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Consiglio Valle il 2 e 3 dicembre 2020

Consiglio Valle il 2 e 3 dicembre 2020 (©Consiglio Valle) - La seduta del Consiglio Valle del 2 dicembre 2020

Il Consiglio Valle si è riunito mercoledì 2 e giovedì 3 dicembre 2020, a partire dalle ore 9, per discutere un ordine del giorno composto da 53 oggetti.

Il Presidente Bertin, nelle sue comunicazioni, ha riferito che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso l’inversione dell’ordine del giorno dell’adunanza al fine di trattare prioritariamente il disegno di legge n. 5 in materia di riconoscimento di debiti fuori bilancio. 

È stata inoltre iscritta in via d’urgenza, anche questa con trattazione prioritaria, la proposta di legge n. 1 (Misure di contenimento della diffusione del Covid-19) su cui la quarta e la quinta Commissione hanno espresso parere favorevole producendo un nuovo testo nella riunione di lunedì 30 novembre.

Interrogazioni a risposta immediata

Area rossa e avvio dello sci

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha presentato questa interpellanza per conoscere i riscontri del Governo italiano in merito alla classificazione in zona rossa della Regione e alle modalità di avvio della stagione invernale. Il consigliere Stefano Aggravi ha chiesto che sia messo ordine rispetto al caos visto in questi ultimi giorni e, in particolare, allo screening totale e ai riscontri del ministro Speranza alla lettera inviata dal presidente Lavevaz. Ha chiesto se vi siano tempi certi sull’avvio della stagione invernale. 

Il presidente Erik Lavevaz ha risposto come aver fatto nella conferenza stampa del 30 novembre. Ha aggiunto che il nuovo Dpcm è atteso dopo una serie di trattative svoltesi in sede di Conferenza delle Regioni. Sono stati chiesti parametri chiari, ristori, programmazione in sicurezza della riapertura delle scuole, riapertura delle attività di ristorazione sino alle ore 23, riapertura di palestre e centri benessere nelle strutture alberghiere, riapertura dell’attività venatoria, riapertura degli impianti di sci. Nella serata di oggi si conosceranno i contenuti del decreto. 

Aggravi ha replicato che Roma si è data una logica di agenda del Comitato e non di attenzione agli indicatori. Da questo risulta ancor più evidente che la legge che si discuterà è indispensabile per dare valore all’autonomia valdostana. «Con ancora maggior forza, bisogna chiedere ristori a causa della disattenzione delle istituzioni romane come mai c’è stata nei nostri confronti».

Priorità al Consiglio

Il gruppo Pour l’Autonomie ha chiesto notizie del coinvolgimento del Consiglio regionale e della V Commissione consiliare permanente nelle recenti questioni di carattere sanitario e sociale. Il consigliere Mauro Baccega ha detto che si ripete sempre che il Consiglio Valle deve essere all entro dell’attività politica ma così continua a non essere.

Il presidente Lavevaz ha risposto di non aver ben compreso le domande poste, soprattutto visto che venivano dall’ex assessore alla Sanità. I ruoli nella gestione della pandemia ora sono chiari e definiti. Ha precisato di aver riferito ai consiglieri in maniera puntuale ogni accadimento. In relazione allo screening massivo della popolazione, ha detto che è stata chiesta una valutazione tecnica e sanitaria. La decisione sarà presa nei giorni prossimi. Anche alla luce del contenuto del nuovo Dpcm. 

Baccega ha detto di non aver apprezzato il tono polemico della risposta. Si è detto non soddisfatto della risposta

Debiti fuori bilancio e variazioni

L’assessore Luigi Bertschy ha ringraziato l’intera Assemblea per la collaborazione data affinché potesse essere votato questo disegno di legge: un’opportunità che consentirà di venire in aiuto alle attività economiche e alle famiglie in questo momento di difficoltà.

Il primo emendamento riguardava il titolo della norma, che è diventato: Riconoscimento dei debiti fuori Bilancio della Regione e ratifica di variazioni di Bilancio e altri interventi urgenti.

Il consigliere Aggravi ha annunciato voto favorevole ad alcuni emendamenti ma non alla legge nel suo complesso, poiché contiene il riconoscimento di debiti fuori Bilancio. La norma è stata approvata con il voto favorevole degli altri gruppi.

Misure di contenimento della diffusione del Covid-19

Il testo di legge è stato illustrato dal capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin. La proposta di legge è stata infatti presentata dalla Lega e il testo approdato in aula è stato frutto di una serie di mediazioni. La proposta si componeva di quattro articoli; la legge discussa in aula di sette.

Il co-relatore Giulio Grosjacques (Union valdôtaine) ha affermato che il contributo della componente autonomista delle forze di maggioranza è dovuto al fatto che l’autonomia è stata schiacciata dal livello governativo, nella gestione dell’emergenza e questa norma è dunque necessaria.

«Questa legge dà il senso di cosa si vuole portare avanti, in questa Regione, in un momento così difficile e nel quale non vi è stato buon senso, da parte dello Stato, nel guardare a cosa piccole realtà possono fare pur condividendo gli indirizzi generali», ha detto il consigliere Augusto Rollandin (Pour l’autonomie).

«Questa norme non vuole essere un atto provocatorio nei confronti del Governo nazionale ma uno strumento pratico per gestire questa fase emergenziale, dando la giusta copertura giuridica per poter far corso ad azioni rapide ed efficaci», ha detto il consigliere Corrado Jordan (Vallée d’Aoste Une).

Albert Chatrian (Alliance valdôtaine) ha detto: «Il compito di quest’aula è approvare buone leggi. È fondamentale dotarci di questo strumento che permetterà di compiere scelte utili alla comunità. La montagna è tanto oltre lo sci».

Erik Lavy (Lega) ha sottolineato che non tutto il Consiglio voterà la legge: «La maggioranza si è spaccata su un provvedimento così importante, dopo un mese di Consiglio. E ciò mostra che una parte ha a cuore, come noi, il futuro della Valle d’Aosta e una continua sull’onda della difesa delle politiche del Governo centrale. Con questa legge si dimostra chi è dalla parte dei Valdostani e chi è antivaldostano. E dimostra che la costruzione di una maggioranza ad excludendum è stata una scelta affrettata.».

«Il silenzio di chi non interviene è già una risposta» ha detto il consigliere Stefano Aggravi, che ha proseguito: «L’autonomia è responsabilità. Nel principio della nostra autonomia c’era un rapporto pattizio e paritario con lo Stato. Questo Governo, più di altri, sta sfruttando l’emergenza per altri fini. Questa legge è una linea di demarcazione dei rapporti con Roma».

Il consigliere Claudio Restano (Pour l’Autonomie) ha espresso soddisfazione per questa legge, «che è una risposta al momento che stiamo vivendo». Si è però detto deluso «perché deleghiamo a una norma che deve dare una risposta pratica un forte connotato politico. La difesa delle nostre prerogative deve partire da quest’aula e da tutti i 35 consiglieri».

La consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha commentato: «questo è il progetto di legge numero 1. Non a caso: per dare strumenti concreti alla Valle d’Aosta per esercitare la propria autonomia in un quadro normativo chiaro. Permetterà di passare dalle parole ai fatti, per i quali è necessario avere una visione».

Marco Carrel (Pour l’Autonomie) ha detto: «Dobbiamo sviluppare politiche che guardino oltre la crisi sanitaria che stiamo affrontando».

In sede di discussione generale, il Progetto civico progressista non è intervenuto.

