Allarme bomba alla stazione: le impronte digitali potrebbero far riaprire il caso
Gli artificieri avevano decretato che si trattava di un falso allarme poiché l’oggetto (ancorché collegato a fili elettrici) non conteneva esplosivo.
Era tuttavia stato aperto un fascicolo presso la Procura della Repubblica di Aosta, per procurato allarme, assegnato al sostituto procuratore Carlo Introvigne.
Le indagini scientifiche hanno rilevato sull’oggetto la presenza di impronte digitali che, inserite nella banca dati, non coincidono con quelle di nessun pregiudicato censito.
Lunedi 25 giugno, il fascicolo è stato dunque archiviato ma – qualora le medesime impronte fossero individuate su un’altra scena del crimine o comunque inserite in una banca dati – potrà essere riaperto.
Pubblicato / aggiornato
il 25/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
