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Morto l’alpinista caduto nel crepaccio

Morto l’alpinista caduto nel crepaccio

Il Soccorso alpino valdostano, nel pomeriggio di giovedì 11 luglio, era partito in aiuto di un alpinista caduto in un crepaccio a 3.900 metri slm. L’uomo – di nazionalità polacca – si trovava a circa 25 metri di profondità e c’èera molta neve, dovuta al crollo del ponte di superficie, che è probabilmente ceduto al suo passaggio.
La richiesta di soccorso era stata effettuata dai compagni di cordata. Gli alpinisti procedevano di conserva. 
Hanno operato sul posto guide Tecnici del Soccorso alpino valdostano con soccorritori del Soccorso alpino della Guardia di Finanza ed è stato attivato l’elicottero della Protezione civile.
Intorno alle ore 21 di giovedì, le ricerche erano state sospese a causa della nebbia in arrivo.
Al rientro delle squadre, si era svolta una riunione tecnica per valutare le modalità di prosecuzione delle operazioni.
Le operazioni di ricerca e recupero dell’alpinista erano riprese alle prime luci di venerdì 12 luglio. Si è operato in condizioni estreme: il crepaccio era molto stretto e i soccorritori potevano calarsi con la corda e discensori soltanto uno alla volta, procedendo in profondità e aprendosi un varco con l’impiego di motosega e demolitore.
Al pericolo oggettivo delle operazioni all’interno, si era aggiunto il rischio dovuto alla presenza di numerosi altri crepacci in prossimità della zona operativa, altrettanto insidiosi perché non visibili né individuabili, e al forte vento in quota.
Il corpo senza vita dell’uomo è stato portato in superficie poco prima delle ore 11 e il medico ne ha constatato il decesso. La salma è stata portata nella camera mortuaria di Cervinia.

Pubblicato / aggiornato il 11/07/2019 alle 12:00
Categoria: Cronaca