Aurelio Marguerettaz (Union valdôtaine), in sede di dichiarazione di voto ha detto: «I media stanno descrivendo la montagna come il luogo dove c’è la pandemia. Allora in qualche Commissione qualcuno ha detto queste cose. È indispensabile introdurre nel nostro ordinamento questo passaggio. Abbiamo messo in conto che questa legge possa essere impugnata, ma non dobbiamo essere rinunciatari. Spero in un voto unanime».

Il capogruppo di Progetto civico progressista, Erika Guichardaz, in sede di dichiarazione di voto ha detto che si tratta di una proposta di legge che riguarda in buona parte la tutela della salute, che è una competenza condivisa fra Stato e Regione. «La stessa proposta l’aveva fatta la Provincia di Bolzano ma non in un momento di emergenza. Bisognerebbe essere più cauti e dare risposte, mentre questo testo non darà risposte ai cittadini ma contiene limiti, creerà confusione e alimenterà un inutile scontro. Il testo si pone in contrasto con molti passaggi con il decreto legge 19/2020. Rischia anche l’impugnativa dello Stato, soprattutto nell’articolo che riguarda l’esercizio delle attività. Non ci sono novità rispetto alla normativa statale e, anzi, contiene un chiaro riferimento al rispetto dei protocolli vigenti».

Il consigliere Andrea Padovani (Pcp) ha detto: ««Questa legge non fa chiarezza, anzi; non aggiunge e non toglie nulla per quanto attiene la riapertura delle attività commerciali, che sono riprese grazie all’ordinanza regionale. Invece ritengo prezioso lo strumento della Commissione consiliare speciale che abbiamo previsto all’articolo 5 di questa proposta normativa, perché si potranno assumere misure mirate per fronteggiare l’emergenza».

Il presidente della Regione Erik Lavevaz ha affermato: «Questa legge va nella direzione giusta, che è quella che abbiamo già iniziato: dà ordine nella fase di attuazione della gestione dell’emergenza, calandosi nella nostra realtà territoriale. È anche una cornice normativa importante, pur con un orizzonte limitato perché legata solamente al Covid-19. Ma è importante perché ha un respiro politico che vuole far valere il peso dello Statuto valdostano rispetto al Governo nazionale, esprimendo una volontà di determinazione molto chiara. Il Governo italiano ha dimostrato scarsa sensibilità nel capire i problemi della montagna. Non importa se questa legge sarà impugnata: è un segnale forte della nostra autonomia, che fa capire che la Valle ha uno Statuto che vogliamo difendere con tutte le forze».

Il Consigliere Mauro Baccega (Pour l’Autonomie) ha sostenuto: «Il confronto, la condivisione sono importanti non solo per questa legge, ma anche per il futuro della nostra autonomia. Questa è una legge che darà delle risposte significative al comparto non solo sanitario ma anche economico della nostra regione.»

Per il consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA), «questa legge non è altro che il sostegno normativo alle ordinanze che emetterà il Presidente della Regione. Esercitare l’autonomia, significa responsabilità: il Governo centrale non vede di buon occhio le autonomie, ma noi non dobbiamo farci dire da Roma cosa dobbiamo fare per tutelare i nostri cittadini. E questa votazione sarà l’espressione massima dell’autonomia che lo Statuto ci ha concesso.»

Per l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, «è opportuno che il Consiglio supporti l’azione condotta dal Presidente Lavevaz che, con la firma dell’ordinanza, ha assunto una decisione forte. Politicamente possiamo anche avere idee e sensibilità diverse, ma non di certo sulla difesa delle prerogative della Valle d’Aosta come è previsto in questa legge: dobbiamo ritrovarci per difendere i valdostani, anche con leggi come questa. Non ci possiamo permettere di essere trattati come coloro che hanno alberghi pericolosi in montagna. Una montagna che, invece, va valorizzata per le sue peculiarità.»

Il consigliere Antonino Malacrinò ha replicato all’appello di Marguerettaz e Bertschy che, se si fosse voluta un’approvazione un’anime, si sarebbe dovuto procedere diversamente e predisporre un testo diverso «Non si devono illudere i cittadini in questo momento così delicato. Non è questione di essere Valdostani o no ma di prendere decisioni che scongiureranno una terza ondata del Covid- Spero si lavorerà seriamente nella Commissione speciale che abbiamo contribuito a costituire».

Gli ha risposto il consigliere Grosjacques, chiedendogli di «non banalizzare il lavoro che è stato fatto in Commissione. Abbiamo fatto un lavoro radicale. In Commissione non ho sentito richieste né di audizioni né di pareri sulla legittimità della legge. Non è stato dunque fatto perché non richiesto».

Allora Malacrinò ha replicato: «Io ho fatto riferimento all’invito a votare compatti questa norma, dicendo che si trattava di un testo di Commissione. Io ho precisato che se fosse stato di Commissione sarebbe stato diverso. Ma non volevo sminuire il lavoro della Commissione, che è stato corretto».

Il consigliere Renzo Testolin (UV) ha sostenuto l’importanza «di portare le nostre istanze all’attenzione del Governo nazionale, che si dimostra molto miope nei confronti delle piccole realtà. Oggi più che mai il Presidente della Regione ha bisogno di legittimazione politica e normativa per assumersi responsabilità importanti. Questa proposta di legge ci permette di superare le divergenze tra maggioranza e minoranza e di esprimere unità di intenti nell’esclusivo interesse della comunità valdostana: una comunità che deve ritrovare in questo Consiglio un riferimento puntuale per essere rappresentata soprattutto nei confronti dello Stato, troppo spesso carente, quando non assente, nei confronti delle nostre necessità e peculiarità».

«Questa è un’Assemblea legislativa – ha detto l’assessore Luciano Caveried è bene ci siano punti cardine che riportino la sovranità popolare all’interno dell’aula. Questa legge servirà come punto di riferimento per il presidente della Regione che, per fortuna, ha le funzioni prefettizie. La Giunta ritiene che non ci siano stati elementi di giustizia, da parte del Governo, nei confronti del popolo valdostano. In relazione all’incostituzionalià. la legge riecheggia quella approvata dalla Provincia di Bolzano nel maggio 2020. Quella legge, malgrado le minacce, non è stata impugnata. Mi auguro che certe legittime preoccupazioni non si realizzino. In caso di impugnativa, ci troveremmo di fronte a due pesi e due misure».

Aurelio Marguerettaz è nuovamente intervenuto per precisare: «Non è che domani apriranno le piste da sci. Non si devono creare false aspettative».

L’assessore Jean-Pierre Guichardaz ha detto: «Come PCP non ci tiriamo indietro, siamo molto netti quando a livello nazionale sono messi in discussione gli interessi della Valle d’Aosta. In Giunta, con la collega Minelli ho dato incondizionato sostegno al Presidente per la firma dell’ordinanza; diversa situazione per questa legge, che per noi è pericolosa, illusoria, e rischia di essere recepita come un “libera tutti” che può vanificare gli sforzi fatti fin qui. Pur con correttivi, il testo non è cambiato e resta dannoso, perché concepito per rivendicare una giusta idea di autonomia senza tenere in conto la situazione di allarme sanitario. La sua applicazione rischia di obbligare il Presidente della Regione a dover rincorrere le attività da chiudere, producendo un infinito numero di ordinanze per arginare la mancanza di regole condivise. La nostra astensione non è per questioni politiche o perché siamo appiattiti sulle decisioni nazionali, ma risponde al principio di precauzione. Non la votiamo sulla base del principio di precauzione e non perché non vogliamo bene alla Valle d’Aosta, anzi!».

