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Una raccolta firme contro l’aumento delle indennità ad Aosta

Uniti a Sinistra ha lanciato una raccolta firme per chiedere il ritiro della delibera del Consiglio comunale di Aosta n. 95 del 29 ottobre 2025, con cui la neo eletta Assemblea consiliare ha aumentato del 20% le indennità al sindaco e, di conseguenza, a tutta la Giunta e ai consiglieri. All’iniziativa è affiancato un questionario civico pubblico, pensato per raccogliere le priorità dei cittadini sull’agenda politica regionale.

La delibera, approvata a fine ottobre 2025, con i 18 voti favorevoli della maggioranza, i nove contrari dell’opposizione e l’astensione del presidente del Consiglio, aveva utilizzato la facoltà prevista dalla legge regionale 4/2015 di aumentare fino al venti per cento l’indennità di funzione del sindaco. Per il primo cittadino l’indennità mensile lorda è passata così a 5.610 euro, cui si aggiungono 1.122 euro di incremento e 1.300 euro di diaria forfettaria per le spese di mandato, per un totale potenziale di oltre 8.000 euro lordi al mese.

L’aumento si è riflettuto sugli altri amministratori, le cui indennità sono calcolate in percentuale su quella del sindaco: circa 5.385 euro lordi al mese per il vice sindaco (80%), 5.049 euro per ciascuno dei sei assessori (75%), 1.683 euro per il presidente del Consiglio (25%) e 1.346,40 euro per ciascun consigliere (20%). Le indennità sono corrisposte per 12 mensilità, con riduzioni in caso di lavoratori dipendenti non in aspettativa e la possibilità, prevista dalla legge regionale, di rinunciare in tutto o in parte ai compensi con dichiarazione formale al Consiglio, pubblicamente espressa dai consiglieri di opposizione Sylvie Spirli (Lega) e Giuseppe Cipollone (Fratelli d’Italia).

Il modulo di raccolta firme, presentato come «iniziativa civica» ai sensi dell’articolo 34 dello Statuto comunale, chiede il ritiro immediato della delibera n. 95 e il ripristino dei precedenti livelli di indennità. Nel testo si ricorda che l’aumento “comporta un significativo incremento della spesa pubblica destinata agli organi politici locali” e che nessun Contratto collettivo di lavoro è stato rinnovato con una simile percentuale di incremento.

Il documento richiama il contesto “di grave difficoltà economica”, segnato dall’aumento dei prezzi di beni e servizi essenziali (acqua, energia, gas, rifiuti), dal caro vita e dal ridimensionamento del sistema di sanità pubblica e dei servizi sociali. Per i promotori, l’incremento delle indennità degli amministratori di Aosta “rappresenta una scelta inopportuna e socialmente inaccettabile” e le Istituzioni dovrebbero dare “un segnale concreto di responsabilità, sobrietà e vicinanza alla cittadinanza”, destinando eventuali risorse disponibili al sostegno delle fasce più deboli e al potenziamento dei servizi pubblici essenziali.

Raimondo Donzel e Francesco Lucat
Raimondo Donzel e Francesco Lucat

Raimondo Donzel (Area Democratica – Gauche Autonomiste) ha spiegato, raccontando l’iniziativa nel pomeriggio di martedì 12 maggio 2026, che l’idea della raccolta firme «era da tempo nel cassetto» ed è stata rilanciata dopo le scadenze referendarie ed «il caos regionale» degli ultimi mesi. «Ci mettiamo la faccia per dare voce ai cittadini indignati perché il primo atto dell’Amministrazione comunale di Aosta, del suo sindaco che ha vinto per 15 voti ma che ancora sub iudice [si attende la pronuncia del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da Giovanni Girardini. n.d.r.], è stato l’aumento delle indennità», ha dichiarato.

Donzel ha ricordato che, prima del ballottaggio, c’era stato un confronto politico tra il gruppo di sinistra e il candidato sindaco: «ci siamo spesi ufficialmente per sostenerlo, poi ha perso il nostro numero di telefono» ha detto, criticando un modo di governare «che si dimentica degli impegni elettorali e dei problemi dei cittadini» subito dopo il voto. La raccolta firme, ha aggiunto, punta a coinvolgere anche cittadini al di fuori dell’area di sinistra e si affianca a campagne nazionali e regionali su salari e costo della vita.

Ivan Palmieri (Movimento 5 Stelle) ha inquadrato la campagna in tre presupposti: ascolto reale dei bisogni, elaborazione dal basso e democrazia partecipativa. «Vogliamo capire nei territori e far emergere le questioni più importanti per portar­le dentro un tavolo progressista – ha spiegato – perché le decisioni nelle stanze chiuse non ci appartengono».
Palmieri ha richiamato il contesto di inflazione e caro bollette, con aumenti su carburanti, elettricità, gas e beni di prima necessità, chiedendosi «che cosa fa il Comune di Aosta» di fronte al peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie.

Francesco Lucat (Rifondazione Comunista) ha ricordato il sostegno dato al secondo turno: «potremmo elencare uno per uno i 15 voti che hanno fatto vincere questa amministrazione» ha affermato, sostenendo che il Consiglio comunale «non rispecchia il quadro democratico» degli elettori aostani.
Lucat ha criticato «il meccanismo elettorale da gioco delle bocce» che porta alla vittoria per pochi voti e, allo stesso tempo, un sistema in cui «il Comune si è auto-applicato una scala mobile del 20 per cento in un colpo solo», mentre l’aumento del costo della vita colpisce soprattutto le classi popolari. Per l’esponente di Rifondazione, in un contesto di crisi internazionale e rincari energetici, la scelta di alzare le indennità rischia di allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica, se questa viene percepita come incapace di migliorare le condizioni materiali.

Carmela Fontana (Area Dem) ha posto l’accento sul questionario civico pubblico, distribuito insieme ai moduli per la raccolta firme: «per una volta vogliamo rendere protagonisti i cittadini, chiedendo loro quali sono le priorità che vivono ogni giorno – ha evidenziato – non devono essere i politici a decidere da soli, ma i cittadini a dire le proprie esigenze».

Carmela Fontana, Ivan Palmieri, Raimondo Donzel e Francesco Lucat durante la presentazione della raccolta firme e del questionario
Carmela Fontana, Ivan Palmieri, Raimondo Donzel e Francesco Lucat durante la presentazione della raccolta firme e del questionario

Il questionario, promosso da Uniti a Sinistra, Area Democratica Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista, raccoglie informazioni su residenza, età e condizione lavorativa e chiede di indicare le principali emergenze della Valle d’Aosta (sanità, casa e affitti, lavoro e salari, trasporti, ambiente e dissesto idrogeologico), le carenze dei servizi pubblici, il peso del costo della vita e le priorità in ambito economico e sociale. Una sezione è dedicata al territorio e alla mobilità (difesa del suolo, manutenzione strade, potenziamento della ferrovia, trasporti pubblici, contrasto allo spopolamento), un’altra alla partecipazione, con domande su strumenti permanenti di consultazione e assemblee pubbliche: «siamo in mezzo alle persone dalla mattina alla sera, i problemi li conosciamo – ha concluso Carmela Fontana – ma raccogliere le firme con le loro priorità dà un senso più forte alla protesta: quello che esce dal questionario guiderà le nostre proposte».

I rappresentanti dei cinque movimento hanno quindi annunciano banchetti e iniziative nelle prossime settimane per raccogliere firme e questionari, con l’obiettivo di depositare la richiesta di ritiro della delibera in Comune e presentare pubblicamente i risultati dell’indagine civica.

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