruisce un percorso di conoscenza e di relazione tra il sistema dell’arte contemporanea e un territorio specifico: «è l’occasione per creare conoscenze, informazioni e relazioni dinamiche, facendo lavorare curatori e artisti dentro la vita reale di un territorio», ha spiegato, sottolineando il ruolo del “site specific” come chiave per produrre opere che non potrebbero nascere altrove. In questa prospettiva, ha ribadito il fatto anche i cinque progetti che non saranno tradotti in opera vincitrice costituiranno un patrimonio importante per la Regione, sia come testimonianza delle pratiche contemporanee sia come possibile base per future attività espositive o di ricerca.

L’assessore regionale Erik Lavevaz ha letto il premio come «un esperimento» che apre la Valle d’Aosta a un’interpretazione libera da parte di artiste e artisti contemporanei: «abbiamo aperto la nostra realtà a un’interpretazione totalmente libera del mondo dell’arte contemporanea», ha osservato, collegando il progetto alle politiche identitarie dell’Assessorato. L’idea è quella di vedere come l’identità valdostana, dai villaggi alla città, dalla storia romana alle trasformazioni recenti del paesaggio, verrà restituita dallo sguardo di chi arriva da fuori, in forme anche imprevedibili. In questo modo, il Premio diventa anche uno strumento per avvicinare l’arte contemporanea a un pubblico più ampio, superando la percezione di disciplina «di nicchia» e favorendo una maggiore familiarità, soprattutto tra i residenti.

Lavevaz ha inoltre sottolineato l’importanza delle collaborazioni attivate, sia sul piano interno, tra le Strutture regionali e il sistema dei musei, sia sul piano esterno, con musei, Fondazioni e curatori attivi in altri contesti italiani. Questo dialogo, nelle intenzioni dell’Amministrazione, rafforza la capacità della Valle d’Aosta di partecipare alla scena contemporanea senza rinunciare alla propria specificità, evitando «modelli fotocopia» e puntando su una chiara identità culturale.

Un investimento sulla lunga durata

Il budget complessivo del premio ammonta a 120mila euro, di cui 45mila destinati ai riconoscimenti: sei “Premi progetto” da quattromila euro ciascuno e un premio finale da 21mila euro per la produzione e l’acquisizione dell’opera vincitrice. Il resto della dotazione copre i costi di organizzazione, comunicazione e i compensi per la Commissione, con l’intenzione di costruire un appuntamento biennale stabile, capace di avere effetti nel medio e lungo periodo.

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