La legge è stata approvata con l’astensione del Progetto civico progressista.

Interrogazioni

Undici interrogazioni sono poste dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, in merito a:

  • piano di controllo per il contenimento e l’eliminazione del rischio di trasmissione intraospedaliera del Covid-19;
  • diffusione della processionaria sul territorio regionale – l’Assessore all’agricoltura, Davide Sapinet, ha risposto: «Da tre anni, in maniera costante, la superficie interessata dai danni è di circa 5.000 ettari: negli ultimi anni però l’impatto della presenza dell’animale si è ridotto sensibilmente, con un interessamento del solo 10% delle chiome. Sono stati catturati quest’anno circa 60.000 individui maschi, in linea con il 2019 ma in netta riduzione rispetto al periodo 2016-2018, quando erano 150.000. A gennaio verrà effettuata un’ulteriore raccolta dei nidi, seguendo le indagini svolte fin qui. L’analisi dei dati permette di dire che le iniziative messe in campo hanno permesso di mantenere numeri più in equilibrio con l’ambiente circostante, riscontrando anche una buona resistenza delle piante; nel complesso, insomma, i frutti del grande lavoro sono emersi. Bisogna comunque continuare a monitorare, considerando anche come l’insetto sia particolarmente agevolato dal cambiamento climatico: le azioni proseguiranno seguendo il calendario già stabilito per gli interventi di operai forestali, del Corpo forestale e di tecnici che portano avanti interventi specifici.» Nella replica, il Consigliere Erik Lavy si è detto «contento della prosecuzione degli interventi di riduzione e contenimento della presenza degli insetti: come evidenziato, occorre però continuare a monitorare la situazione, perché non dobbiamo dimenticare la ciclicità della presenza di questo animale.»;
  • esposto presentato dall’ex titolare dell’attività di pesca sportiva presso il lago artificiale della cava di Avouil a Cervinia; protocolli regionali per il corretto uso di dispositivi di protezione individuale rivolti a studenti e docenti;
  • scelta dell’immobile in cui installare l’Ospedale da campo fornito dall’Esercito – il presidente Lavevaz ha illustrato il sito selezionato e ha detto che, ottenuto il nulla osta da parte dell’Esercito, non sono state effettuate ulteriori ricerche. L’interrogante Nicoletta Spelgatti si è detta soddisfatta, anche se dubbiosa rispetto alla rumorosità del sito scelto e all’opportunità di valutare altre possibili soluzioni che potessero ospitare i pazienti in strutture murarie;
  • svolgimento delle prove previste nel bando per il corso di conseguimento della qualifica di operatore socio sanitario;
  • investimenti destinati ad accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi forestali;
  • interventi per accelerare la definizione delle pratiche per il riconoscimento dell’invalidità;
  • trasferimento di uffici dell’Assessorato ai beni culturali, turismo, sport e commercio; 
  • modalità di conteggio dei tamponi effettuati inviati per il monitoraggio settimanale all’Istituto superiore della sanità;
  • verifiche sul contenuto di un comunicato stampa del Comune di Aosta riguardante la Finaosta Spa.

Sono state tre le interrogazioni a firma del gruppo Pour l’Autonomie:

  • lavori di realizzazione del vallo di contenimento per la messa in sicurezza della frana di Quincinetto – il presidente della Regione Erik Lavevaz, ha risposto: «La Società Autostrade Valdostane ci ha comunicato che per la parte di opere di protezione fisica di pertinenza della concessionaria, a inizio marzo 2020 è stata completata l’installazione di una rete paramassi provvisoria, che consente di proteggere l’infrastruttura autostradale nel caso di caduta di massi di modeste dimensioni e di rimodulare le procedure di gestione e di intervento in caso di allarme. Parallelamente, la SAV sta verificando con gli uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la possibilità di accelerare l’iter di approvazione del progetto del vallo paramassi definitivo in fregio alla carreggiata autostradale: si tratta dell’intervento di maggiore utilità dal punto di vista della sicurezza.  Il prossimo 17 dicembre è prevista, presso la Regione Piemonte, una nuova riunione del Comitato tecnico tra Regione Piemonte, Regione Valle d’Aosta, SAV, Centro di competenza Protezione civile Università di Firenze e il Comune di Quincinetto.» Il consigliere Augusto Rollandin ha espresso preoccupazione «qualora i lavori vengano completati nel momento di maggiore traffico. Chiedo di sollecitare con più forza la soluzione di questo problema ormai decennale, ma che viene sempre messo all’angolo. Ci siamo dimenticati il caos che si è verificato con la chiusura del tratto di autostrada? Ricordo che, in base agli accordi assunti con la Regione Piemonte, la costruzione di un vallo di contenimento e la rimozione delle rocce incombenti dovrebbe avvenire entro il 2020.»);
  • accordi organizzativi tra Assessorato dell’Istruzione e Assessorato della Sanità per la gestione delle situazioni di quarantena scolastica – l’assessore all’istruzione, Luciano Caveri, ha ripercorso la vicenda, «oggi oggetto di un’indagine amministrativa e di un esposto in Procura per capire quanto successo. Il 10 novembre tutti gli alunni della scuola sono stati posti in quarantena successivamente a un contatto stretto con un caso positivo al virus. In considerazione dell’importanza della didattica in presenza, il 18 novembre è stata comunicata la possibilità di effettuazione del tampone rapido al drive in il giorno 19; se l’esito fosse stato negativo, la didattica sarebbe ripresa in presenza il 20. Solo 6 docenti su 27 si sono sottoposti al tampone e l’hanno comunicato via mail nel pomeriggio del 19, quando la segreteria non era più presidiata: di conseguenza solo alcune classi hanno potuto riprendere le attività; si è quindi dovuto rimandare a casa diversi alunni che aspettavano di entrare in classe. L’effettuazione del tampone prima del termine dei 14 giorni previsti non è obbligatoria, ma il lavoratore non è esentato dal darne immediata comunicazione al datore di lavoro.»  Precisato che «le comunicazioni sono state effettuate dalla dirigente alle famiglie e che si seguono le disposizioni fornite dall’Istituto superiore di sanità», l’Assessore Caveri ha concluso: «Avremo a breve una riunione con le autorità sanitarie per chiarirci definitivamente un dubbio: quando i docenti sono chiamati al tampone, esiste davvero una libera scelta? È impensabile che episodi del genere possano ripetersi. Segnalo infine che abbiamo presentato l’esposto in Procura perché la sola inchiesta amministrativa non è in grado di farci capire esattamente quanto successo ed è giusto che ci sia piena chiarezza.» Nella replica, il capogruppo di Pour l’Autonomie Marco Carrel si è detto soddisfatto della risposta: «Il nostro intento era proprio quello di capire come evitare il riproporsi di eventi del genere. È giusto chiarire quali siano gli obblighi degli insegnanti, ma nel caso specifico penso sia mancata la comunicazione: si è creato un corto circuito che ha comportato un problema notevole per le famiglie
  • espletamento del concorso straordinario per il personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado.

