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L’udienza in Tribunale sui limiti di mandato di Testolin

L’udienza al Tribunale civile di Aosta sul ricorso di AVS – Rete Civica VdA per i limiti di mandato del presidente della Regione Renzo Testolin si è svolta mercoledì 22 aprile 2026. Il collegio dei giudici di Aosta, composto dal presidente Paolo Bernardini, dalla relatrice Giulia De Luca e da Maurizio D’Abrusco, ha ascoltato tutte le parti nel processo e poi si è ritirato in Camera di consiglio, trattenendo la causa in decisione. La sentenza o l’ordinanza arriverà nei prossimi giorni.

Prima ancora di capire chi ha ragione nel merito, i tre giudici devono sciogliere un nodo preliminare sulla loro competenza. La risposta non è scontata, e la difesa ha insistito proprio su questo punto, sostenendo che la causa dovrebbe essere trattata dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) e non dal Tribunale civile, dato che l’oggetto del contendere è una decisione del Consiglio regionale, l’elezione di Renzo Testolin, un atto politico di natura pubblica.
Se i giudici accoglieranno questa tesi preliminare, emetteranno un’ordinanza in rito, dichiarando il difetto di giurisdizione del Tribunale ordinario e rimettendo la questione al TAR. Sarà come ricominciare da capo su un binario diverso. Se invece riterranno di essere competenti, entreranno nel merito della questione con una sentenza, decidendo se Testolin poteva o meno essere eletto alla luce della legge regionale 21 del 2007 sul divieto di terzo mandato.
Il professor Marcello Cecchetti, legale della Regione, uscendo dall’udienza ha infatti evidenziato che: «ci hanno detto espressamente: “non sappiamo ancora se con ordinanza o sentenza”. Quindi significa che non sanno ancora se decideranno in rito o nel merito».

Andrea Morrone con Elio Riccarand, coordinatore di AVS - Rete Civica VdA
Andrea Morrone con Elio Riccarand, coordinatore di AVS – Rete Civica VdA

Il cuore del ricorso di AVS è questo: Renzo Testolin, eletto presidente della Regione il 6 novembre 2025, avrebbe già esaurito i mandati consentiti dalla legge regionale 21/2007, che vieta di ricoprire cariche di governo per più di tre legislature consecutive. Per il movimento politico e il suo consulente, il professor Andrea Morrone dell’Università di Bologna, «numeri alla mano, qui siamo alla quarta elezione di Testolin. È difficile negare un fatto».
«La questione non riguarda soltanto AVS ma l’intera regione valdostana – ha ribadito – perché ha ad oggetto l’esatta applicazione della legge sul divieto di terzo mandato». Il punto, non è solo contare le legislature: è rispettare la volontà del legislatore regionale, che nel 2007 ha voluto introdurre un limite al potere: «la legge c’è, va applicata anche in questo caso».

La difesa della Regione, affidata ai professori Marcello Cecchetti e all’avvocato Riccardo Jans, ha imboccato una strada diversa, attaccando frontalmente la lettura di AVS come «abnorme e assurda». L’argomento centrale: la legge regionale, interpretata così come la intende AVS, comporterebbe che chiunque abbia ricoperto «anche per un solo giorno» una carica di Giunta in tre legislature consecutive non sarebbe mai più eleggibile. Una conclusione che, secondo Cecchetti, viola palesemente l’articolo 51 della Costituzione (diritto di elettorato passivo), l’articolo 3 (uguaglianza) e l’articolo 15 dello Statuto speciale della Valle d’Aosta.
I due legali propongono invece una lettura alternativa: il divieto scatta solo se in entrambe le due legislature precedenti la carica è durata almeno due anni, sei mesi ed un giorno. Nel caso di Renzo Testolin, nella XV Legislatura la permanenza in Giunta è stata inferiore a tale soglia «e noi l’abbiamo applicata così», ha sottolineato Cecchetti. Jans ha aggiunto che la costituzione in giudizio della Regione è stata «consequenziale alla deliberazione del Consiglio che ha eletto il presidente» quindi non una presa di posizione politica, ma la difesa di un atto istituzionale.

Gli avvocati Marcello Cecchetti, Riccardo Jans ed Ulisse Corea
Gli avvocati Marcello Cecchetti, Riccardo Jans ed Ulisse Corea

Per la difesa, la mossa finale, nel caso in cui il giudice dovesse convincersi che l’interpretazione di AVS è l’unica possibile, sarà di chiedere che la questione sia rimessa alla Corte Costituzionale per valutarne l’incostituzionalità. Una mossa che rallenterebbe notevolmente i tempi decisionali. L’avvocato Ulisse Corea, legale personale di Testolin, ha introdotto un ulteriore argomento, sottolineando che il presidente della Regione è un “organo autonomo”, distinto dagli assessori, e la legge va letta tenendo conto di questa distinzione: «pensare che chi ha fatto l’assessore all’agricoltura per una legislatura e l’assessore all’industria per un mese in un’altra non possa candidarsi a fare il presidente è contrario al buon senso».
Secondo il legale, il diritto all’elettorato passivo, garantito dall’articolo 51 della Costituzione, è un diritto fondamentale e le eccezioni vanno sempre interpretate in modo restrittivo.

Il Tribunale ha quindi trattenuto la causa. La decisione arriverà nei prossimi giorni, senza una data precisa. Se fosse un’ordinanza in rito, la partita si sposterebbe al TAR e i tempi si allungherebbero. Se fosse una sentenza nel merito, il destino politico di Testolin e della sua Giunta potrebbe cambiare radicalmente: in caso di accoglimento del ricorso, la carica decadrebbe e il Consiglio Valle dovrebbe procedere all’elezione di un nuovo presidente della Regione.

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