Interpellanze

Delle venti interpellanze depositate, diciannove erano del gruppo Lega Vallée d’Aoste:

  • monitoraggio dei tempi necessari per la conclusione dei procedimenti amministrativi – «Molte segnalazioni di cittadini – ha detto il consigliere Sammaritani – evidenziano lentezze burocratiche insopportabili da parte delle amministrazioni locali, dall’erogazione di contributi al rilascio delle concessioni edilizie. Si tratta di ritardi ancora più gravi in un quadro di emergenza: chiediamo quindi al Governo se sia a conoscenza di questo problema e che tipo di monitoraggio sullo smaltimento degli arretrati sia in campo, o quali iniziative siano allo studio in questa direzione.»
    Il presidente della Regione Erik Lavevaz ha dichiarato: «Anche la Valle d’Aosta ha posto attenzione ad alleggerire gli iter amministrativi legati all’emergenza, come disposto dal decreto legge 76/2020 che punta a digitalizzazione amministrativa, diffusione dei servizi di rete e snellimento degli adempimenti a carico dei cittadini. In questo senso è stata attivata una piattaforma telematica dedicata per la gestione delle istanze e l’erogazione delle provvidenze, un accento sulla comunicazione, la creazione di una struttura regionale temporanea dedicata, il potenziamento delle risorse umane delle strutture competenti. Si è lavorato per ridurre al minimo la necessità di presentarsi negli uffici. Guardando oltre a questo periodo emergenziale, invece, va ricordato che il monitoraggio sui tempi dei procedimenti è un’attività strutturale prevista all’interno del Piano triennale anti-corruzione e costantemente effettuato dalle strutture dirigenziali. Ricordo inoltre che qualunque cittadino o impresa che non ottenga nei termini previsti il provvedimento ha quindi il diritto e il modo di chiederne conto e di ottenere il provvedimento conclusivo del procedimento, anche considerando che la mancata o tardiva adozione del provvedimento è un elemento di valutazione della performance individuale e di responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile del responsabile del procedimento.»
    Nella replica, Sammaritani ha osservato che «lo spirito di semplificazione delle pratiche contenuto nelle leggi emergenziali di quest’anno, specificamente la 5 e la 8 del 2020, dovrebbe essere diffuso. Sarebbe opportuno provare ad andare oltre l’emergenza, facendo di questo iter più leggero un modello di riferimento. La direzione verso la quale muoversi è quella di monitorare costantemente la velocità di questo tipo di pratiche: a volte bastano piccoli accorgimenti per facilitare la vita dei cittadini e di coloro che lavorano nelle amministrazioni, sottraendo elementi a volte inutili.»;
  • problematiche relative alla mancata concessione degli aiuti alla monticazione – il consigliere Dino Planaz ha riferito: «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte di allevatori che, pur in possesso dei requisiti necessari, non hanno potuto usufruire degli aiuti concessi a fondo perduto ai sensi della legge regionale n. 17/2016: corrisponde a verità? Nel caso, ci chiediamo quali siano le intenzioni dell’amministrazione regionale per tutelare il gravoso lavoro degli allevatori che non hanno potuto usufruire di questo contributo. Evidenziamo anche come le procedure siano esageratamente burocratizzate
    L’assessore all’agricoltura, Davide Sapinet, ha risposto: «L’aiuto messo in campo per la prima volta quest’anno, dopo 10 mesi di trattativa con l’Unione europea, è strategico non solo per il sostegno economico ai nostri allevatori, ma anche perché sempre più aziende del fondo Valle hanno deciso di non monticare più i capi in montagna, con diverse ripercussioni negative. Voglio chiarire che le istruttorie sono ancora in corso, per cui nessuno al momento risulta escluso. Gli uffici regionali, di concerto con l’AREV, stanno procedendo nelle verifiche: è possibile che una minima parte dei richiedenti non potranno usufruire degli aiuti, ma soltanto perché non in possesso dei requisiti. Stiamo anche valutando alcune misure alternative per quelle aziende che, pur non rientrando nei parametri, presentano una gestione aziendale in linea con l’aiuto. La sburocratizzazione è certamente un obiettivo che ci siamo postinell’ambito della nostra attività amministrativa e, naturalmente, anche per quanto riguarda questa tipologia di contributo
    Planaz ha replicato: «Faccio presente che aziende che si trovano a 1.800 metri sono classificate nel fondo Valle, e per questo escluse dagli aiuti. Non solo: la previsione di aggiungere un carico di bestiame rispetto a quello fissato dalle linee guida europee è un ulteriore schiaffo ai nostri allevatori. A mio avviso c’è un modo per includere tutte le aziende e continueremo a vigilare su questa tematica.»;
  • rispetto della normativa in materia di sicurezza per gli immobili disponibili per la locazione presenti sul sito di VdA Structure – Il consigliere Christian Ganis ha evidenziato «la volontà di alcune attività di affittare a scopo commerciale, artigianale e produttivo i diversi immobili presenti sul sito di VdA Structure, dichiarati disponibili per la locazione. Chiediamo di sapere se tutti gli immobili presenti ad oggi siano compatibili e rispettino le norme di sicurezza per essere immediatamente concessi in locazione.»
    L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha dichiarato: «In questa Legislatura dovremo dare l’impulso necessario affinché VdA Structure possa definitivamente prendere la sua strada. Abbiamo bisogno di una società che sia libera da tutti i vincoli che fino ad ora l’hanno bloccata così come abbiamo bisogno che il patrimonio sia utile alle attività valdostane e alle aziende provenienti da fuori Valle. Segnalo con positività il lavoro che sta svolgendo l’attuale Presidente in collaborazione con Finaosta e la Regione: la società ha presentato il piano di risanamento, ha un bilancio in attivo e deve poter utilizzare la legge 10/2004 che permette all’Amministrazione regionale di finanziare le attività di investimento e manutenzione del patrimonio regionale conferito a VdA Structure. Inoltre, vi è la necessità di aggiornare la convenzione che aveva assegnato delle risorse per fare attività di manutenzione e investimento
    L’assessore ha poi dettagliato i dati relativi agli affitti: «Su un patrimonio di 109 immobili di tipo industriale 76 sono locati e 33 no; sono invece 29 gli immobili agricoli, di cui 25 locati e 3 no: l’80% della superficie è quindi affittata, mentre il 20% rimane da locare. Alcune di queste mancate locazioni sono relative a difficoltà di manutenzione o inagibilità. Sono disponibile per un’audizione in Commissione consiliare per presentare la proiezione futura del lavoro: non possiamo permetterci una società che non possa portare il valore aggiunto per la quale è stata creata. A lei è affidato il nostro patrimonio e bisogna far sì che il patrimonio non utilizzato sia messo a norma e reso utile agli imprenditori.» 
    «Come Lega – ha replicato il Consigliere Ganis – continueremo a vigilare su questa tematica e, visto il degrado avanzato di alcuni immobili posti in locazione, porteremo all’attenzione del Consiglio altre iniziative. Tenuto conto della necessità di strutture del momento, segnaliamo anche l’importanza di destinare gli immobili a supporto dell’emergenza da Covid-19 invece di spendere risorse cercando altre soluzioni.»
  • intendimenti per garantire il regolare svolgimento delle lezioni in caso di attività di indagine epidemiologica del personale docente – «L’Assessorato competente – ha detto Simone Perron – ha deciso di procedere all’attività di indagine epidemiologica nelle scuole, auspicata da noi fin dal mese di ottobre, senza una chiusura delle stesse; le istituzioni scolastiche lamentano difficoltà nel reperire supplenti e nella mancata chiarezza dei protocolli. Esprimiamo inoltre perplessità per il ricorso alla Procura riguardo ai fatti occorsi alla scuola San Francesco, a nostro avviso non opportuno. Chiediamo al Governo come intenda procedere per garantire il regolare svolgimento delle lezioni e ottemperare al fondamentale diritto allo studio
    L’assessore all’istruzione Luciano Caveri ha risposto sottolineando che «lo screening dei docenti ha funzionato bene, con circa il 65% dei 2.200 “testabili” che ha partecipato all’indagine. Sulla ricerca pesa la paura di un “effetto quarantena”, cioè del timore di dover rimanere a casa per due settimane in caso di positività. Sicuramente, in vista di un possibile screening per gli studenti di cui abbiamo discusso in Giunta, bisognerebbe trovare una soluzione diversa rispetto a quella del drive in ad Aosta: dovremo quindi organizzare qualcosa di maggiormente territoriale, verosimilmente facendo riferimento ai plessi scolastici.  Auguriamoci di poter garantire la regolarità dello svolgimento delle lezioni oltre la situazione attuale, con la riapertura che sarà più complicata anzitutto per le scuole superiori: qui la criticità è quella dei trasporti, specie quando ridurremo al 50% la capienza dei bus. La scuola deve essere in presenza, sia per questioni didattiche sia per questioni di socialità. Non si può però negare che la scuola, non tanto per la presenza nelle lezioni quanto per tutto il sistema che vi orbita intorno, possa contribuire al contagio. Una volta arrivati i vaccini, ci saranno ulteriori temi che saranno da affrontare: per mantenere le scuole aperte serviranno senso civico e forse norme di legge.»
    Nella replica, Perron ha dichiarato che «il tema è di difficile gestione, e anche il confronto con i dirigenti scolastici evidenzia delle criticità che meriteranno di avere la massima attenzione, prima fra tutte la questione dei trasporti.»;
  • rimozione delle barriere architettoniche esistenti nelle stazioni ferroviarie della regione;
  • misure per sopperire alle carenze di personale medico-infermieristico;
  • valutazione della necessità di incrementare gli stanziamenti a favore della spesa sanitaria –  Stefano Aggravi ha segnalato che «da fonti di stampa abbiamo appreso che nel corso dell’audizione in quinta Commissione consiliare sarebbe stata “svelata” dalla Deputata Tripodi la cifra di 13 milioni di euro provenienti dal Governo nazionale a favore della sanità valdostana, mentre nella legge regionale n. 8/2020 la spesa sanitaria regionale è stata rideterminata in aumento per circa 14 milioni». Ha quindi voluto sapere «se gli stanziamenti previsti dai decreti legge nazionali siano stati ricevuti dalla Regione e se ci siano altri fondi di provenienza statale relativi all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Gli stanziamenti regionali sono tutti impegnati e/o liquidati? Sono risultati sufficienti o la Giunta ha intenzione di prevederne o richiederne di ulteriori?»
    L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, premesso che «il Governo centrale non ci ha regalato nulla, non siamo stati oggetto di particolare attenzione, ma stiamo parlando di fondi concessi a tutte le Regioni», ha riferito: «Il fondo per spese correnti di 2 milioni 966 mila euro è stato incassato dalla Regione e la somma è stata impegnata nel mese di aprile a favore dell’azienda USL; la cifra di 6 milioni di euro proveniente da un altro decreto è stata incassata in due tranche e anch’essa impegnata a favore dell’USL: una parte è stata già spesa, mentre l’altra, destinata al potenziamento dell’area territoriale, è oggetto di un piano di utilizzo trasmesso per la verifica a Ministero della salute. La somma prevista di 105 mila euro per l’allestimento di aree sanitarie temporanee non risulta ricevuta, ma è stata impegnata e, parzialmente, serve a finanziare la posa di container climatizzati pre-triage del pronto soccorso. Anche le somme previste per la riduzione delle liste di attesa, pari a 1 milione di euro, non sono state ricevute; pur essendo già state impegnate, non sono state utilizzate in quanto l’attività dell’USL è attualmente rivolta a fronteggiare la seconda fase della pandemia. Infine, circa 3 milioni di euro sono stati assegnati per la realizzazione delle opere previste nel piano regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera. Non ci sono ad oggi altri fondi di provenienza statale relativi all’emergenza epidemiologicaLe somme relative alla legge regionale n. 8/2020, per un ammontare di circa 14 milioni di euro, sono state impegnate ma non liquidate all’USL in quanto, trattandosi di fondi a destinazione vincolata e non avendo l’USL manifestato esigenze di liquidità, è stato adottato un sistema di liquidazione a rendicontazione delle somme effettivamente spese. Gli stanziamenti statali, unitamente a quelli previsti dalla legge regionale 8/2020, hanno consentito all’USL di proseguire la gestione in equilibrio economico. Considerata la prosecuzione dei contagi, sarà necessario prevedere ulteriori risorse per finanziare l’attività emergenziale nel 2021
    In sede di replica, Aggravi ha sottolineato: «Nei rapporti tra enti non ci deve essere sudditanza, ma volontà di perseguire l’obiettivo comune di operare nell’interesse della comunità. Mi auguro che la programmazione futura dell’USL sia oggetto di dibattito del Consiglio, nell’intento di definire corretti stanziamenti che possano rispondere alle reali necessità. Occorre anche considerare il fatto che, spesso e volentieri, le limitazioni burocratiche bloccano l’utilizzo effettivo delle somme. La sfida collaterale è quella di poter disporre di processi efficienti e strutture che possano operare, altrimenti sarà inutile stanziare risorse economiche. Sottolineo infine che abbiamo dimostrato che la Commissione ha lavorato ed era a conoscenza delle cifre, contrariamente a quanto apparso provocatoriamente sui giornali: era semplicemente necessario comprendere come i fondi erano nel frattempo stati utilizzati.»
  • riorganizzazione del settore delle manifestazioni sportive, enogastronomiche e dell’artigianato;
  • stato di abbandono delle scarpate adiacenti la linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier nel comune di Aosta – «Le scarpate adiacenti alla linea ferroviaria nell’area a ridosso di via Chambéry e via Grand Eyvia – ha detto la consigliere Raffaella Foudraz – versano in uno stato di abbandono, con accumulo di rifiuti domestici anche ingombranti. Chiediamo che siano individuate le responsabilità di questa situazione, invitando l’amministrazione regionale a farsi parte attiva per garantire un opportuno decoro.»
    L’assessore ai trasporti, Chiara Minelli, ha risposto che «sono pervenute segnalazioni da diversi abitanti della zona, anche a seguito dell’ultimo intervento di RFI che nello scorso mese di agosto ha provveduto al taglio delle piante: il risultato è stato rendere più evidenti i rifiuti abbandonati. La responsabilità è anzitutto dei cittadini che si dimostrano dotati di scarso senso civico; la manutenzione delle scarpate è poi obbligo di RFI, a cui la Regione ha inoltrato richieste di intervento nel mese di settembre e a cui il Comune di Aosta ha inviato una comunicazione il 16 novembre scorso e un sollecito il 30 novembre, ricevendo una risposta che dichiarava l’attivazione di un intervento futuro. Abbiamo chiesto inoltre al Comune di Aosta di verificare la possibilità di intervenire direttamente con i propri strumenti, nell’ottica di un maggior decoro; intendiamo inoltre intervenire presso i Comuni attraversati dalla ferrovia per valutare iniziative coordinate.»
    Nella replica, Foudraz ha detto che «si tratta di una situazione di degrado che purtroppo persiste da diversi anni. È inconcepibile che un capoluogo regionale possa assistere a una situazione simile: a fronte delle tante iniziative informative ed educative sulla gestione dei rifiuti, non troviamo un riscontro nella civiltà di alcuni cittadini. Apprezziamo quindi l’impegno dell’Assessora, augurandoci che si possa arrivare a un risultato concreto.»
  • modalità di fruizione del patrimonio culturale – Il consigliere Luca Distort, ricordata la chiusura di musei, siti culturali e sedi espositive, ha chiesto: «È prevista la possibilità di fruire del patrimonio culturale, nella sua complessità, in diversa modalità? Dato che la criticità del momento comporta seri problemi alle categorie e professioni dell’impresa culturale, non si potrebbe istituire un tavolo di confronto per l’ideazione di progetti specifici, in aiuto una tantum per gli operatori? Vorrei anche sapere se siano state programmate attività sostitutive di didattica museale “a distanza” o in lezione frontale in classe, sulla scia di iniziative già utilizzate in Italia quali “il museo va a scuola” e vorrei conoscere gli intendimenti riguardo ad attività di valorizzazione on line, su canali social, piattaforme web, sia a pagamento che gratuite, per permettere alla comunità di godere di un’offerta culturale che rischia altrimenti di essere azzerata
    L’assessore ai beni culturali, Jean-Pierre Guichardaz, premettendo che si tratta di «un tema immenso così come sono immense le iniziative messe in campo negli anni», ha declinato le varie attività di tutela del patrimonio valdostano «che grazie alle modalità digitali hanno addirittura consentito di ampliarne la fruizione.» L’Assessore ha parlato di «visite virtuali a musei e mostre rese fruibili sul sito internet della Regione e sui canali social, di laboratori didattici online e di video tutorial sui reperti archeologici per mantenere saldo il legame con le famiglie e i bambini, della piattaforma “library online” messa a disposizione dalla biblioteca regionale. La Soprintendenza ai beni culturali sta inoltre realizzando dodici video di promozione dei castelli e dei siti culturali che saranno veicolati sul web e sui canali social. La crisi si è innestata su di un settore già in emergenza da anni e ora colpito ancora più duramente: serve garantire reddito ai lavoratori e supporto economico agli imprenditori del settore; a livello regionale stiamo valutando come integrare e completare le misure di sostegno statali. Stiamo inoltre rafforzando le opportunità di lavoro per gli operatori del settore culturale e artistico: ricordo, a titolo di esempio, l’open call rivolta a compagnie, artisti e performer che operano sul territorio regionale nel campo del teatro, della danza, della musica e delle arti performative. Questa pandemia ha evidenziato la mancanza di uno status giuridico dell’artista: la riforma è necessaria e urgente e da proporre nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. A livello regionale pensiamo a un percorso che porti al pieno riconoscimento della cultura e dell’arte, attraverso l’attivazione di un tavolo regionale che coinvolga tutti gli attori interessati
    Nella replica, Distort, riconoscendo che «il settore è ampio, il lavoro tantissimo e non si può risolvere a breve, tuttavia, va precisato che l’indicatore sulla bontà delle risposte dell’Assessore sta fondamentalmente in un preciso risultato: il coinvolgimento dei professionisti esterni.  Chi ha una partita iva non ha interesse a ottenere ristori, ma ad avere occasioni di lavoro. È estremamente importante e urgente che si mettano in atto tutte le strategie possibili per consentire e creare nuove condizioni e nuove forme di lavoro. Abbiamo un esercito di professionisti che ha una grande professionalità e che deve essere coinvolto; abbiamo una tecnologia che ci permette di individuare certi scenari. Bisogna arrivare a una concretizzazione.»;
  • soluzione delle criticità esistenti nell’ambito della didattica a distanza;
  • organizzazione di visite medico legali in presenza per i pazienti con invalidità civile – Nicoletta Spelgatti ha rappresentato «ritardi se non vere e proprie sospensioni nelle visite, anche a seguito del lockdown, nonché la mancata ricostituzione delle Commissioni di accertamento, anche ormai da quasi due anni come nel caso delle condizioni di cieco e sordomuto civile. Perché la Regione non ha mai provveduto e quante sono le pratiche in sospeso?Come si pensa di tutelare i diritti dei richiedenti l’invalidità, che possono aver diritto a sussidi? Mi chiedo anche se si intenda procedere per effettuare le visite medico legali in presenza: non è accettabile che provvidenze economiche pubbliche vengano erogate solo sulla base degli atti prodotti. Infine, parrebbe che siano state sospese anche le visite volte all’inserimento nelle liste di collocamento mirato: come si pensa di ovviare a questa situazione?»
    L’assessore Roberto Barmasse, ha risposto: «Le Commissioni in questione non sono state ricostituite perché i professionisti hanno rinunciato per incompatibilità. Per risolvere la criticità, abbiamo avanzato richieste anche alle USL del Piemonte. La pandemia ha comportato ritardi anche in questo settore: al 15 novembre risultano essere 27 le pratiche in sospeso, di cui quella del 9 ottobre risulta avere la data più lontana. Le visite in presenza sono sospese dal marzo 2020 ed è in valutazione la ripresa graduale, tenuto conto della recrudescenza della pandemia. Sinora, le Commissioni hanno valutato i singoli casi in base alla documentazione presentata, ma anche con visite effettuate presso alcune strutture sanitarie o al domicilio. Non è possibile prevedere le visite nella sede dell’ufficio invalidi di Saint-Christophe, data l’inadeguatezza della sala d’attesa e di alcuni locali; visto il perdurare del periodo di emergenza, abbiamo provveduto a contattare l’USL per richiedere la disponibilità di strutture ambulatoriali con i requisiti dovuti e siamo in attesa di un riscontro positivo. Analogo discorso per gli accertamenti delle abilità lavorative residue. Segnalo infine che dal 1° gennaio 2020 sono stati effettuati 3.816 accertamenti, fino al 10 marzo in presenza, poi in base agli atti. Ad oggi sono in valutazione le pratiche a far data dal 1° luglio
    Spelgatti si è detta «preoccupata della risposta, soprattutto perché stiamo parlando di persone fragili che non stiamo tutelando a dovere. Ci sarebbero stati vari modi per ricostituire la Commissione per cecità e sordomutismo. Va considerato che dall’esito di queste Commissioni si avvia l’iter per l’ottenimento di provvidenze economiche: senza questo passaggio in Commissione i soggetti non possono accedere alle provvidenze pubbliche a cui avrebbero diritto, e si tratta di risorse economiche necessarie a vivere dignitosamente. Per quanto riguarda le visite in presenza, si sarebbe potuto contingentare l’accesso agli uffici, scadenzando opportunamente gli arrivi. In ogni caso, mi pare che la Regione possa avere altri locali idonei. Sono incresciosi i ritardi anche per quanto riguarda il riconoscimento per l’inserimento nel collocamento mirato. Non provvedere alla tutela dei concittadini più in difficoltà non è degno di una società civile. Ben venga che ci si stia attivando, ma bisogna essere il più celeri possibile.»
  • azioni a tutela del marchio Fontina DOP;
  • interventi a sostegno del settore dell’industria in Valle d’Aosta;
  • fruibilità della falegnameria presso l’Istituto Don Bosco di Châtillon;
  • aggiornamento dei piani pandemici adottati nel 2009 e nel 2013 dal Comitato regionale per la Protezione civile – «Abbiamo appreso dell’esistenza dei due piani pandemici – ha spiegato il capogruppo Andrea Manfrin – scoprendo che proprio quei piani che avrebbero dovuto difenderci dal virus non venivano aggiornati rispettivamente da luglio 2009 e ottobre 2013. Visto il grande lasso di tempo trascorso senza che questi testi siano stati aggiornati, ci chiediamo: in questi anni non ci sono stati cambiamenti? Non è stato necessario redigerne delle nuove versioni? Ma soprattutto, perché le informazioni e le misure adottate nella prima fase della pandemia non sono mai state recepite?»
    L’assessore Roberto Barmasse ha risposto: «Neppure io ero a conoscenza dell’esistenza di questi piani: si tratta però di documenti che non avrebbero potuto aggiungere nulla a quanto fatto, vista l’impossibilità di prevedere una pandemia come quella che stiamo vivendo. Le strutture competenti osservano che in questo tipo di pianificazioni occorre mantenere la coerenza con le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e del Centro europeo per il controllo delle malattie, e un coordinamento condiviso fra Stato e Regioni. Per questo i piani regionali discendono da una pianificazione centrale, garanzia di omogeneità della risposta su tutto il territorio. Quindi, come ha anche avuto modo di dichiarare il Capo della Protezione civile regionale, fin dall’inizio di questa emergenza nel febbraio scorso, il dipartimento di Protezione civile ha inviato a tutte le Regioni un documento per l’attivazione di tutti i soggetti coinvolti e la gestione dell’emergenza è avvenuta secondo procedure ad hoc. Per il futuro, poi, la pandemia che stiamo ancora affrontando non potrà che comportare, una volta terminata l’emergenza, la riscrittura di tutte le pianificazioni pandemiche sulla base delle esperienze che sono state maturate a tutti i livelli.» 
    Manfrin ha replicato: «Concordiamo sull’inadeguatezza dei piani: sono procedure evidentemente superate. Il problema è però precedente alla crisi: il mancato aggiornamento del piano è ovviamente un problema che doveva essere affrontato negli anni passati. Desumo che siano i vertici della Protezione civile e della sanità che avrebbero dovuto agire prima, per coordinarsi all’evolversi della situazione: qualcuno avrebbe dovuto prendere atto dei possibili aggiornamenti da apportare. Ci auguriamo quindi che questi testi vengano rivisti e che si chieda conto del mancato intervento a chi doveva occuparsene.»;
  • modalità e tempi di attuazione del programma di Legislatura in merito alla gestione dei rifiuti;
  • valorizzazione delle attività sportive outdoor invernali – Il consigliere Dennis Brunod ha evidenziato: «Le varie limitazioni dovute alle misure di contenimento della diffusione del Covid-19 condizioneranno la stagione invernale perun settore in cui senza dubbio –  siamo tutti consapevoli – lo sci alpino rappresenta il grande punto di forza della stagione.Le attività sportive individuali svolte in ambienti aperti, da praticarsi su tutto il territorio regionale, sono molto meno esposte ai rischi del contagio in quanto garantiscono le misure di distanziamento sociale:scialpinismo, sci di fondo, ciaspolate, WinterTrail, cascate di ghiaccio, fat bike, skedog, gite in carrozza sono attività che si possono proporre a livello turistico anche in versione notturna. La Giunta ha pensato a un piano di valorizzazione e di promozione specifico, con quali tempistiche e modalità di attuazione?»
    L’assessore Jean-Pierre Guichardaz, ha risposto: «L’Assessorato ha sempre dedicato molto spazio alla promozione nazionale e internazionale di tutte le attività outdoor invernali che il nostro territorio può offrire: giornali, riviste, cartelle stampe, organizzazione viaggi di familiarizzazione giornalisti, blogger, influencer, da cui sono poi scaturiti articoli ad hoc. Nel momento difficile che stiamo vivendo oggi, abbiamo messo in campo azioni per promuovere tutte le attività invernali, tenuto conto del fatto che la montagna resta meta privilegiata e le varie discipline da praticare in questi mesi risultano sempre più determinanti per attrarre i turisti. È stata quindi prevista una serie di iniziative promozionali, oltre al già ordinario e collaudato sito Love VdA: sono già state pianificate azioni mirate su testate di settore e generaliste, nonché in televisione, a partire dal mese di gennaio, in modo da far conoscere anche tutte quelle pratiche oltre lo sci. In base all’esito di queste e all’andamento della stagione, valuteremo ulteriori azioni. Comunico infine che sono state ripianificate per il mercato sia italiano sia internazionale iniziative per il Cammino Balteo, che risulta essere un volano turistico per tutto l’anno e va valorizzato
    Brunod ha replicato: «La mia sollecitazione va proprio nel senso di lavorare in questo periodo per la promozione in vista delle riaperture dei prossimi mesi. Non dobbiamo sempre rincorrere le altre località, in un mondo in cui la concorrenza si fa sempre più forte. La Valle d’Aosta si merita una promozione all’altezza delle sue potenzialità e non possiamo permetterci di compromettere ulteriormente la stagione invernale.»;
  • divieto di abbruciamenti di biomassa vegetale derivanti da attività agricole.

Il gruppo Pour l’Autonomie illustrerà un’interpellanza riguardante le misure di sostegno per i dipendenti stagionali delle stazioni sciistiche. Marco Carrel ha messo l’accento sull’«importanza degli impianti a fune per il tessuto economico della nostra regione: le stazioni hanno bisogno di programmazione e investimenti importanti per poter garantire la riapertura. Chiediamo quindi quali siano gli indirizzi dati dal Governo, pur nella complessità di una situazione in continua evoluzione. Se non fosse possibile arrivare all’apertura, vogliamo sapere quali siano le misure prese per sostenere i dipendenti stagionali e tutti quei lavoratori che operano nell’indotto degli impianti.»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha dichiarato: «La legge che abbiamo approvato ieri darà modo di regolamentare l’attività socio-economica, ovviamente dando sempre priorità alla situazione sanitaria. Nell’ultimo mese abbiamo dovuto adattare più volte il nostro lavoro per la programmazione della stagione sciistica, anzitutto attraverso il protocollo sulla sicurezza proposto a livello nazionale: ad oggi, però, non abbiamo ancora una risposta del Comitato tecnico scientifico. L’indirizzo che abbiamo dato inizialmente è stato quello di aprire, laddove ci sia la possibilità di avere un effettivo utilizzo di flussi capace di coprire i costi di esercizio. In una stagione normale noi ospitiamo 30 milioni di passaggi che danno lavoro a tutti i comprensori: oggi non abbiamo la possibilità di contare su quei flussi e quindi vanno fatte le opportune valutazioni. Il DPCM di questa notte, che limita la mobilità tra regioni e che prevede l’apertura delle piste dal 7 gennaio, richiederà di aggiornare il quadro: occorre però verificare il dettaglio del testo e delle possibilità di azione. Domani incontrerò i presidenti delle società degli impianti a fune per capire come pianificare un’apertura intanto per i nostri ragazzi, sul modello di quanto fatto a Cervinia, ragionando insieme su come organizzare la situazione successiva. Quanto ai ristori, fin qui abbiamo agito a corollario delle norme nazionali, integrando dove necessario o agendo dove abbiamo individuato delle lacune. Contiamo di continuare in questa direzione, anche con le possibilità che avremo con le risorse dell’avanzo di amministrazione del bilancio.»
Replicando, Carrel ha sottolineato «la differenza tra l’emergenza primaverile e questa: allora la stagione era quasi finita, con la scadenza dei contratti dei dipendenti che era ormai vicina. Adesso, invece, i contratti ancora non ci sono. C’è un mondo che va dai camerieri ai maestri di sci che è in sospeso: dobbiamo capire quali sono i nostri margini di azione, sempre nel massimo rispetto dell’emergenza sanitaria. Occorre il più possibile dare risposte chiare, e chiedo che ci sia un’informazione costante su questi temi

Bilancio del Consiglio Valle

L’Aula ha approvato il Bilancio di previsione del Consiglio regionale per il triennio 2021-2023.

Il documento pareggia sulla cifra di 11.532.ooo euro. L’avanzo presunto 2020 è di 1,1 milioni. Di questi ultimi, 150mila euro sono accantonati per la liquidazione delle indennità di fine mandato.

Il presidente del Consiglio ha colto l’occasione per annunciare l’imminente trasferimento dell’Ufficio del Difensore civico in locali accessibili e più idonei.

Giornata della disabilità

Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità una risoluzione depositata in Aula e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari in merito all’inclusione sociale delle persone disabili, focalizzando l’attenzione sui servizi di trasporto.

Il testo, espresso l’impegno dell’Assemblea ad attuare politiche per il miglioramento della rete di inclusione sociale delle persone disabili in tutte le fasi della vita, impegna il Governo regionale a prevedere, per ragioni di equità e di perseguimento dell’inclusione sociale, il rimborso della quota di accesso al servizio disabili relativa al 2020 versata a fine 2019 e a disporre la gratuità di questo servizio nel 2021, qualora venga rinnovata la gratuità generalizzata di accesso al trasporto pubblico locale.

«Oggi ricorre la giornata internazionale delle persone con disabilità – ha evidenziato il consigliere Pierluigi Marquis (AV-SA) nell’illustrazione -: è un’occasione di riflessione e sensibilizzazione, ma bisogna anche provare concretamente a progredire verso la piena inclusione, soprattutto in un momento così difficile di pandemia da Covid-19. Per dare un segno di concretezza e non solo per trattarlo a livello ideologico, abbiamo voluto agire per dare equità a chi vive la disabilità in Valle d’Aosta rispetto ai trasporti

La capogruppo di Progetto Civico Progressista, Erika Guichardaz, ha detto: «Crediamo fortemente nelle politiche dedicate alla disabilità ed è bello che in questa risoluzione vi sia un impegno concreto. Ringraziamo chi ogni giorno si spende per queste fragilità: gli operatori di sostegno, i familiari, gli educatori, che hanno dovuto far fronte nell’ambito dell’emergenza sanitaria a interruzioni di servizi

L’assessore ai trasporti, Chiara Minelli, ha condiviso lo spirito della risoluzione: «Uno dei primi atti di questa Giunta relativi al trasporto dei disabili è stata la delibera del 9 novembre con cui abbiamo approvato la riduzione del 50% per l’accesso al servizio nel 2021, che voleva sopperire alla mancata possibilità di erogare misure di ristoro nella legge 8 per questi cittadini che avevano pagato in anticipo gli abbonamenti. Evidenzio che l’amministrazione regionale spende circa 2 milioni l’anno per il servizio trasporto disabili, a fronte di una compartecipazione degli utenti di 120 mila euro. Dobbiamo considerare che non ci sono solo i minori, ma tutte le persone con disabilità, compresi per esempio invalidi e dializzati. In fase di predisposizione della variazione di bilancio bisognerà poi decidere le risorse da impegnare per eventualmente proseguire il servizio di gratuità generalizzata del trasporto pubblico locale; in quel caso, con questo impegno, ne usufruirebbero come è giusto anche le persone disabili.»

Il capogruppo di VdA Unie, Corrado Jordan, ha ribadito «l’importanza di questa risoluzione: il collega Marquis ha fatto bene a portare l’attenzione su questa giornata perché si fa in modo che il Governo e il Consiglio regionale siano sempre attenti a promuovere una concreta inclusione sociale

Il capogruppo di Lega VdA, Andrea Manfrin, ha «condiviso appieno questa iniziativa perché interessa temi su cui ci siamo concentrati per anni e che danno il grado di civiltà di un’amministrazione e di una comunità. È quindi un segno importante quello che facciamo oggi

Per il capogruppo di Pour l’Autonomie, Marco Carrel, «è necessario dare risposte ai disabili che non hanno potuto usufruire di un servizio che hanno pagato. È una risposta ai più deboli, a chi fatica di più, soprattutto in un periodo come questo.» 

Mozioni

Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità due mozioni, entrambe presentate dal gruppo Lega Vallée d’Aoste: una riguarda il funzionamento del consultorio di Saint-Pierre, l’altra le visite ai siti culturali valdostani da parte degli studenti.

La prima iniziativa, così come emendata di concerto tra i proponenti e l’assessore alla sanità, è volta alla dotazione di un termoscanner e di personale per la completa riapertura in sicurezza del consultorio di Saint-Pierre.

«A causa di gravi carenze – ha spiegato il consigliere Erik Lavy (Lega VdA) -, il consultorio, nonostante l’importanza che riveste per la zona, è aperto solamente tre giorni a settimana; manca la possibilità di rilevare la temperatura corporea all’ingresso, il personale del servizio infermieristico è stato ridotto e non è più presente una figura frontline per smistare le telefonate, accogliere gli ospiti e consegnare i referti delle analisi ai pazienti.Intendiamo quindi impegnare l’Assessore alla sanità a dotare la struttura di un termoscanner o di un addetto che si occupi della misurazione della febbre, nonché a integrare il personale con altre risorse, in modo da garantire l’apertura e i servizi del consultorio come avveniva nel momento pre-Covid
L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, ha evidenziato: «Dal 7 luglio 2020 il consultorio è effettivamente aperto tre giorni a settimana, tutti i giorni per il front office. È in atto una convenzione con l’Associazione nazionale alpini che garantisce all’ingresso della struttura di volontari che, tra l’altro, si occupano della regolazione degli accessi, del rispetto dell’uso della mascherina e della compilazione dell’autodichiarazione di non avere sintomi malattie da raffreddamento o riconducibili al Covid-19. Ed è proprio questa dichiarazione che va in sostituzione della presenza di un termo scanner. Abbiamo dovuto adattarci alla situazione emergenziale, anche per quanto attiene il personale infermieristico, che abbiamo dovuto dirottare in altre strutture. Questa mozione è condivisibile e confermiamo la nostra intenzione di riattivare il consultorio al pieno delle sue attività

La seconda mozione illustrata dalla consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ed emendata su proposta dell’assessore ai trasporti, è volta all’introduzione della gratuità dei trasporti pubblici per le visite scolastiche di siti di interesse culturale della Regione, tenuto conto del fatto che «il costo dei biglietti dei trasporti pubblici è uno degli ostacoli per le visite ai siti di interesse culturale sul nostro territorio. È interesse di tutti che i ragazzi possano avere familiarità con questo patrimonio: è una questione di promozione della cultura e dell’identità culturale. Dobbiamo investire sulle nuove generazioni: è fondamentale che la Regione si impegni a risolvere questo piccolo problema, che può però diventare un impedimento maggiore e che può essere superato con un piccolo investimento sulla cultura dei nostri studenti.»
L’assessore ai trasporti Chiara Minelli ha detto che «non sempre i siti culturali sono sufficientemente conosciuti, anche da parte degli studenti. Questo intervento ha delle complessità legate ai rimborsi, ma lo approviamo come misura transitoria rispetto a un percorso più ampio. È infatti allo studio, nell’Assessorato, un intervento normativo volto a inserire la gratuità dei trasporti regionali per tutti i minori, nella speranza che le scuole possano riprendere al più presto le attività di visita sul territorio

È stata ritirata dai proponenti della Lega VdA la mozione sui tentativi del Governo statale di restaurare un sistema centralista

l Consiglio Valle tornerà a riunirsi dal pomeriggio di lunedì 14 fino a giovedì 17 dicembre 2020.

Pubblicato / aggiornato il 03/12/2020 alle 20:00
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Categoria: Politica e Amministrazione